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Bareggio (MI), Italia

La Collina Del Drago

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planimetria generale

LA COLLINA DEL DRAGO

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schema distributivo

Un nuovo spazio e una nuova struttura per la popolazione scolastica di San Martino

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interno del "drago"

“C’era una volta il Drago di Bareggio, l’amico di tutti i bimbi, che una strega invidiosa addormentò con una pozione magica e seppellì sotto il giardino di San Martino. Ma dopo un lungo sonno, il drago si risvegliò: per liberarsi inarcò la schiena multicolore, spalancò la bocca e scosse le ali sepolte sotto il prato che iniziò a curvarsi e sollevarsi verso il cielo fra lo stupore di tutti…”

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vista dal parco e dei cortili

Il drago fa spavento, ma con i suoi colori e la forma sinuosa è anche un gioco. Entrare nella bocca del drago per andare a scuola è un pò una metafora, è un gioco serio per bambini coraggiosi. Così il drago magari spaventa un pò anche le maestre, diventa un amico per affrontare l’avventura più seria.

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prospetti

L’urbanistica

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viste prospettiche

L’area adiacente al parco urbano di quartiere non presenta un tessuto urbanistico chiaramente definito, verso lo spazio verde si affacciano edifici con volumetrie e fili edilizi differenti che generano un spazio urbano frammentato la cui identità e coerenza sembra essere data più dal parco all’area circostante che viceversa.

Per questo motivo non si è voluto aggiungere un altro volume a sottrazione del parco, ma si è anzi scelto di inserirlo nel verde per non far perdere al parco la sua funzione di collante e di luogo di riferimento del quartiere.

L’idea della collina tenta di non forzare l’inurbamento di un’area verde esistente; l’edificio sotto la collina vorrebbe essere una giusta mediazione tra il costruito e il parco, il verde viene infatti mantenuto, solo fratturato e sollevato. In più una collina in un territorio pianeggiante accentua il richiamo visivo del verde, diventando riferimento immediatamente riconoscibile e individuabile.

Il rettangolo verde della metà a nord del parco viene sezionato, arcuato e ricostituito secondo una regola geometrica basata su un fascio di linee con un’asse principale nella direzione nord-sud intersecate da archi di cerchi con la stessa origine. Questa regola si estende poi anche alla porzione sud del parco, mantenendo le strutture esistenti ma armonizzandole in un disegno unitario, l’onda di cerchi concentrici prende origine dall’edificio per diffondersi verso l’esterno, fino a incrociare i rigidi assi viari ortogonali di contorno.

L’architettura

Il motto “La collina del drago” riassume i contenuti architettonici della proposta progettuale.

Primo intento è quello di mantenere la preesistenza del parco arcuando la superficie del terreno compreso nel rettangolo nord a formare una collina verde. Il profilo della collina è raccordato lungo i quattro lati del perimetro del lotto dai terrapieni che impostano l’innalzarsi del prato che sale poi a costituire i tetti verdi dei vari corpi dell’edificio; la collina è quindi ‘tagliata’ a formare i cortili e le aree verdi davanti alle aule.

Si è mantenuto il dislivello di circa 1 metro tra il piano delle vie e quello del parco che, insieme all’effetto ottenuto con i terrapieni, fa si che dall’intorno l’edificio sembri visivamente immerso sotto un unico manto verde.

Unica emergenza è il corpo del drago che si contrappone alla curvatura della collina e se ne stacca anche grazie al rivestimento in frammenti di piastrelle di ceramica multicolore il cui rinvio è al Parco Guell di Gaudì.

Il corpo del drago costituisce l’atrio e il corridoio connettivo dei vari ambienti dell’edificio e ne è l’asse costitutivo; orientato secondo la direttrice nord-sud, all’estremo nord si spalanca nella bocca-ingresso, mentre all’estremo sud si apre in un cannocchiale che continua idealmente il percorso dell’atrio verso la porzione sud del parco. La “coda” arcuata del drago è anche occasione per una piccola cavea per spettacoli e attività didattiche.

La struttura delle sezioni e degli altri locali dell’edificio (le ali del drago) sono organizzate sullo schema geometrico del fascio concentrico di linee che ne disegnano l’ossatura costituita da setti che individuano, in pianta e nel volume, la divisione spaziale e funzionale fra i vari ambienti dell’edificio. L’ideale continuazione di questi setti costituisce i vari muretti di contenimento terra dei terrapieni rialzati sul perimetro del lotto.