VISTA DEL PATIO INTERNO CHIUSO
© Alberto Mattarozzi . Pubblicata il 22 Marzo 2006.
filosofia della formazione
VISTA DEL PATIO INTERNO APERTO
© Alberto Mattarozzi . Pubblicata il 22 Marzo 2006.
Latto originario del progettare (in cui un soggetto a partire dalle proprie esigenze, definisce i propri obiettivi e la strada che intende percorrere per raggiungerli) si è via via modificato nel tempo, fino a raggiungere la complessa articolazione attuale. Soggetti e interessi diversi hanno arricchito di contenuti e di senso il progetto, che non è più solo momento creativo di ideazione e proposta, ma è soprattutto capacità di garantire la gestione di un sistema di relazioni che si sviluppa in modo dinamico tra domanda e offerta.
TAVOLA 01
© Alberto Mattarozzi . Pubblicata il 22 Marzo 2006.
Anche se le operazioni attraverso cui si deve passare per pervenire ad un risultato sono molte e difficili, lobiettivo raggiunto sarà tanto più valido quanto più avrà saputo fondere soggetti, istanze, finalità tra loro diverse in un’unica forma architettonica e quanto più intelligentemente avrà saputo mediare tra rispetto della tradizione e carica innovatrice del progetto. Si tratta di un problema assai vivo oggi, per lincombere da un lato del rischio di perdersi nei meandri delle norme e della loro osservanza (perdendo il senso complessivo e unitario del progetto e quei margini di libertà interpretativa e creatività che da sempre caratterizzano il ruolo dellarchitetto e del progettista), dallaltro del pericolo (simmetrico al precedente) di concedere troppo ad una propria poetica sottraendosi a quei confronti e a quelle verifiche continue che sono indispensabili per rispondere alle finalità dellopera e allattesa partecipativa delle diverse componenti sociali. Nellambito della progettazione scolastica (a ogni livello) il problema può essere grossolanamente sintetizzato nellobiettivo della realizzazione di uno spazio adeguato alle attività formative, allinterno di scelte strategiche di una filosofia della formazione che detta dimensionamenti e distribuzioni degli spazi, e conseguenti scelte qualitative sui materiali e sulla forma.
TAVOLA 02
© Alberto Mattarozzi . Pubblicata il 22 Marzo 2006.
Progettazione non per uno dei tanti rapporti educativo-didattico-formali, ma per quel rapporto educativo-didattico-formale, lì, in quel determinato luogo, e in quel determinato momento.
VISTA DEL MODELLO
© Alberto Mattarozzi . Pubblicata il 22 Marzo 2006.
Questi dati fanno emergere limportanza del luogo, del circondario, del tessuto, urbano e sociale, in cui ledificio scolastico sta per sorgere; così come i comportamenti e la partecipazione sociale prima ancora che le norme e i regolamenti edilizi.
VISTA DEL MODELLO
© Alberto Mattarozzi . Pubblicata il 22 Marzo 2006.
Le scelte progettuali devono attingere da questi dati e allo stesso tempo proiettarsi nel futuro, cogliendo ciò che nel presente si costituisce quale indicatore di tendenza di ciò che sarà. Aspetti da sempre presenti nella proposta progettuale e in essa implicati hanno assunto con il tempo importanza sempre maggiore giungendo ad esigere unautonoma e particolare trattazione. Così come è successo per il superamento delle barriere architettoniche o alla più recente problematica del benessere e del comfort ambientale, legata alla atossicità dei materiali, alla sicurezza degli impianti, alla gestione intelligente delledificio, alla sua manutenzione, alla sua accessibilità e flessibilità per possibili forme di riuso.
VISTA DEL MODELLO
© Alberto Mattarozzi . Pubblicata il 22 Marzo 2006.
Sono tutti temi legati a quella che possiamo definire una visione ecologico-ambientalistica applicata non alla salvaguardia e difesa della natura, ma alla difesa della cultura del costruito e della sua qualità.
VISTA DEL MODELLO
© Alberto Mattarozzi . Pubblicata il 22 Marzo 2006.
Si tratta cioè di capire quali aspetti del progetto devono costituire la parte forte e resistente e quali aspetti devono offrire gli stimoli e le aperture verso un cambiamento dei comportamenti e delle relazioni sociali; capire e scegliere quanto salvare dellesperienza del passato e quanto introdurre di nuovo sapendo anche rischiare. Applicare cioè procedure progettuali e realizzative tecnologicamente avanzate, non sempre ben accette in ambiti tradizionali come quello dellarchitettura scolastica. Ma in tutti gli aspetti, da quello progettuale, a quello materico, a quello impiantistico-energetico, va colto il punto di equilibrio tra innovazione e tradizione.
VISTA DEL MODELLO
© Alberto Mattarozzi . Pubblicata il 22 Marzo 2006.
convivere con la trasformazione
VISTA DEL MODELLO
© Alberto Mattarozzi . Pubblicata il 22 Marzo 2006.
Ci si è orientati verso una visione dinamica dellopera architettonica capace di convivere con la trasformazione, capace di adattarsi a prevedibili mutamenti degli obiettivi didattici e dei comportamenti sociali, sostenendo una pratica architettonica aperta e flessibile che non voglia scadere nella semplice banalità del contenitore multiuso. Questa difficile mediazione, tra una insostenibile visione eccessivamente statica delle funzioni e dei caratteri distributivi ad esse legati e una visione allopposto troppo dinamica e tale da vanificare ogni caratteristica determinazione tipologica, ha senza dubbio assunto il ruolo di un operatore attivo nel progetto, sempre presente nellorientare le scelte nelle progettazione ai vari livelli.
Un atteggiamento che rompe con una visione tutta deduttiva o burocraticamente tesa a verificare la semplice ottemperanza della norma. Un impegno militante nel progetto, che cerca di capirne i meccanismi costitutivi, riscoprendo il valore orientativo della norma, contemplando anche luso che ne verrà fatto dai futuri utenti e sviluppando le scelte distributive e organizzative, quelle di un appropriato uso dei materiali e del linguaggio architettonico nel rispetto di ciò che circonda ledificio.
La complessità del progetto in una società avanzata obbliga a sentire in maniera più forte e decisa lesigenza di unecologia del costruito da affiancarsi alle attività di conservazione, tutela e difesa dellambiente naturale.
Si è cercato quindi, oltre alla difesa dellambiente naturale circostante, di sviluppare la difesa di una cultura del progetto e di rilancio dellarchitettura e delle sue capacità di inserirsi correttamente e sviluppare relazioni con lintorno sia naturale che costruito.
nessun luogo è uguale ad un altro
Ogni luogo ha delle caratteristiche spaziali, di illuminazione e di percezione diverse. Così, come diverso sarà il substrato sociale e la richiesta fruitiva: non si può prescindere da queste riflessioni quando, nella quotidianità, si è circondati da edifici contenitore capaci delle più disparate acrobazie architettoniche per poter racchiudere la molteplicità delle funzioni imposte. Spesso gli edifici odierni sono del tutto introversi e impermeabili alle contaminazioni degli spazi esterni. Sono spesso solo le funzioni, infatti, a dettare i tempi e i modi; con la sicurezza empirica della speculazione sulla capacità attrattiva delle funzioni immesse, larchitettura passa in secondo piano, arrivando al ruolo di comparsa, nel tentativo di far (poi) quadrare i conti. Una sorta di monumento alla funzione, ledificio contenitore, così concepito, si disinteressa di ciò che lo circonda, sorreggendosi sulle proprie capacità contenitive, si autogiustifica rispetto allambiente preesistente, alle tipologie edilizie e alla città.
Nel significato antico (dal greco asylon) si evince il carattere protettivo della parola asilo; un conto però è proteggere, e un altro è contenere dei bambini
esterninterno
In questo isolato, apparentemente libero e asettico, ci siamo lasciati influenzare dalle preesistenze, ci siamo fatti raccontare le presenze spaziali, i flussi nelle varie ore del giorno, gli accessi privilegiati, le aspettative volumetriche.
Abbiamo cercato di portare il discorso su unaltra ottica, quella della architettura partecipata, sia al livello architettonico che sul piano sociale.
Con questi dati, si è iniziato a vedere il parco come una presenza fondamentale alla quale attingere, senza inaridirla, con la quale dialogare. Si è pensato ad un edificio con un lato a sud molto aperto alle panoramiche sul parco e allo stesso tempo molto luminoso, con la possibilità di molteplici accessi e di rientranze scadenzate, per poter permettere al bambino la riconoscibilità e la percezione dello spostamento, così da evitare il carattere ossessivo di certi prospetti che si sviluppano in lunghezza.
Un lato nord più chiuso, per evitare il disturbo stradale, ma importante nella sua funzione di ingresso, segnalata architettonicamente con una emergenza in corrispondenza dellunico punto prospetticamente forte: la strada che lo coglie perpendicolarmente.
Le corti dei cascinali della vicina via Novara come spazio concluso ma protetto, ma anche le sequenze di chiostri nelle abbazie della periferia milanese, così come limpianto della domus romana, sono i riferimenti tipologici per uno spazio che accoglie e distribuisce. Luoghi che storicamente hanno rappresentato la protezione ma anche edifici dove apprendere, mangiare, vivere. Le bucature e i cambi di livello delle coperture, le ampie aperture sul parco come i piccoli e i grandi patii, fanno sì che ci sia una continua percezione tra esterninterno. Lattività esperienziale percettiva di questo spazio sarà volutamente molteplice nellarco della giornata come in quello delle stagioni, affinché i bambini apprendano in uno spazio che si relaziona con loro accogliendo in sé tutti i cambiamenti esterni possibili. Il patio come tipo distributivo riletto nella possibilità di uno spazio (spatium) che diventa unitario, quando nella bella stagione le finestrature possono venire completamente aperte creando unampia zona comune, totalmente libera, capace di originare molteplici suggestionioni.
Ledificio scolastico pubblico deve rinnovare la propria immagine puntando su un nuovo rapporto con la città: un luogo di facile riconoscibilità, attraente; un intervento di alta qualità architettonica e di presenza materica, con la capacità nel tempo di essere flessibile alle nuove esigenze della città. Per questo la distribuzione delle aule ruota attorno ai tre grandi patii, (con un sistema di tre aule ciascuno), creando una soluzione architettonica unitaria, ma anche suddivisibile in futuro pensando di poter destinare a funzioni diverse il patio più a ovest (con le tre aule), senza minimamente snaturare limpianto.
Per un bambino la scuola materna non è solo il luogo di partenza di un percorso educativo, ma anche la base di unesperienza conoscitiva dello spazio, delle forme, dei colori che sarà termine di paragone per esperienze successive. Lorientamento e la riconoscibilità degli spazi in base alla forma e al colore sono elementi importanti per la sicurezza e lautonomia del bambino, la creazione di ambienti di carattere aperto e fluido contribuisce a dare al bambino la tranquillità necessaria per instaurare rapporti di relazione e per vivere la molteplicità di esperienze legate alla forma, allo spazio, al colore, ai materiali. Tra gli spazi di distribuzione e le sezioni sono posizionati ampi armadi multifunzione che possono contenere giochi e materiale educativo. Per aiutare il bambino nellorientamento e permettergli di riconoscere facilmente gli spazi, tutte le sezioni sono contraddistinte da un colore e sono in parte vetrate per consentirgli di percepire meglio gli spazi. Allo stesso modo le aule per le attività libere-laboratori sono evidenziate da un maggior volume e da una forma differente rispetto alle sezioni. Una serie di schermi solari colorati in maniera differente per ogni sala permette al bambino di ritrovare facilmente il proprio spazio e ripara dal calore estivo dei mesi più caldi. Le finestre alte dei laboratori sono apribili, così da permettere una raffrescamento notturno durante la stagione calda, aumentando il comfort ambientale dei bambini. Due volumi separati sorgono a conclusione del sistema di patii. In uno, a doppio piano, vengono raccolti tutti i servizi relativi alla docenza. Laccesso di servizio che li separa permette lapprovvigionamento tramite servizi di catering. I pasti vengono poi distribuiti dalle cucine allaltro grande volume finestrato destinato a funzionare come mensa.
criteri di sostenibilità: un edificio passivo
Nellambito della fase preliminare di questa architettura partecipata ci è stato chiesto un edificio contemporaneo che sappia interagire con la natura: una macchina abitativa che si relazioni con lambiente. Oggi è possibile costruire edifici a bassissimo consumo, unica possibilità per raggiungere i cosiddetti criteri di sostenibilità. Il progetto si propone di rientrare nella definizione di edificio passivo, cioè un edificio dotato di uno standard costruttivo basato sull’integrazione di tecnologie e materiali appropriati che gli assicurino un’elevata qualità abitativa e una sensibile riduzione dei consumi energetici. Questa tipo di architettura è caratterizzata da un involucro altamente coibentato e privo di ponti termici, con ampie vetrate a sud e dotato di un sistema di ventilazione controllata con recupero di calore che è in grado di sfruttare passivamente gli apporti solari e le sorgenti di calore interne, senza necessitare di un impianto termico convenzionale per il riscaldamento invernale.
Nellambito di una contestualizzazione climatica si propongono finestrature con infissi con elevate proprietà termoisolanti e vetri camera con capacità fotovoltaiche e di antirisonanza. Per la salvaguardia e la protezione dei bambini anche durante il gioco e le attività libere, tutte le finestrature saranno dotate di una parte inferiore antisfondamento.
I pavimenti nei patii esterni sono in legno, mentre allinterno sono previsti in gomma naturale colorata. Si è posta molta attenzione a non proporre materiali che rilascino prodotti inquinanti nellambiente interno al fine di garantire il massimo della purezza dellaria sotto il profilo chimico e fisico in senso esteso. Così, tutti i legni utilizzati sono previsti trattati con impregnanti naturali a base di olio di lino al fine di non creare un film non traspirante e non rilasciare nellambiente alcun agente inquinante; inoltre dove viene utilizzato in esterno la finitura a intonaco, se ne propone uno di tipo fotocatalitico, così da permettere labbattimento di sostanze inquinanti presenti nellaria. Per le opere di lattoneria della copertura si è scelto il rivestimento in zinco-titanio per le sue qualità di bio-ecologicità, nonché per le sue caratteristiche cromatiche che bene si contestualizzano con il parco e con l’ambiente urbano.
Si propone un impianto di riscaldamento a gas con caldaia ad alto rendimento e a bassa emissione di inquinanti. Tale impianto funziona meglio a bassa temperatura e permette l’installazione di un impianto a pareti radianti con serpentini sotto intonaco che consente una facile distribuzione degli arredi e una flessibilità nell’utilizzo degli spazi (odierna e futura), oltre ad evitare la presenza di elementi sporgenti potenzialmente pericolosi per una scuola materna. Lo scambio di calore avviene principalmente per irraggiamento e grazie alla notevole estensione delle pareti radianti si ha la sensazione di essere avvolti dal calore; non si creano apprezzabili moti convettivi evitando la stratificazione dellaria stessa e il trasporto di polveri o di altre particelle, ad esempio gli acari, che sono spesso la causa di numerose allergie. Sulle coperture opportunamente orientati, saranno posti dei pannelli fotovoltaici e dei collettori solari per garantire, rispettivamente, un buon apporto di energia elettrica e ottenere acqua calda.
Per la tutela degli ambienti da un inquinamento elettromagnetico gli accorgimenti sono innanzitutto una distribuzione a stella dell’impianto che, evitando la formazioni di anelli chiusi, limita la formazione di campi elettromagnetici; in secondo luogo, il posizionamento, per la totalità dell’impianto in adiacenza delle aule ad uso continuo, di cavi schermati la cui caratteristica è di ridurre fortemente la creazione di campi elettromagnetici dannosi per la salute.
Dal punto di vista economico, un edificio passivo può essere oggi realizzato a costi concorrenziali, poiché la sua realizzazione incide per meno del 10 per cento sul costo dellopera, mentre i benefici a livello di risparmio energetico e sulla salute hanno ricadute per lintera vita architettonica.