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Bareggio (MI), Italia

Non Come Quando Fuori Piove [2]

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vista prospettica da nord-ovest

PRINCIPI FONDATIVI

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pianta quota ingresso

La nostra proposta si fonda su due principi e finalità essenziali:

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spazio comune

-1 garantire ai piccoli che lo vivranno uno spazio ludico ordinato ma sorprendente;

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fontane vive

-2 ampliare quantitativamente e qualitativamente il rapporto dell’ “edificio”, e di conseguenza dei suoi piccoli ospiti, con lo spazio aperto.

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al primo gruppo di sezioni

In quest’ottica abbiamo deciso di abbandonare la “forma edificio” e conformare gli spazi interni al di sotto di un vero e proprio parco in quota configurato dai tetti giardino e dalle rampe che servono a raggiungerli.

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sezione longitudinale

L’area a disposizione è stata così divisa in nove fasce di 6×102 metri, ognuna con un profilo longitudinale differente.

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sezione trasversale

Questo approccio rende possibile una interconnessione totale tra gli ambienti coperti, le aree a verde in quota bassa e la aree verdi in quota “coperture”. Lo spazio interno che si viene così a configurare risulta essere “ordinato” da una parte, poichè la matrice della partizione in fasce è ben evidente, ma d’altra parte “sorprendente”, poichè muovendosi all’interno si scoprono prospettive e scorci inediti in quanto non rispondenti ad alcuna tipologia architettonica.

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dal giardino a nord

Quasi tutti gli ambienti sono delimitati da pareti vetrate più o meno mobili: in questo modo il rapporto tra le varie sezioni e quello con l’esterno si realizza sia a livello percettivo che distributivo, favorendo l’interazione tra bambini impegnati in diverse attività in diversi punti della scuola (nella pedagogia montessoriana si fa riferimento ad ambienti che favoriscano la “circolazione di energia” tra i bambini).

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angolo nord-est

ORGANIZZAZIONE INTERNA E ACCESSI

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angolo nord-ovest

L’ingresso è posto sul fronte prospiciente via San Protaso; la movimentazione delle prime due fasce consente di ottenere un’ampia zona di sosta per gli accompagnatori dei bambini, una zona parcheggio per gli insegnanti e, adiacente a questa, un’area di carico e scarico di pertinenza del blocco servizi (cucina e lavanderia) posto al di sotto della terza fascia.

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dall'area riservata al personale

Gli ambienti coperti (blocco servizi, tre sezioni di tre aule ciascuna, spazi comuni) si articolano nelle successive cinque fasce, in una successione che coinvolge sempre in contemporanea le due quote dell’impianto.

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fronte ingresso

All’interno non c’è distinzione tra spazi serventi e serviti poichè tutto è utilizzabile e percorribile, nonchè percettibile nella sua totalità.

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angolo sud-ovest

Dall’ingresso è possibile avere una visione totale di tutto lo spazio interno grazie alle trasparenze delle pareti vetrate e allo schema distributivo: i percorsi di distribuzione alle varie sezioni sono, così, immediatamente fatti propri dai bambini.

Lo schema di aggregazione delle tre sezioni consente, quindi, molteplici possibilità di interrelazione: tra le aule e lo spazio per le attività libere, tra quest’ultimo e le aree esterne, tra gli ambienti comuni coperti e le aule stesse. Lo spazio connettivo tra le sezioni è totalmente utilizzabile per le attività collettive; nella grossa area centrale, illuminata dal giardino d’inverno a cielo aperto, può essere organizzata la mensa quotidiana, data la facile comunicazione con i locali della cucina (d’altronde la versatilità dell’impianto consente lo svolgimento di attività plurime; pensiamo alla proiezione di video, a rappresentazioni teatrali dei bambini, all’esposizione dei lavori fatti in aula, a tutte quelle attività che possono coinvolgere i bambini di più sezioni). Inoltre la continua permeabilità dell’impianto rispetto agli spazi aperti consente ai bambini di poter accedere sempre, da ogni sezione, al verde esterno, senza dover passare attraverso gli spazi connettivi coperti.

LA SEZIONE

La sezione realizza in maniera puntuale l’obiettivo di offrire ai bambini uno spazio ludico ordinato ma sorprendente: da una parte la matrice modulare delle fasce che omologa gli spazi interni in una dimensione immediatamente riconoscibile, dall’altra la possibilità di modificare “fisicamente” le caratteristiche dello spazio interno attraverso la movimentazione da parte dei bambini stessi (per quanto è possibile) di molte componenti dell’arredo. Pareti mobili composte da elementi in legno e in spugna, scorrono tra il pavimento e il soffitto sia per garantire ulteriore raccoglimento che per suddividere a piacere lo spazio dell’aula; fasce in legno addossate alle pareti a nord si piegano a formare ripiani per i cassetti dei bambini e strutture a incastro di tavole che possono fungere da seduta o tavolo da lavoro. Gli stessi arredi (sinteticamente elementi modulari 50×50 cm aggregabili) possono essere variamente disposti dai bambini, anche verticalmente, in una sorta di rastrelliera che funzione anche da separazione ottica tra le sezioni accoppiate simmetricamente. Gli elementi in spugna sono manipolabili dagli stessi bambini, a seconda di ciò che vogliano o non vogliano vedere.

La distribuzione interna degli arredi può svilupparsi liberamente, a seconda delle opportunità ludiche; l’utilizzo combinato degli arredi mobili (tavolini e sedie), delle postazioni a “incastro” della parete e degli arredi mobili consente di variare il rapporto di continuità tra l’aula e lo spazio comune delle attività libere.

BIOCLIMATICA

La configurazione di spazi destinati ad ospitare i bimbi non può che tendere che al raggiungimento di requisiti di alto confort ambientale;

in particolare si è tenuto conto del soleggiamento, dell’isolamento termico e del condizionamento naturale.

-il sole viene catturato dalle pareti vetrate nella stagione fredda e i suoi raggi più caldi sono mascherati da opportuni sbalzi caratteristici del sistema di copertura;

-la maggior parte della copertura è destinata a verde: il terreno è un ottimo isolante termico e un buon tetto giardino trattiene più a lungo il calore in inverno e protegge dai raggi solari caldi;

-la disposizione planimetrica delle varie sezioni consente ai venti prevalenti di minimizzare gli effetti fisiologici dovuti ad un elevato tasso di umidità;

-l’adiacente parco e l’inserimento dell’acqua

che fascia i lati sud ed ovest saranno fonti da cui prelevare aria fresca da canalizzare nella scuola.

-la dimensione della fascia d’acqua consente di recuperare parte dell’acqua piovana che attraverso i banchi ghiaiosi e le “fontane vive” viene rivitalizzata e fitodepurata.

-la scelta dell’installazione di ” fontane vive” si fonda sulle basi degli studi delle flow form inerenti le forme più adatte ai movimenti naturali dell’acqua. Le ” fontane vive” sono in armonia con le forme dell’acqua, le parti concave della fontana permettono all’acqua di

fluire in forma “lemniscata” e benchè il contenitore sia fisso, una portata

ed una forma appropriate permettono l’instaurazione di un ritmo…

...come un cuore che inizia a battere.