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© Lorenzo Berni . Pubblicata il 23 Marzo 2006.
Il progetto della nuova scuola materna nel quartiere S. Martino di Bareggio si presenta come l’occasione per una riqualificazione architettonica e urbana dell’intera zona di intervento. L’edificio scolastico si pone come elemento
Pianta
© Lorenzo Berni . Pubblicata il 23 Marzo 2006.
dinamico all’interno del sistema urbano ed è in grado di instaurare nuove e più ricche relazioni tra gli utenti bambini/famiglie/insegnanti e il contesto urbano e il tessuto sociale circostante. Il vasto spazio libero,
posto tra la via Madonna Assunta e la via San Protaso, risulta oggi scarsamente utilizzato e privo di una propria identità urbana, che invece può essere ridefinita attraverso un intervento architettonico dalla forte
riconoscibilità e allo stesso tempo dalla sensibilità di inserimento in un contesto che si presenta frammentato, verso nord, e fortemente caratterizzato da impianti residenziali, verso est.
L’edificio assume il ruolo di una nuova centralità, pensando a un’interpretazione “estensiva” della tipologia scolastica, che non sia solo scuola materna, ma possa contenere in sé servizi utilizzabili da un’ampia fascia della cittadinanza, fino a diventare polo di riferimento e luogo di socializzazione per l’intero quartiere.
Le linee guida
Nella progettazione architettonica del nuovo edificio si sono voluti assumere come linee guida alcuni principi:
Riconoscibilità: l’organismo scolastico deve manifestare negli spazi e nella struttura una sua identità specifica, in modo che utenti e cittadinanza possano identificare l’edificio come luogo pubblico e didattico, dove la funzione sia chiaramente riconoscibile nella forma. Relazione con il contesto: La nuova struttura scolastica si rapporta fortemente con lo spazio esterno, consentendo ai bambini di essere costantemente in osservazione e interazione con tutto quanto accade intorno a essa. In questo senso si studiano, oltre agli spazi interni e al disegno degli spazi esterni, una serie di spazi di mediazione, filtro tra interno ed esterno, nel quale il verde e il giardino posano essere fisicamente a contatto con le aule della scuola materna.
Orizzontalità: l’impostazione in senso orizzontale nella distribuzione degli ambienti è largamente sperimentata nei nidi e nelle scuole e risulta fortemente adeguata alla quotidianità dei giovanissimi utenti. Essa costituisce dimostrazione di pari dignità e pari socialità, in un luogo dove ogni funzione è parimenti accessibile, senza gerarchia tra ambienti di lavoro degli adulti e dei bambini.
Centralità dello spazio collettivo: la scuola rappresenta il luogo nel quale nascono e si sviluppano le relazioni sociali. L’educazione alla socialità trova la sua concretizzazione in un ampio spazio centrale, luogo entro il quale i bambini possono sviluppare una identità pubblica e apprendere le relazioni sociali, uno spazio metaforicamente corrispondente a quello della “piazza” nello spazio urbano tradizionale.
Flessibilità: l’architettura dell’edificio scolastico è pensata in modo da consentire una forte trasformazione degli spazi: nell’arco della giornata essa può adattarsi alle diverse attività pedagogiche ed educative elaborate per gli utenti bambini, mentre alla chiusura delle attività scolastiche gli spazi comuni possono ospitare attività ricreative per un pubblico diversificato.
L’organismo in sé inoltre è progettato come assemblaggio modulare di cellule base da tre sezioni, che possono essere realizzate anche in fasi successive, senza compromettere il disegno complessivo del sistema. Questo significa la possibilità di programmare da parte dell’Amministrazione pubblica la costruzione dell’edificio in base a esigenze attuali e future e in base a una dettagliata pianificazione economico-finanziaria.
Trasparenza: considerata l’importanza nella fase evolutiva dello sviluppo della percezione si pone l’accento sull’utilizzo di pareti vetrate disposte in maniera tale che i bambini possano avere una ampia visuale sulla profondità di campo degli ambienti e grazie a ciò rapportarsi con uno spazio sotto controllo, da loro governato.
L’architettura
Il nuovo organismo scolastico prevede un impianto planimetrico a “L”, le cui braccia individuano le due aree funzionali destinate rispettivamente alle attività didattiche, con aule e atelier, e alle attività collettive, con salone comune, refettorio e servizi collegati. La struttura è interamente a un unico piano fuori terra, con altezze variabili, a seconda che si tratti delle vere e proprie aule o degli spazi di connessione e comuni.
La relazione con il contesto
Il progetto sceglie di localizzare l’ala con gli spazi collettivi lungo la via Pertini, in modo da definire un nuovo bordo urbano verso gli spazi destinati a parcheggio e verso gli edifici residenziali prospicienti alla via. L’ala con gli spazi destinati ad aule e atelier è posizionata al centro dell’area verde, il fronte è collocato in linea con il confine del lotto assegnato, ma arretrato rispetto a essa in modo da individuare due diverse tipologie di spazio verde, verso nord e verso sud. Il progetto sceglie di rompere la rigida geometricità dello spazio verde esistente, caratterizzato da due assi pedonali perpendicolari fra loro, che trovano la loro ragione nell’edificato residenziale circostante ma che non sembra opportuno replicare nel nuovo assetto. A sua volta cerca un forte rapporto fisico e visivo con lo spazio verde esistente, che si concretizza nella definizione di un confine verde a siepe, che non separa gli spazi ma si limita a individuare ambiti differenti.
La viabilità e gli accessi
L’ingresso principale della scuola è posizionato sul lato est del comparto, sulla via Pertini, in corrispondenza dei parcheggi esistenti, in modo da rendere il complesso immediatamente accessibile da un pubblico che si muove in automobile. L’entrata è definita da un ampio spazio coperto, in diretta relazione visiva con il parco, diventando una vera e propria piazza pubblica, segnalata dal punto di vista architettonico da un volume ellissoidale rivestito in legno.
L’approdo dal parco e dall’asse pedonale esistente è segnato da uno spazio aperto pubblico pavimentato, pensato come luogo della sosta, mediazione verso l’ingresso vero e proprio della scuola. Dal punto di vista della riorganizzazione dei percorsi esterni e di connessione con il nuovo edificio, si è pensato di completare l’anello della pista ciclabile, facendola correre tutto attorno al parco, in modo da dare maggiore significato ai due viali ortogonali che lo solcano e garantirne una migliore accessibilità.
L’eventuale ampliamento delle zone a parcheggio può essere ricavato lungo via Pertini, tra i limiti dell’area di progetto e l’ingresso esistente al parco.
Un ingresso di servizio carrabile, con un’area di carico e scarico, è collocato sul lato nord e serve da le cucine della refezione e i locali tecnici.
Gli spazi e le funzioni educative
Gli spazi della scuola materna presentano una struttura architettonica fortemente legata alle funzioni educative e pedagogiche che devono ospitare.
Attraverso una bussola vetrata si è introdotti nel luogo dell’accoglienza per bambini e genitori, pensato come un ampio salone colorato e illuminato dalla luce del mattino. Da questo spazio si aprono verso sud gli accessi alle sezioni didattiche e verso nord alla refezione e ai locali di servizio. Dallo stesso atrio si accede a una sala polifunzionale, che viene usata per rappresentazioni teatrali dei bambini, attività psicomotorie fino a trasformarsi nello spazio per la nanna dei più piccoli. Nelle ore serali o nei giorni festivi, in cui la scuola è chiusa, la stessa sala può essere usata dalla cittadinanza per diverse attività ludico-ricreative.
In corrispondenza dell’ingresso si trovano inoltre una sala per l’assistente, utilizzabile anche come infermeria, un blocco di servizi accessibile a persone diversamente abili e un piccolo deposito.
Gli spazi per attività ordinate sono organizzate in nove sezioni, raggruppate in tre cellule base da tre aule ciascuna. Ogni aula è pensata come un “micromondo” autonomo, ma fortemente legato al contesto circostante,
in particolare allo spazio esterno. Verso sud si aprono ampie vetrate che danno sul giardino didattico, il “Giardino delle esperienze”, mentre aperture più misurate verso est e ovest danno su zone pavimentate, pensate come vera e propria estensione delle stesse aule durante le stagioni miti. Ogni aula è divisibile all’interno con arredi mobili o tendaggi, in modo da poter ricavare allo stesso tempo spazi diversi per attività da svolgere al tavolo o attività speciali.
Gli spazi per attività libere si articolano fra una cellula e l’altra di aule, dando luogo a spazi ampi, fortemente adatti ad attività come correre, cantare, giocare in gruppo. Tali spazi sono caratterizzati da un volume più alto rispetto alle aule, in modo tale da consentire un illuminazione dall’alto e fungere anche da camini di ventilazione naturale. Pareti colorate, ampie vetrate verso sud e accessi al giardino didattico completano l’architettura dei luoghi destinati a questo particolare aspetto dell’educazione dei piccoli.
Ogni sezione è dotata da una zona adibita ad attività pratiche, quali spogliatoi dotati di armadietti per i bambini, mentre i locali lavabi e servizi igienici sono posizionati in blocchi compatti verso nord, in modo da svolgere
anche la funzione di “tampone termico” dell’involucro edilizio. Gli spogliatoi, i depositi e i servizi igienici degli insegnanti sono distribuiti omogeneamente in corrispondenza delle sezioni didattiche.
Gli spazi per i servizi, quali la cucina, lo spogliatoio per il personale, la dispensa, la centrale termica e una piccola lavanderia, sono posizionati nella parte nord dell’ala di ingresso, dotati di ingresso indipendente dalla strada. La sala della refezione, a diretto contatto con la cucina, si affaccia sul parco della scuola e su uno specchio d’acqua. Le ampie vetrate sono opportunamente schermate da una pergola verde.
Il progetto dei giardini è uno dei punti cardine della nuova scuola materna. Il rapporto con il verde e l’esperienza diretta dello spazio aperto diventano un importante principio progettuale, che si esplica da un lato nel contatto visivo, consentito dalle ampie vetrate che danno luce a ogni aula e consentono di osservare costantemente il ciclo stagionale, e dall’altro in una “esperienza sul campo”, che sviluppi una sensibilità tattile e olfattiva del bambino, in linea con le più aggiornate tendenze pedagogiche e con quanto prescritto dalla normativa vigente in materia di scuole materne.
In questo senso si pensa a due ordini di spazi verdi: verso sud un’area più didattica, definita il “Giardino delle esperienze”, dalle dimensioni più contenute e organizzata attorno piccoli orti, a differenti trattamenti delle superfici pavimentate, a un filare di alberi da frutta, che assolvono tra le altre anche alla funzione di controllo microclimatico e fungono da schermo naturale verso le aule; verso nord invece si costituisce un’area più libera, il “Giardino dei divertimenti”, destinato ad attività ludiche all’aria aperto, con accesso diretto dagli spazi per attività libere e dal locale refettorio. Il giardino ludico è separato dalla strada da un percorso sinuoso in ghiaia e protetto da una fitta cortina alberata, che protegge lo spazio anche dai venti freddi provenienti da nord.
L’economia dell’intervento
Il progetto della nuova scuola materna propone un utilizzo oculato e vantaggioso delle risorse finanziarie ed energetiche, al fine di ottenere un edificio di alta qualità architettonica, con il minor dispendio possibile e con nessuno spreco. In questo modo le risorse finanziarie dell’Amministrazione pubblica possono essere impiegate per la realizzazione di un complesso “intelligente”, che tiene conto della possibilità di una sua realizzazione per fasi, della sua trasformabilità in base a esigenze diverse e di un utilizzo di risorse naturali per la sua gestione energetica.
In questo senso si sviluppa uno schema basato sull’aggregazione di cellule base, che contengono le sezioni, in modo che si possano realizzare in tempi diversi i tre nuclei di aule, senza che ne risenta l’architettura complessiva del luogo. Questa scelta permette all’Amministrazione pubblica di preventivare l’investimento economico in più fasi. Inoltre la flessibilità degli spazi progettati prevede che lo stesso luogo possa diventare spazio di aggregazione per tutta la cittadinanza, perdendo il carattere di monofunzionalità che spesso caratterizza gli edifici scolastici. Per questo motivo l’ala con gli spazi collettivi viene pensata come autonoma dagli spazi delle aule, in modo che possa vivere di una vita propria anche nei momenti di chiusura della scuola.
Infine l’architettura dell’edificio tiene conto di principi di eco compatibilità, con un evidente vantaggio sui costi di gestione, oltre che manifestare una profonda attenzione verso la tematica ambientale. In questo senso il progetto mira a una riduzione dei consumi energetici, cercando di ridurre il consumo di energia sia a livello di produzione dei materiali di costruzione, sia a livello di gestione e manutenzione dell’edificio. Questo si concretizza nella scelta di un orientamento che permette di avere ampie aperture vetrate verso sud-est, in modo da catturare il calore solare nella sua massima espressione e farne una fonte di riscaldamento per gli spazi delle aule; le stesse aule vengono però protette dall’eccessivo irraggiamento nella stagione calda attraverso una cortina di alberi. Un fronte più chiuso, che contiene i servizi, protegge l’edificio verso nord, schermando gli spazi collettivi dalle correnti fredde. A questo si aggiunge un buon sistema di coibentazione termica costituita da un cappotto in fibra naturale su tutte le murature perimetrali, per uno spessore di 10 cm; il solaio di calpestio presenta un isolamento in fibra di legno, mentre il problema dei ponti termici nelle strutture in c.a. viene risolto grazie alla posa in opera di “disgiuntori termici” nei getti. Il progetto persegue la riduzione delle fonti inquinanti, privilegiando l’impiego di risorse rinnovabili, prevedendo fonti energetiche alternative non inquinanti, quali l’utilizzo di pannelli solari per la produzione di acqua calda oltre alla scelta di un sistema di riscaldamento a bassa temperatura, con pannelli radianti a pavimento. I pannelli solari vengono localizzati tutti sul locale caldaia, quasi a formare una “seconda pelle” tecnologica dell’edificio, una vela direzionata verso il sole. Inoltre si è studiato un sistema di raccolta delle acque piovane in cisterna, in modo da portele riutilizzare per l’impianto di irrigazione del giardino. A questi principi di “costruzione intelligente” si accompagna un uso sensibile dei materiali e l’economia delle tecniche costruttive: le strutture portanti sono in laterizio porizzato dello spessore di 30 cm, le solette in laterocemento, con vespaio di tipo areato, cordoli e fondazioni sono in cemento armato; le coperture sono piane, a verde pensile estensivo, con lattonerie in lega zinco-titanio; le facciate sono rivestite con intonaco naturale di rasatura del cappotto, finito con pitture silossaniche naturali colorate o con listelli di abete vaporizzato, naturali o verniciati con smalti all’acqua; i serramenti sono in legno naturale di abete impregnato con olio di lino cotto, le vetrate sono stratificate in vetrocamera a basso emissivo (u=1,4), quelle delle aule sono dotate di intercapedine con ventilazione e tendaggi a schermatura solare; i pavimenti interni sono in linoleum e cemento magnesiaco colorato, le pareti sono finite con vernici e impregnanti naturali all’acqua. Tutti queste scelte progettuali concorrono a un miglioramento del benessere interno, in quanto sia i materiali designati sia le scelte formali sono volte a preservare la salute degli utenti e a fornire loro spazi piacevoli dove svolgere le proprie attività educative.