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Bareggio (MI), Italia

Tre Bimbi Tre_mendi

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vista interna 1

-PREMESSA

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vista interna 2

il progetto nasce da alcune considerazioni sulla funzione dell’edificio da realizzare, sul suo valore simbolico e sul rapporto che questo edificio vuole creare con il contesto in cui va ad inserirsi.

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vista esterna 1

Un edificio pubblico ha in sé una pregnante valenza simbolica, poiché è chiamato ad essere un luogo condiviso da persone diverse tra loro, accomunate dalla caratteristica di essere cittadini, e come tali essi devono ritrovare nello spazio comune il linguaggio capace di rappresentarli, esprimendo con i segni dell’architettura quei concetti e quei valori che sostengono e condividono.

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vista esterna 2

Nel caso specifico l’edificio pubblico è una scuola, destinata a bambini molto piccoli, che hanno necessità di approcciare serenamente il rapporto con lo spazio scolastico, in modo che non risulti antitetico alla casa, ma che anzi possa in parte divenire domestico, in quanto adattabile a ciascun bambino, alle sue peculiarità, al suo bisogno di sviluppare armonicamente il proprio percorso evolutivo.

Un’altra considerazione fondamentale che ha guidato le scelte progettuali è l’inserimento di questo edificio nel parco urbano di cui l’area di progetto è parte.

L’esistenza di un’area verde, prezioso green-hole nelle planimetrie dei nostri centri abitati, è stato uno spunto di riflessione importante, da cui è emersa la netta volontà di creare una scuola paesaggio, dove lo spazio – segnato non da un oggetto architettonico ma da una rete di rapporti tra elementi diversi – si ispira alla dimensione comunitaria della scuola; è un’architettura che si fa contesto e crea contesto intorno a sé.

-IL PROGETTO

la sintesi delle valutazioni effettuate si concretizza in un progetto di matrice organica: due basse collinette verdi, di altezze differenti, si innestano armonicamente nel parco esistente, e dalle loro linee morbide spuntano le eccezioni del costruito, cioè i tre blocchi delle sezioni didattiche ed un ingresso ampio ed invitante, che dialoga con la strada da cui giungono i piccoli.

Dalla compenetrazione delle forme ellittiche che danno origine alle colline scaturiscono le linee che disegnano il verde del parco antistante la scuola, creando un segno continuo e gradevole.

La scelta progettuale, pur riconoscendo nel bambino il principale fruitore dell’edificio, vuole tener conto della percezione totale che si può avere di questo complesso: ecco perché esso viene trattato in una scala a dimensione urbana, e visto come insieme di relazioni con il quartiere e non come oggetto architettonico isolato.

Con l’inserimento delle due colline verdi si vuole trasmettere la volontà di lasciare al quartiere, nonché ai bambini stessi, la maggior quantità di parco verde che sia possibile, rendendo la scuola una caratterizzazione del parco, e non viceversa: i piccoli avranno così la sensazione di entrare in un luogo magico, dove la natura copre ed invade ogni ambiente, attraverso i tetti verdi, attraverso le grandi vetrate del patio interno ed anche attraverso i percorsi visivi ed effettivi che li conducono nel cuore del parco.

I percorsi hanno appunto un’importanza rilevante nella scelta delle distribuzioni spaziali e funzionali; si è scelto di favorire la circolarità dell’energia che si scambia tra i bambini proponendo spazi aperti, che si succedono e si articolano tra loro in modo variabile, privo di corridoi, di passaggi angusti, e dotato invece di porte e passaggi molto ampi, per favorire una percezione poco vincolante degli ambienti, nella convinzione che l’indefinitezza è garanzia di uno spazio lasciato all’immaginazione, e richiama un atteggiamento attivo, invitando la mente a trasformare e completare gli oggetti.

L’ambiente aperto ha anche la funzione di responsabilizzare il bambino e renderlo consapevole di tutto il lavoro intorno a sé, di abituarlo a creare e gestire gli spazi in condivisione con gli altri.

Il concetto dello spazio aperto è percepibile già dall’ingresso, che viene collocato ad est perché i bambini, in estate come in inverno, arrivando a scuola possano trovare una zona molto luminosa, ed ha dimensioni molto ampie ed una forma invitante ed accogliente; da qui ci si immette in atrio che conduce alle sezioni didattiche ed al patio interno.

La particolarità dell’atrio consiste nel porsi in maniera diametralmente opposta al tipico atrio di smistamento, poiché questo spazio grande ed in parte vetrato è una sorta di piazza, un luogo di incontro anche con i bimbi delle altre classi: può diventare la sala dove allestire all’occorrenza una rappresentazione oppure da utilizzare come laboratorio di pittura, di musica, di gioco comune.

Anche le porte che danno accesso ai tre blocchi delle sezioni sono grandi, scorrevoli ed amplificano l’idea dell’accoglienza, sono inoltre arricchite da riquadri con forme speciali che evitano la ripetitività; le ampie vetrate dell’atrio si affacciano invece sul patio, lasciando intravedere i giochi colorati ed il verde delle aiuole.

I blocchi didattici sono orientati in modo da avere ampie facciate oriente a sud, per il massimo guadagno solare, e comunque protetti ad ovest dall’eccesso solare attraverso le collinette: ciascun blocco racchiude tre sezioni, in contatto diretto tra loro, ma separabili all’occorrenza, in base alle esigenze delle singole classi.

Il progetto infatti propone ambienti di forme estremamente semplici, che possono essere utilizzati in diversi modi attraverso l’uso di pareti scorrevoli ed arredi mobili, che lasciano agli insegnanti la possibilità di adattare lo spazio alla didattica per l’infanzia, estremamente varia e delicata, ed ai bimbi la possibilità di abitare luoghi che suscitino e stimolino la loro naturale curiosità.

L’ambiente è preparato ed adattato ad hoc ogni giorno, e costituisce il vero programma delle attività: è un grande laboratorio dove i bambini lavorano in continuo contatto e scambio, seguendo la propria spontanea spinta alla conoscenza.

All’interno di ciascun blocco trovano posto gli spazi per le attività ordinate, anche a tavolino, per le attività libere, che vengono pensate comuni per ogni blocco di sezioni, e per le attività pratiche.

I momenti di routine (pranzo, lavarsi, riposo) sono studiati in modo da favorire l’autonomia e la dimensione individuale: il pranzo si svolge nell’aula cosicché sia possibile gestire al meglio i piccoli mentre svolgono questa importante attività educativa.

Alcune attività possono poi essere svolte all’aperto, nel patio verde che viene caratterizzato da piccole aiuole, vasche di sabbia e soprattutto dal muro dei giochi, attrezzato e colorato, dove si trovano passaggi “segreti”, scivoli, maniglie per arrampicarsi ed altri giochi semplici e che invogliano al movimento, in uno spazio adatto perché protetto e racchiuso tra le due colline verdi, che diventano una piacevole barriera; da qui poi i bimbi possono essere condotti dagli insegnanti nel parco attiguo alla scuola per una passeggiata utilizzando il percorso che si dipana tra le due colline.