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Bareggio (MI), Italia - Concorso - Marzo 2006
Debora Sanguineti, Andrea Costa
The Yellow Submarine
Progetto partecipante del concorso: Nuova scuola per l'infanzia in località San Martino
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Pubblicato il 07 Luglio 2006

Comune di Bareggio.

Concorso di idee per la realizzazione di una nuova Scuola per l’Infanzia

in località San Martino.

The yellow submarine

Relazione di progetto

Il progetto per la nuova Scuola per l’Infanzia di Bareggio prende spunto da due considerazioni: rendere meno traumatico possibile per i bambini il passaggio dalla propria abitazione all’asilo, dove trascorreranno alcune ore tutti i giorni in compagnia di persone nuove, e mantenere il rapporto con l’ambiente che li circonda. Il lotto individuato per la realizzazione della nuova struttura corrisponde a questi requisiti: si trova infatti all’interno di un parco, in un luogo tranquillo, e allo stesso tempo al centro del quartiere, dove i bambini probabilmente vivono e di cui hanno esperienza.

I nuclei del progetto sono le sezioni e l’involucro che le avvolge: le prime sono le aule, dove i bambini trascorrono la maggior parte del tempo, ciascuna corredata di una zona servizi e una per le attività quotidiane: per rendere il luogo più familiare ogni aula ha la forma di una “casetta”, con tetto a falde. Le nove sezioni richieste sono posizionate all’interno di un contenitore unico, completamente trasparente e privo di spigoli che funziona da spazio di connessione e relazione. In questo modo i bambini hanno sempre la percezione di quello che li circonda e possono vedere luoghi a loro familiari: per aumentare questa relazione con il mondo esterno anche parte delle pareti delle casette sono realizzate in materiale trasparente: i bambini possono osservare quello che succede all’esterno: il sole, la pioggia, l’alternarsi delle stagioni, le persone che passeggiano ed anche quello che accade all’interno delle altre casette dove si trovano i loro amici. La presenza del doppio involucro stimola nei bambini il senso dell’osservazione e della percezione dello spazio. Le pareti delle sezioni potranno essere adeguatamente schermate con tende sia come protezione dal sole verso l’esterno, sia per ottenere privacy rispetto a quanto avviene nelle altre aule.

All’interno dell’involucro le nove aule hanno lo stesso orientamento, rivolte a sud verso il parco esistente, e la stessa disposizione interna (zona per le attività pratiche, ingresso e zona per le attività ordinate), ma sono leggermente sfalsate in modo che in alcuni punti gli spazi di connessione tra le casette si allargano a creare uno spazio ulteriore a disposizione dei bambini, appartenenti anche a più sezioni. In corrispondenza di queste zone la copertura è in materiale trasparente, a differenza del resto dell’edificio dove è opaca, proprio per definire ancora meglio questo ambito; inoltre i bambini dall’esterno della sezione possono intravedere i tetti a falde delle casette che sono sopraelevati rispetto alla copertura piana dell’involucro.

A nord del corpo delle sezioni trovano posto gli spazi di servizio: i locali per la preparazione dei cibi e annessa mensa, gli spogliatoi per gli insegnanti, la stanza dell’assistente, l’atrio d’ingresso ed una zona polivalente che affacciano su una piazza esterna a servizio del quartiere. In questa porzione dell’edificio il contenitore si contraddistingue per forme più fluide, motivate dalla necessità di non creare un impatto troppo deciso con gli edifici circostanti e indirizzare i percorsi verso la scuola. In adiacenza rispettivamente alla mensa e alla stanza dell’assistente trovano posto la cucina, gli spogliatoi e la lavanderia contenuti in un’altra casetta, di dimensioni inferiori a quelle delle sezioni. L’atrio d’ingresso, la cui posizione è evidenziata da una curva del perimetro dell’edificio che accoglie i flussi, è in diretta relazione con uno spazio a cielo aperto all’interno dell’involucro principale, ricavato in corrispondenza di alcuni alberi attualmente presenti sul lotto e che si è deciso di mantenere: in questo modo le viste all’interno dell’asilo si moltiplicano: i bambini osservano ciò che accade all’esterno dell’asilo e le persone che passano possono sapere cosa fanno i bambini, osservare i loro “lavoretti” appesi alle pareti. A fianco all’atrio è collocata la zona polivalente, così definita perché vi si possono svolgere le attività di più sezioni contemporaneamente, come ad esempio le recite, oppure nei periodi di chiusura dell’asilo essere a disposizione degli abitanti del quartiere, nell’ottica di instaurare delle relazioni con il contesto urbano circostante; la forma è rotonda per rendere l’uso dello spazio interno flessibile e aperto alle diverse esigenze. I criteri alla base di questo progetto sono infatti la realizzazione di relazioni visive, fisiche e funzionali, secondo quanto richiesto dalle necessità di una Scuola per l’Infanzia, ma anche la costruzione di spazi aperti ad usi compatibili a quelli per cui sono stati pensati: in questo modo l’edificio è in grado di accogliere le trasformazioni che inevitabilmente insorgono con il trascorrere del tempo (soprattutto in un ambiente così dinamico come quello dei bambini) e di suggerire attraverso le sue caratteristiche utilizzi differenti.

I materiali usati per il progetto della nuova Scuola per l’Infanzia si dividono essenzialmente in opachi e trasparenti: alla prima categoria appartengono il legno delle coperture (a falde per le casette, piana per l’involucro) e delle porzioni di pavimento dell’involucro in corrispondenza degli spazi di connessione tra le casette; la muratura per le pareti degli ambiti di servizio; i rivestimenti in ceramica usati per le pavimentazioni delle casette e dell’involucro; alla seconda categoria il vetro, costituito da lastre siliconate tra di loro e intervallate da montanti in acciaio a sezione ridotta per realizzare i serramenti: il vetro è usato per la struttura verticale dell’involucro e quelle delle casette non occupate dai servizi. Ogni materiale, inoltre, ricopre un duplice ruolo: quello tradizionale di “materia” in grado di assolvere a funzioni specifiche quali separare l’interno dell’edificio dall’esterno, proteggerlo dagli agenti atmosferici, garantirne l’isolamento termico e acustico. In questo senso i materiali scelti sono di facile reperibilità, di buona durevolezza e di semplice manutenzione. Il secondo aspetto riguarda invece le caratteristiche “sensoriali” dei materiali, quelle percepite attraverso i cinque sensi: il vetro ad esempio è molto utilizzato perché riesce ad assecondare le forme “morbide” dell’edificio dando origine ad uno spazio fluido; inoltre la presenza di vetrate sovrapposte (parete della casetta e dell’involucro) e angoli particolari di inclinazione generano quasi una sorta di camera ottica accentuata dagli effetti della luce, naturale e artificiale, e dall’eventuale ombreggiatura delle tende. Queste ultime così come le pareti in muratura delle casette saranno contraddistinte da colori differenti per aiutare i bambini ad individuare con facilità la loro sezione, sia dall’interno che all’esterno della struttura. Il legno invece riveste porzioni di pavimentazione dove i bambini possono sedere a terra per svolgere ad esempio le attività libere e la maggior parte dell’intradosso delle coperture, rivestite con pannelli di multistrato.

Un elemento altrettanto importante del progetto è il rapporto con il verde ed il parco circostante: nello studiare le volumetrie dell’edificio si è cercato di mantenere la maggior parte delle alberature già presenti sul lotto, includendo alcuni alberi anche all’interno dell’edificio stesso. Inoltre tutte le aule sono rivolte verso il parco e la struttura della scuola è attorniata da spazi erbosi, alcuni dei quali potranno essere utilizzati dai bambini per realizzare piccole coltivazioni a scopo didattico. Attorno all’edificio sono previste porzioni di pavimentazione e porzioni verdi che si connettono alla sistemazione del parco già presente; inoltre si propone la realizzazione di alcuni parcheggi da posizionare sul lato est del lotto.

Progettisti
Debora Sanguineti, Andrea Costa
Collaboratore
Gruppo di progettazione
Arch. Andrea Costa, arch. Debora Sanguineti (412architettura)
Immagini (7)
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tavola 1
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vista
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pianta livello 1
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schemi edificio