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© 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo . Pubblicata il 26 Aprile 2006.
Al di là della storia ci si può domandare qual è il destino di MOdAM?
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© 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo . Pubblicata il 26 Aprile 2006.
Dibattito sulla cultura, energia economica, volontà politica?
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© 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo . Pubblicata il 26 Aprile 2006.
Avvicinare il Museo della Moda alla scuola significa sviluppare una sinergia tra conservazione e creazione.
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© 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo . Pubblicata il 26 Aprile 2006.
Questo Museo deve obbedire a regole semplici ed efficaci: un discorso museologico, una catena museografica e una visibilità internazionale.
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© 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo . Pubblicata il 26 Aprile 2006.
Il dibattito non è quello di produrre un oggetto che al rischio di essere alla moda, assogetterebbe lindustria italiana della moda alla precarietà dellespressionismo globalizzato dellarchitettura.
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Loggetto del dibattito non è come prediceva Montesquieu nelle Lettres Persanes di fare che la donna elegante a courir lexceptionel cours le ridicule.
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© 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo . Pubblicata il 26 Aprile 2006.
Lammirazione congiunta che aveva Montesquieu per la cittadina parigina e il principe Persanes, viaggiatore esotico a Parigi, portò il filosofo sulla questione del dubbio. Così questa riflessione lo condusse in una Francia pre-rivoluzionaria a declinare un pensiero politico sociale a partire da una riflessione sulla moda.
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© 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo . Pubblicata il 26 Aprile 2006.
Oggi, fortunamente, lItalia non è in un periodo pre-rivoluzionario.
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Mettere in tensione conservazione e creazione, obbliga tra il responsabile e il sensibile.
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Luno e laltro parlano della cultura del lavoro e dei suoi valori.
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Questo sarà il destino del MOdAM.
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© 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo . Pubblicata il 26 Aprile 2006.
Il MOdAM si inserisce in un contesto proiettato nel futuro. Quanto ad oggi è a noi visibile sarà completamente trasformato sia nelle adiacenze del museo sia nel paesaggio urbano. L’artificio, come stratificazione di suoli e differenti quote 0, l’alternanza di densità storiche e nuove verticalità diverranno i tratti principali dell’area Garibaldi Repubblica.
Come potrà il MOdAM vivere in un sistema molto più grande senza rimanerne umiliato? Forse per divenire edificio con le sue funzioni e i suoi caratteri architettonici dovrebbe accogliere la sfida cercando di essere una presenza, qualcosa di più assoluto. Una presenza che sappia oniricamente dialogare con il suo contesto cosi contraddittorio (l’artificio di un nuovo brano di città e la natura del parco), e al contempo che sia rimando visivo, ogni volta differente, di prospettive urbane vissute da flussi e occhi sempre diversi (dal territorio, dalla città, dalla nuova centralità Garibaldi Repubblica).
Il contesto urbano futuro e l’assunzione di un dato, a nostro avviso, imprescindibile per un museo, ovvero quello di sviluppare lo spazio espositivo principale su un unico livello, ci porta a immaginare e creare un Palazzo lineare, sviluppato con la massima estensione possibile sulla fondiaria identificata dal bando di concorso, fondale e meta del nuovo parco, fondale e meta della fuga prospettica su Viale della Liberazione.
Il MOdAM non si disvelerà immediatamente, occorrerà avvicinarsi, metro dopo metro, circunavigarlo, lato dopo lato, superarlo e cadervi dentro, attraversarlo e scalarlo, piano dopo piano, per scoprire e riscoprire, luoghi e identità, creazione e conservazione, ricerca e cultura, mondi e città, e infine una nuova Milano.
Della Moda vorrà essere il custode, di Milano vorrà farne elogio, del Museo vorrà costruirne il tempo, passato e futuro, come un atelier ottocentesco ora spontaneamente stratificato ora silenziosamente riflessivo.
Il progetto per il nuovo Palazzo della Moda si pone in rapporto privilegiato con il verde, ed in particolare con la Biblioteca degli Alberi che sorgerà nel parco di Garibaldi.
L’edificio presenta infatti un fronte quasi interamente cieco verso la città a sud, dove sospeso su una fessura trasparente, prende la forma e la deformazione di un tessuto quando diviene drappeggio, e fronti invece completamente vetrati verso nord e verso ovest, ovvero in corrispondenza del parco che costituirà il cuore dell’area Garibaldi-Repubblica.
La facciata a nord, in particolare, sarà costituita da una parete trasparente dall’andamento irregolare preceduta da un velo lineare ora ricamato da un sistema di verde di rampicanti, ora disegnato da un sistema capillare di linee d’acqua verticali che gelando nelle stagioni invernali, costruiscono un cangiante disegno di telo ghiacciato, ricco di riflessi diurni e notturni. Il filato gelato si rispecchierà insieme al MOdAM nella fontana opportunamente ghiacciata con un dispositivo tecnologico, rendendo speciale i momenti che caratterizzano il tempo nel passaggio tra la fine di un anno e l’inizio di uno nuovo. Linee di fibre ottiche e led, intrecciate a costruire un tessuto tecnico, completeranno il gioco di riflessi e di paesaggio. Il tappeto energetico della copertura renderà speciale l’incontro della copertura (quinta facciata), visibile da tutto il contesto urbano, con filato a nord e il drappeggio a sud.
Lo scenario del sistema verde sarà costituito da rampicanti in parte appesi direttamente al tetto (in corrispondenza della parte centrale del fronte, al cui piede si realizzerà lo scavo che consentirà l’accesso al livello interrato), e in parte risalenti dal terreno (presso i lati, ove l’edificio si imposterà sul livello del piano di campagna).
L’effetto contrapposto dei rampicanti a cascata (piantati in apposite vasche sistemate sul tetto) e dei rampicanti a risalire determinerà un effetto organico di forte dinamismo, che accentuerà la naturalità del fronte edilizio prospettante sul parco.
Le specie prescelte avranno caratteristiche conformi all’esposizione della parete. In particolare, esse non richiederanno una forte insolazione e si adatteranno alle temperature rigide. Lo schermo verde, che nei suoi cambiamenti stagionali rimanderà idealmente al periodico succedersi delle mode, costituirà l’interfaccia tra l’edificio e il parco, favorendo un rapporto osmotico tra interno ed esterno, introiettando il verde all’interno dell’architettura e caratterizzando il confine tra natura ed artificio.
Anche il fronte ad ovest sarà rivestito con rampicanti, con effetti analoghi a quanto descritto per la parete nord, che porteranno trame, colori, profumi.
La natura, tanto diffusa tutt’attorno all’edificio, contaminerà il Palazzo MOdAM anche dall’interno. Non solo i camini solari porteranno la luce diretta anche negli ambienti privi di affacci, ma veri e propri giardini pensili a cielo libero si apriranno sul tetto dell’edificio, prefigurando un’osmosi tra interno ed esterno anche in senso verticale.
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