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© Serena Ludovica Bruni . Pubblicata il 09 Maggio 2006.
Criteri Generali
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© Serena Ludovica Bruni . Pubblicata il 09 Maggio 2006.
Il tema di progetto riguarda la riorganizzazione del centro storico di Cerano: il riassetto viabilistico
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© Serena Ludovica Bruni . Pubblicata il 09 Maggio 2006.
e la ridefinizione delle due piazze principali del paese: Piazza Crespi e Piazza Libertà.
inserimento fotografico
© Serena Ludovica Bruni . Pubblicata il 09 Maggio 2006.
Entrando nello specifico del progetto, si considera la pedonalizzazione dell’asse viario principale
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© Serena Ludovica Bruni . Pubblicata il 09 Maggio 2006.
del centro di Cerano, Piazza Crespi e Piazza Libertà, consentendo un accesso limitato solo ai
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© Serena Ludovica Bruni . Pubblicata il 09 Maggio 2006.
residenti ed ai proprietari degli esercizi pubblici. Ancora, vengono ridefiniti gli ambiti delle due
piazze già citate e definita la pavimentazione di entrambe considerando l’eliminazione totale del
manto di asfalto che attualmente caratterizza l’intera area di intervento. Infine presentare una
proposta sia per il riordino dei prospetti degli edifici che per trovare una giusta collocazione ai
monumenti che caratterizzano le due piazze.
La struttura tipo-morfologica di Cerano si allinea a quella di molti borghi della pianura padana e
presenta un tessuto urbano senza soluzione di continuità tra strade e piazze, una sorta di
continuum in cui la strada diventa piazza e la piazza perde il suo carattere di luogo di sosta
trasformandosi a volte addirittura in uno svincolo viabilistico (come succede attualmente alla
Piazza Libertà a Cerano) o più semplicemente in un parcheggio veicolare (nel caso di piazza
Crespi).
Nell’ottica di garantire lo status di piazza alle aree di progetto principali e di garantire una giusta
gerarchia degli spazi all’interno del centro storico, il progetto mira alla definizione di due luoghi
autonomi (Piazza Crespi e Piazza Libertà) messi in relazione da una spina che percorre tutta via
Beato Pacifico e che consente loro di dialogare con materiali giaciture della pavimentazione,
rapporti con gli edifici esistenti ed uso dei dislivelli.
La definizione quindi di uno spazio “altro”, in grado di riordinare i fronti continuamente sfuggenti
che bordano le aree di progetto. I fronti degli edifici prospicienti le aree di progetto, nel caso di
futuri interventi di ristrutturazione delle facciate dovranno ad eccezione degli edifici di particolare
rilevanza riferirsi ad una tonalità dominante in grado di aiutare a leggere lo spazio come un
insieme unitario e non come un patchwork di colori e materiali.
I luoghi del progetto
1. Piazza Crespi
L’attuale piazza oltre al fatto di essere esclusivamente uno squallido parcheggio per le macchine,
non riesce a configurare nessun genere di invaso che accompagni il complesso della chiesa e che
riesca ad integrarlo al resto del panorama edificato dell’area.
Inoltre è necessario riuscire a giustapporre una nuova pavimentazione a quella esistente del
sagrato della chiesa già autonomamente conclusa e “base”; sulla quale si erge la monumentale
chiesa del Beato Pacifico. Il progetto proposto definisce un tappeto uniforme di pietra bianca
d’Istria che, staccandosi decisamente dal tipo di pavimentazione del sagrato per finitura e
colorazione, ne fa risaltare il disegno; mentre si riallaccia alle decorazioni in laterizio della chiesa
del Beato Pacifico con la colorazione del porfido che la divide con cordonature seguendo le
scansioni volumetriche dell’intero complesso ecclesiastico.
Con l’intento di sottolineare e definire la piazza della chiesa sul lato Ovest, il progetto prevede dal
sagrato la discesa ad una quota di -50 cm, che consente di creare una seduta in pietra bianca
d’Istria continua rivolta verso la facciata della chiesa (Tav 2 ; Sezione BB). Il dislivello ed una
cortina di alberi riporta la piazza al suo livello originario in uno spazio indipendente rispetto alla
piazza della chiesa, separato ed adatto ad ospitare tavolini esterni come avviene anche oggi.
La pavimentazione di questo secondo spazio in Piazza Crespi è definita dagli stessi materiali del
primo, pietra bianca d’Istria e porfido, in modo da creare uno stacco tra le due diverse funzioni e
allo stesso tempo mantenere un dialogo stretto.
All’interno della Piazza Crespi viene anche definita una nuova collocazione per la fontana del Beato
Pacifico, prima relegata in una zona marginale. La nuova collocazione è stata scelta per definire
con un oggetto fisico il punto focale su cui affacciano le strade e gli spazi attigui alla Piazza Crespi,
in modo da creare un centro di attrazione verso la piazza più importante di Cerano.
2. La piazza Libertà
Le scelte progettuali che hanno caratterizzato la definizione della Piazza Libertà sono state
indirizzate prima di tutto allo scardinamento dell’attuale configurazione della piazza che con il
Monumento ai Caduti posto al centro dell’invaso e la circolazione veicolare non riusciva a
configurarsi come piazza bensì solo come svincolo automobilistico. Da qui la scelta di liberare
l’intero spazio centrale e collocare il Monumento ai Caduti alla fine del lungo cono ottico di
congiunzione visiva tra piazza Crespi e Piazza Libertà ed anche sulla lunga visuale di Via Gramsci.
Anche qui per sottolineare il “luogo” della piazza (non definito esclusivamente dagli edifici) il
progetto ha previsto un lieve gioco di dislivelli (Tav 2 ; Sezione AA ) che consente di nuovo di
ricavare una seduta in corrispondenza del Teatro e che accompagna la piazza fino alla nuova
collocazione del monumento ai Caduti.
La separazione degli ambiti all’interno della piazza Libertà (come nella piazza Crespi) viene
sottolineata anche dalla differenziazione della pavimentazione che nella parte bassa continua con
la logica dei cubetti di porfido della via Beato Pacifico e nella parte alta si definisce con grandi
lastre di porfido inframmezzate da cordonature di pietra bianca d’Istria e da panchine (sempre in
pietra bianca).
3. Il nuovo assetto viabilistico
Il nuovo assetto viabilistico (vedi schema allegato) impedisce l’attraversamento del centro storico
di Cerano, consentendo l’accesso solo ai residenti (per arrivare ai passi carrai) e ai proprietari
degli esercizi pubblici prospicienti le aree di progetto. Le attuali zone di sosta in prossimità delle
aree di progetto (Tav 1 ; vedi Accesso solo ai residenti e negozianti) saranno riservati solo ai
residenti delle aree di progetto e delle porzioni di strade interessate dal divieto. Nel caso di
funzioni religiose (funerali ; matrimoni) viene utilizzato l’ingresso da Via Beato Pacifico
La differenziazione dei livelli del terreno e della pavimentazione aiuta da una parte a garantire il
divieto di attraversamento della spina centrale del paese e dall’altra individua quelli che sono gli
spazi dedicati alle autovetture in transito temporaneo.
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