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Roma (RM), Italia

Domus Ludica

Ateliermap, Gianfranco Gianfriddo, Luigi Pellegrino, Francesco Cacciatore

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Il progetto recepisce le condizioni che il sito impone e lavora sulle tracce residue dell’agro per strutturarsi.

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La divisione longitudinale dell’area operata dal salto di quota è accettata come limite fra una parte più infrastrutturata e attrezzata, attestata verso la città in costruzione, e una più “naturale” a valle verso il fosso.

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Così si articola il parco, con una struttura a pettine di spazi minerali e le aree a giardino nella parte superiore e un parco “agricolo” nella parte inferiore.

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Così si colloca il parcheggio a raso – una forma gigante della suite di spazi minerali – raccolto fra alcune preesistenze arboree.

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Così si articola, soprattutto, il complesso scolastico: disposto longitudinalmente, a mezza altezza del salto di quota, fra un giardino attrezzato superiore e il terrazzamento degli ulivi verso la parte sottostante.

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E’ parso opportuno insediare il fabbricato in posizione mediana, nella piega del terreno, sostituendo il primo filare di ulivi e insediandosi sulla quota del secondo filare: rilevato sul terreno di fondovalle, incassato rispetto alla strada di accesso.

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L’idea è quella di un movimento che in lieve pendenza si incassa nel terreno e attraverso la boite a miracle dell’edificio scolastico si porta sulla terrazza di ulivi librata sul paesaggio.

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Le due scuole, ancorché non complesse nell’articolazione planimetrica interna, si esaltano attraverso questo doppio movimento che stabilisce relazioni spaziali affatto diverse fra il fronte nord e quello sud.

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La scuola è elemento artificiale fra due elementi naturali dal differente carattere, fra il giardino “a prato” a sud e il giardino-terrazza degli ulivi a nord.

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Sarà bello stare e giocare nei cortili e nei piani d’erba del profondo giardino a sud nelle giornate di tepore della stagione scolastica; così come godere della frescura della terrazza d’ulivi a nord nelle calde giornate fra la tarda primavera e il primo autunno.

La copertura dell’edificio scolastico svolge un ruolo determinante in questa suite naturale / artificiale / naturale. E’ pensata policroma astratta per accentuare la condizione di giustapposizione artificiale fra due elementi naturali. Ciò sarà evidente in qualunque occasionale vista dall’alto, e comunque nella più ordinaria percezione a raso essendo l’unico elemento realmente emergente e visibile dell’intero fabbricato, stante la condizione di incasso dal piano stradale.

L’articolazione in pianta delle scuole risponde alle condizioni che il rapporto con l’esterno suggerisce. Il corpo dell’edificio – specificamente nella parte delle aule – possiede un’estroflessione a sud, con giardini d’inverno giustapposti alle aule, e un largo corridoio, una stanza lunga e stretta, con ampie vetrate sugli ulivi a nord.

Questo movimento inverso, dalle aule verso l’esterno, è articolato anche nella sua dimensione verticale. L’aula è pensata come un’aggregazione di spazi di differente altezza e misura intorno al vano centrale che è coperto da una sorta di camino gigante di aria e di luce.

L’idea è che nel cuore della stanza – al “centro del mondo” – sussista un’evidente sproporzione, tale che sia il bambino che l’adulto si trovino in uno spazio sovradimensionato in altezza.