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Napoli (NA), Italia

Nuovo Parco Urbano Di Coroglio-bagnoli

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fasi attuative

CONCETTO ARCHITETTONICO

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planimetria

L’idea del parco di Coroglio è suggerita dall’immagine delle foglie di un tralcio di vite che germogliano da una spina centrale. Così il parco può essere pensato come una serie di giardini tematici che si sviluppano a partire da un fascio di percorsi principali. Questa impostazione consente al progetto di evolversi, attraverso diverse fasi attuative, a partire da un primo sistema di connettivo corrispondente alla porzione del primo lotto. Questo primo germoglio mette in comunicazione tutte le emergenze archeologico-industriali del parco; dal mare fino alla Città della Musica, lungo un primo braccio diagonale ovest-est, e dalla Darsena fino all’isola di Nisida, in direzione est-ovest.

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Il percorso avviene attraverso una successione di giardini tematici, fontane, giochi d’acqua e bacini idrici, e propone, come eventi paesaggistici in forma di propilei verdi, gli accessi ai parchi funzionali e alle diverse aree funzionali.

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veduta da Posillipo (produzione intensiva di biomassa per l’ecosostenibilità del parco)

Uno dei vantaggi di questa scelta progettuale è quello di garantire al parco di Coroglio una forma compiuta, qualsiasi sia lo stato di completamento in cui si trova. Questa esigenza di completezza della forma è nata in risposta alle problematiche aperte dal bando di concorso intorno ad una serie di temi progettuali:

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veduta da Nord (il sistema dei bacini idrici)

-    il sistema urbano attuale e l’esigenza di ricucire le diverse maglie che un tempo si interrompevano sui confini dell’area

- il rapporto con la darsena, con il quartiere turistico adiacente e la loro possibile necessità di espansione

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veduta lungo il bacino idrico di valle

- il problema della demolizione della colmata a mare e del ripascimento del litorale

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eventi architettonici lungo il percorso principale

- la presenza di manufatti la cui prevista demolizione potrebbe ritardare i tempi di attuazione del parco

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veduta sulla Cittadella della Vela dal bacino idrico di monte

- la presenza di eventuali cantieri di trasformazione degli edifici industriali

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studi di rilievo

Del resto, la crescita del parco, in analogia ad un organismo vegetale, impone il rispetto delle esigenze di impianto e di attecchimento delle diverse specie arboree e l’adeguamento alla dinamica evolutiva del sistema.

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studio del sistema idrico e dei percorsi

Piuttosto che conformare rigidamente il progetto ad una geometria imposta in modo arbitrario, il parco cerca di identificare un codice formale (il sistema precorso, propileo, foglia) che, sviluppandosi secondo la logica delle proprie possibilità morfologiche, si propaghi sul terreno bonificato per collegare le diverse aree funzionali. in questo modo, Il parco potrà emergere gradualmente nel paesaggio spontaneo, restituito alla natura alla dismissione degli stabilimenti dell’ex ILVA.

L’idea per il parco di Coroglio si ispira a suggestioni del campo botanico, trasformandole in vantaggiosi spunti progettuali: sviluppo di itinerari minimi di collegamento lungo le spine centrali, articolazione dei percorsi per fasce gerarchiche pluri-connesse, possibilità di crescita indefinita delle aree tematiche.

La spina dei percorsi centrali è orientata lungo l’asse che in direzione NO-SE collega il gruppo degli edifici di archeologia industriale ed il centro conferenze con la città della musica. L’idea della spina centrale re-interpreta il tema del giardino all’italiana, proponendo una successione di parchi tematici e fontane. Questa parte del parco rappresenta la zona più animata di tutto il progetto. Il percorso è protetto da declivi in grado di nascondere o rivelare eventi botanici e architettonici di vario genere. Giochi d’acqua e impianti di nebulizzazione, intrattengono e rinfrescano il visitatore.

Lungo la spina centrale, l’accesso ai parchi tematici principali (Parco della musica, Parco del museo della civiltà e del lavoro, Parco della vela) è scandito da grandi propilei che, come germogli, segnalano l’accesso ai parchi, inquadrando in una cornice dinamica e bolidista le vedute verso gli edifici principali.

SOSTENIBILITA’

L’auto sostenibilità del parco, in termini di consumo, produzione di energia e di conservazione della risorsa idrica, è uno degli aspetti più importanti del progetto.

Uno degli obiettivi principali dello schema é quello di creare una verde e fertile vallata, energeticamente autosufficiente, che diventerá una delle attrattive chiave per la citttá di Napoli, e fornirá al contempo benefici ambientali ed economici alle comunitá locali.

Un parco urbano dovrebbe essere concepito per essere quanto piú autosufficiente possible in termini di energia, acqua, gestione del suolo, trattamento liquami, fertilizzazione, trasporti, illuminazione.

Di seguito vengono elencate le principali strategie adottate per raggiungere l’obiettivo dell’autosufficienza:

• Biomassa proveniente da colture energetiche all’interno del parco stesso da utilizzarsi come bio-combustibile per riscaldamento e produzione di elettricitá, dando origine fino al 90% in meno di emissioni di CO2 se confrontata con i comuni combustibili fossili. Non bisogna poi dimenticare che la biomassa é una fonte rinnovabile e come tale da diritto alla richiesta di emissione di “Certificati Verdi”. Essa costituisce quindi oltre che una soluzione sostenibile anche una fonte di remunerazione.

• Disgestione anaerobica per trasformare la frazione umida dei rifiuti organici in biogas ricco di metano da destinarsi al riscaldamento ed alla produzione di elettricitá, riducendo ulteriormente le emissioni.

• Digestione anaerobica finalizzata alla minimizzazione dei rifiuti umani ed alimentari del sito.

• Utilizzo dei sottoprodotti provenienti dal processo di digestione anaerobica come fertilizzanti naturali.

• Elettricitá generata da pannelli fotovoltaici installati su idonei edifici all’interno del parco. Questa soluzione genererá anche profitti come conseguenza della recente introduzione del “conto energia”.

• Riciclo delle acque meteoriche provenienti dagli edifici per irrigazione e scarico WC.

• Raccolta acque meteoriche provenienti dalle zone limitrofe per irrigazione e rialimentazione della falda.

• Riciclo delle acque reflue parzialmente trattate provenienti dal sito o dalle zone limitrofe per irrigazione, scarichi WC e fertilizzazione del suolo.

Tutte le soluzioni adottate saranno completamente integrate nel parco e risulteranno assolutamente invisibili a tutti i visitatori in modo da privilegiare l’aspetto paesaggistico.

Al fine di creare un parco verde e rigoglioso durante una calda e secca estate é necessario fornire un adeguato livello di irrigazione per prevenire l’altrimenti inevitabile ingiallimento del tappeto erboso. Un paesaggio caratterizzato da specie xerofile (resistenti alla mancanza di acqua) risulterebbe arido e secco e non costituirebbe certo un fresco polmone verde per la cittá. L’idea di “verde” anche durante l’estate obbliga necessariamente a far ricorso ad almeno un minimo livello di irrigazione.

Se circa il 40% del parco fosse utilizzato come “coltura energetica” invece che solo come elemento estetico, l’irrigazione, anche di questa parte del parco, garantirebbe una resa in biomassa che supererebbe significativamente la peralita legata alla fornitura, al trattamento ed alla distribuzione dell’acqua per l’irrigazione stessa. La parte di parco che verrá destinata alla coltivazione del “biocombustibile” fornisce sufficienti crediti in termini di emissioni da assicurare che la restante parte del parco possa essere mantenuta verde e lussureggiante. Si é valutato che l’entitá dei crediti generati, non solo coprirá la componente di irrigazione, ma anche i fabbisogni energetici di tutta l’area del parco, come il pompaggio per i giochi d’acqua, il combustibile per i veicoli di servizio e per gli edifici di gestione del parco.

Il clima nell’area di Bagnoli é tipicamente mediterraneo con precipitazioni concentrate nella stagione invernale ed una significativa variabilitá da un anno all’altro. Una serie di stagioni secche successive puó seriamente compromettere la produttivitá dei raccolti, cosí come forti tempeste possono causare seri allagamenti. Forti piogge dopo prolungati periodi di secca causano il riversarsi di inquinanti nei canali delle acque superficiali. Il sistema di gestione delle acque del parco é disegnato per minimizzare l’effetto di questa variabilitá sia sulle zone ornamentali e le attrattive del parco, sia sulle aree destinate alla produzione di energia rinnovabile.

ASPETTI PAESAGGISTICI

La stretta integrazione tra architettura, urbanistica, ingegneria e paesaggio fornisce un’opportunità unica per combinare l’elemento naturale con quello artificiale all’interno di una condizione urbana tipica del 21° secolo.

Per di più, un approccio di questo tipo dà luogo a una diversificazione urbana caratteristica, dall’intervento strategico a larga scala fino alla risoluzione della progettazione del dettaglio.

A partire dall’esempio di Central Park a New York, la concezione del grande parco urbano ha sempre rappresentato un’opportunità importante, agendo come catalizzatore dello sviluppo della città; quantomeno per la sua capacità di aumentare il valore fondiario dei terreni.

Riteniamo che questo aspetto sia sempre determinante, sebbene le caratteristiche e la natura della progettazione dei parchi, all’inizio del 21 secolo impongano uno spostamento fondamentale d’impostazione.

Gli aspetti più statici della progettazione urbanistica richiedono di essere sostituiti con un approccio improntato a processi dinamici e flessibili.

La progettazione, la composizione, la bellezza saranno sostituite dall’esperienza, dallo sviluppo e dall’evento. Ed è proprio nella sostituzione dei termini statici di rappresentazione della forma con altri termini più dinamici, in grado di esprimere il cambiamento, che è possibile avvicinarsi alla sensibilità contemporanea dell’architettura del paesaggio e al suo campo di sperimentazione: il parco urbano.

La concreta formazione del terreno attraverso processi naturali basati su sistemi eco-tecnologici ad alto livello porterà a Coroglio una nuova tipologia di parco, offrendo un’opportunità tanto per la bio-diversità dell’area che per l’articolazione culturale del progetto.

Il paesaggio, nella sua natura più intima è legato direttamente ad aspetti di tempo e durata. Una strategia indicativa di come la riorganizzazione del territorio possa divenire parte di uno sviluppo per fasi di successivi paesaggi temporali, è di grande importanza per la condizione particolarissima del parco di Coroglio.

Questo processo di trasformazione, riteniamo, fornirà un carattere dinamico ed unico; in particolare durante le prime fasi di sviluppo.

La rigenerazione dell’eco sistema naturale sarà assistita dalle ultime tecniche di rinnovamento del suolo e di bio-risanamento.

Fertilizzanti e concimi verdi provvederanno al fabbisogno di materiale organico fissando nitrogeno nel terreno. La struttura del terreno sarà migliorata con piantagioni speciali e selezionate ai fini del raccolto. L’aspetto visuale di questi campi coltivati può diventare un’esposizione straordinaria di trame e colori. In più le piante, accuratamente scelte, provvederanno all’accumulo di energia solare tramite la produzione di bio-massa poi convertibile in altre forme di energia.

Queste piantagioni di bio-massa consentiranno una dinamica configurazione di orti sempre in mutamento quale risultato di una varietà di cicli di coltivazioni a rotazione, densità delle piante e altezza di crescita.

L’orchestrazione di questi processi ciclici a rotazione consente un nuovo atteggiamento nei confronti della progettazione dei parchi a grande scala, mettendo insieme sensibilità estetica e produttività agricola in modo equivalente e senza precedenti. Una nuova estetica deriverà da questo orientamento alla sostenibilità, attraverso l’espressione delle sue trasformazioni dinamiche; in una nuova condizione spaziale sempre in trasformazione.

Le condizioni specifiche del sito e la posizione sulla costa del parco di Coroglio possono offrire straordinari spunti progettuali attraverso lo studio e la gestione degli aspetti legati alla condizione idrogeologica del luogo. Una serie di elementi d’acqua legati tra loro come ruscelli, fossati, cascate, vasche di ritenzione e giardini variabili, legati ai flussi di marea, possono animare il parco; modificare il microclima facendo parte integrante di un sistema di corsi d’acqua e d’irrigamento.Tutto questo, combinato con l’alterazione della forma del terreno, potrà creare nuove stratificazioni paesaggistiche con evidenti qualità dinamiche e spaziali e offrire nuove possibilità funzionali.

La trasformazione da area per la lavorazione degli acciai e dalla sua condizione attuale di area di degrado in un parco contemporaneo di fiori, frutti, ombra e acqua si basa su di una re-interpretazione dei paesaggi coltivati della fertile costa originaria, prima del processo di industrializzazione.

L’ispirazione è stata ricercata sia nella tradizione dell’organizzazione romana del territorio agricolo che nella raffinata e squisita costruzione della “selvaticità coltivata” così come manifestata nei giardini del rinascimento italiano.

In termini di composizione formale, il parco si distingue per la forma sinuosa dei giardini interni, intensamente disegnati e fortemente articolati. Vere spine di circolazione, non diverse nella loro forma labirintica dal corso di un fiume che si snoda attraverso i meandri della sua vallata, sovrapponendosi alla composizione geometrica dei campi coltivati. Questi campi mostrano una varietà di coltivazioni, dagli agrumeti intorno agli interstizi nascosti dei giardini tematici agli appezzamenti per la piantagioni a rotazione per la produzione di biomassa. Allo stesso modo, è possibile rilevare un gradiente da una colonizzazione spontanea, lungo la spiaggia costiera, verso un livello più intenso di coltivazioni all’interno.

Per tutto questo il parco di Coroglio sarà l’esempio di nuovo equilibrio tra uomo e natura

IL SISTEMA DEI BACINI IDRICI

Il parco di Coroglio si sviluppa intorno ad un complesso sistema di bacini idrici e lagunari. L’idea paesaggistica alla base di questa impostazione è quella di riproporre la maggior varietà di biotopi nella connessione tra ecosistemi diversi: lago-bosco planiziale, lago-canneto, laguna salmastra-pianura a saliceto e pioppeto. La presenza costante dell’acqua, voluta per esigenze ambientali, impiantistiche e legate alla sostenibilità del progetto, assicura la miglior percorribilità dei percorsi; influendo sul microclima dell’area e donando viste appaganti verso i generosi bacini idrici. Canali di acqua dolce accompagnano la discesa del visitatore verso il mare riversandosi nel bacino lagunare di valle; ambiente dalle caratteristiche paesaggistiche e naturalistiche di gran pregio e predisposto per un futuro sviluppo di aree di ristoro e turistiche rispettosamente integrate nel paesaggio.

MOBILITA’ ECO-SOSTENIBILE

La miglior percorribilità delle spine di collegamento è assicurata da un sistema di trasporti leggeri eco-compatibili, tipo navetta elettrica. La navetta corre lungo due linee principali: la prima in direzione NO – SE fermando in corrispondenza delle varie emergenze architettoniche; la seconda in direzione N-S, al centro del parco e parallelamente alla spiaggia, con varie fermate lungo il percorso e due aree di sosta in corrispondenza del parcheggio di Nisida e della Città della Scienza. Il percorso della navetta avviene lungo una pista in terra stabilizzata integrata alla circolazione pedonale e demarcato da semplici cambi di pavimentazione.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav