© Corvino + Multari . Pubblicata il 11 Luglio 2006.
La Fabbrica era una fumifera città rossa e nera sovrastata da un cielo incandescente si srotolava per chilometri tra strutture verticali ed orizzontali, spiazzi, fasci di binari, carriponte lunghi sino ad ottanta metri neri cumuli di residui minerali, strade, colmate a mare, pontili, navi, lampioni, camion, gru alte come palazzi.
© Corvino + Multari . Pubblicata il 11 Luglio 2006.
Due milioni circa di metri quadrati di territorio con un volume di impianti pari a cinque milioni e mezzo di metri cubi, un teatro gigante che vomitava a mare venti milioni di litri allora di veleni e forse altrettanti ne spediva in forma gassosa in cielo. Assieme a laceranti colpi di sirena.
© Corvino + Multari . Pubblicata il 11 Luglio 2006.
Il primo fischio sferzava laria alle sei e mezzo del mattino: tutta bagnoli si svegliava di soprassalto.
© Corvino + Multari . Pubblicata il 11 Luglio 2006.
(la dismissione, E. Rea, Milano 2002)
© Corvino + Multari . Pubblicata il 11 Luglio 2006.
IL PAESAGGIO DEI CAMPI FLEGREI
© Corvino + Multari . Pubblicata il 11 Luglio 2006.
Le annotazioni di Goethe durante il suo soggiorno napoletano, tra la fine del febbraio e gli inizi di giugno del 1787, ci offrono una straordinaria raffigurazione dei Campi Flegrei, dove luomo si sente continuamente alleggiato tra le vicende della natura e quelle della storia… un angolo di Mediterraneo, quello di questa baia, con i suoi dintorni suggestivi per ricchezza e varietà di bellezze naturali, di tesori di storia e di arte che Goethe illustra con una sensibilità fatta di emozioni del tutto nuove ed ancora oggi attualissime.
© Corvino + Multari . Pubblicata il 11 Luglio 2006.
Bagnoli è uno dei luoghi più straordinari di questa geografia, una delle conche che i fenomeni naturali hanno modellato in una forma che apre la sequenza del territorio sul mare.
© Corvino + Multari . Pubblicata il 11 Luglio 2006.
Il limite dacqua a Bagnoli è lelemento intorno al quale le aree urbane si sono sviluppate, la linea di connessione tra insediamenti e paesaggio, il fenomeno di più lunga durata, le cui caratteristiche e specificità, svelano le immagini e gli ambienti della storia di questo straordinario luogo.
© Corvino + Multari . Pubblicata il 11 Luglio 2006.
Lacqua esprime due realtà antitetiche e insieme complementari, quella della permanenza e della continuità e quella del rapido cambiamento.
© Corvino + Multari . Pubblicata il 11 Luglio 2006.
Lindustria è il segno più evidente di questa condizione, la sua presenza ha conservato i luoghi, ne ha sedimentato la storia ed è pronta a tracciare i nuovi paesaggi.
Pensare ai paesaggi come corpi separati, non ha più senso: lidea dei nuovi paesaggi corrisponde ad una rete di nuovi spazi che parte proprio dallindustria e accetta la varietà, il contrasto, la discontinuità tanto quanto la stratificazione, la complementarietà, la compatibilità e la sostenibilità come insieme di elementi necessari al progetto.
Paesaggio é quel sistema peculiare in cui è inserita la grande memoria della costruzione industriale, legata al ciclo siderurgico, pronta ad affermare un proprio ruolo per la città di oggi: il parco di Bagnoli. In stretta relazione visiva e spaziale con la città, il parco è il vitale prolungamento dello spazio abitato, spazio pubblico urbano, con i tracciati e le opere tecniche, valori simbolici e di immagine, oltre che di utilità e di uso, che contribuiscono a definire il rapporto con il vasto specchio dacqua.
CRATERI E INDUSTRIA
Il nuovo paesaggio del parco crescerà nel cuore di unarea vulcanica. I crateri che caratterizzano con la loro presenza larea dei Campi Flegrei, alcuni molto antichi altri più recenti, hanno definito con i loro bordi la spazialità del territorio: sono diventati in alcuni casi la linea di costa, come nel golfo di Pozzuoli; in altre zone sono dei rilievi topografici invalicabili, è il caso della collina di Posillipo; spesso hanno circoscritto delle aree, le hanno isolate dal contesto, rendendole vere e proprie isole di natura nel paesaggio antropizzato. Queste isole, oggi chiaramente leggibili sul territorio, sono i laghi di Miseno, Averno, Fusaro e Lucrino, la riserva naturale degli Astroni e la Solfatara.
Come un cratere, la presenza dellacciaieria, insediatesi nella zona di Bagnoli nel 1920, ha reso possibile una salvaguardia del territorio. Lintera area destinata alla produzione e lavorazione, chiusa e recintata per esigenze inerenti la sicurezza delle lavorazioni, è stata isolata dal tessuto edilizio circostante, strappata alla crescita incontrollata che questo ha avuto negli ultimi decenni. È grazie allacciaieria che oggi è possibile regalare a questo territorio un parco, un luogo che potrà riqualificare larea dei Campi Flegrei, diventare il cuore del nuovo polo di Bagnoli-Coroglio ed estendere la sua influenza positiva su tutta la città di Napoli. Possiamo quindi oggi ricordare positivamente le acciaierie non solo per il loro valore legato alla produzione, alla capacità di generare aggregazione sociale e di creare sviluppo, ma anche per il loro alto valore ambientale: la fabbrica pur avendo inquinato lambiente lo ha salvaguardato, lo ha difeso da un espansione su di esso di un tessuto urbano irreversibile.
Oggi possiamo rimuovere la fabbrica che ha concluso il suo ciclo, risanare il suolo e conquistare così il suo spazio, rigenerarlo per costruire in esso una nuova natura: la natura dopo lindustria.
UN NUOVO CRATERE: IL PARCO URBANO
Nel momento in cui la fabbrica non esiste più come entità attiva, non esiste più il recinto, il limite che ha protetto per decenni linterno dallesterno e viceversa. Se si vuole salvaguardare questo luogo per sfruttarne il suo valore, è necessario definire un nuovo limite. Questo nuovo bordo dovrà avere la capacità di attrarre la città al suo interno filtrando, come una membrana, la spinta del territorio circostante: non più un muro, ma uno spazio da vivere ed attraversare.
In questo spazio verrà celebrata la memoria dellindustria generatrice di questo luogo, da esso saranno attratti i fruitori per accedere al cratere. Luogo della memoria e spazio del movimento, questo è il nuovo bordo dellarea, non più un muro, ma una superficie da vivere percorrendola.
Esso si configura come un anello che cinge il cuore del parco, nel suo spessore giacciono tutti gli elementi più importanti del passato industriale, in essi, una volta recuperati ed occupati dalle nuove funzioni previste, si svolgeranno tutte le attività e gli eventi del parco.
Non sarà esclusivamente la materia degli edifici a conservare la memoria delle acciaierie, la fabbrica era soprattutto attività e movimento. Dal mare e dalla ferrovia entravano le materie prime che dopo aver attraversato gli altiforni e i capannoni di lavorazione, aver percorso larea lungo i tracciati dei binari, uscivano come prodotto maturo.
Il parco conserva la memoria di questo movimento nei tracciati dei percorsi anulari che lo attraversano.
I fruitori che entreranno nellarea del parco, attraversandola, potranno rigenerarsi e maturare visitando la città della scienza, passeggiando nel giardino botanico, ascoltando la musica, facendo sport allaria aperta. Il movimento delle persone lungo i percorsi anulari ripropone quindi la memoria del movimento della materia, i fruitori entrano ed attraversando i luoghi progettati si arricchiscono attraverso unesperienza unica, multisensoriale!
Il parco é luogo dinamico in cui rigenerare il corpo e la mente in simbiosi con la natura.
Lanello che cinge larea del nuovo cratere sarà di fatto il parco, cosa crescerà nel cratere?
Il progetto propone per larea centrale uno spazio flessibile ricco di vegetazione, uno spazio generato dal luogo. Qui le forme e la vegetazione cresceranno spontaneamente, la mano delluomo, guiderà questo processo, assecondando il corso naturale del tempo. Questo paesaggio, sviluppandosi, diventerà sempre più indipendente dalla mano delluomo. In questa nuova natura, i fruitori potranno immergersi, smarrirsi, perdendo di vista il contesto al contorno. Il bosco centrale, cuore del nuovo parco urbano e di tutta larea di Bagnoli, sarà quindi un luogo in cui il paesaggio non verrà percepito come un disegno statico: mentre nellanello del parco le forme si manterranno costanti nel tempo al crescere delle essenze arboree, allinterno, nel bosco, la forma iniziale crescerà e si svilupperà con la vegetazione.
Il parco di Bagnoli, adagiato nella zona pianeggiante una volta occupata dalle acciaierie, sarà parte del panorama del golfo di Pozzuoli percepito dalla collina di Posillipo. Gli ex edifici industriali, oggi avvolti dalla polvere che si solleva dagli sterrati incolti, una volta adagiati sul tappeto verde del parco, circondati da piante tropicali, risplenderanno di nuova vita.
Il progetto si propone di realizzare un nuovo spazio nel paesaggio urbano, un luogo in cui una spazialità classica della natura crei il contesto per un nuovo modo di fruire un parco.
Linsieme del parco anulare e del bosco centrale offriranno la possibilità ai cittadini di vivere questo straordinario paesaggio.
Attratti dalle maestose alberature tropicali dellanello esterno, i fruitori si troveranno in un ambiente riconducibile allidea classica di un parco. In questa zona, dalle ampie radure, si potrà apprezzare la spazialità di un paesaggio pensato per essere lo specchio ideale di una natura perfetta da godere e da vivere.
Una volta entrati nel parco, lo si potrà attraversare lungo uno dei percorsi, la scelta del percorso determinerà la velocità del movimento e lesperienza vissuta: ludica, sportiva o una piacevole passeggiata fino al mare. Dalla promenade si potrà accedere alla spiaggia, che verrà restituita allambiente; questo luogo, restituito al suo incontaminato paesaggio avvolgerà i visitatori con la semplice bellezza della sua natura. Scegliendo invece uno dei percorsi che si addentrano nel bosco, si entrerà in un luogo apparentemente selvaggio, dove il progetto tenderà a scomparire dietro le forme della natura, qui i fruitori avranno la sensazione di essere nello spazio incontaminato della natura originaria di questi luoghi, saranno disturbati solo dalla presenza di pannelli informativi che renderanno questo smarrimento un apprendimento.
UN PROGETTO PER FASI INDIPENDENTI E FINITE
Il parco, capitale sociale dal valore inestimabile, dovrà diventare lelemento su cui basare la nuova strategia di sviluppo di tutta larea di Bagnoli, lelemento strutturante dellintero processo di trasformazione. Risolvere il conflitto tra la fabbrica e il paesaggio flegreo significa costruire un luogo che possa diventare il motore per nuove
dinamiche di sviluppo.
Gli elementi di un territorio e gli effetti del tempo, siano essi fisici o culturali, sono la storia ed il presente di un luogo. Solo riattivando questi agenti vivi attraverso il progetto è possibile recuperare le aree degradate, trasformare i resti, gli scarti dello sviluppo in risorse.
Tutto il programma dovrà essere quindi ancorato al contesto non solo territoriale, ma anche economico: la vicinanza del mare, lombra della collina di Posillipo, la vista su Nisida sono valori che contribuiscono a costruire la forma del progetto tanto quanto le fasi del processo di bonifica e le risorse finanziare disponibili.
Il contesto economico in cui si sviluppa il progetto prevede un investimento di circa 61 milioni di euro per i 120 ettari complessivi dellarea.
La sfida è proporre un progetto che non sia il punto di arrivo, la conclusione di un processo, ma che ne sia la struttura, una struttura flessibile, che inserendosi nella dinamica delle trasformazioni, semini le spore dei possibili sviluppi. Il parco è iniziato e prosegue con la bonifica delle aree e si svilupperà fino a raggiungere una sua forma matura, compiuta, già nella 1° fase di realizzazione: il primo lotto prevede infatti la realizzazione dellanello esterno, il luogo delle attività.
Conclusa la 1° fase esisterà un parco finito. Il processo di bonifica potrà continuare nei 60 ettari dellarea centrale che sarà parte del parco: i cittadini potranno osservarlo dallesterno capendo così a quali trasformazione è sottoposto il territorio. Finita la bonifica, sul terreno sano ma incolto, cresceranno spontaneamente le specie vegetali più forti e invasive esistenti in questa zona, queste si svilupperanno velocemente creando un paesaggio verde incolto, sottoposto ad una minima manutenzione. Questo processo porterebbe, con dei tempi abbastanza lunghi, alla creazione di un parco finito con parte degli investimenti economici previsti.
La qualità del bosco interno migliorerebbe notevolmente con la realizzazione della 2° fase del progetto: la vegetazione spontanea viene integrata e sostituita con nuove piantumazioni selezionate tra quelle autoctone originarie del bacino mediterraneo, queste crescendo costruiranno la spazialità del bosco e mireranno alla creazione di un habitat autosufficiente. In questo bosco prevarrà la biodiversità, la varietà e la qualità delle essenze creerà uno spazio che, pur ricordando la natura perduta di questi luoghi, sarà di fatto la realizzazione dellidea di questa natura originaria conservata nel ricordo del territorio.
Sono inoltre previste con due fasi indipendenti la sistemazione dellintero arenile compreso nellarea di intervento.
PARCO ESTERNO / LOTTO 1
Il parco esterno, che verrà interamente realizzato con la prima fase del progetto, è una fascia di larghezza variabile che cinge lintera area collegando tra loro i luoghi perimetrali al parco, le aree di sosta e gli elementi del
parco.
Questa zona è caratterizzata da una morbida topografia che modella il terreno. Il movimento del suolo contribuisce a definire gli spazi del parco, tra gli avvallamenti e sulle colline trovano spazio lorto botanico, il roseto, la Napoli in miniatura, le aree per il passeggio degli animali domestici nelle vicinanze dei nuclei abitativi.
Accanto a queste funzioni grandi aree aperte offrono spazi indefiniti da costruire attraverso luso: sui prati i fruitori troveranno gli spazi su cui giocare a palla, correre, giacere.
Lintera superficie del parco esterno è un prato, fanno eccezione solo gli spazi intorno agli edifici, queste superfici, in calcestruzzo architettonico gettato in opera, sostengono come dei vassoi gli oggetti della memoria, le piazze sono di fatto dei foyer, estensioni allaperto degli spazi interni: l’area prospiciente ledificio dell’ex acciaieria, che ospiterà la città della musica, è attrezzata per grandi spettacoli allaperto; nell’area intorno all’edificio delle ex officine meccaniche e della ex centrale termica, in cui saranno collocate rispettivamente la città della vela ed una centrale impiantistica, è previsto il reinserimento della Applevage e della Gabbia discagliatrice, oggetti fortemente legati alla memoria di questi luoghi, per i quali sono previsti interventi di recupero attraverso operazioni di lavaggio, primerizzazione inorganica zincata, ripristino, verniciatura e rimontaggio; l’area intorno al nuovo museo della civiltà del lavoro, collocato nell’ex altoforno, sarà una vera e propria piazza di ingresso; il centro culturale per la protezione delle tartarughe marine, che occuperà l’ex impianto per il trattamento delle acque, userà il verde del parco come estensione all’aperto dei suoi spazi interni.
Tra i prati si srotolano come dei nastri i percorsi colorati, alcuni in conglomerato colorato arricchito di pigmenti, altri in terra battuta, si distinguono luno dallaltro non solo per il materiale e la colorazione della pavimentazione, ma anche per la velocità che inducono nel movimento di chi li percorre. Il loro tracciato, i materiali, i disegni sulla pavimentazione e gli arredi ne suggeriscono luso, per lo sport o per il passeggio. Uno di essi sarà anche il percorso di un bus navetta che collega tra loro tutte le zone del parco e la spiaggia, con i parcheggi e con la linea metropolitana.
Il più importante di questi percorsi è quello tangenziale alla spiaggia, qui il movimento diventa un lento passeggio sul lungomare. Su questo percorso i chioschi temporanei per la vendita di gelati, bibite e snack trovano lo spazio e le installazioni necessarie per la sosta.
Le alberature costruiscono insieme con la topografia ed i percorsi la spazialità del parco e sottolineano con la loro dislocazione il dinamismo di questo luogo. Le specie si differenziano a seconda delle zone: di origine tropicale quelle verso la spiaggia; classiche Palme dall’alto fusto e qualche Banano lungo la promenade; piante generalmente poco diffuse nelle zone più interne del parco e lungo i percorsi, come l’Albizia, l’Erytrinia, la Chorisia e la Tipuana e qualche gruppo di Delonix dalle luminose fioriture rosse.
Nelle aree destinate ai parcheggi sui limiti del parco, verranno messi a dimora dei Platani, gli alberi che più caratterizzano con la loro ombra le città mediterranee. Infine per sostenere la scala maestosa dell’altoforno sulla piazza per gli spettacoli verranno piantati dei Ficus Magnolia.
In questa fase verrà recuperato il torrente arena S. Antonio, che una volta risanato diventerà uno degli elementi strutturanti del parco.
Gli arredi fissi, panchine e i cestini per i rifiuti, sono collocati esclusivamente lungo i percorsi, questi saranno intensamente illuminati in modo da permettere un uso sicuro del parco anche nei tardi pomeriggi invernali e durante le serate estive.
Una recinzione chiuderà il parco verso l’interno limitando la fruizione dell’area del bosco solo alle ore diurne; la zona esterna, che vive nel suo rapporto con l’esterno, rimarrà sempre aperta alla città.
BOSCO INTERNO/ LOTTO 2
Il progetto prevede l’eventualità che questa non si realizzi nel breve periodo e propone un’alternativa progettuale dai costi minimi che possa configurare lo spazio per il periodo intermedio. L’impostazione generale del progetto ha proprio il fine di sostenere questa possibilità.
tempo intermedio
Nell’area centrale, già recintata durante i lavori di realizzazione della prima fase, le operazioni di bonifica, nel caso non fossero ancora state concluse, potrebbero proseguire anche dopo la realizzazione del parco esterno, diventando un elemento di apprendimento e attrazione del parco stesso. Questa area è infatti attraversata da due percorsi rettilinei (anch’essi realizzati con la 1° fase) che permettono di penetrarla per osservarne il processo di trasformazione. Una volta conclusasi la bonifica, il nuovo terreno rigenerato verrebbe invaso dalla vegetazione spontanea, inizialmente piante erbacee, poi cespugli ed infine arbusti. Da questo paesaggio spontaneo, aiutato da una minima manutenzione, potrebbe negli anni svilupparsi un area boschiva.
piantumazione bosco mediterraneo
La realizzazione del progetto, successiva alla acquisizione di ulteriori finanziamenti, prevede la piantumazione di un bosco mediterraneo, che potrà conservare ed integrare parte della vegetazione spontanea, fino a quel tempo sviluppata e manutenuta, in cui saranno presenti tutte le specie originarie di questa area. Questo bosco avrà diverse zone, ognuna di esse proporrà una spazialità diversa: l’ariosa pineta dalle alte chiome e gli ampi spazi sottostanti, il pioppeto più fitto e verde, l’avvolgente querceto e il bosco ceduo. Tra le alberature saranno ritagliate ampie radure in cui i fruitori, avvolti dalla natura, potranno abbandonarsi in uno spazio completamente isolato dal contesto urbano. Un sistema di laghi e corsi d’acqua contribuirà a migliorare il clima dell’area e a costruire lo spazio del bosco. Ai due percorsi, realizzati in 1° fase, se ne aggiungeranno alcuni pavimentati in masselli di conglomerato cementizio ed altri spontanei, nuovi sentieri, che i cittadini percorrendo il bosco tracceranno e che il servizio di manutenzione provvederà a mantenere in uso.
Lo scopo è di costruire un nuovo paesaggio che crescendo guadagni la sua autonomia e si radichi nel territorio, un luogo della biodiversità che il tempo renderà unico. Il parco, così concepito, sarà una “grande attrezzatura urbana” per “il turismo, lo spettacolo, lo sport e l’apprendimento”. La sua influenza positiva avrà la forza di riqualificare un’ampia fetta di territorio e l’influenza benefica del parco sarà percepita anche a livello ambientale, attraverso una notevole diminuzione delle polveri inquinanti ed un miglioramento del microclima dellintera area.
ARENILI / LOTTI 3 e 4
La spiaggia con il relativo arenile, compresa nelle fasi tre e quattro dellintero intervento, una volta bonificata, verrà utilizzata liberamente nella sua parte prospiciente il parco, mentre sarà attrezzata nella zona a nord più urbana e a sud verso Nisida. Dalla promenade si potrà accedere allarenile, che verrà restituito allambiente ed ad suo incontaminato paesaggio avvolgendo i visitatori con la semplice bellezza della sua natura. Tangente al percorso della promenade, la spiaggia sarà raggiungibile anche grazie al servizio di bus navetta interna al parco e interessata da piantumazioni di origine tropicale in filari.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
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