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Bologna (BO), Italia

Paesaggio E Mutazioni

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RELAZIONE DI PROGETTO

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Vista aerea

La nuova sede dell’Arpa persegue un doppio obiettivo: la valorizzazione del rapporto con il paesaggio in cui l’intervento si inserisce e la definizione architettonica della sua immagine, pensata in termini formali attraverso l’impiego di materiali e tecniche costruttive scelte per ottimizzare la qualità ecologica, il comfort interno degli spazi di lavoro e la durabilità nel tempo dell’edificio, rispettando rigorosamente il limitato budget a disposizione.

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Localizzata ai bordi della città costruita, l’area d’intervento è caratterizzata da una forte valenza ambientale che diventa la principale risorsa del progetto. Il territorio ferrarese si identifica nel suo insieme come un vasto e continuo sistema verde che disegna un esteso piano di campagna orizzontale, comprendendo i terreni agricoli, il parco fluviale a nord dell’Addizione erculea, le fasce di vegetazione coltivate e alberate, arrivando fino alla zona a sud della città, dove è ubicato il manufatto di progetto. E’ all’interno di queste “scene” che il nuovo impianto trova i suoi principali riferimenti. Da una parte le case sparse e le dimore contadine testimoniano la relazione indissolubile che sussiste nel territorio tra il costruito e questo piano di campagna, determinando una serie di criteri compositivi dai quali è impossibile prescindere: il profilo orizzontale dei campi, scandito esclusivamente dalla verticalità dei pioppeti, è ripreso e utilizzato per stabilire la sagoma e “l’ingombro” dell’ampliamento di progetto che si predispone come una piastra, un edificio non invasivo, più basso dei corpi di fabbrica esistenti in modo da non invadere “visivamente” il contesto, conservando la tipica regola costitutiva dell’orizzontalità del paesaggio ferrarese. Una seconda e altrettanto suggestiva relazione è data dalle prospettive urbane delle mura cittadine. Le fortificazioni della cinta della città estense sono il prodotto di una funzionalità precisa ed esatta la cui forma automatica deriva dalle regole di difesa militare. L’architettura militare è l’esito di un programma che vanifica le scelte puramente artistiche e creative, dandosi come soluzione giustificata, come risultato automatico per rispondere a necessità contingenti. La forma proposta per la nuova sede dell’Arpa recepisce questi stimoli: le punte stellate dei baluardi e dei valli difensivi immerse nelle alberature e nel verde circostanti generano un sistema organico e unitario tra architettura e natura che viene interpretato e riproposto come soluzione di progetto. L’architettura del progetto ritrova il suo significato in questo rapporto città-campagna ispirato dal principio formale e funzionale che rievoca l’idea del frammento della cerchia muraria.

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Il disegno della parte d’ampliamento si configura come un terrapieno diramato in tre volumi, definendo una sagoma ribassata e allungata, il cui perimetro è consequenziale alle esigenze funzionali e distributive delle attività a cui è destinato. Le tre “dita” del nuovo corpo di fabbrica derivano dalla disposizione del diagramma delle funzioni operative richieste dal programma dell’Arpa. Complessivamente, il nuovo impianto deve contraddistinguersi formalmente anche rispetto agli edifici vicini, ai fini di una più diretta riconoscibilità da parte degli utenti. Si plasma di conseguenza un volume netto e uniforme che risalta dal punto di vista plastico rispetto ai due grandi contenitori limitrofi della Fiera e del Centro Ortofrutticolo.

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Lay-out funzionale

Il sistema architettonico assume così una propria autonomia figurativa.

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Modello di studio

In termini funzionali, secondo le indicazioni fornite dal bando di concorso, le attività sono ripartite attraverso modalità di gestione che rispondono alle esigenze di facilitare la fruizione al pubblico esterno e di organizzare e migliorare le fasi lavorative del personale interno. Gli elementi condizionanti sono stati dettati inoltre dalla disponibilità del grande campo a prato davanti alla sede esistente, utilizzato per distendere il nuovo edificio progettato, aperto in tal modo verso un ampio e suggestivo vuoto, sul quale guardano gli ambienti di lavoro dei laboratori, delle sale strumenti e dei laboratori preparativi dell’aria e del suolo. Per non creare gerarchie connesse alle rispettive visuali esterne, la forma dell’edificio crea una corte verde sui quali affacciano i vani dell’area Analitica Ambientale, della Microbiologia Ecotossicologia e gli uffici della direzione quest’ultimi ubicati nel manufatto già costruito tutti rivolti su spazi esterni privati. Verso la strada di accesso esistente sono posti gli ingressi dell’accettazione, dell’auditorium e i vani tecnici degli impianti esterni. In tal modo, tutte le zone di lavoro fisse hanno le finestrature aperte verso i giardini interni e verso luoghi dove non scorre il traffico veicolare. In particolare, l’edificio esistente è riorganizzato per accogliere gli uffici dei sistemi ambientali e dei servizi territoriali nel padiglione A, ristrutturato per ricavare cavedi luminosi al centro, garantendo una migliore aerazione e illuminazione naturali; nel padiglione B dell’edificio esistente sono ubicati gli spogliatoi al piano terra e gli uffici della direzione al piano primo; nel padiglione C è stato mantenuto l’auditorium. L’intersezione di questi tre padiglioni è il cuore del progetto, rafforzato dall’inserimento del nuovo edificio. In questo punto “d’incontro” trovano il loro naturale collocamento i vani di risalita delle scale e degli ascensori e gli spazi dello sportello unico dell’accettazione. Esternamente sono collocati i parcheggi per il pubblico. Particolare attenzione è stata posta alla divisione dei vari ingressi, distinti per funzione e tipologia del personale. I vari reparti sono tra loro autonomi e distinti dagli accessi pubblici.

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Pianta piano terra

Nel nuovo edificio sono posti in successione, tutti alla stessa quota rialzata di +3.45 mt, le tre aree di Microbiologia ed Ecotossicologia, dei Fitofarmaci e dell’Analitica Ambientale.

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Pianta piano primo

Il nuovo impianto planimetrico è frazionabile in tre aree tematiche e funzionali:

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Sezioni

1) il riassetto della parte esistente destinata ad ospitare gli Uffici Ambientali;

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Vista complessiva

2) la rete orizzontale dei percorsi di collegamento tra la parte esistente e quella di ampliamento;

3) la nuova struttura d’ampliamento dei laboratori con la sezione di Microbiologia ed Ecotossicologia, dei Fitofarmaci e dell’Analitica Ambientale.

L’edificio esistente contiene la sezione degli Uffici Ambientali con relativi laboratori e spazi di lavoro. Si è ritenuto opportuno individuare una localizzazione tale da garantire l’autonomia complessiva di questo reparto, sia in termini di accessibilità che di funzionalità.

Considerando l’utilizzo dei fabbricati esistenti e quindi una certa “abitudine” consolidata degli operatori e del pubblico che già accedono alla sede operativa, si è preferito mantenere gli ingressi e il front office nella zona d’accesso, a ridosso della strada esistente, dalla quale dipartono una volta entrati, i percorsi verso le ali di progetto. La rete orizzontale dei percorsi collega alla quota +3.45 mt le nuove aree di progetto. Questa sospensione dal suolo ha una duplice finalità: in termini di comfort ambientale la sopraelevazione garantisce uno stacco dal suolo, migliorando le condizioni climatiche (riducendo il livello di umidità, garantendo una più lunga conservazione dei materiali impiegati) e permettendo di ricavare una zona d’ombra, un luogo fresco e privilegiato dove collocare anche la grande vasca d’acqua. La massa compatta e omogenea della nuova architettura sopraelevata rispetto al suolo garantisce una maggiore coibentazione termica complessiva attraverso i tamponamenti, contribuendo al raffrescamento nei mesi estivi e al riscaldamento nei mesi invernali. Le scelte compositive di progetto sono inoltre finalizzate ad ottimizzare la realizzazione dell’intervento, diviso in due stralci operativi. L’unica sede richiesta dal concorso facilita inoltre i flussi operativi interni e le informazioni verso i clienti è sarà, come indicato dal bando stesso, realizzata in due fasi successive. L’impianto compositivo adottato consente la massima organizzazione di questa necessaria individuazione delle fasi realizzative che non devono essere di intralcio al corretto proseguimento funzionale dell’esercizio.

Ewwws

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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