© Davide Raffin . Pubblicata il 01 Giugno 2006.
RELAZIONE
© Davide Raffin . Pubblicata il 01 Giugno 2006.
La religione cristiana ha deciso di abbandonare i fasti delle cattedrali in nome di una sincerità e di una povertà evangeliche (R. Tagliaferri).Larchitettura dei luoghi sacri del post-concilio da parte sua si è emancipata laicamente verso prospettive meramente funzionali, a volte proponendo soluzione estreme di spazi versatili o polivalenti del tipo: sala riunioni-chiesa-museo, che confondono funzionalismo-liturgico con funzionalismo-materialista nel nome della modernizzazione, di un uomo religioso più ingaggiato con le vicende degli uomini. Affrontare il tema dellarchitettura di una chiesa o di una cappella o di un cimitero solamente considerando la funzionalità liturgica risulta forviante tanto quanto concentrare limpegno progettuale solo nellimmagine del rapporto con il trascendente e la sua simbolizzazione. Il progetto per la cappella dellOspedale si colloca in una posizione di equilibrio rispetto a queste due tesi opposte considerando fondamentali le questioni legate al rapporto edificio-azione liturgica ( percorso liturgico laterale, decentramento della custodia eucaristica, avanzamento dellambone ecc.) altrettanto quanto le tematiche della simbolizzazione spaziale (prima tra tutte la luce nello spazio architettonico poi la proiezione verticale dellaula, la soglia, lalterità dello spazio dingresso, la centralità dellaltare ecc.).
© Davide Raffin . Pubblicata il 01 Giugno 2006.
Lo spazio della cappella occupa larea dintervento nella sua interezza ma allinterno di essa si distinguono per forma e dimensione le diverse aree del programma funzionale.
© Davide Raffin . Pubblicata il 01 Giugno 2006.
Laula liturgica che si proietta verso il cielo è spostata nel mezzo del lotto per non interessare la struttura del corridoio di servizio ma sorgere indipendente al centro del terrapieno. Allapice dellaula un lucernario che asseconda il percorso iniziatico e sottolinea la geometria e la direzione dellazione liturgica, illumina laltare.
© Davide Raffin . Pubblicata il 01 Giugno 2006.
Lidentità dellarea presbiteriale allinterno dellaula è messa in evidenza da alcuni tagli di luce su due lati della grande copertura, aperti sopra gli assi geometrici dellaltare, polo della comunità e centro dellazione di grazie, che si compie nelleucaristia( PNMR 259, BODCA 155 ). Come nelle chiese romaniche, questi tagli accentuano il gioco iniziatico della luce, poiché la luce costituisce uno degli elementi simbolici strutturali che fanno di un edificio un luogo sacro, non la luce uniforme e compatta di Mies ma quella efficaciemente vibrata che crea nette zone di luce ed ombra variabili nel tempo, poiché il gioco della fascinazione del sacro è legato al vedere-non vedere, dove lapparizione subitanea e improvvisa della bellezza crea nel fedele uninfinita nostalgia che cresce nel tempo, che stimola la ricerca, che invoca un compimento(R.Tagliaferri).
Gli altri luoghi dellazione liturgica, sono elementi evocati allinterno di uno spazio unitario.
Il largo percorso dallingresso allaltare si muove a lato dellaula verticale e mostra come nella Fronleichnams schwarziana la sua natura di luogo dinamico non stanziale attraverso laltezza contenuta ed il ritmo cadenzato delle formelle traslucide della Via Crucis direttamente illuminate dal nastro orizzontale della preesistente finestratura.
Il nartece invece leggermente più basso e cubico nelle proporzioni, dimostra la sua natura diversa di luogo di accesso, di soglia, di limite tra il mondo terreno ed il luogo sacro, tra la sofferenza delluomo e la grazia trinitaria, e si annuncia invadendo quota parte del corridoio di servizio con un grande portale di ottone che è lelemento significativo del Cristo, porta del gregge(cf.Gv 10,7), secondo il criterio di non-continuità tra spazio sacro e spazio profano, ma frattura, soglia, confine, per rimarcare linfinita differenza qualitativa dellesperienza religiosa.
Lequilibrio delle masse decentrate della composizione dellarea presbiteriale è garantito dalle simmetrie ponderali, rispettivamente dellaltare sulla geometria della cupola, dellambone sulla dimensione dellintera aula e della custodia eucaristica sullasse del percorso laterale.
Al termine del percorso laterale dellaula è collocato il santissimo sacramento, in posizione decentrata rispetto allasse della celebrazione, in un luogo adatto alla adorazione e alla preghiera soprattutto personale( PNMR 276 ).
Dietro al presbiterio trova posto la sagrestia separata dallaula da una grande armadiatura in legno con doppio affaccio che da un lato nasconde il lavabo, i paramenti e le suppellettili funzionali ai celebranti e dallaltro rappresenta il fondale dellarea presbiteriale e contiene la custodia eucaristica con la doppia apertura in ottone e la sede degli stessi celebranti.
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