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Milano (MI), Italia

Padiglione Italia Expo 2015

Concorso Internazionale di Progettazione per la “progettazione del Padiglione Italia”
Giugiaro Architettura, Marco Castelletti, Paolo Favole, Stefano Lanotte, Sajni e Zambetti, Adf Sistemi Srl

Giugiaro Architettura, Marco Castelletti, Paolo Favole, Stefano Lanotte, Sajni e Zambetti, Adf Sistemi Srl — Padiglione Italia Expo 2015

PALAZZO ITALIA La conformazione parallelepipeda a pianta quadrata, dettata dalle dimensioni lotto, è animata dall’attacco a terra del portico che circonda la piazza coperta, dalla irregolarità tridimensionale del rivestimento di facciata e dallo sfrangiamento del rivestimento in sommità. Con questo l’architettura dell’edificio interpreta il tema ed il concept e si rapporta al contesto inteso come “luogo di straordinaria rilevanza, istituzionale e di rappresentatività”, collocandosi in posizione terminale in due direzioni del cardo e del percorso d’acqua. L’immagine del Palazzo Italia si ispira ad un bosco coltivato di pioppi, che viene tradotto simbolicamente nell’edificio sospeso su pilastri con struttura ad albero e nella facciata che simula il fogliame cangiante.

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Il pioppo è una coltivazione tipica italiana e lombarda in particolare, nella quale le piante sono ordinate come un colonnato. Il suo fogliame bicromo verde ed argento mosso dal vento produce un brusio che ricorda quello della folla e da ciò deriva, secondo la tradizione latina, il legame con populus inteso come popolo. La simbologia naturalistica si può infine ricondurre all’elemento iconico dell’”albero della vita” come rappresentazione della relazione tra le radici e lo slancio verso l’alto in una espressione architettonica emozionale, rappresentativa della contemporaneità ma con forte visione del futuro e dell’innovazione nella quale la spazialità ed i volumi sono capaci di riflettere e di prefigurare e commentare il futuro nel rispetto della tradizione e della varietà della cultura popolare.

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Il contemporaneo è interpretato come forma significativa, comunicativa ed iconica con semplicità tettonica senza sprechi decostruttivi, con minimalismo funzionale ed efficienza impiantistica, economicità nel presente e sostenibilità nel futuro. In particolare l’impiantistica, che è la controfaccia caratterizzante di un edificio, utilizza tutte le tecnologie contemporanee per produrre energia da fonti rinnovabili, per una gestione energetica economica. In quest’ottica si inserisce l’adozione della facciata integrata rivestita di lastre di vetro e l’introduzione di un sistema innovativo di condutture per raffrescare gli ambienti interni.

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Il vuoto centrale che si sviluppa in altezza in modo organico può diventare oltre che il fulcro dell’edificio, crocevia di tutti i flussi e gli accessi pedonali, anche il simbolo identificativo del Palazzo Italia, grazie alle dotazioni mediatiche ed al potenziale tecnologico (schermi interattivi sulle facciate fruibili sia dalla piazza coperta sia dalle passerelle aeree).

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La riconversione post Expo in “vivaio dell’innovazione”, cioè in incubatore di innovazione per la ricerca tecnologica, la formazione e l’educazione in campo scientifico, implica l’esigenza della massima flessibilità: l’architettura è un contenitore funzionale che minimizza le parti “hard” da conservare, lasciando trasformabili ed adattabili a qualsiasi esigenza gli spazi e le superfici ad ogni piano.

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Trasparenza: Edificio sospeso su pilotis sotto al quale la piazza coperta al piano terra è visibile e accessibile da tutte le direzioni illuminata dall’alto dal cavedio centrale con luce naturale. Edificio ricoperto da una pelle vetrata trasparente tridimensionale diamantata in modo irregolare che si densifica in altezza e riveste il soffitto della piazza coperta; Energia: Energia per la vita nel sistema di facciata integrato con i montanti della vetrata nei quali scorre acqua calda e fredda. Evocazione della linfa che scorre nei rami degli alberi. Energia rinnovabile nel recupero e utilizzo del calore interno per alimentare i camini che muovono pale eoliche, nonché nell’adozione di un sistema fotovoltaico in copertura e nell’utilizzo dell’acqua dei canali per scambio geotermico; Acqua: Fontana a raso che funge da elemento di transizione tra lo spazio pubblico e la piazza coperta nella quale si riflettono le facciate ed il soffitto vetrato dell’edificio e come fontana con ugelli a pavimento di acqua vaporizzata che assicurano un microclima dando la sensazione di entrare in un bosco perché l’aria è più fresca e umida; Natura: L’immagine del bosco, il “pioppeto”, nel quale ogni parte assume un legame evocativo, viene tradotta nel linguaggio architettonico. La piazza coperta rappresenta la radura nel bosco con un pavimento di calcestruzzo disegnato dalle foglie, i pilastri a piano terra sono i tronchi degli alberi che si diramano per sostenere le chiome, la facciata vetrata il fogliame cangiante sorretto dai rami delle strutture che si scompone in elementi frastagliati che si slanciano nel cielo; Tecnologia: La presenza di vetri e cristalli lcd o per videoproiezioni che generano delle facciate esterne ed interne mediatiche capaci di comunicare messaggi ed immagini. L’elevato grado di flessibilità funzionale impiantistica e strutturale nell’adozione di un sistema semplice che accelera i tempi di esecuzione e la facilità di riconversione.

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PADIGLIONI TEMPORANEI LUNGO IL CARDO I quattro padiglioni del cardo sono edifici temporanei che, al termine dell’Expo, verranno reimpiegati in aree urbane di Milano per funzioni non ancora definite. Per questo il progetto prevede edifici composti da parti modulari, di facile montaggio e preparate fuori opera, quindi anche facilmente smontabili. I padiglioni sono riutilizzabili anche solo per parti, per cui le strutture hanno giunti orizzontali, gli impianti sono modulari e i locali per il loro posizionamento sono distribuiti e non concentrati. Allo stesso modo gli edifici, che devono tener conto della conformazione a “redents” (utilizziamo il termine di Le Corbusier che ci sembra il più pertinente) sono facilmente integrabili o completabili per parti modulari (solette, pareti, impianti, ecc) se si volesse trasformarli in volumi parallelepipedi.

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L’ispirazione per le facciate dei Padiglioni espositivi temporanei che si sviluppano lungo il Cardo deriva dal paesaggio caratteristico della Pianura Padana. Il riferimento iconografico al disegno dei campi coltivati visti dall’alto, che connota fortemente il territorio della Regione, rappresenta il connubio natura-uomo,  configurandosi come l’emblema del paesaggio antropizzato. L’uomo ha trasformato in profondità l’ambiente della pianura, per ottenere campi da coltivare e per costruire case e paesi. Tra le piante che crescono ancora spontanee troviamo il salice e il tiglio. Pioppi, querce e castagni, che spesso caratterizzano l’ambiente di pianura, sono invece stati introdotti dagli uomini. Ambiente naturale e paesaggio antropico si fondono tuttavia in perfetta armonia, testimoniando attraverso le tracce visibili sul territorio il passaggio dell’uomo e della propria attività ed identificando anche in senso figurato il paesaggio come “paesaggio produttivo”.

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La facciata degli edifici, in corrispondenza dei fronti opachi, si scompone in porzioni colorate in diverse tonalità di verde.

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Tali porzioni sono realizzate mediante pannelli in policarbonato alveolare, un materiale estremamente leggero e al contempo rigido e resistente. Inoltre i pannelli sono traslucidi e, grazie alle diverse tonalità impiegate, sono in grado di conferire un aspetto particolarmente scenografico agli spazi interni.

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Come è noto, il policarbonato è un materiale riciclabile al 100%, la qual cosa rappresenta una caratteristica particolarmente significativa nell’ambito del progetto di edifici temporanei, destinati cioè allo smontaggio e rimontaggio, ma passibili eventualmente anche di dismissione.

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La sagoma dei fabbricati prospicienti il Cardo è caratterizzata dai “redents”, che identificano gli accessi secondari degli edifici. In corrispondenza di quelli posizionati sul lato degli Hortus sono collocati i pioppi, che richiamano le colture tipiche della pianura e si riallacciano all’ispirazione adottata per il Palazzo Italia.

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