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Sulmona (AQ), Italia

Aebla

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Planimetria generale e assonometrie

I quattro progetti sono pensati in una logica unitaria di valorizzazione del centro storico di Sulmona. In quest’ottica la ridefinizione dei quattro sagrati intende conferire una nuova identità urbana attraverso due linee di intervento: la creazione di una maggiore continuità spaziale con le aree limitrofe; la valorizzazione dei siti come rinnovati luoghi di incontro e socializzazione.

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San Panfilo

Il principio progettuale alla base degli interventi trova le proprie ragioni in quel rapporto nuovo-antico di cui carattere essenziale è l’idea di continuità, realizzata attraverso una promenade quale articolato sistema di sequenze spazio-temporali a scala urbana.

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SS. Annunziata

Gli interventi si connotano anche per l’uso dei materiali locali tradizionali – pietra calcarea bianca della Majella e calcare grigio -, in una ricerca formale finalizzata al raggiungimento della soluzione ottimale con minimi innesti del nuovo sul preesistente.

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Santa Chiara e San Francesco della Scarpa

SAGRATO DELLA CATTEDRALE DI SAN PANFILO

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San Panfilo

Il piazzale-sagrato viene immaginato come uno dei due poli terminali del sistema della promenade urbana che vede come centro il sagrato della chiesa della SS. Annunziata e altro polo la Piazza Garibaldi.

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San Panfilo

La sistemazione del sagrato di S. Panfilo prevede la creazione di un ambito delimitato dallo spazio sacro prospiciente la Cattedrale. Tale soluzione tende a determinare una diversa identità e a creare nuove relazioni tra gli elementi architettonici e la Villa Comunale.

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SS. Annunziata

All’interno del piano inclinato, che segue la naturale pendenza dell’area di sedime (circa 70 cm), viene definita una porzione incavata, un “sagrato” della stessa misura della facciata della chiesa, lievemente traslato a sinistra. Tale ambito è separato, verso la Villa Comunale, da un lungo e stretto elemento-sedile in pietra grigia infisso nel terreno.

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Piazza Garibaldi

Lo spazio così definito delimita e amplifica la percezione visiva e geometrica della facciata monumentale, un intento rafforzato dall’uso di un materiale della stessa consistenza materica della pietra con cui essa è realizzata.

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Piazza Garibaldi

L’area a verde, laterale alla chiesa, diventa ampliamento e parte integrante del nuovo progetto; essa viene mantenuta inalterata per quanto riguarda la consistenza arborea e liberata dai percorsi pedonali esistenti, ciò tende a valorizzare il prospetto laterale della chiesa con un sistema di pavimentazione inerbata in fasce di pietra.

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Piazza Garibaldi

Alcune di queste fasce pavimentali, poste in corrispondenza degli alberi più grandi, proseguono dentro il giardino e, nella parte terminale, diventano dei lunghi sedili.

SAGRATO DELLA CHIESA DELLA SS. ANNUNZIATA

Per il restauro della scalinata del sagrato della Chiesa dell’Annunziata il progetto prevede il recupero conservativo dei gradini esistenti con lo smontaggio e il restauro per anastilosi dei singoli elementi, la sostituzione di quelle parti consunte con nuovi inserti della stessa forma e consistenza originaria.

La parte antistante i giardini viene riprogettata in relazione diretta al fronte del complesso monumentale come una sorta di ampliamento dello stesso sagrato.

Gli alberi esistenti e la fontana vengono inglobati nella nuova sistemazione pensata come platea continua realizzata con lastre di pietra calcarea locale simili a quelle del sagrato.

Attorno agli alberi vengono create delle sedute.

Un sedile unico in pietra delimita l’area centrale e misura, con la sua geometria, i tre alberi retrostanti e un bacino d’acqua che ingloba, al suo interno, la fontana esistente.

SAGRATI DELLE CHIESE DI SANTA CHIARA E DI SAN FRANCESCO DELLA SCARPA

La sistemazione delle aree antistanti i sagrati delle chiese di Santa Chiara e San Francesco, pur mantenendo ciascuno la propria peculiarità, viene concepita attraverso un intervento che senza soluzione di continuità viene a definire il fronte occidentale della Piazza Garibaldi.

In una logica di continuità spaziale e di connessione dell’intervento ad un sistema unitario di fruibilità, la differenza dei piani di quota esistenti viene rimodulata in relazione ai resti dell’acquedotto medievale che diventa l’asse mediano della nuova sistemazione.

Lo spazio residuo tra l’acquedotto e il muro di contenimento della strada superiore viene risolto attraverso la creazione di una serie di piani inclinati e una rampa pedonale di collegamento.

La scalinata esterna di accesso al sagrato di Santa Chiara diventa parte integrante del sistema di connessione del dislivello ed è caratterizzato dalla presenza di un asse apparentemente disassato ma che la sua trova origine nel centro di riferimento della Chiesa.

All’interno, nello spazio più intimo del sagrato, il progetto prevede solo il restauro conservativo della pavimentazione in acciottolato e la demolizione delle superfetazioni esistenti e la riconfigurazione materica del fornice di accesso.

Per San Francesco alla scarpa il progetto prevede la liberazione della base della torre campanaria con la demolizione delle botteghe esistenti, il ridisegno della scala di accesso e della pavimentazione interna attraverso l’evidenziazione dell’asse di collegamento alla corte del palazzo municipale.

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