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San Giuliano di Puglia (CB), Italia

Parco Della Memoria

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Il progetto

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Le indicazioni fornite dal Bando, dall’analisi dei luoghi e delle testimonianze e dalle esperienze registrate diffusamente anche dai media hanno guidato la nostra idea nel proporre un unico “elemento” progettuale in grado di soddisfare nel loro insieme tutte le aspettative della popolazione ma anche e soprattutto di integrarle fortemente tra loro, evitando la creazione di singoli puntuali episodi (ovvero il parco, la scultura, il piazzale per le commemorazioni, ecc.), privi dell’impatto emotivo di un unico grande “gesto”, da noi ritenuto necessario proprio in considerazione della tragicità dell’evento verificatosi nel 2002. Evento il cui significato deve imporsi anche come “monito” per la nazione intera e la sua coscienza civile, oltre che per il ricordo delle vittime.

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Il nostro “gesto” architettonico –unitario- intende assumere un valore forte a diverse scale di lettura. Esso è la sintesi di tutte le istanze poste dal bando: quella emotiva, che si lega alle emozioni dell’evento in sé ma anche alle emozioni che riteniamo necessario e giusto suscitare nei parenti e nei visitatori dei resti della scuola; quella della memoria e del monito alle future generazioni; quella funzionale che si pone come elemento protettivo dei resti della scuola crollata (che diventa essa stessa elemento commemorativo protetto); quella architettonica, capace di individuare di spazi dedicati alla preghiera, al raccoglimento ed alla riflessione; quella urbana che identifica nel parco pubblico sempre aperto e nella piazza per le celebrazioni il luogo di incontro primario della piccola comunità di San Giuliano e dei visitatori; quella “artistica”, connaturata all’elemento architettonico che non soddisfa soltanto le esigenze sopra esposte, ma diventa elemento “scultoreo”, opera d’arte commemorativa.

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Il progetto intende inoltre costituire un “elemento ordinatore” del tessuto urbano circostante in grado di porsi come “catalizzatore” della coscienza civile degli abitanti non solo di San Giuliano, fornendo uno strumento atto a favorire la costituzione di un senso di “appartenenza civica”. Un’architettura, quindi, quella proposta, dal forte valore simbolico e sociale, oltre che funzionale ai bisogni concreti e reali.

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Il tema posto dal Bando è risultato sicuramente di difficile svolgimento per l’inevitabile coinvolgimento emotivo che esso impone; nella necessità di immaginare un luogo di ricordo e commemorazione di giovani vite spezzate il rimando al Monumento per i caduti delle Fosse Ardeatine di Roma è risultato inevitabile.

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Nel nostro “racconto immaginario”, districato nella fase iniziale di riflessione sul tema del Concorso in oggetto, la grande lastra in cemento armato di quel progetto, pur mantenendo lo stesso ruolo di elemento di protezione e raccoglimento, nel “nostro” progetto viene a interagire con la scossa di terremoto che ha causato le innocenti vittime della scuola, assumendo una configurazione formale differente.

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L’architettura progettata rappresenta figurativamente l’effetto di “lesioni” del terreno dilatate lungo l’asse longitudinale dell’area (rappresentate dai muretti del parco ad andamento irregolare che servono a recuperare i salti di quota del terreno e che diventano anche elemento di arredo funzionale all’interno dei percorsi naturali, ovvero panche, luogo di sosta, elementi di gioco per i ragazzi, ecc.).

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Il parco intende configurarsi, con il suo andamento poligonale spezzato, anche come elemento di riferimento a scala paesaggistica, un vero e proprio intervento di “land art”, in riferimento alla geografia della zona.

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Il terrapieno esistente viene coperto da una grande copertura con struttura in cemento armato. La copertura, sfruttando i salti di quota tra le strade al contorno diventa idealmente e figurativamente una mano tesa a proteggere i resti dei muri della scuola e del suo pavimento e della memoria delle vite lì spezzate.

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Le “lesioni del terreno” diventano quindi interstizi delle dita della mano che servono per il passaggio della luce al grande ambiente sottostante, ma anche per rendere permeabile alla vista (dalla quota terrapieno) il paesaggio circostante e soprattutto il piazzale antistante, per le celebrazioni e l’incontro.

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Questo spazio, che identifica lo spazio pubblico vero e proprio del progetto, è pavimentato in pietra locale a spacco, ed è caratterizzato da una lunga panchina in pietra, posta in posizione frontale ai resti della scuola protetti, all’ombra di cipressi ordinatamente disposti a fare da fondale allo piazza e da una vasca di acqua.

Le quote della piazza, del dorso della mano (quota parco) e del terrapieno oltre che gli squarci presenti sulla copertura consentono continui rimandi visivi e un dialogo fatto di silenzi, ricordi, immagini, rispetto tra le parti, le persone e gli eventi.

La “grande mano”, in sintesi, vuole essere un elemento dal forte impatto visivo ed emotivo: una “scultura” a scala architettonica con il difficile compiuto di proteggere i resti della scuola e la memoria delle vittime, creando un luogo silenzioso, per la meditazione, la commemorazione, la preghiera, caratterizzato da una atmosfera di calma e serenità, nonostante il dolore vissuto da molti in quel luogo. Uno spazio aperto a chiunque, con percorsi chiari e semplici di accesso e fruizione, uno spazio assolutamente permeabile anche solo visivamente (si sono volute enfatizzare in questo senso le relazioni visive dalla piazza attraverso gli squarci e viceversa), ma precisamente delimitato e definito, in sintesi “concluso”.

Interventi previsti.

Si è previsto il consolidamento del muro in pietra della scuola con una controparete in cemento armato intonacata a calce a cui viene ammorsare la pietra. La nuova controparete, realizza un sottosquadro ed è di altezza leggermente maggiore del muro esistente. Essa rappresenta idealmente la “ricostruzione” virtuale del muro crollato. Si è prevista la conservazione ed il consolidamento della pavimentazione esistente, integrata da un pavimento in battuto di terra rossa nelle zone in cui essa è mancante.

La “grande mano” è con struttura in cemento armato, scelto per la maggiore semplicità di realizzazione, eventualmente rivestita con pannelli in GRC spruzzati con cemento additivato per ottenere un effetto superficiale di maggiore continuità.

La pavimentazione della zona coperta prevede una fascia di “rispetto” in battuto di terra rossa,lungo il perimetro del muro in pietra della scuola e pavimentazione in ciottoli o ghiaia lungo i percorsi e le zone di sosta.

La piazza ed i percorsi esterni sono in pietra locale a spacco a correre.

I muri perimetrali sono in cemento armato facciavista rivestiti in pietra locale.

Tutti i materiali sono prevalentemente locali.

Nel parco è prevista una integrazione delle alberature esistenti o da sostituire, con nuove alberature di specie autoctone.

Steel

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