© SDGR Studio . Pubblicata il 12 Ottobre 2007.
La natura come atto fondativo
© SDGR Studio . Pubblicata il 10 Ottobre 2007.
L’uomo spesso si sovrappone al territorio, cogliendone le specificità più forti, i luoghi della meraviglia gli spazi dell’orizzonte.
© SDGR Studio . Pubblicata il 10 Ottobre 2007.
Sapientemente nel tempo ha celebrato l’atto fondativo dialogando con il territorio e con i suoi caratteri più duri, più specifici.
© SDGR Studio . Pubblicata il 10 Ottobre 2007.
La perdita di questa coscienza, sapienza, nel secolo scorso non può essere solo occasione di disfatta, il “luogo” può rinascere, il dialogo si può ricreare, ricucire.
© SDGR Studio . Pubblicata il 10 Ottobre 2007.
Per fare questo non cerchiamo più l’indifferente, autoreferenziale sovrapposizione ma la ricerca di un’identità che nasca dal luogo con la volontà di creare il luogo.
© SDGR Studio . Pubblicata il 10 Ottobre 2007.
L’armonica natura come principio rifondatore.
© SDGR Studio . Pubblicata il 10 Ottobre 2007.
Il progetto intende stabilire relazioni a scala territoriale ri-componendo i sistemi e le linee con l’area di concorso. Tale rapporto è contraddistinto da una serie di elementi: le reti infrastrutturali, la linea di costa e dell’area portuale, la rete ferroviaria che corre parallelamente alla strada statale ionica, il fiume Esaro ed il nucleo storico che si collega alle espansioni più recenti tramite le due strade via Nicoletta e via Cutro.
© SDGR Studio . Pubblicata il 12 Ottobre 2007.
I sistemi interpretano le relazione tra le parti di città così le aree verdi del quartiere sono studiate in rapporto alle emergenze naturali del Piano San Biagio e del Monte Viscovatello, il verde urbano, il verde agricolo, il verde fluviale ed il verde boschivo; le connessioni alle macro aree funzionali individuate dall’area direzionale (STU) a nord, il parco di Pitagora ad est e l’area industriale ad ovest e delle potenzialità esistenti dei quartieri limitrofi individuati dalle funzioni religiose, sportive e didattiche.
Le linee indicano le direttrici di sviluppo che infrastrutturano l’area di concorso, così la ferrovia, gli assi contemporanei, gli assi storici ed il fiume sono studiati in relazione alla città storica ed il territorio, i tracciati del tessuto urbano sono contemporaneamente letti come cesura e connessione, il cretto interpreta le nuove relazioni che si stabiliscono tra gli assi trasversali del tessuto urbano e gli assi infrastrutturali longitudinali alla costa.
concept di progetto
Il Concept del progetto si fonda nella contrapposizione del trattamento dei materiali dei due limiti che disegnano il Quartiere Gabelluccia (Ying/Yang) e cioè:
la strada interna che segue la linea della ferrovia identificata da un percorso duro, di pietra, carrabile (Ying) e l’Argine del fiume Esaro identificato da un percorso morbido, verde e pedonale (Yang)
Tale divisione ci permette di lavorare a due sistemi che si incastrano provocando una composizione del suolo che alterna materiali morbidi vegetali, essenze arboree, alberi con materiali duri fatti di pietre, legno, cemento; tale incastro produce sotto l’azione degli assi pedonali e viari trasversali un cretto di alternanze di pieni e di vuoti, di percorsi carrabili e piazze, di percorsi pedonali e giardini, che riprende e ridisegna il rapporto territoriale dei lotti che si formano all’interno delle linee esaro- ferrovia.
L’obiettivo proposto è il recupero e la valorizzazione delle emergenze ambientali, unici elementi di riconoscibilità sopravvissuti, materiali resistenti alla trasformazione incontrollata.
Inoltre, le condizioni socio-economiche attuali attribuiscono a questa ipotesi di programma potenzialità intrinseche di motore propulsivo e di esempio di attuabilità della programmazione integrata (area d’intervento ridotta, forti investitori privati in area concentrata, possibilità di effettiva partecipazione dei comuni cittadini).
L’introduzione di edifici pubblici ci ha permesso di lavorare ad una nuova identità ed all’immagine architettonica e sociale, con l’introduzione di luoghi di aggregazione e attività ricettive.
La sistemazione delle piazze e del nuovo asse civico del quartiere nasce dalla convinzione che l’organizzazione di ogni spazio all’aperto, con frequenza pubblica, debba offrire opportunità e arricchimento a tutti.
La forma urbis che contraddistingue l’area preme verso una ritessitura delle trame che uniscono strade, piazze e giardini in un continuo pubblico/semipubblico le cui barriere ai flussi abitativi siano flessibili ed il cui valore di mappa della città storica sia forte.
Il disegno del verde di relazione diviene l’elemento di connessione con il parco fluviale. L’approccio, anche per le aree di ridotta estensione, si ispira ad un modello di verde di tipo estensivo. La struttura vegetale portante è basata su essenze tipiche della vegetazione mediterranea.
Le funzioni principali che le aree individuate dovranno assolvere sono: piccoli polmoni verdi, regolatori della temperatura attraverso l’azione filtrante del sole e del vento, azione schermante dal rumore.
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