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Roma (RM), Italia

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RELAZIONE

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• Criteri espressi per le scelte del progetto architettonico-urbano

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Nell’epoca delle comunità e delle agorà virtuali, il centro civico rappresenta il simbolo, la rappresentazione dell’aggregazione di una comunità intorno ad un luogo fisico. Al tempo stesso associa a questa funzione rappresentativa quella di contenitore funzionale dei servizi che il cittadino-utente si attende di trovare nel suo rapporto con le istituzioni.

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La piazza è il "teatro" dove si svolge questo rapporto, uno spazio accogliente dove partecipare alla vita collettiva urbana e alla vita istituzionale locale e il nucleo dove si radunano i significati più alti del senso di appartenenza alla propria comunità.

La suggestione poetica alla base del progetto parte dalla impostazione planimetrica della zonizzazione di piano, che prevede un corridoio prospettico a partire dal “boulevard” alberato orientato verso la collina verde, che diventerà il “cuore” dell’area pubblica del quartiere. Tale cono prospettico è generato dalla direttrice dell’asse pedonale ciclabile giacente sul tracciato della antica via Laurentina e, simmetricamente, da un’asse di attraversamento che diventerà il percorso principale di accesso al centro civico. Lo schema tripartito prevede in questo modo con una citazione del tridente sistino la formazione di un grande invaso centrale: la piazza minerale. Quest’ultima è origine di un sistema di percorsi che, attraverso un ponte pedonale, supera il dislivello tra le quote della piazza e quella dell’area verde del parco e termina nella struttura dell’asilo nido che, per questo motivo, è stato spostato dall’area prevista dal concorso. Il percorso, nell’area dell’asilo nido, diviene un asse strutturante l’edificio, individuandone l’ingresso e caratterizzandone i percorsi interni che saranno coperti da una vetrata fotovoltaica.

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Il progetto prevede un’opera simbolica di “ingresso” a questo sistema: filtro e porta al comparto urbano pubblico. La piazza è pensata come un involucro aperto dove il disegno della pavimentazione è replicato sulle facciate delle quinte residenziali che ne definiscono lo spazio; i frammenti della texture sono elementi funzionali di arredo urbano e specchi d’acqua. Il quarto lato è aperto sul paesaggio della collina che ne diventa sfondo. Il percorso prosegue idealmente attraverso lo spazio verde misurandone i dislivelli, con una citazione dell’immagine dell’acquedotto nella campagna romana.

Gli edifici sulla piazza (ZR6) avranno delle piastre basamentali a doppia altezza con attività commerciali separate da percorsi trasversali che consentono una permeabilità visiva e fisica trasversale al sistema.

Si vengono così a creare in successione una piazza più aperta alla quota superiore ed una piazza a una quota più bassa che diventa un giardino segreto dove poter ospitare durante l’estate manifestazione ludiche o culturali, lo spazio aperto diventa spazio interno compenetrando la sala polivalente. Il passaggio tra le diverse piazze diventa anche esperienza di appropriazione dello spazio pubblico e fattore di permeabilità e ricucitura dei tessuti urbani.

Il comparto C1 è stato inserito nel disegno urbano complessivo in continuità con una delle quinte della piazza di cui ripete gli stilemi formali; l’area prevede una piastra di attività comuni e una torre per le camere dell’hotel, lasciando l’ampio perimetro con destinazione a verde privato.

L’immagine degli edifici pubblici nasce dall’idea di nastri avvolti ed accostati ad ospitare le funzioni richieste dal bando e generanti un linguaggio capace di dare più alta rappresentatività per il ruolo sociale e pubblico del centro civico e differenziarsi dalle strutture private. Per esaltare l’intervento e bilanciarne il rapporto con le strutture private ne è stata sovradimensionata la scala.

• Elementi di bioarchitettura e di finitura

La scelta della forma allungata e l’orientamento secondo l’asse NNE-SSW garantisce un guadagno termico ottimale. Inoltre questo asse di progetto permette di utilizzare i venti prevalenti estivi provenienti da ovest.

Le facciate orientate a sud-est avranno un prospetto fotovoltaico con celle di silicio policristallino, in moduli a doppio vetro. L’impiego di sistemi semi-trasparenti permette anche la protezione dall’irraggiamento estivo negli ambienti interni, garantendo tuttavia la permeabilità visiva. La scelta del colore blu scuro, alternando spazi trasparenti a spazi opachi, caratterizza architettonicamente i prospetti.

L’utilizzo dei moduli fotovoltaici anche come frontiere esterno-interno permette di ridurne il costo relativo.

Le facciate trasparenti avranno vetrate selettive per ridurre la penetrazione della radiazione solare all’interno degli ambienti. Saranno previsti schermi frangisole e alberature decidue sulle facciate esposte a SSW per limitare l’irraggiamento eccessivo su tali pareti.

Saranno utilizzati prodotti cementizi e intonaci fotocatalitici, in grado di abbattere gli inquinanti organici ed inorganici presenti nell’atmosfera.

• Criteri di efficienza energetica e prestazionali

Il rispetto della direttiva europea sul consumo energetico degli edifici, recepita nel Dlgs 192/2005, impone in fase di progetto di definire il fabbisogno e il consumo previsto dal sistema edificio-impianto; suggerisce l’uso di tecnologie attive e passive da fonte solare ed ambientale.

Gli ambienti di progetto avranno impianto di riscaldamento e raffrescamento con pavimento termico (serpentine), indicato per gli spazi a notevole altezza, alimentato da pannelli solari integrati nelle coperture dei parcheggi di pertinenza a raso. La ventilazione naturale notturna, assicurata dalle aperture delle vetrate poste sulle pareti trasparenti ed esposte ai venti prevalenti, in particolare nel periodo estivo, garantirà il comfort ambientale interno.

L’installazione di pannelli fotovoltaici tende a rendere il più possibile autosufficienti le nuove utenze create con il ridisegno dello spazio urbano di concorso. L’impianto sarà allacciato alla rete pubblica di distribuzione e permetterà di autoalimentare tra l’altro l’illuminazione delle parti esterne e del parcheggio.

Sono stati introdotti nelle maglie del progetto bacini-vasche per la raccolta delle acque meteoriche, che formano, con serbatoi interrati in più parti dell’area di progetto, un sistema di recupero e riutilizzo per la manutenzione delle aree verdi, per gli scarichi dei servizi igienici, per la pulizia dei pavimenti e per il lavaggio degli autoveicoli nel parcheggio interrato.

• Criteri pedagogici di organizzazione dell’asilo nido

La caratteristica principale attribuita all’asilo è che questo sia in continuità con la realtà sociale in cui si trova immerso. Tanto a livello ideale quanto a livello pratico ed effettivo la struttura si integrerà con l’ambiente circostante per non risultarne avulsa, in quanto “uno spazio buono è uno spazio in cui il bambino si riconosce” (D. Winnicott).

In tal senso sarà importante che il servizio offerto coinvolga il più possibile le famiglie e quindi l’intera comunità. La creazione di un ambiente educativo in cui il bambino possa sperimentare le prime forme di socializzazione, crescendo e sviluppando le proprie potenzialità in un contesto intenzionalmente progettato per soddisfare i suoi bisogni dovrà quindi accordarsi con l’esigenza di favorire una forma di continuità con l’ambiente familiare e sociale. Per questo motivo lo spazio sarà pensato a misura dei bambini, ma nella loro relazione con le figure adulte di riferimento: educatori, ma anche genitori, considerati anch’essi protagonisti, in quanto costituiscono delle figure di riferimento forti, sia reali che simboliche.

Come infatti ha indicato la psicopedagogista Elinor Goldschmied il benessere emotivo dei bambini è strettamente correlato con il benessere emotivo degli adulti che si occupano di loro. In particolare, concepire uno spazio in cui anche i genitori possano trovare un ruolo, ideale ma anche effettivo, aiuterà a favorire l’ attachment parenting che, secondo le teorie di Sears, sta a fondamento della tranquillità emotiva dei bambini.