Tavola 1
© Paolo Caputo . Pubblicata il 30 Ottobre 2007.
MASTERPLAN
Tavola 2
© Paolo Caputo . Pubblicata il 30 Ottobre 2007.
Il progetto si “tende” tra le due polarità del Centro polivalente e del Museo del Mediterraneo, ed è volto ad innestare un processo di strutturazione degli spazi del waterfront urbano divenendo base di un rinnovato e definitivo rapporto tra la città ed il mare, in grado di inserire Reggio Calabria nel novero delle “Capitali” del Mediterraneo anche in virtù della qualità dello spazio sociale e collettivo.
Tavola 3
© Paolo Caputo . Pubblicata il 30 Ottobre 2007.
CENTRO POLIFUNZIONALE
Vista dal percorso pedonale in quota _ centro polifunzionale _ area 1
© Paolo Caputo . Pubblicata il 30 Ottobre 2007.
Il senso figurativo e spaziale della struttura del Centro Polifunzionale si gioca nel rapporto che instaura tra terra ed acqua, nello spettacolo che inscena tra città e mare che qui si incontrano, coincidendo in un unico, specifico luogo.
Vista dal mare _ centro polifunzionale _ area 1
© Paolo Caputo . Pubblicata il 30 Ottobre 2007.
L’architettura, slanciandosi sullo Stretto diviene segnale, emergenza di una nuova rappresentatività urbana proiettata vero un diverso orizzonte relazionale.
Vista interna auditorium _ centro polifunzionale _ area 1
© Paolo Caputo . Pubblicata il 30 Ottobre 2007.
Il giardino della Villa Comunale raddoppia la propria dimensione, e da vuoto “concavo” diviene spazio “convesso” affacciato sul mare dall’ordinato ed unitario allineamento urbano, culminando nella complessa struttura sospesa sullo Stretto.
Vista del percorso pubblico e della passeggiata a mare _ museo del mediterraneo _ area 2
© Paolo Caputo . Pubblicata il 30 Ottobre 2007.
L’edificio si stacca dalla città, si spinge sull’acqua slanciandosi sospeso sullo Stretto; dal giardino in copertura, dalle passeggiate che si protendono verso ovest si gode di una relazione esclusiva con il mare, di contemplazione e straniamento, che si coglie anche rivolgendo lo sguardo verso terra, verso la città e la montagna all’orizzonte opposto.
Vista del museo dalla città _ museo del mediterraneo _ area 2
© Paolo Caputo . Pubblicata il 30 Ottobre 2007.
Dall’interno della struttura, dalle sale e dagli spazi comuni affacciati sullo Stretto sembra quasi che il mare entri nell’edificio: si ha dunque un rapporto privilegiato con l’acqua “dall’interno”. Dalla terra al mare.
Vista dal mare _ museo del mediterraneo _ area 2
© Paolo Caputo . Pubblicata il 30 Ottobre 2007.
MUSEO DEL MEDITERRANEO
Il Museo del Mediterraneo si radica alla città muovendo dalla nuova sistemazione del lungomare, in una sorta di “sdoppiamento” traslato della linea della costa.
I suoi spazi divengono una sorta di ponte gettato tra la città, il mare e di nuovo la città, quasi un’estrema proposizione in un gioco di reciproci sguardi ed affacci; si organizza in fasce e filamenti longitudinali, che si rincorrono, sormontano, coincidono all’interno del volume a partire dal percorso urbano.
Il significato iconico rimanda alla terra per il senso degli elementi strutturali di sostegno, che nel loro accentuato andamento verticale richiamano il valore delle torri, dei campanili,
dei minareti, delle ciminiere, dei paranchi.
Riferisce al mare per l’andamento del corpo abitato, che si allunga, si avvolge su se stesso come una grande onda che sommerge la passeggiata che qui si conclude giungendo dal lungomare e che si moltiplica nei percorsi interni del Museo: dalla terra, al mare, nuovamente alla terra.
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