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Marsicovetere (PZ), Italia

Green Bridge

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Quando ci siamo iscritti al concorso eravamo sicuri di dover progettare e costruire un ponte di notevole portata tecnologica. La nostra prima idea fu quella di pensare ad un ponte sospeso. Dopo il sopralluogo ci siamo resi conto che un ponte sospeso sarebbe stato una “cattedrale nel deserto”, una violenza inopportuna.

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L’amenità del luogo e la scultorea erosione delle pareti segnate dal diversificarsi del livello dell’acqua nel tempo disegnava di per se un nuovo “concept”. Abbiamo notato con entusiasmo e sorpresa che il  variare del livello dell’acqua varia l’orografia del luogo, ridisegnando il luogo stesso. Piccole isole affiorano in superficie, mentre altre come quella vicina alla ubicazione del ponte diventa penisola e si ricollega alla terra ferma regalando ai visitatori un nuovo punto di vista dove godere la natura del lago.

L’acqua incide profondamente i declivi delle pendici della diga disegnando straordinarie linee orizzontali che ininterrotte corrono tutt’intorno al lago del Pertusillo.

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In tutti i progetti di architettura c’è sempre un sopra, un sotto ed una linea di orizzonte, traccia di un piano di riverberazione. Normalmente tale linea è fissa e gli elementi vivono in un rapporto omologico invariato. Qui tutto cambia con il passare del tempo. La diga “madre natura” nutre i terreni elargendo la sua linfa vitale: “l’acqua”. Scopo originario della sua costruzione, unica nel suo genere e vanto tecnologico di tutti i lucani.

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Il ponte nasce quindi come elemento non estraneo al paesaggio. Esso si immerge e si impregna non solo della stessa acqua, ma delle stesse leggi che conformano il territorio esistente: crea nuovi spazi di verde, regala nuovi punti di vista, un ponte che esce dalla vecchia concezione di struttura di mera connessione, passaggio, attraversamento e si arricchisce di momenti “statici” legati al piacere, benessere, tempo libero. Ecco che lo si può attraversare in tranquillità e sicurezza in bici, a cavallo o a piedi. Le sommità dei piedi si presentano come gradi slarghi di verde, dove poter godere del belvedere.

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Qui si accede alle scale che portano ai rifugi per l’avvistamento della fauna. Il lago del Pertusillo è spesso rifugio di uccelli acquatici di passo quali germani reali, moriglioni, fischioni e folaghe e non è raro poter avvistare un Martin Pescatore. Il lago del Pertusillo, le gole del fiume Maglie e la foce del fiume Agri infatti sono da segnalare per la presenza accertata di una delle ultime colonie di Lontra Europea.

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La pelle del ponte in doghe di legno poste a distanza variabile crea un diaframma semitrasparente. La visuale dall’interno è perfetta, inoltre arrivando alla base dei piedi, le doghe di appena 10 cm di altezza si distanziano ulteriormente permettendo all’istallazione di miniturbine a vento di produrre l’energia necessaria per il sistema di illuminazione del ponte. Durante la stagione estiva il livello del lago scende mettendo in evidenza delle isole artificiali formate da gradonate orizzontali coerenti con la semantica del luogo. Qui ci si può agevolmente rilassare in attesa di catturare un Black Bass od avere la fortuna di prendere un bella trota di 5 Kg.

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Il ponte si pone nei confronti del luogo non come un elemento di architettura o di ingegneria, pur servendosi inesorabilmente di queste, ma come opera di un artista attento, uno scultore capace di far riemergere parte del territorio sommerso ponendolo al servizio dei cittadini. Riunificando un territorio che per anni ha pagato la frattura infrastrutturale posta dalla presenza della diga.

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Lo scarso numero di popolazione della regione Basilicata che conta 600.000 anime sin dal primo censimento del 1861 e quindi lo scarso numero di utenza soprattutto in periodi scarsi di turismo nel territorio ci ha imposto di creare un’immagine di un ponte amico e sicuro. Abbiamo evitato pertanto di avere i percorsi pedonali e ciclabili coperti, che in assenza di un flusso minimo garantito di fruitori, sarebbero divenuti luoghi di sicuro pericolo. Soprattutto nelle ore serali o mattutine avrebbero fatto nascere in molte persone un senso di inquietudine e timore. E’ proprio per cancellare questo timore che l’atmosfera che abbiamo cercato di avere è quella di un luogo giocoso, pieno di verde. Abbiamo immaginato anche uno sviluppo turistico futuro che si arricchisce di un piccolo molo per imbarcazioni leggere. Un futuro del territorio che si arricchisce di quelle attrezzature per il benessere fisico e psichico e delle relative attività volte al miglioramento della qualità della vita.

Il ponte si presenta quindi come una scultura naturale. La pelle ricorda le linee della costa ed è costituita dalla giustapposizione di doghe lignee interspaziate, atte a formare una pelle semitrasparente. La struttura è di tipo misto, C.A e struttura in acciaio Cor-ten che, per le ragioni descritte nella relazione tecno-economica, garantisce durabilità evitando la manutenzione continua. Il corpo del ponte contiene, oltre ad alcuni locali per l’avvistamento della fauna, due batterie laterali di miniturbine per la creazione di corrente elettrica, l’interspazio presente tra le doghe che costituiscono la pelle permette al ponte di non avere l’effetto indesiderato del vento e dell’acqua alta. Anche in caso di calamità naturali questa rarefazione della pelle esterna e della massa strutturale interna permette di avere un comportamento statico più idoneo.

CONCLUSIONI

“Non ha l’ottimo artista alcun concetto che il marmo solo in sé non circoscrive col suo soverchio. E’ solo a quello arriva la mano che ubbidisce all’intelletto”……

Wewerg

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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