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Lavagna (GE), Italia

Sous Le Pavè, La Plage.

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piazza delle bandiere

Sous le pavè, la plage.

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sedute e spazio di sosta

CITTA’ DI LAVAGNA. CONCORSO DI PROGETTAZIONE. SISTEMAZIONE A SPAZI ATTREZZATI DELLA COPERTURA DEL TORRENTE FRAVEGA IN FREGIO A VIA MATTEOTTI, TRATTO COMPRESO TRA CORSO RISORGIMENTO E VIA XXIV APRILE.

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fondale della piazza

0. CONCEPT

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tavola 1 concept

Il progetto è connotato da due elementi principali, il suolo minerale della copertura del torrente e le piastre lignee che si sovrappongono ad esso. Le piastre sono dispositivi che suggeriscono molteplici usi del luogo attraverso le loro dimensioni, le altezze variabili e i materiali; con la loro posizione e i loro distacchi si relazionano agli attraversamenti e al contesto; sovrapponendosi al suolo minerale della passeggiata ne ridefiniscono il bordo verso Via Matteotti, proteggendola dal movimento veicolare.

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tavola 2 planimetria

Non si pensa ad un progetto di semplice arredo urbano come catalogo di elementi che classificano i possibili usi, ma si pensa ad una architettura reattiva, sensibile, interattiva.

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tavola 3 sezioni

1. INSERIMENTO NEL CONTESTO

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tavola 4 sezioni

L’intervento riguarda la sistemazione a spazi attrezzati della copertura del torrente Fravega in fregio a Via Matteotti, su una superficie complessiva di intervento di circa 2650 mq. Via Matteotti è situata in prossimità del centro storico della città di Lavagna, in adiacenza ad una delle piazze principali, Piazza Vittorio Veneto. Dalla via si accede anche a Vico dell’Arco dove si trovano gli antichi lavatoi, attualmente in fase di restauro, e che il nuovo intervento può contribuire a valorizzare, inserendoli in una nuova rete di percorsi. Nonostante la posizione centrale, l’area a disposizione deve essere maggiormente qualificata come spazio pubblico e di relazione anche a favore delle numerose attività commerciali che vi si affacciano. Sulla via inoltre è presente la Stazione dei Carabinieri che necessita di accessi pedonali e carrabili più adeguati. La riqualificazione di Via Matteotti può attivare un processo spontaneo di recupero indotto dell’intorno anche da parte dei privati, nell’ottica di un disegno complessivo di qualificazione degli spazi pubblici, in riferimento anche a progetti già in corso di realizzazione.

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tavola 5 planimetria

L’intervento, pur proponendo una nuova immagine e un nuovo disegno unitario dello spazio, si caratterizza per una facilità di inserimento e un sostanziale rispetto delle caratteristiche e dei valori ambientali individuabili nelle zone circostanti.

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tavola 6 materiali

2. DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO

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concept

L’area a disposizione per un utilizzo pedonale ha una larghezza di circa 12 metri, giudicata eccessiva per il funzionamento esclusivo e indistinto a percorso. Da qui la scelta di suddividere il percorso in due fasce distinte, percorso pedonale e zona di sosta.

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concept 1

Percorso pedonale: si è definito un percorso pedonale vero e proprio adiacente agli edifici posti a levante dell’intervento, per una larghezza di circa 7 metri, per il quale si propone una pavimentazione in calcestruzzo colorato con inserti circolari di ardesia che assolvono ad una duplice funzione: la loro disposizione regolare si infittisce in corrispondenza di attraversamenti pedonali e carrabili e serve ad esempio a segnalare la presenza del passo carrabile in corrispondenza della Stazione dei Carabinieri e l’intersezioni di percorsi laterali come Vico dell’Arco; tecnicamente gli inserti di ardesia svolgono il ruolo di giunti all’interno della gettata di calcestruzzo. In fase di maggiore approfondimento esecutivo possono essere utilizzati a questo scopo listelli di legno secondo una disposizione perpendicolare al percorso, ma la soluzione a progetto aumenta lo sviluppo lineare dei giunti, migliorando così la loro funzione. Inoltre, rispetto ad un disegno esclusivamente decorativo, i dischi di ardesia posti all’interno della pavimentazione forniscono indicazioni sensoriali rispetto a quanto avviene lungo il percorso.

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fontana e dehors

L’ardesia è utilizzata anche per pavimentare la piccola area giochi protetta per bambini ricavata nello spazio posto a levante del percorso pedonale e separato da esso da una seduta rivestita in doghe di legno; in questo caso l’ardesia è posata in lastre di dimensioni variabili e che potranno essere utilizzate dai bambini come vere e proprie lavagne su cui disegnare con i gessetti.

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sedute e giochi

In corrispondenza dell’ingresso pedonale alla Stazione dei Carabinieri si propone di realizzare un nuovo sistema di accesso, in sostituzione di quello esistente, composto da una piccola scalinata integrata con una rampa con pendenza < 8% secondo quanto previsto dalla vigente normativa.

Zona di sosta: la seconda fascia del percorso è occupata da una successione di cinque piastre ad altezza variabile realizzate in doghe di legno tipo ipè o iroko, essenze adatte ad un utilizzo in esterni. Ciascuna piastra ha caratteristiche dimensionali e tipologiche diverse che dipendono dal punto del percorso in cui sono collocate.

La prima piastra (5×23,75 metri) in adiacenza a Piazza Vittorio Veneto è in continuità alla pavimentazione in calcestruzzo e si allarga verso la piazza a coprire una porzione dell’attuale area di parcheggio; elemento di distinzione della piastra è dato dalla presenza di due palme: in questo modo, privo di ostacolo fisici e visivi lo spazio si dilata e la parte terminale di Via Matteotti entra a far parte di quello della piazza, mentre la presenza delle sole due palme funge da segnale della presenza dell’intervento anche per chi proviene da altre direzioni.

La seconda piastra (5×80 metri) è adibita prevalentemente a sosta: la sua altezza rispetto al suolo permette l’utilizzo del bordo come seduta; sono previsti alcuni schienali, anch’essi in doghe di legno; in alcuni punti il bordo della piastra è ritagliato per formare delle piccole insenature, allo scopo di ricavare spazi di conversazione più appartati e in cui le persone possono disporsi l’una di fronte all’altra. Il bordo della piastra verso strada è invece definito dalla disposizione continua di aiuole in cui sono inserite le alberature attualmente presenti e che verrebbero in questo modo mantenute.

La terza piastra (5X13,75 metri) è in collocata di fronte alla Stazione dei Carabinieri ed è delimitata alle sue estremità dalle rampe di accesso carrabili ad uso della stazione stessa; su questa piastra, appena rialzata dal suolo sono posizionate tre aste portabandiera, che svolgono anche la funzione di segnalare verso strada la presenza della Stazione dei Carabinieri. La rampa è leggermente avanzata verso via Matteotti: questo per consentirne un utilizzo più agevole della rampa e segnalare meglio la sua presenza lungo la via.

La quarta piastra (5X33,75 metri) è accessibile tramite alcuni gradini ed è occupata da parallelepipedi sempre rivestiti di legno che possono essere utilizzati come sedute o semplicemente come schienale se ci si mette distesi a leggere o prendere il sole; verso strada i parallelepipedi sono più alti e contengono al loro interno delle aiuole in cui posizionare cinque alberi di arancio: in questo punto del percorso infatti non è possibile conservare le alberature esistenti perché il nuovo tracciato della copertura del torrente non lascia spazio sufficiente. Le aiuole sono sfalsate rispetto ai parallelepipedi delle sedute ma essendo tangenti tra di loro costituiscono una barriera di protezione verso la strada.

La quinta ed ultima piastra (5X42,50 metri) è rialzata rispetto alla pavimentazione in calcestruzzo dell’altezza di un gradino ed è priva di elementi alti per aprire la visuale della via verso il mare. Sulla testata verso Via XXIV Aprile è posizionata una fontana che alimenta un canale d’acqua formante il bordo della piastra verso la strada e che funziona da segnale visivo. La piastra inoltre potrebbe essere utilizzata come spazio per posizionare i dehors temporanei dei bar esistenti in alternativa alle strutture attuali e in accordo con le tipologie proposte dal vigente Piano dell’Arredo Urbano. La piastra è resa accessibile da una rampa (pendenza <8%) posizionata a lato della fontana.

Complessivamente l’insieme delle piastre è pensata come una zona dove sia possibile sostare, sedersi, chiacchierare piuttosto che leggere o prendere il sole, uno spazio con funzioni in parte suggerite e in parte lasciate alle esigenze dei singoli fruitori, siano essi adulti o bambini: grazie all’altezza variabile delle piastre quello che nasce come gradino, per un bambino può rappresentare una comoda seduta … La fascia rivestita in legno grazie alle sue altezze costituisce una protezione della passeggiata dal movimento veicolare su Via Matteotti. Le piastre generano uno spazio polivalente che vuole essere un luogo pubblico di relazioni con ambiti distinti, ma allo stesso tempo caratterizzato da uno disegno unitario; al contrario un arredo puntuale genera uno spazio più simile a quello attuale, più rigido e meno legato e interagente con l’intorno.

Il sistema di illuminazione è suddiviso in varie tipologie: quella stradale su palo, che sostituisce gli elementi esistenti, è posizionata sul bordo delle piastre verso strada ed utilizza proiettori con schermo diffusore per evitare fenomeni di abbagliamento alle abitazioni circostanti e inquinamento luminoso. Sul perimetro delle piastre dal lato del percorso pedonale l’illuminazione è realizzata con una serie di fari ad incasso, una sorta di linea luminosa che segna il bordo e lo fa “galleggiare di notte”, evidenzia i gradini e contribuisce ad illuminare il percorso pedonale.

Il progetto oggetto di concorso può essere suddiviso nelle sue componenti essenziali, di seguito elencate, con le loro prestazioni e le loro caratteristiche definite da un’analisi di prima approssimazione.

Suolo minerale: corrisponde alla pavimentazione in calcestruzzo colorato in pasta nella zona dedicata al percorso pedonale. Il materiale è stato scelto perché presenta una serie di caratteristiche compatibili con l’uso a cui è destinato, quello di un percorso esterno prevalentemente pedonale e in parte carrabile (in corrispondenza dell’accesso all’autorimessa della stazione dei carabinieri); inoltre non risulta scivoloso, è durabile nel tempo, uniforme, di facile posa e manutenzione, nonché più economico rispetto ad altri materiali destinati all’esterno.

La pavimentazione in calcestruzzo è prevista in parte sulla copertura del torrente Fravega e in parte sul riempimento compreso tra gli argini del nuovo tracciato della copertura e le fondazioni degli edifici a levante: si dovrà quindi prevedere un adeguato sottofondo debolmente armato che tenga conto della discontinuità. Per quel che concerne lo spessore della pavimentazione, questo tiene conto delle soglie degli edifici posti a levante dell’intervento che devono essere accessibili nonché della pendenza delle rampe che collegano il livello della pavimentazione a quello della sottostante Via Matteotti, rampe che rispettano la pendenza prevista dalla normativa di riferimento in materia di barriere architettoniche. La base delle rampe è formata da una apposita gettata di sostegno.

Per aumentare le caratteristiche di antisdrucciolevolezza della superficie del calcestruzzo si può ricorrere a calcestruzzo lavato trattato con additivi tipo Pieri Chromofibre prod. Levocell , con caratteristiche di bassa porosità e buona resistenza agli effetti dei cicli caldo freddo, nonché di scarsa manutenzione e di conservazione del colore inalterato nel tempo simile alle pietre naturali.

Per realizzare i giunti che impediscano la formazione di fessurazioni il progetto prevede di ricorrere a dischi di ardesia da posare all’interno della pavimentazione secondo una disposizione regolare che si infittisce in corrispondenza di attraversamenti pedonali e carrabili. In fase di maggiore approfondimento esecutivo possono essere utilizzati a questo scopo listelli di legno secondo una disposizione perpendicolare al percorso, ma la soluzione a progetto aumenta lo sviluppo lineare dei giunti, migliorando così la loro funzione.

Una parte del suolo minerale in corrispondenza dell’area gioco protetta per bambini è realizzata in lastre di ardesia di dimensioni variabili e spessore 3 cm. L’ardesia è stata scelta perché materiale tipico della zona e perché particolarmente adatto ad essere utilizzato dai bambini come lavagna su cui disegnare con semplici gessetti.

Piastre: le cinque piastre presenti a progetto hanno prevalentemente funzione di sosta e seduta: per questo motivo il materiale di rivestimento più adeguato sono le doghe di legno in essenze tipo ipè o iroko, con caratteristiche adatte all’utilizzo in esterno; il legno, essendo poco sensibile a sbalzi di temperatura, risulta confortevole sia in inverno che in estate.

Le doghe hanno misure di 120×30x2500 mm e sono fissate su traversi lignei o profilati metallici formati a freddo di dimensioni 100×40x5 mm; i traversi sono fissati su muri di sostegno in blocchi di laterizio forati o calcestruzzo ; i muri a loro volta appoggiano verso levante sul nuovo tracciato della copertura del torrente; verso ponente oltre il tracciato della copertura appoggiano su appositi cordoli in cemento armato a livello strada. Le parti in vista dei muri verso Via Matteotti sono finiti ad intonaco. In corrispondenza delle aiuole il lato interno dei muri è protetto da impermeabilizzazione.

Per quel che concerne le caratteristiche di resistenza del legno nel tempo sono tali da assicurare una lunga durata senza manutenzione; possono comunque essere trattati periodicamente con appositi olii o impregnanti.

Sedute: le sedute hanno una struttura in muratura in blocchi di laterizio forati o calcestruzzo. Gli schienali e le sedute sono rivestiti in doghe di legno tipo ipè o iroko di dimensioni 120×30x2500 mm; per gli schienali è prevista una struttura in legno o metallo.

Fontana: la vasca della fontana e il canale ad esso collegato sono realizzati con struttura in cemento armato e rivestita ad intonaco con malta additivata con idrofugo.

Illuminazione: l’illuminazione inserita all’interno del progetto si differenzia in illuminazione su palo, illuminazione ad incasso sul fronte delle piastre, ad incasso nella vasca della fontana, a terra per illuminazione scenografica delle palme su Piazza Vittorio Veneto e delle bandiere.

L’illuminazione su palo è costituita da n.9 elementi posti ad un interasse di circa 25 metri di cui quattro a doppio proiettore e quattro a proiettore singolo intervallati in modo da assicurare un’adeguata copertura luminosa di Via Matteotti e integrare l’illuminazione puntuale posta sulle piastre. Gli elementi sono del tipo Nuvola prod. iGuzzini ed è costituita da uno o due proiettori che riflettono la luce sul rispettivo diffusore posto al di sopra: questo sistema consente di limitare al minimo forme di inquinamento luminoso nonché ad evitare fenomeni di abbagliamento delle unità residenziali circostanti.

Sui muri di sostegno delle sedute e dei rialzi delle piatre sono inseriti corpi illuminanti ad incasso del tipo Miniblock prod. Ing. Castaldi posti ad un interasse di circa 5 metri. Questo tipo di elementi assicurano un illuminazione adeguata lungo il percorso e ed evidenziano i rialzi delle piastre e dei gradini.

Per illuminare la vasca della fontana e il relativo canale la scelta ricade su elementi ad incasso subacquei del tipo Tarzan prod. Ing. Castaldi che conferiscono un aspetto scenografico; inoltre, dal punto di vista della sicurezza contribuiscono a segnalare la presenza del canale d’acqua posto a raso della pavimentazione.

Sistema di smaltimento e raccolta delle acque meteoriche: nel lato a levante del progetto sono stati predisposti n. 11 pozzetti di raccolta delle acque meteoriche posizionati tra il nuovo tracciato della copertura del torrente Fravega e le fondazioni degli edifici; a ponente del percorso sono sistemati dei punti di raccolta ad intervalli regolari nello spessore dei muri di sostegno delle piastre che confluiscono le acque nella rete di raccolta di via Matteotti.

Si è adottato questo sistema perché lo spessore della pavimentazione al di sopra della copertura del torrente, determinato dalla necessità di rispettare le soglie di accesso degli edifici posti a levante, non consentiva sistemi di raccolta a rete.

Rampe, attraversamenti, raccordi: per consentire l’accessibilità carrabile e pedonale alla nuova sistemazione si è previsto un adeguato sistema di rampe. La necessità di una rampa carrabile si pone in corrispondenza della stazione dei carabinieri che devono attraversare il percorso pedonale per accedere all’autorimessa posta a lato della caserma stessa. La rampa è realizzata in calcestruzzo ed è sdoppiata ai due lati della piastra delle bandiere; per consentire un’adeguata pendenza e aumentare lo spazio protetto del transito prima di intersecare il percorso pedonale, l’area della rampa occupa una piccola porzione della sede stradale attualmente adibita a parcheggio; in questo modo inoltre l’utilizzo della rampa risulta essere più agevole e la sua presenza e meglio segnala lungo Via Matteotti.

Rampe pedonali con pendenza < 8% sono state inserite sulla piastra della fontana per consentire l’accesso ai dehors temporanei e nel nuovo sistema di accesso pedonale alla Stazione dei Carabinieri.

Sulla testata del percorso lato Via XXIV Aprile e verso Piazza Vittorio Veneto sono previste rampe di raccordo nei marciapiedi in corrispondenza degli attraversamenti pedonali secondo quanto previsto dalla normativa vigente.

Vegetazione: dove possibile le alberature attualmente presenti vengono mantenute, in particolare in corrispondenza della seconda piastra a partire da Piazza Vittorio Veneto.

Le palme ad oggi posizionate di fronte alla stazione dei carabinieri potrebbero essere rimosse e collocate sulla piastra in adiacenza a Piazza Vittorio Veneto.

Sulla piastra di fronte all’area gioco per i bambini non è possibile conservare le attuali alberature perché il nuovo tracciato della copertura del Torrente Fravega passa in adiacenza a Via Matteotti lasciando poco spazio per alberi di quelle dimensioni: si propone quindi di inserire delle aiuole sopraelevate con funzione di protezione verso la strada in cui inserire alberi di arancio adatti alla coltivazione in vaso, richiamando quelli presenti in Piazza Vittorio Veneto.

L’ultima piastra invece rimane sgombra di elementi verticali per aprire la visuale del percorso verso il mare e Via XXIV Aprile.

Pavilion

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