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San Donà di Piave (VE), Italia

Riqualificazione Urbana Dell’area Centrale Di San Donà Di Piave “un Centro, Due Piazze.”

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Image: archiMAS © All rights reserved.

1. Premessa

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Image: archiMAS © All rights reserved.

Il progetto nasce come sintesi di una riflessione di più ampio respiro avviata con coraggio dall’Amministrazione comunale di San Donà di Piave che intende il centro storico della propria città “non come un oggetto di difficile restauro, …, ma come semplice spazio di progetto da coltivare” nella relazione con tutto il territorio circostante. Non quindi il progetto di due piazze, ma il progetto del nuovo centro.

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2. Il concept

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L’idea che anima il progetto è quella di un nuovo tessuto connettivo (una sorta di tappeto) che partendo dal Municipio in piazza Indipendenza, con un movimento più o meno sinuoso, attraverso una leggera depressione creata in questa piazza, mette in connessione gli elementi “identificativi” del centro storico e della comunità cittadina: in primo luogo il Municipio simbolo della collettività, poi il monumento a Giannino Ancillotto che ne costituisce una sorta di memoria storica, quindi il baricentro dell’intero sistema, ovvero il campanile ed il Duomo intesi come elementi dell’identità collettiva e infine l’elemento terminale identificato nella testata della Piazza Rizzo, costituita dalla gradonata per spettacoli all’aperto e da una piastra sospesa, adibita a “Casa della Città” e proiezione verso il futuro.

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La Casa della Città, con un grande oblò, rivolge il proprio sguardo verso gli elementi più “collettivi”, di maggior riconoscibilità e rappresenta idealmente un cannocchiale sulla città, sulla vita che in essa si svolge (la piazza e le storie che in essa accadono, come sua metafora).

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3. Il progetto

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Obiettivo principale del progetto è quello di instaurare un sistema di relazioni tra le due piazze attraverso la creazione di un “luogo” con un forte carattere di riconoscibilità, nella volontà di suscitare un senso di appartenenza collettivo e di identità: un “luogo” da riconoscere e in cui riconoscersi, per mezzo della reintepretazione in chiave moderna del “genius loci”, attraverso quindi con un linguaggio attuale ma assolutamente rispettoso della tradizione locale.

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Concretamente si è scelto di fare leva sull’uso di elementi “iconici” che appartengono più o meno inconsciamente alla memoria dei luoghi, legati tra loro da una nuova pavimentazione che con una nuova “texture” grafica lega gli elementi significativi del progetto.

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La strategia del progetto si è quindi esplicitata nell’uso di materiali locali e tradizionali (pietra di prun e trachite), essenze arboree autoctone, l’uso sapiente dell’acqua attraverso l’inserimento di una vasca-canale ed il ridisegno degli elementi di arredo urbano, inclusi i nuovi sistemi di illuminazione.

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3.1 Piazza Indipendenza.

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La Proposta di Progetto, poneva tra i suoi obiettivi principali l’esaltazione dei bracci porticati esistenti, la valorizzazione del palazzo di città (ovvero della sua monumentale facciata), del monumento ad Ancillotto e dell’’intera piazza.

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Il monumento è stato traslato sul margine aperto della piazza, in modo che esso si “affacci” verso il Duomo ed il Campanile così da divenire simbolicamente il “quarto margine” che, insieme agli altri tre, già presenti e di valore, definisca l’invaso rettangolare della piazza.

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La pavimentazione è prevista in pietra locale (pietra di prun e trachite, a spacco a correre) disposta a fasce alternate chiare e scure, seguendo il ritmo delle colonne dei porticati laterali.

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Dal Municipio muove il “tappeto” in pietra grigia che arriva fino alla testata conclusiva di Piazza Rizzo. Nella parte centrale della piazza una leggera depressione serve sia a creare una sorta di “cavea” per spettacoli e manifestazioni sia per favorire la visione del momento (oggi mortificato e soprattutto affogato dalla attuale organizzazione della piazza) e la sua leggibilità.

Si prevede una razionalizzazione della illuminazione dei portici e un nuovo sistema di illuminazione a fibra ottica segue Il bordo concavo della depressione in modo da evidenziarne il dinamismo.

3.2 Via Trevisan.

Il tappeto in pietra prosegue lungo la Via Trevisan,asse di connessione tra le due piazze, con un percorso in cui la nuova pavimentazione accompagna un nuovo sistema di arredo urbano costituito da panchine in pietra, aiuole e nuovi corpi illuminanti a luminosità variabile in acciaio, utilizzabili anche come totem multimediali informativi.

3.3 Piazza Rizzo

Attualmente piazza Rizzo è caratterizzata dall’anonimo edificio delle poste e da una brutta pescheria ed è occupata interamente da un parcheggio a raso. Al fine di restituire alla piazza il suo giusto valore ed il suo significato per la città, si è scelto innanzitutto di liberarla dalle automobili e di definire con chiarezza l’idea di recinto aperto, attraverso la creazione di margini più o meno “fisici” e favorendone il dialogo con gli elementi di maggior valore (duomo e campanile) pur senza negare la presenza degli edifici di edilizia moderna che attualmente definiscono l’invaso.

L’idea di progetto è stata quindi quella di individuare un punto focale, un baricentro (il campanile in primis ed il Duomo) che fosse comune sia alla Piazza Rizzo, sia alla Piazza Indipendenza (dalla quale il Campanile è sempre visibile), sia all’asse di connessione (Via Trevisan) tra i due invasi.

Il progetto è il progetto dei vuoti più che dei pieni: esso nasce con la definizione di un invaso monumentale attraverso la creazione di nuove quinte, “non costruite” che sostituiscono quelle attuali di edilizia moderna priva di valore. Le nuove quinte del nuovo recinto, sono:

- un muro rivestito da fasce di pietra locale al quale si “aggrappano” tutte le piccole nuove funzioni di servizio alla piazza, connesse attraverso un sistema di pavimentazione in legno e verde a prato. Questo margine si può definire un vero e proprio sistema di attrezzature destinato a funzioni specifiche: il gioco dei bambini, la sosta su panchine all’ombra delle alberature (alcune sono quelle esistenti conservate altre sono nuove), la caffetteria con lo spazio esterne per tavolini, l’edicola, il servizio di riparazioni e noleggio bici. Queste funzioni sono alloggiate in piccoli volumi dall’architettura semplice ma giocosa, che caratterizzano con discrezione il margine stesso della piazza.

Il muro ad altezza variabile serve per costituire un limite fisico della piazza, ma è inteso come limite permeabile, perché lungo di esso si aprono varchi per il passaggio pedonale ed è un margine “critico”, cioè la sua altezza varia in funzione di quello che accade dietro di esso: in corrispondenza dell’edilizia moderna a più livelli, si alza fino a circa 3.50 metri di altezza, per dichiarare con fermezza una sorta di distacco dal contesto; invece in corrispondenza dell’edilizia di maggior pregio verso il duomo si abbassa e arriva a zero rispetto al suolo, al termine, nel punto di maggior contatto con il Duomo ed il Campanile ed in corrispondenza della zona gioco dei bambini (serve a proteggere, ma non a “chiudere”).

- il lungo canale di acqua costituisce il secondo margine longitudinale della piazza. Esso è in asse con il Campanile, nel quale trova il suo baricentro e la sua fuga prospettica ed è accompagnato da una sequenza di panchine in pietra locale accoppiate tra loro, che definiscono in continuità con Via Trevisan, una ampia zona per la sosta, la lettura e la conversazione, con nuove alberature a basso fusto e un filare di pali di illuminazione. Il canale è scavalcato da alcuni ponticelli in ferro e legno che, con un disegno moderno, riprendono uno degli stilemi tipici della regione;

- la testata della piazza, è risolta con una gradonata utilizzabile per spettacoli all’aperto, sormontata da un nuovo edificio sospeso da terra (piastra urbana), che accoglierà la “Casa della Città”. Al piano terra è previsto l’ufficio postale attualmente posizionato al centro della piazza.

Questa testata costituisce il punto terminale del “tappeto” partito dal Municipio in piazza indipendenza e lungo il quale si sono snodati una serie di episodi, nuovi e storici, che servono, nella nostra intenzione, a dare continuità tra antico e moderno, tra tradizione e futuro, a costituire un sistema unico ed unitario in grado di riqualificare l’intero invaso urbano.

Si è deciso di introdurre questa nuova funzione (la Casa della Città) perché essa è una funzione a carattere pubblico, sociale in grado di coinvolgere tutta la comunità. Una specie di “laboratorio” in cui esporre e mostrare le proprie idee sia da parte della cittadinanza sia da parte della Amministrazione o in cui semplicemente “stare”, osservare, rilassarsi.

La piazza può ospitare i 165 posti previsti per il mercato, il cui ingresso carrabile per il carico e scarico merci è previsto lungo il nuovo muro.

Al di sotto della piazza è previsto un parcheggio interrato fino a 140 posti circa, con accesso alle spalle del nuovo muro, in modo da non creare commistione tra i percorsi pedonali, quelli ciclabili e quelli pedonali.

- Una lunga fascia in trachite è caditoia per l’acqua piovana ma anche un segno “grafico” che sottolinea la fascia attrezzata rispetto all’invaso monumentale allineato al Duomo ed al Campanile e maggiormente relazionato al sistema pedonale che proviene da piazza Indipendenza.

- Il quarto margine della piazza è invece completamente aperto verso il Duomo ed il Campanile, in perfetta e completa relazione quindi con Via Trevisan e la piazza Indipendenza.

Leco

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