© domenico delfini . Pubblicata il 19 Ottobre 2007.
Lordito progettuale
© domenico delfini . Pubblicata il 19 Ottobre 2007.
Il disegno della riqualificazione urbana di Piazza Indipendenza e di Piazza Rizzo si è basato fin da subito sulla convinzione che le piazze sono palcoscenici sui quali avviene la rappresentazione della collettività e del potere cittadino, sono teatri aperti concepiti per accogliere la folla delle feste, dei mercati, delle celebrazioni religiose e di potere.
© domenico delfini . Pubblicata il 19 Ottobre 2007.
La piazza è dunque, prima di ogni altra cosa, scena. Scena della vita collettiva.
Il cuore sociale amministrativo e religioso della città di S.Donà di Piave, che le due grandi Piazze evocano, è stato progettato nella sua interezza, ma rappresenta i cardini di un più ampio progetto di respiro urbano che vede la volontà di valorizzare e ri-connotare tutto il centro storico cittadino.
E stata pianificata una progressiva pedonalizzazione di queste aree, larghi interventi di ristrutturazione e conservazione del patrimonio edilizio e la creazione di un sistema viabilistico che sia in grado di liberare dal traffico dattraversamento il centro storico.
Il progetto organizza una viabilità di connessione alle aree pedonalizzate attraverso il ramo stradale di via Eraclea sul quale poi sinnesta via XVIII aprile che rappresenta lunico percorso meccanizzato in ingresso a piazza Rizzo.
Per tale motivazione, lungo il tracciato, sono poste le rampe di accesso al parcheggio interrato posto sotto piazza Rizzo, atto a risolvere il problema della sosta in questarea.
Attualmente le due Piazze hanno caratteristiche tipologiche e forme di utilizzo diverse: luna è piazza di rappresentanza, laltra è piazza-mercato.
Entrambe hanno scarsa capacità attrattiva poiché mancano adeguate strutture a servizio degli abitanti e sono attraversate dal traffico meccanizzato.
Definire il nuovo carattere di questi spazi aperti e il loro rapporto con il tessuto circostante significa anzitutto riconoscere fin da subito lo stile sobrio, ordinato, rigoroso e composito di questo luogo che diviene determinante nelle nostre scelte progettuali desiderose di rispettare la memoria storica di questi luoghi.
Quindi lidea di riqualificazione è tesa al ridisegno architettonico dei due organismi urbani e del corso storico Silvio Trentin, in maniera da conferire a questi spazi un carattere unitario pur rispettando comunque i dettami dellattuale Variante che le vede con destinazioni duso differenti.
Dal rapporto percettivo-prospettico dei fronti degli edifici più rappresentativi che cingono le due piazze e dal vuoto antistante ad essi (lo spazio della piazza), nascono le prime forme organizzative di progetto.
Una maglia composita, costruita sulla lettura del rapporto tra il fronte storico-patrimoniale e lo spazio monumentale, diviene ordito per creare una sequenza di spazi di rispetto agli edifici storici, e trame di ricorsi che disegnano le geometrie primarie di Piazza Indipendenza, le quali proseguendo per corso Trentin si concludono nellinvaso di piazza Rizzo, intessendo tra le corti, i portici e i fronti unordinata scena urbana.