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San Donà di Piave (VE), Italia

Square²

Stefano Falcier, Carlo Fantelli, Marco Benincasa, Filippo Caprioglio, Francesco Soldo — Square²

TAVOLA 01

CONCORSO DI IDEE PER LA RIQUALIFICAZIONE URBANA DELL’AREA CENTRALE DI SAN DONA’ DI PIAVE

Stefano Falcier, Carlo Fantelli, Marco Benincasa, Filippo Caprioglio, Francesco Soldo — Square²

TAVOLA 02

Un centro, due piazze

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TAVOLA 03

Il progetto per la riqualificazione urbana dell’area centrale di San Donà di Piave nasce dall’ intersecarsi di suggestioni e interpretazioni dettate dal luogo e dalla sua popolazione.

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Vista di piazza Indipendenza

Terra e acqua, elementi fondamentali di questo scorcio di provincia veneziana, sono gli attori principali di una storia nella quale l’uomo ha faticosamente ottenuto la propria parte. La terra ha memoria lunga e non dimentica il passato, gelosamente custodito e studiato: rivoluzioni, pestilenze, alluvioni, terremoti, battaglie, saccheggi, colpi di mano, distruzioni, trattati, cessioni; quindi la lenta ripresa, le opere di bonifica, l’aumento della popolazione e lo sviluppo del commercio e dell’artigianato accanto all’agricoltura nelle terre strappate all’acqua.

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Vista di piazza Rizzo dal campanile

Le vicende belliche del secolo scorso causarono infatti la completa distruzione dell’abitato di San Dona’, ma gli abitanti non si abbandonarono alla disperazione e, rimboccandosi le maniche, iniziarono la ricostruzione delle case, del Municipio e del Duomo con l’adiacente campanile, simbolo della città e cuore della vita religiosa; la bonifica del territorio conobbe un nuovo e vigoroso slancio, come il ripristino delle attività socio-economiche congelate dagli eventi bellici.

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Controcampo di piazza Rizzo

Questa terra, testimone di un tumultuoso passato, porta in dote una città “nuova”, moderna, ricostruita a “misura d’uomo”, una città ricca e vivace, inserita a pieno titolo nel contesto veneto, un ponte tra la terraferma, la laguna e il mare, il punto di partenza di un complesso processo progettuale mirato alla valorizzazione e alla definizione di Un centro oggi carente di unitarietà e di capacità attrattiva.

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piazza Rizzo con la piastra coperta del mercato

Presupposto del progetto è di permettere alle Due Piazze di avvicinarsi per dialogare, al fine di renderle complementari l’una all’ altra, diventando un elemento riconoscibile e di unione, sempre caratterizzate nella loro ragione d’essere proprio dalle diverse funzioni supportate.

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Piazza Indipendenza verso via Cesare Battisti

L’ipotesi di partenza è dunque quella di ottenere un unico spazio “speciale”, non frantumato, le cui parti però siano in grado di generare situazioni differenti, per rendere articolato il vivere in tali luoghi.

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Piazza Indipendenza

Si è scelta così la strada del recupero dei valori e dei significati storici con la realizzazione di una rinnovata immagine che comprenda le principali arterie del centro: Corso Silvio Trentin, via Cesare Battisti, via Giannino Ancillotto, via XII Martiri e le vie limitrofe a Piazza Rizzo ( via del Campanile, via Risorgimento, via Bonifica e via Crispi). Le sezioni delle prime sono state ridotte a 7,5 mt in prossimità del centro, in previsione del dirottamento della gran parte del traffico lungo le vie di comunicazione esterne al centro, pur mantenendo la possibilità, in corrispondenza di occasioni particolari (esposizioni o mercati straordinari delle festività natalizie) di rendere completamente pedonale la porzione di Corso che collega Piazza Indipendenza al Duomo. Nel caso delle seconde le sezioni sono state ridotte a 4 mt, chiudendo lo sbocco di via del Campanile sul Corso e rendendola accessibile ai soli residenti. Si è poi intervenuti sulle superfici unificando le quote e la logica dei percorsi pedonali e carrabili, riqualificando l’intero spazio pubblico con nuove soluzioni di arredo urbano e una tipologia uniforme per le pavimentazioni. Sono stati proposti l’impiego di materiali e di lavorazioni tipiche del territorio veneto: fasce in pietra d’Istria bocciardata, lastre in pietra d’Istria rigata, lastre in Trachite Euganea Zovonite ( 40×80 cm ) rigata, porfido in blocchi di colore chiaro e scuro e ciottoli di fiume.

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Vista aerea della sistemazione di piazzetta Trevisan

La concezione spaziale originaria consiste nella definizione di un paesaggio artificiale la cui morfologia complessiva risulta dalla stratificazione e conseguente compenetrazione di superfici generate mediante operazioni coordinate di sistematica piegatura (Folding) di piani orizzontali.

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Verso il Duomo

Lo sdoppiamento della linea di terra, mediante la costruzione di un piano inclinato per definire “l’argine”, messo poi in relazione con gli altri elementi: filari di alberi, prati e corsi d’acqua, ripropone quindi i caratteri tipici del luogo che delimitando spazi e determinano percorsi differenti. Tale metodologia di intervento è praticata in entrambe le piazze ma con finalità differenti, presentando infatti ciascuna caratteristiche tipologiche, forme, utilizzi e valori storici differenti.

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Piazza Rizzo

In Piazza Indipendenza l’intervento non si è limitato alla sola estensione dello spazio pedonale all’intera area, ma la superficie si piega e la piazza diventa monumento, memoria storica che integra e reinterpreta il manufatto esistente a memoria di Giannino Ancillotto, divenendo essa stessa oggetto scultoreo: ricorda il muoversi e il difficile percorso storico di una città che ha sempre dimostrato di essere in grado di rialzarsi.

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Corso Silvio Trentin verso il Duomo con la linea di luce che collega le piazze

Il vuoto individuato tra le quinte dagli edifici del Centro Culturale, del Municipio e del Consorzio di Bonifica si riempie, permettendo ai soli accessi di penetrare la piazza e renderli, anche se solo apparentemente, gli unici percorsi obbligati di attraversamento. Questi comprendono sia i percorsi esistenti in corrispondenza dei porticati

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Vista notturna zenitale dell'intervento

ed in corrispondenza degli esercizi commerciali principali (caffè Letterario, bar Borsa e caffè Grande) sia quelli che il piano urbanistico vigente prevede di realizzare. Tale spazio urbano viene quindi incorniciato da un

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Schizzo

sistema di illuminazione, di fontane con giochi d’acqua, di sedute e di alberature che lo rende ancor più accogliente ed adatto all’incontro e alla socializzazione, in funzione delle numerose attività attrattive che vi si affacciano. Il prototipo organizzativo che proponiamo per Piazza Indipendenza prosegue lungo Corso Silvio Trentin, s’impossessa dei luoghi che circondano il Duomo (Piazza Trevisan, Piazza del Duomo e via del Campanile) terminando in Piazza Rizzo.

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Schizzo

Il progetto di Piazza Rizzo è costituito da un corpo parzialmente ipogeo integrato con il contesto che si compone di edifici residenziali di medio-piccole dimensioni. La differenziazione dei percorsi e la creazione della piastra urbana ha permesso l’interramento del sistema dei parcheggi. L’accesso è previsto dalle due strade in prossimità del centro della piazza (via Risorgimento e via Bonifica) per mezzo di rampe a senso unico, mentre l’uscita è posizionata all’estremità Est, in corrispondenza dell’angolo tra via Crispi e via Ungaretti, per mezzo di una rampa a doppia corsia. Tale soluzione permette l’ingresso al parcheggio sia da Sud sia da Nord e l’uscita al percorso veicolare alternativo al di fuori del centro storico che procede lungo l’argine a Sud. Il parcheggio si sviluppa su un unico piano interrato e prevede la disponibilità di 208 posti auto. Particolare attenzione è stata data all’ ambito delimitato dall’abside del Duomo da un lato e dall’edificio delle Poste dall’altro. Il grande specchio d’acqua e gli alberi lo rendono uno spazio teso a valorizzare le presenze storico architettoniche presenti, fungendo da legante tra Piazza Rizzo e la vicina Piazza Duomo. Un nuovo sistema gradinato di accesso alle Poste garantisce l’integrazione con l’inizio del percorso che conduce alle quote superiori della nuova piastra sopraelevata.

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Schizzo di studio del volume delle poste

Il progetto prevede di mantenere l’edificio delle Poste riconvertendolo a livello formale mediante l’applicazione di un rivestimento in pannelli rettangolari di lamiera forata in rame preossidato. Tale rivestimento viene riproposto anche per la chiusura dei 3 corpi scale e dei fori dell’aerazione del parcheggio interrato. I latenti e nascosti suggerimenti del sito sono trasformati in forme architettoniche e ridistribuzioni planimetriche, capaci di conformarsi in un nuovo paesaggio artificiale. L’inserimento orografico della piastra cerca di fondere due opposte esigenze: da un lato la corretta integrazione paesistica dei percorsi, dall’altro la realizzazione un landmark visibile dal Corso e capace di attirare l’attenzione dei passanti. La piastra pensile partecipa alla realizzazione di un paesaggio continuo tra Municipio e Centro Culturale, favorendo il flusso pedonale attraverso tutte le varie funzioni del nuovo sistema pubblico, da un estremo all’altro delle piazze. Sia il percorso in quota che quello a raso, attraverso la sala espositiva (spazio pubblico che risponde alle esigenze di temporaneità ed adattabilità per mezzo di pannelli girevoli) conducono il visitatore ad un nuovo luogo dinamico, di accoglienza ma pure di passaggio e di lavoro, schermato da una quinta scenica ad Est. La copertura pensile, concepita come belvedere sull’intero intervento, è luogo di socializzazione ed attività all’aperto (proiezioni estive), dove il limite tra funzione espositiva e piazza sarà connotato dall’uso degli utenti.

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Schizzo di studio del volume delle poste

La superficie pavimentata a raso permetterà invece il settimanale svolgimento del mercato, che subirà una nuova organizzazione e distribuzione a partire dal lato Nord-Est della piazza, dove prenderà posto, sotto al piano della piastra, la nuova pescheria ed altre attività commerciali stabili.

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Schizzo di studio di piazza Rizzo

Acqua e luce costituiscono parte integrante di questo ambizioso progetto, ne prendono parte divenendone legante, “via d’unione” tra gli spazi aperti che definiscono il carattere della Città, rendendo gli attuali “vuoti urbani” una successione di Piazze dai caratteri distintivi unici.

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Schizzo di studio della rampa d'uscita del garage

L’importanza di trovare un elemento continuo capace di unire le discontinuità e le eccezioni architettoniche che uno spazio così esteso contiene, ha determinato la volontà di realizzare un progetto per l’illuminazione che valorizzasse l’intero complesso anche nelle ore notturne.

L’esito è un lungo segno guida percorso dalla luce. Esso è realizzato con un allineamento continuo di corpi illuminanti inseriti nella pavimentazione: un nastro luminoso che sgorga da una vasca posta all’estremità di Piazza Indipendenza, un flusso vitale che lungo il suo scorrere affronta salite, discese e passaggi arditi, ma trova anche nuova vita in alcuni specchi d’acqua, dove si riflette e cambia direzione e con nuova energia si proietta avanti per intersecare nuovi percorsi, individuarne altri, per definire spigoli e salti di quota, fino a trovare quiete nella vasca scavata alla fine di Piazza Rizzo.

Haworth-tompkins-architects