© Chiara Remorini . Pubblicata il 24 Ottobre 2007.
VARIAZIONI. Lapproccio alla progettazione di un imbarcadero tipo replicabile in un contesto mutevole e fortemente eterogeneo come quello veneziano ha evidenziato limpossibilità di compiere un gesto progettuale unitario, chiuso. La struttura non può non adeguarsi in maniera puntuale ai diversi caratteri dei frammenti che costituiscono Venezia.
© Chiara Remorini . Pubblicata il 16 Ottobre 2007.
Di qui la scelta di passare dallidea di un macro-modulo imbarcadero a quella di suddividere limbarcadero stesso in micro-moduli al fine di variarne la composizione e incrementarne la capacità di adattamento.
© Chiara Remorini . Pubblicata il 16 Ottobre 2007.
MOLO. La suggestione di un elemento lineare in legno che protraendosi verso il mare crea una superficie di contatto tra terra e acqua, con unidentità propria, ha portato allidea della molo come possibile modulo di base. Il legno è un materiale utilizzato per la realizzazione di elementi di transizione tra terra ed acqua e rappresenta uno dei caratteri prevalenti delle rive veneziane; la striscia fornisce un elemento di collegamento diretto.
© Chiara Remorini . Pubblicata il 16 Ottobre 2007.
PIEGA. La striscia-molo elementare si piega in sezione in base alle necessità di funzionamento dellimbarcadero (onde, maree) oltre a trasformarsi assecondando possibili esigenze di fruizione urbana: aprendosi verso la città genera nuovi punti di riferimento.
© Chiara Remorini . Pubblicata il 16 Ottobre 2007.
Le superfici verticali divengono supporto per informazioni, quelle orizzontali coperture, sedute, ponti rialzati, passerelle.
Lassemblaggio variabile dei moduli fornisce uninfinita serie di possibilità di adattamento ai diversi luoghi della città mentre le caratteristiche morfologiche e materiche ne denotano la riconoscibilità pur riducendo al minimo limpatto sullo scenario urbano.
SUPERFICIE. La giustapposizione delle strisce genera una piattaforma omogenea in continuità con lo spazio pubblico veneziano, acquisendo allo stesso tempo un carattere definito attraverso la discontinuità materica.
Lo spazio viene mantenuto il più aperto possibile per evitare la sensazione di scatola, di ambiente chiuso, enfatizzando il rapporto con lacqua e la permeabilità visiva.
BALAUSTRE. Lo spazio viene definito tramite il posizionamento di elementi variabili di divisione che separano e direzionano i flussi senza frammentare la continuità della superficie. Le balaustre divengono inoltre occasione di caratterizzazione dello spazio urbano.
STRUTTURA. I moduli sono costituiti da una struttura in profilati in acciaio e da un rivestimento in doghe di legno. Ogni striscia è composta da due o più moduli connessi tra loro da una passerella in continuità materica e morfologica. Gli estremi della passerella sono
fissati ai due moduli tramite un sistema di cerniere cedevoli verticalmente che assecondano il rollio trasversale.
La struttura può essere ancorata a terra attraverso dei piedi regolabili in altezza ed inclinazione oppure montata su pali direttamente in acqua.
RIUSO. Le strisce si adattano allattuale funzionamento dellimbarcadero appoggiandosi sui pontoni esistenti che vengono recuperati e ricollocati con i relativi pali in legno di ancoraggio. Viene prevista una piattaforma di compensazione e scorrimento della striscia sullestradosso del pontone al fine di assecondarne i movimenti orizzontali.
POSSIBILITA. Ogni singolo modulo acquisisce significati e funzioni mutevoli in relazione al contesto urbano ed al rapporto con gli altri moduli. In questo senso la struttura si propone come luogo aperto ed attaccabile: un palco scenico che ogni giorno ospita spettacoli diversi allinterno del teatro veneziano.
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