Europaconcorsi

Trieste (TS), Italia - Concorso - Ottobre 2007
Chiara Surian, Bruno Pieropan
Stazioni Di Esazione
1° Classificato del concorso: Stazioni di esazione di barriera e stazioni di esazione di svincolo
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Pubblicato il 15 Ottobre 2007

L’ipotesi progettuale di Concorso riguarda una proposta architettonica per le stazioni di esazione di barriera e di svincolo, da realizzarsi in futuro o da utilizzare come linea guida per la riqualificazione dell’esistente, sulla rete autostradale della S.p.A. Autovie Venete, nel territorio del Friuli Venezia Giulia e del Veneto.

Sono state sviluppate due proposte progettuali coordinate tra loro e coerenti sia dal punto di vista formale che della distribuzione degli spazi, in quanto derivate da un unico modello architettonico. La prima riguarda le stazioni di esazione di barriera (che hanno dimensioni maggiori), la seconda per le stazioni di esazione di svincolo (di dimensioni minori).

L’attenzione è stata rivolta ad individuare un’immagine ripetibile, rappresentativa per la società Autovie Venete, e che al contempo permetta di integrare gli edifici nei diversi contesti paesaggistici.

Non si è potuto prescindere, però, dall’orientarsi verso tecnologie e materiali che, otre a tempi rapidi di realizzazione, garantiscano durevolezza e al contempo permettano di limitare costi di costruzione, gestione, e manutenzione delle strutture. In particolare, ci si è soffermati sul contenimento dei costi energetici, e dunque sull’uso di sistemi bioclimatici e di tecnologie volte alla produzione ed utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili.

La stazione di esazione non deve essere pensata come cesura tra due diversi livelli di viabilità o tra due tratti, ma è e deve rimanere una “porta” che dia continuità ed arredo all’infrastruttura su cui è posta, e che costituisca un elemento di focalizzazione e di riferimento per gli utenti.

Non si deve inoltre dimenticare che essa è anche e soprattutto un luogo di lavoro, e quindi deve risultare gradevole e facilmente fruibile anche da parte del personale addetto al suo funzionamento. Si è dunque cercato di fornire un punto di vista privilegiato ed ampio su tutta la struttura e sulla relativa infrastruttura, e quindi di studiare un modello che, oltre ad una funzione “direzionale”, sostenga un ruolo effettivamente molto simile a quello delle torri di controllo aeroportuali. In aggiunta, si è ricercata una soluzione che permetta una percorribilità più rapida e completa, non obbligata in un percorso “chiuso”, pur non interferendo con preesistenze quali il sottopasso pedonale di collegamento, ma consentendone l’eventuale reintegrazione.

La stazione di esazione “tipo” è costituita da:

-fabbricato di stazione;

-fabbricato impianti;

-cabine di esazione (dedicate all’esazione del pedaggio) inserite nei piazzali delle stazioni;

-pensilina di copertura dell’impianto;

-aree di parcheggio al coperto per gli addetti (30 posti per il casello di barriera, 10 per quello di derivazione-svincolo).

È previsto un collegamento tra gli edifici di stazione e le cabine di esazione, necessario al passaggio degli impianti tecnologici, e del personale addetto, che può dunque accedere alle isole senza intersezioni con il flusso veicolare. In particolare, gli addetti possono scegliere tra un doppio percorso: quello che utilizza un sottopasso (eventualmente ricavato dalla struttura preesistente) e quello aereo posto ad un livello superiore rispetto al piano stradale, e coperto dalla pensilina.

L’ipotesi progettuale è riconducibile ad uno schema di percorsi orizzontali e verticali perpendicolari tra loro: all’orizzontalità di pensilina e copertura, che “percorrono” l’insieme nella sua interezza e “penetrano” negli edifici ove è situato il “cuore” direzionale dell’opera, si contrappone la verticalità dei punti scala di collegamento, che la attraversano in tutta la sua altezza, dal livello sotterraneo al percorso aereo.

Per la struttura della pensilina di copertura si è optato per una forma dalle linee curve, che possa consentire il proprio inserimento nei diversi contesti e paesaggi (sia in quello marino, più piatto, sia in quello montano), e che contemporaneamente movimenti lo sky line con l’effetto di un’onda fluida ed aerea, costituente un elemento che collega e protegge senza opprimere le varie componenti.

Si è inoltre cercato di utilizzare materiali la cui colorazione non spicchi come differente dalle tonalità del paesaggio, ma le richiami (per esempio nel verde del rame ossidato, nelle tonalità del legno, nei cambiamenti di colore dei materiali nel tempo).

La variazione di tonalità della copertura in rame durante il suo invecchiamento rievoca sia lo scorrere del tempo con i propri cicli stagionali, sia la dinamicità tipica dell’infrastruttura sulla quale l’opera è posta, cui si affianca l’immagine di innovazione tecnologica ed efficienza suggerita dall’utilizzo dei pannelli fotovoltaici.

Per quanto riguarda le cabine di esazione, l’intenzione è stata quella di creare un elemento funzionale e contemporaneamente esteticamente gradevole, su cui l’occhio possa soffermare la propria attenzione senza incontrare troppi elementi “di disturbo” (spigoli, convergenze ecc.). È stata utilizzata una finitura superficiale in alluminio zincato e satinato con motivo a doghe orizzontali, con finiture particolari come un motivo ad elementi orizzontali in materiale ligneo, in contrasto con le superfici in acciaio color canna di fucile, quasi a rimarcare la presenza di “un qualcosa” con una propria identità geometrica. L’immagine della società è evidenziata da un elemento metallico, riportante il logo aziendale, posizionato a lato di ogni porta di transito.

Gli edifici richiamano formalmente gli elementi caratterizzanti la pensilina (es. pilastri inclinati con struttura metallica), abbinando ad una struttura su pilotis forme semplici e funzionali, con l’uso di materiali tradizionali quali laterizio faccia a vista e vetro. I collegamenti verticali sono caratterizzati da un tamponamento in lamiera zincata con motivo a doghe, simile ed in richiamo visivo a quello delle cabine di esazione.

Gli obiettivi di praticità di costruzione e manutenzione implicano l’utilizzo di materiali “leggeri” e riutilizzabili, quali strutture in acciaio ed in legno lamellare, tamponamenti vetrati e pannellature sandwich in metallo.

La pensilina è caratterizzata da una struttura in acciaio costituita da colonne tubolari a sezione circolare che reggono travi tipo HEA di raccordo e sostegno della passerella metallica. Le scale di collegamento sono in grigliato di acciaio su struttura metallica, e risultano definite e protette da elementi verticali in lamiera microforata; si è ipotizzata anche la possibilità di realizzare alcuni dei collegamenti verticali tramite ascensori ad azionamento oleodinamico.

La struttura di copertura è formata da travi curve in legno lamellare, con orditura secondaria in acciaio. Il manto superiore è in lamiera di rame montata su pannelli di compensato fenolico, con integrazione di guaine fotovoltaiche tipo Kalzip® posizionate in corrispondenza delle cabine di esazione. Tali scelte sono state motivate anche da esigenze di carattere economico: il rame è un materiale autopassivante, e richiede conseguentemente solo sporadici interventi manutentivi di minima entità; l’utilizzo di sistemi fotovoltaici –a fronte di un investimento economico iniziale leggermente maggiore- garantisce la successiva riduzione dei costi di gestione.

Le cabine di esazione hanno struttura metallica e tamponamenti in pannelli sandwich in alluminio zincato, con infissi dotati di vetrocamera ed opportuni sistemi di protezione dalla luce. Si è scelto di ottimizzare l’ingresso della luce naturale, inserendo in copertura un sistema vetrato isolante con interposto microreticolo tipo Siemens AG®, che consente di ottenere ambienti più luminosi e contemporaneamente di limitare il carico termico.

La disposizione interna è stata ripensata per essere ergonomicamente più funzionale ai movimenti abituali dell’operatore.

Gli edifici di casello e di barriera si basano su struttura a telaio, con elementi verticali in acciaio, e componenti orizzontali costituiti da solai compositi in lamiera grecata con soletta collaborante in c.a. I tamponamenti verticali sono costituiti da pareti ventilate con interno in laterizio alveolato, infissi vetrati e sezione esterna in pannelli modulari a listelli di laterizio, fissati su intelaiatura metallica. La copertura è piana, e gli spessori risultano compatibili con l’eventuale realizzazione di un giardino pensile. Nel caso del casello di derivazione, essa viene protetta da quella, sovrastante, della pensilina; l’edificio di barriera risulta più alto e sfrutta parte del volume della pensilina per la realizzazione di ulteriori ambienti di lavoro, aventi le superfici esterne vetrate.

Si è optato per utilizzare alcuni principi di bioclimatica, quali l’effetto camino (dato da volumi aperti multipiano con aperture di ventilazione nella parte superiore) che favorisce ed ottimizza la ventilazione naturale, e alcuni accorgimenti quali diffusori di luce naturale (velette di colore chiaro sopra gli infissi esterni, elementi vetrati diffusori della luce ecc.).

Tutti i percorsi orizzontali e verticali destinati al personale di esazione e di manutenzione sono dotati di adeguati elementi di protezione e sicurezza; gli apparati d’esazione sono adeguatamente protetti con guard-rails, dissuasori in cemento armato e rollbars, per preservare gli addetti e le strutture anche da eventuali perdite di carico dai mezzi in transito.

Per evitare che, durante le punte di traffico, la coda di autoveicoli entri in interferenza con il traffico autostradale, i piazzali di stazione saranno dimensionati in relazione alle caratteristiche della struttura e al TGM stimato; si adotterà comunque una lunghezza minima non inferiore a 350m per il casello di svincolo e 500m per quello di barriera.

Per quanto riguarda la disposizione delle porte di transito, in fase progettuale si è mantenuto il layout di impianto standard proposto da Autovie Venete S.p.a.; si suggerisce tuttavia l’utilizzazione di disposizioni più funzionali alla sicurezza, da valutarsi puntualmente a seconda delle specifiche caratteristiche dimensionali delle singole stazioni e dei relativi piazzali, del numero e dell’ampiezza delle porte, e –se possibile- delle percentuali di ripartizione dell’utenza veicolare, come suggerito da studi desunti da pubblicazioni di settore.

Progettisti
Chiara Surian, Bruno Pieropan
Collaboratore
Gruppo di progettazione
Ing. Bruno Pieropan, Arch. Chiara Surian
Immagini (8)
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