Europaconcorsi

Trieste (TS), Italia - Concorso - Ottobre 2007
Gianpaolo Della Marina, Marzia Di Doi, Luca D'aronco
Autostrade Verdi
2° Classificato del concorso: Stazioni di esazione di barriera e stazioni di esazione di svincolo
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Pubblicato il 02 Novembre 2007

Concorso d’idee per la costruzione o ricostruzione di stazioni di esazione di svincolo e di barriera sulla rete autostradale dal s.p.a. AUTOVIE VENETE.

OBBIETTIVICRITERI PROGETTUALI

Il progetto che proponiamo con le quattro tavole allegate alla presente, intende raggiungere gli obiettivi posti dal bando con chiarezza e semplicità. Infatti, la linearità delle forme del costruito, la riconoscibilità dello stesso, la facile interpretazione “filosofica” progettuale, intendono essere gli elementi di forza della proposta.

La copertura si eleva con naturalezza fino alla quota desiderata, definendo la superficie per i pannelli segnaletici di distribuzione ai caselli. La superficie appena sotto la “pelle” di copertura potrebbe anche essere adatta per ospitare un display elettronico per future interpretazione tecnologiche delle problematiche connesse alla segnaletica ed alla sua intercambiabilità. L’accessibilità alla segnaletica è fornita dal tunnel che si forma molto semplicemente ed economicamente, tra la copertura e l’intradosso del passaggio al casello.

Il passaggio assume rilievo non trascurabile per la possibile sostituzione di quello sotterraneo che comporta problemi di interferenze con il sottosuolo: falde, acqua, infiltrazioni, manutenzione e pulizia. Inoltre, tale soluzione darebbe la possibilità di raggiungere il posto di esazione dall’alto con un elevatore fornendo la possibilità ai portatori di handicap su sedia a rotelle, di svolgere la mansione di esazione. L’ipotesi, comporterà lo studio di una cabina più lunga dell’attuale, in modo da contenere, al centro, l’elevatore.

La copertura presenta una finitura a verde estensivo. Idealmente: la strada toglie verde, noi lo restituiamo per la parte possibile. Ancora, la stazione diventa compatibile con l’ambiente, una “lingua” di terra viene sollevata per fornire riparo.

Analogamente si procede per gli edifici della stazione, la cui copertura presenta struttura in legno lamellare, con manto sempre a verde. Le pareti perimetrali del fabbricato presentano grandi superfici vetrate rese possibili dalla struttura in prefabbricato in travi e pilastri. E’ così privilegiato l’apporto di luce naturale ed il rapporto con il l’ambiente circostante. E’ necessario anche che l’edificio venga protetto dall’irraggiamento solare, per cui, oltre a prevedere vetrate basso emissive, il fabbricato viene schermato con elementi orizzontali in materiale ecocompatibile, sorretti da una sottostruttura in acciaio zincato.

Le stazioni sono ulteriormente arricchite di personalità e visibilità dalla grande torre che ospita i pannelli fotovoltaici, il loro impianto e la scala per l’accesso al tunnel sopraelevato.

LA PROPOSTA STRUTTURALE

E’ improntata a grande semplicità concettuale in modo da favorire la ripetibilità, la modularità e l’estensibilità.

Si tratta di una struttura in C.A. prefabbricato a travi e pilastri e solai a piastre sempre in prefabbricato con getti in opera limitati alle connessioni e alle “cappe” strutturali. I fronti per il posizionamento dei pannelli segnaletici sono previsti in materiale leggero. I giunti tecnici della struttura possono essere facilmente risolti in analogia con quanto viene normalmente fatto per fabbricati in c.a.p. modulari.

La sezione, presente nelle tavole grafiche, fornisce l’indicazione visiva di massima dei dimensionamenti possibili e della proporzione delle strutture compatibili con la proposta architettonica.

Sempre con strutture prefabbricate, si potrà procedere alla realizzazione degli edifici previsti. Per quest’ultimi, la struttura della copertura sarà in elementi prefabbricati di legno lamellare. Le calcolazioni strutturali dovranno considerare che un numero considerevole di caselli ricade in zona sismica di S9.

IL MANTO VERDE

Il verde estensivo in copertura ha una funzione di “ridare” al territorio una parte anche solo simbolica, del verde che le strutture si prendono. La proposta vuole rappresentare, superando i simbolismi, un contributo di sostanza alla mitigazione dell’impatto ambientale e di esempio di comportamento per la realizzazione di una struttura di rilevanza pubblica. Il tetto verde per le sue caratteristiche di alto isolamento termo – acustico, di compatibilità ambientale, di ritenzione idrica che fa si che l’acqua meteorica non si riversi immediatamente e molte volte impetuosamente nel territorio, sarà sempre più utilizzato per edifici pubblici e privati. In sintesi, esso garantisce una migliore conservazione della sottostante struttura. Limitando gli shock termici viene prolungata la vita della copertura; il manto verde garantisce un maggiore isolamento acustico; trattiene la polvere; permette un considerevole risparmio energetico. Lo spessore necessario per tutta la struttura del verde in copertura rientra in 15 cm con un peso compatibile con la struttura portante pensata. Il verde estensivo è a bassissima manutenzione. Le ditte che lo realizzano di solito garantiscono la manutenzione almeno per il primo anno. Poi necessitano due interventi all’anno. Non si interviene mai ad irrigarlo. In caso di assoluta emergenza, si prevede comunque una mandata d’acqua in copertura.

I MATERIALI IMPIEGATI

Il materiale previsto per li rivestimento esterno degli edifici, è un composito legno – plastica riciclato e riciclabile, ecocompatibile al 100% e impermeabile all’acqua. Esso è ideale per risolvere le criticità acustiche. Può essere trattato per resistere efficacemente nel tempo all’azione degradante dei raggi solari.

Per le pareti vetrate, la schermatura prima accennata, viene prevista con doghe in legno realizzate con specie arboree in linea con le normative internazionali sulla sostenibilità delle foreste e rispondono alla norma UNI EN 350. Il materiale presenta anche capacità a resistere agli attacchi biotici. Si utilizzeranno essenze con grado di durabilità 1, di almeno 25 anni.

I vetri saranno di tipo basso emissivi su serramenti a taglio termico.

I calcestruzzi a vista, saranno pitturati con un ciclo protettivo rispetto all’inquinamento ambientale e alla salsedine. Anche in questo caso la manutenzione è ridotta, in media, a un intervento di ripasso generale della pittura ogni cinque anni.

GLI IMPIANTI

Fonte di energia primaria

Verrà installato un impianto del tipo fotovoltaico in grado di sopperire ai carichi assorbiti dall’unità motocondensante dell’impianto ad espansione diretta.

La rimanente potenza andrà ad integrare l’assorbimento del gruppo frigorifero e carichi di illuminazione.

Dati relativi al dimensionamento pannello fotovoltaico

Potenza necessaria al condizionamento e/o riscaldamento caselli.

Ogni singolo casello necessita di una potenza frigorifera pari a 1300 w, con un totale di 7800 w. La zona spogliatoi e uffici necessitano di una potenzialità frigorifera di circa 30 kw.

Si prevede l’installazione di 250 mq di pannelli fotovoltaici.

Di seguito vengono presentate le analisi dei sistemi, le rese, le potenze richieste e quant’altro necessario al fine della determinazione del soddisfacimento del fabbisogno termico e di condizionamento annuale. La resa del sistema 18 kw in grado di sopperire alla potenza relativa al condizionamento e riscaldamento.

Il COP della macchina a pompa di calore installata è pari a 2.8 con temperatura esterna limite pari a -7 °C, mentre si può ipotizzare una media annuale pari a un COP 3,2.

Questi valori ci garantiscono un residuo di potenza di circa il 50%, utilizzati per la potenza assorbita dal gruppo frigorifero e da altri carichi dovuti all’illuminazione.

Impianto solare produzione sanitaria.

L’impianto sarà costituito da n° 4 collettori solari con superficie utile di 2.15 mq cadauno. I pannelli saranno di tipo piano ad alto rendimento con vetro trasparente a basso contenuto di ferro.

L’impianto sarà del tipo a circolazione forzata, con bollitore da 500 lt. installato in locale centrale termica. La produzione di acqua sanitaria verrà integrata in regime invernale dalla caldaia presente in locale centrale che agirà direttamente sul serbatoio di accumulo.

Impianto Elettrico.

Verrà realizzato l’impianto secondo le ultime normative vigenti, con sistemi di ultima generazione, completo di rete dati e alimentazioni elettriche alle apparecchiature normali e speciali.

Progettisti
Gianpaolo Della Marina, Marzia Di Doi, Luca D'aronco
Collaboratore
Gruppo di progettazione
Arch. Marzia Di Doi, geom. Luca D'Aronco
Consulente
Altri consulenti
p.i. Federico Giorgis, Dario Taboga
Immagini (4)
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