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Trieste (TS), Italia

Stazioni Di Barriera E Stazioni Di Svincolo

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L’elaborazione di una proposta per una stazione di barriera e una di svincolo si è sviluppata col considerare le esigenze primarie esplicitate dalla Società Autovie Venete Spa nel bando di concorso. Tali richieste prevedevano la progettazione di due proposte distinte per la realizzazione delle differenti stazioni; la scelta del team progettuale è stata quella di immaginare questi due temi come interdipendenti, con lo scopo di fornire una immagine unitaria per i futuri interventi analoghi della Società Autovie Venete Spa.

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Il tema più complesso del casello di barriera di esazione, il quale presentava problematiche più importanti a causa delle sue maggiori dimensioni, è stato il primo ad essere analizzato. Progettata tale stazione si è scelto di rielaborare il sistema per la barriera di svincolo, verificando puntualmente la compatibilità e la correttezza delle scelte precedentemente effettuate.

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L’analisi iniziale ha portato all’individuazione di due tipologie ricorrenti nel panorama internazionale atte ad affrontare il tema di concorso. Due gli orientamenti prevalenti che potevano essere perseguiti: la realizzazione di una macrostruttura a copertura delle cabine di esazione e la progettazione di una struttura modulare.

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Analizzati vantaggi e svantaggi delle due soluzioni si è scelto di procedere nella direzione di una tipologia modulare in quanto più vantaggiosa per una serie di motivazioni: in primo luogo, una maggior versatilità in grado di garantire, attraverso la possibilità di essere replicata, possibili implementazioni future delle installazioni, in accordo con nuove future esigenze della Società Autovie Venete. In secondo luogo, la soluzione scelta presentava anche dal punto di vista economico un inevitabile vantaggio consentendo un contenimento notevole dei costi di realizzazione. Ulteriori vantaggi si hanno inoltre dalla possibilità di trasportare e posare più agevolmente le componenti aventi dimensioni ridotte rispetto a quelle ipotizzabili per una macrostruttura.

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L’intervento si caratterizza a livello planimetrico come un’unica copertura di forma rettangolare allungata che attraversa l’autostrada ortogonalmente alle direzioni di transito, prefigurando un unico gesto che abbraccia l’intero intervento.

La copertura delle cabine di stazione è costituita da una struttura primaria realizzata con tubolari rettilinei in acciaio zincato verniciato; questa sostiene una coppia di travi reticolari in acciaio ancorate direttamente alla stessa e sostenute da tre tiranti fissati alla struttura primaria. Le travi reticolari binate sostengono una serie di arcarecci che costituiscono la struttura secondaria, cui sono fissati meccanicamente una serie di spider in acciaio inox a reggere lastre di vetro acidato autopulente e lamiere grecate.

Le porzioni vetrate consentono l’ingresso di luce naturale al di sotto della pensilina rimarcando, grazie ad una maggior trasparenza, gli ingressi alla struttura. Tale pacchetto di copertura rappresenta la reale difesa dagli agenti atmosferici (pioggia e neve) per le installazioni d’esazione sottostanti. Tale livello è infine sormontato da un sistema di schermatura solare costituito da pannelli di lamiera d’alluminio microforata, montati su telai metallici zincati e verniciati. Porzioni della schermatura solare sono state sostituiti da alcune batterie di pannelli fotovoltaici in grado di contribuire alla produzione di energia pulita utilizzabile dalla stazione o gestibile attraverso il “conto energia” recentemente approvato dalla finanziaria 2007. Nel caso di una stazione di barriera si è calcolato che potrebbero essere installati sino a 280 mq di pannelli fotovoltaici per una produzione complessiva pari a 37,8 Kw.

Il concorso non forniva indicazioni riguardo alla collocazione della struttura della stazione e al suo orientamento; la scelta di progettare una copertura ricavata geometricamente da una porzione di toro e quindi dotata di una doppia curvatura, in senso longitudinale e trasversale, rispondeva all’esigenza di voler utilizzare la radiazione solare pur non conoscendo l’esatto orientamento dell’installazione. La duplice curvatura della pensilina consente infatti di integrare i pannelli nella posizione più favorevole allo sfruttamento della radiazione solare, scegliendo ove collocarli, a seconda del sud geografico, a prescindere dall’orientamento autostradale. Tale scelta, cioè quella di inserire pannelli fotovoltaici nella struttura di copertura, deve essere di pura indicazione, intesa come attenzione e sensibilità alle tematiche ambientali, che in una fase progettuale successiva non potrà non ritrovare riscontro.

La struttura della pensilina prosegue oltre l’ingombro delle corsie d’esazione, sino a prefigurarsi come la copertura dell’adiacente edificio di stazione.

Quest’ultimo sarà distribuito su due livelli collegati da un ascensore e da una doppia rampa di scale.

In questo modo la copertura si prefigura come elemento unificatore del progetto proponendosi come unica copertura delle cabine d’esazione e, in continuità dell’edificio di stazione.

La copertura dell’’edificio, aggetta rispetto al sedime dello stesso, configurando contemporaneamente la copertura dei posti auto per i dipendenti richiesta dal bando di concorso e divenendo schermatura per l’irraggiamento solare delle facciate dell’edificio.

Il layout funzionale dell’edificio segue puntualmente le indicazioni fornite accogliendo gli spazi richiesti, ridistribuendoli su due livelli.

Quest’ultimo edificio è stato progettato per essere realizzato con una struttura in acciaio, con tamponamenti costituiti da pannellature coibentate tipo sandwich rivestite con lamiera zincata ondulata verniciate con pure funzioni estetiche.

E’ stato pensato per la climatizzazione dell’edificio un utilizzo di pompe di calore che potrebbero scambiare calore con acqua di falda o con il terreno attraverso un impianto geotermico, a seconda delle risorse presenti nell’area. Anche tali indicazioni sono fornite per porre l’attenzione sulle questioni energetiche, perseguendo il più possibile l’autosufficienza dell’edificio.