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Perugia (PG), Italia

Progetto Quinto Classificato

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A chiunque osservi una veduta aerea della città di Perugia, il sito di Monteluce si presenta come un vero e proprio bastione naturale, che s’innalza tra il vallone di Santa Margherita e quello del Favarone e che si protende oltre l’antica cerchia muraria medievale sino ad affacciarsi sulla valle del Tevere quale ultima propaggine urbica, a dominio del coltivato e a difesa dell’edificato. Seppure limitrofo al centro storico, infatti, il sito di Monteluce è immerso in un quadro ambientale che incarna una sorta di clichè del paesaggio umbro (in quanto è caratterizzato da un’alternanza di terrazzamenti e di crinali sinuosi), insiste lungo un’antica via regale (in cui affonda le proprie radici l’utilizzo a necropoli prescelto dagli Etruschi) e gode di una straordinaria vista panoramica verso il profilo degli Appennini. In tale ambito, l’area di concorso, pur rimanendo interstiziale tra città e campagna, costituisce l’ultima appendice del borgo medievale di Fontenuovo ed è dunque parte di un ambito territoriale che definisce una tipica veduta di quei sistemi paesaggistici che hanno contribuito alla concettualizzazione dell’Immagine dell’Umbria, fondata su un particolare rapporto fra naturalità e storia, assunta quale caratteristica peculiare anche dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

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Pianta piano tipo e sezione longitudinale

Il progetto propone una soluzione nella quale la salvaguardia degli aspetti paesaggistici e ambientali si basa sulla ricerca di un inserimento equilibrato della nuova residenza universitaria in un sito fortemente caratterizzato dalla presenza di manufatti e insediamenti storici e dalle visuali offerte dalla sua posizione panoramica.

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Planivolumetrico

Un equilibrio basato sulla qualità e sulla coerenza della proposta architettonica piuttosto che su un difficile – se non impossibile – mimetismo del nuovo intervento. Il progetto punta pertanto al controllo delle volumetrie e del loro “impatto” con le prospettive del paesaggio circostante senza rinunciare ad una chiara identità con la quale il nuovo edificio si propone di entrarne a far parte.

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Vista a volo d'uccello

Da questa scelta derivano alcune regole compositive che hanno guidato il processo di progettazione, sin dalle prime fasi di ideazione, vincolando le soluzioni a due criteri fondamentali:

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Vista dalla strada

- un attento controllo delle altezze basato sulla identificazione di una serie di quote da non superare per mantenere inalterate le viste sul paesaggio circostante e, in particolare, sulla chiesa di San Bevignate;

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Vista della corte interna

- una configurazione planivolumetrica basata su un coerente inserimento e adattamento ai profili altimetrici dell’area di intervento.

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Vista della terrazza

Deriva da questi principi la scelta di lavorare su un corpo di fabbrica che si adatta, con lo sfalsamento delle unità abitative e le curve ampie che disegnano il profilo della copertura, alla geometria delle curve di livello, ipotizzando un volume sinuoso unitario ma ripetutamente segnato da vuoti e trasparenze.

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Se, infine, i livelli del corpo di fabbrica si intuiscono sul prospetto che si affaccia a valle, l’altezza che si percepisce costeggiando l’edificio lungo via Dal Pozzo si riduce drasticamente facendo sì che la presenza del nuovo edificio non crei nessuna interferenza con la vista sul bellissimo panorama e sul fronte della chiesa di San Bevignate. Al contrario, la copertura – che di fatto diventa parte integrante della facciata – è una grande terrazza panoramica a sbalzo sulla vallata.

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Vista interna

Scendendo lungo via Dal Pozzo il profilo dell’edificio emerge progressivamente rispetto alla quota del piano stradale mostrando, attraverso le grandi corti circolari, lo sviluppo degli spazi comuni dei due livelli sottostanti.

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Sezione trasversale

Dal marciapiede, come da una banchina alla quale il corpo di fabbrica sembra ormeggiato, si accede, tramite una leggera passerella, alla copertura-terrazza sulla quale emergono i volumi della portineria e, sul lato opposto, della caffetteria. Tutto il resto è spazio aperto arredato con sedute e punti di osservazione panoramici.

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