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Roma (RM), Italia

Deposito Vittoria

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masterplan

1. Modello insediativo e morfologico

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studio preliminare

Il lotto si trova all’intersezione tra due diversi modelli di città: da una parte la città a blocchi, fortemente caratterizzante il quartiere Prati, dall’altra la tipologia a villini, un tessuto minuto di edifici discreti e di piccole dimensioni; da una parte l’esigenza di completare il tessuto urbano, dall’altra la necessità di proseguire il corridoio ecologico che da Monte Mario arriva al Tevere.

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studio preliminare

Tra queste due complementari istanze urbane il progetto ha cercato un nuovo ed ibrido equilibrio tra i modelli consolidati e l’idea di città ad essa sottesa: da una parte la città come tessuto omogeneo di blocchi, e dunque l’isolato come cellula che densifica ed ottimizza l’uso del suolo, dall’altra la città come sommatoria di edifici isolati e dunque l’edificio come componente discreta e sostanzialmente autonoma, modello questo che sottende un utilizzo più rarefatto e aperto del territorio.

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vista da viale carso

Di questi due modelli insediativi sono stati selezionati i valori da conservare e portare all’interno del progetto: da una parte il blocco dà valore e priorità al tessuto urbano, definisce la città e il suo disegno, dall’altra lo schema aperto, tipico del villino e del modello insediativo della città moderna, garantisce la continuità dello spazio urbano, rifugge l’introversione tutta auto-costruita del blocco, valorizza il carattere discreto e differente dei singoli edifici e, infine, dello spazio pubblico da essi definito. Certamente dà valore all’individuo e al suo movimento nella città.

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vista dal parco

Tra questi due estremi abbiamo scelto il blocco come punto di partenza, capace di massimizzare il rapporto tra superficie e costruito e di dare continuità alla forma della città; deformandolo, aprendolo verso la città, abbiamo poi cercato di trasformare l’isolato da oggetto chiuso, totalmente auto-riferito e risolto in se stesso, a una sequenza di edifici discreti, di diverse lunghezze e con diversi ruoli, sia urbani che spaziali e funzionali.

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vista dall'interno parco

Il progetto lavora dunque su un doppio livello: da una parte cerca una continuità nella forma urbana, dall’altra definisce un elemento di discontinuità capace di innescare nel tessuto esistente una nuova intensità e nuove relazioni.

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accesso da piazza bainsizza

A differenza dei blocchi di Prati, progettati per includere uno spazio interno, un giardino alberato, nei quali è sempre identificabile un recinto, che definisce un dentro ed un fuori, un dentro privato ed un fuori pubblico, nel progetto non vi sono gerarchie, anzi è il vuoto che innerva il pieno, lo apre, lo seziona, lo trasforma.

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accesso dal parco

Il piano terra, ed in qualche caso anche il primo piano, sono stati pensati come un vero e proprio spazio pubblico, uno spazio urbano, continuo, capace non solo di coagulare e di rappresentare gli abitanti dell’insediamento, ma di essere esso stesso attrattore per la porzione limitrofa di città.

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spazi pubblici

Lo spazio pubblico è il luogo della collettività, una collettività allargata.

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logge residenze

Leco

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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