Image: Andrea Stipa © All rights reserved.
© Andrea Stipa . Pubblicata il 28 Novembre 2007.
Lo schema frammentato e aperto, in opposizione al sistema urbanistico chiuso della corte, sviluppa una forte direzionalità verso le parti centrali dell’area di progetto e consente di mantenere le caratteristiche positive della corte protetta. All’interno dellarea ATAC, dove è prevista la maggior parte della nuova cubatura, si propone una urbanistica forte che si confronta con le volumetrie circostanti allo scopo di ricucire lo spazio urbano ed il rapporto con i grandi edifici esistenti. Nell’area ATER viceversa, dove si prevede verde pubblico e attività sportive e sociali, si propone il tema debole di suolo attivo, prodotto da una vibrazione superficiale del terreno che segue un semplice ritmo geometrico regolare. Dalla sovrapposizione dei due sistemi scaturisce una interazione tra alcuni elementi edificati ben identificabili ed una tessitura di forme che si confondono con il disegno del suolo e si sollevano contaminando le geometrie degli edifici. Il concetto che accomuna la soluzione urbanistica dei diversi fronti stradali è basato sull’idea di espansione dello spazio per formare una serie di insenature urbane che unificano lo spazio interno allarea con quello della strada. Le insenature formate dalla configurazione planimetrica dei nuovi edifici, definiscono alcuni spazi protetti, anche grazie alla presenza degli edifici esistenti, ma direttamente accessibili dalla città. Essi formano alcune corti aperte con le quali i nuovi edifici stabiliscono una relazione intima e adatta alla socializzazione. I prospetti che vi si affacciano sono caratterizzati da un sistema molto poroso che funziona come elemento di mediazione tra le corti e gli alloggi. In questa zona centrale gli edifici sono caratterizzati dalla presenza di ballatoi piuttosto profondi, che servono gli alloggi più piccoli per giovani o per utenti temporanei. I ballatoi sono protetti in parte da schermature che slittano verso l’esterno allargando lo spazio di passaggio. In questo modo essi assumono la funzione di giardini verticali dove poter stare e socializzare. Nella parte centrale dei nuovi edifici un corpo scala all’aperto collega un sistema di ballatoi che si affacciano sulle corti. Al secondo livello, superato il piano degli uffici, si raggiungono ampi spazi aperti circondati da giardini pensili. In questi spazi, comuni per tutti gli abitanti degli alloggi serviti dai relativi corpo scala, si trovano ambienti comuni per le feste o l’incontro. L’ultimo piano è occupato dagli atelier illuminati dall’alto. L’asilo è situato alla base del nuovo edificio su via Mone Santo in una zona prospiciente il parco dell’area pubblica. Le aule sono disposte intorno ad un patio centrale per il gioco all’aperto. La depressione di circa 2 metri presente nel sito, che rappresenta il suolo originario dell’area, viene sfruttata per incassare parzialmente le funzioni previste nell’area verde pubblica. Sollevando il terreno di due metri a partire dai margini del parco è possibile nascondere gran parte dei volumi della piscina e del centro anziani. Questo processo consente di ottenere una continuità spaziale tra città e parco e una grande permeabilità dell’area. L’accesso da viale Angelico e via Sabotino avviene salendo un leggero pendio utilizzando percorsi intagliati nel verde e leggermente in pendenza. Dalla sommità si osserva il parco sottostante e le attività sportive e quelle del centro anziani attraverso alcuni patii che si aprono sulla copertura.
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© Andrea Stipa . Pubblicata il 28 Novembre 2007.
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