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Roma (RM), Italia

Pragmatic Approach

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L’area della ex rimessa è attualmente separata dal resto del quartiere, chiusa su due lati dalle infrastrutture e da edifici sugli altri due: appare oggi come un recinto chiuso. Il progetto di trasformazione non comporta solo l’apertura fisica al quartiere ma rimanda a una questione più ampia che interessa la qualità architettonica degli edifici e degli spazi aperti.

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LA TRAMA

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Il sistema dei binari costituisce la memoria del vecchio uso; essi percorrono tutta l’area e ne rappresentano la venatura senza la quale il deposito non funziona essendo gli elementi che permettono al tram di muoversi.

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Nella proposta i binari sono conservati in tutti gli spazi aperti, a eccezione del prato, e a questi si aggiunge un altro layer che si sovrappone all’estetica tecnica dei binari; si tratta di un layer artistico che reinterpreta quell’estetica. La suggestione nasce dalle forme astratte che si compongono dagli incroci dei binari, che rimandano ai disegni cashmere, i “Paisley”.

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La figura ornamentale dei “Paisley” è dipinta sulle pavimentazioni e la minore o maggiore densità dei disegni sottolinea lo spazio pubblico. Questo intervento artistico conserva il “genius loci” e completa l´estetica tecnica-lineare con una estetica ornamentale e floreale e diventa un simbolo per la nuova destinazione dell’area e un invito a vivere l’area come una grande parco.

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LA SEQUENZA DEGLI SPAZI PUBBLICI

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Una grande area a prato localizzato nella parte sud ovest rappresenta il cuore verde del nuovo insediamento. È una distesa erbosa destinata ad essere utilizzata per scopi ricreativi, che offre spazio per praticare sport e giochi, fare pic-nic, prendere il sole, ecc. Il prato è affiancato da una linea di Robinie che chiude lo spazio del parco verso la zona privata degli edifici lungo la ferrovia con i giardini privati.

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Il prato centrale è orientato verso uno spazio pubblico articolato secondo una sequenza di ambiti differenziati: la “pergola”, l’area alberata e lo spazio a ridosso del “living de quartiere” – il centro polifunzionale- .

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Uno degli ex-capannoni per i tram, recuperato e liberato dalla copertura, diviene una leggera struttura pergolata su cui si arrampicano piante di glicine che offre uno spazio ombreggiato per sostare; attrezzata con panchine e con aree di gioco dei bambini, grazie alla sua dimensione, la pergola, si presta a differenti utilizzazioni.

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La piazza, coperta anche da Robinie è caratterizzata dal disegno florale sul pavimento in asfalto e dai binari; su questa piazza il motivo è più intenso proprio per sottolineare lo spazio pubblico e per definirne il centro del nuovo insediamento. In prossimità del centro polifunzionale di quartiere diventerà punto di incontro e di integrazione per il Pigneto.

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La piazza intorno all’edicola dedicata alla Madonna, memoria del vecchio deposito, è una piazza aperta, la cui superficie è sistemata in modo tale da consentire diverse utilizzazioni. Lo spazio non presenta cambiamenti sostanziali rispetto all’attuale configurazione, a meno delle demolizioni degli edifici su Via Teramo e dell’intervento artistico in sovrapposizione che lo arricchisce di significati

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La pavimentazione di asfalto può essere sfruttata come parco per gli sport da strada, per lo skate-board o per l’esercitazione dei ciclisti o per il basket. È uno spazio che non vuole dettare utilizzazioni specifiche, bensì offrire molteplici possibilità d’uso. In occasione di manifestazioni possono essere allestiti in qualsiasi momento padiglioni mobili a integrazione dello spazio.

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Il progetto di trasformazione si attua sia mediante il recupero di alcuni manufatti edilizi, che, per il loro valore estetico, formale e simbolico si prestano a ospitare nuove funzioni, sia con l’inserimento di nuovi organismi edilizi capaci di rivitalizzare l’area e dare nuova linfa vitale a tutto il quartiere.

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LE RESIDENZE

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Lungo la ferrovia trovano spazio gli edifici residenziali, piccole torri di 7 piani di cui 5 destinati alle abitazioni, tenute insieme da un basamento di due livelli che ospita i luoghi del lavoro legati alla realtà di quartiere (produzione cine-media). Gli alloggi sono protetti sul fronte della ferrovia da uno schermo leggero che copre gli elementi di collegamento verticale.

La configurazione dell’impianto delle residenze parte da alcune riflessioni sull’abitare contemporaneo e sulle nuove esigenze dell’abitare; l’alloggio tradizionale, la casa intesa come riparo, e il tipo edilizio non sono più congruenti né con la diversificazione della domanda abitativa in termini numerici né con la varietà e la molteplicità di attività che si svolgono all’interno dello spazio abitativo e con le trasformazioni nel tempo.

Le incertezze che sono alla base delle decisioni politiche, sociali e temporali in merito alla demolizione della tangenziale, hanno portato alla decisione di arretrare il costruito rispetto all’infrastruttura, in modo tale da svincolare l’intero progetto dalla presenza o meno della tangenziale e, in ogni caso di realizzarlo per fasi successive.

Per relazionarsi con il fronte nord dell’area, caratterizzata da edifici alti e, attualmente, dalla tangenziale, è stato collocato un corpo di fabbrica di 7 piani. Passante e poggiato su due volumi parzialmente trasparenti costituisce una mediazione fisica tra due ambiti spaziali, uno più urbano, lo street-park verso la via Prenestina e uno, la piazza, più interno all’area.

L’edificio alto ospita al suo interno le residenze temporanee destinate prevalentemente a studenti e city-users. Il modello che proponiamo si basa sulla varietà dell’offerta di spazi, residenziali e non, che va dall’alloggio singolo all’alloggio da 4 persone nell’ipotesi di co-housing

Il ballatoio a nord configura una serie di pieni e di vuoti che garantiscono la complessità spaziale e visuale dell’interno spazio. L’articolazione dei pieni e dei vuoti individua degli ambiti per le cucine comuni, le zone studio e i living in un presupposto di gestione condivisa sia dell’alloggio sia degli ambienti comuni.

All’interno dello stesso edificio trovano spazio le residenze assistite per gli anziani del quartiere. Questa vuole essere una risposta forte all’attuale tendenza alla delocalizzazione delle persone non più autosufficienti in strutture lontane dai luoghi in cui gli anziani hanno vissuto.

Le residenze sono organizzate in mini-appartamenti serviti da collegamenti verticali autonomi rispetto alle residenze studentesche e occupano la testa dell’edificio verso la ferrovia. Il mix di giovani e anziani all’interno dello stesso edificio rappresenta un arricchimento per entrambi.

L’edificio coperto da volte a botte, opportunamente recuperato e svuotato delle partizioni interne, si presta ad ospitare il mercato rionale.

I fronti su via del Pigneto e su via Sondrio sono conservati a meno di alcune aperture che ne consentono l’accessibilità dall’esterno. Le altre chiusure, sulla piazza e verso il centro polifunzionale di quartiere sono trasparenti. Una porzione del manufatto verso il prato è completamente svuotato e diventa uno spazio porticato per il commercio di piante e fiori che dialoga direttamente con lo spazio pubblico verde. L’intervento di recupero prevede l’inserimento di tutte le attrezzature e dei servizi necessari di diretta al mercato

Tra il mercato e le residenze temporanee è stato posto un elemento di mediazione tra via del Pigneto e la piazza, il living del Pigneto . Si configura come un edificio che vive durante tutte le ore della giornata a servizio del quartiere. Al piano terra troviamo una caffetteria, il centro anziani e la biblioteca di quartiere, sul fronte stradale spazi per il commercio; ai piani superiori una ludoteca e sale per corsi di danza, musica, yoga, meditazione, artigianato ecc.

Un piccolo volume ricuce il perimetro dell’area su via Sondrio e segnala l’accesso allo spazio pubblico. Parzialmente vuoto al piano terra diventa la continuazione del portico; ai piani superiore si richiude in una piccola torre compatta che può accogliere gli uffici del mercato e un distaccamento degli uffici del municipio.

Ere

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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