Masterplan
© Davide Marchetti . Pubblicata il 06 Marzo 2008.
Si è valutato opportuno mantenere lingresso principale al Museo nella
Ingresso al Museo
© Davide Marchetti . Pubblicata il 06 Marzo 2008.
posizione attuale, lungo il fronte che ospita la facciata della chiesa di S.Scolastica. Tale opzione sembra meglio rispondere alle esigenze del bando, dove richiede per il nuovo polo espositivo provinciale un forte ruolo di segnale urbano e, contemporaneamente, unintima appartenenza al centro storico cittadino, con lobiettivo di contribuire al processo di riqualificazione e rivitalizzazione in corso. Da un esame approfondito, pur riconoscendone la corretta metodologia di intervento che ha tentato di salvaguardare il monumento attraverso la creazione di una struttura in accaio a ponte, si è rivelata non adeguabile agli standards normativi attuali per strutture aperte al pubblico. Pertanto se ne prevede la rimozione e la sostituzione con un nuovo corpo, ad un solo piano fuori -terra, di minore impatto, che si dispone su una giacitura diagonale parallela allandamento dellantico bastione, riportato interamente in luce fino al muro di confine del convento.
La piazza coperta
© Davide Marchetti . Pubblicata il 06 Marzo 2008.
I servizi di accoglienza per il pubblico sono collocati in questa nuova struttura e
Area espositiva
© Davide Marchetti . Pubblicata il 06 Marzo 2008.
comprendono:
L'archivio aperto dell'archeologia barese
© Davide Marchetti . Pubblicata il 06 Marzo 2008.
biglietteria e guardaroba;
caffetteria e bookshop, che godono dell affaccio diretto sui resti antichi, offrendo unimmediata presa di contatto con lo spessore storico del monumento.
Una scala a vista scende dallatrio al piano sottostante, coincidente con il livello
dello scavo, e consente sia luscita allesterno per una visita ravvicinata aii resti
antichi, sia laccesso ai servizi per il pubblico e a un nucleo di servizi tecnici del
museo.
Si tratta di una zona ad ingresso libero, posta prima della biglietteria, che
costituisce altresì una delle testate del percorso archeologico libero di cui si dirà
fra poco.
La copertura del nuovo atrio daccesso, in considerazione della situazione
climatica di Bari, presenta soltanto una fascia vetrata comunque protetta da
elementi frangisole lungo la linea di contatto con il vecchio Parlatorio del
convento, e si imposta comunque ad una quota inferiore a quella dei finestroni di questo, posti in alto al di sotto delle volte.
I caratteri di questo lungo vano voltato sono stati rigorosamente rispettati,
confermandone e sottolineandone il ruolo svolto in antico. Si è solo previsto, in
corrispondenza della prima campata verso la piazza (dove si trova laccesso
attuale), linserimento della biglietteria del museo che, con la realizzazione del
nuovo atrio, verrà a funzionare anche come ingresso di servizio e per il personale.
Litinerario di visita, come già accennato, prende le mosse dal nuovo atrio
dingresso e ospita allinterno del vecchio Parlatorio la sezione introduttiva, che illustra:
la storia del complesso di S. Scolastica;
la storia dei mutevoli rapporti del convento con la città di Bari nel corso dei
secoli;
le collezioni e la loro sequenza espositiva allinterno del museo;
alcuni oggetti capaci di rappresentare emblematicamente il contenuto delle
diverse sezioni nelle quali è articolato il museo.
Per vocazione e ricchezza degli spazi, nonché per chiarezza espositiva, si è
ipotizzato di collocare linsieme degli oggetti selezionati per essere esposti
stabilmente al livello terreno, lungo una sequenza di ambienti che ospitano
rispettivamente:
la tomba di Noicattaro e la collezione dei bronzi nella galleria che, muovendo dal nuovo corpo comunicazioni verticali, punta verso le mura in direzione trasversale rispetto alla giacitura del vecchio Parlatorio;
ancora la collezione dei bronzi e le collezioni numismatiche nei due ambienti sovrapposti a ridosso delle mura;
sito di Venosa nella sala voltata che affaccia sulla corte coperta lungo un suo
lato breve: coroplastica di piccolo e grande formato, ceramica, grandi vasi policromi e corredo della tomba di Varrese;
materiale ceramico e reperti diversi dai principali centri archeologici della provincia di Bari (dallex-sezione topografica) nellambiente posto lungo lasse nord-sud in continuazione del vecchio Parlatorio, oltre il vano scala ascensore; qui lattenzione si concentra in particolare su alcuni vasi figurati (ad esempio il pittore di Amykos);
sito di Taranto nella sala voltata interposta fra la corte coperta e il bastione aragonese: coroplastica, scultura e epigrafi, foto della coppa Rotschild trafugata nel 1911;
presentazione degli spazi e delle strutture emerse nelle operazioni di scavo e
storia del monumento e del suo palinsesto nel grande ambiente voltato, allinterno del bastione aragonese, che ospita i resti della chiesa dei SS. Giovanni e Paolo; da questa sala prende le mosse il percorso libero di archeologia urbana.
La piazza coperta
Questo nuovo cuore dellintero sistema, partorito dalla copertura del cortile occidentale a verso il muro di confine con larea di S Pietro, è un grande spazio polifunzionale Stante la limitata superficie disponibile allinterno del complesso di S. Scolastica, questo invaso sembra inverare la filosofia generale del progetto, che mira a un elevato grado di flessibilità degli ambienti. Per dar vita a questo grande spazio vengono riconfigurati i livelli superiori dei corpi perimetrali, recenti, che definiscono la corte attuale rispettivamente su un lato breve (al di sopra dellambiente dedicato al sito di Canosa) e su uno lungo (al di sopra dellambiente dedicato ai materiali provenienti dalla provincia di Bari).
Tale riconfigurazione offre ampi spazi espositivi ai due piani superiori, raccordandoli al percorso di salita nellarchivio aperto mediante due passerelle che attraversano la piazza coperta a due quote differenti. Ne risulta una sorta di
itinerario a spirale ascendente avvolta attorno al grande vuoto, che culmina nella galleria affacciata sullarea archeologica di San Pietro.
Su questi nuovi volumi, e rispettivamente sulle coperture del corpo addossato al
muro di confine con larea di San Pietro e del bastione aragonese, si imposta la
nuova grande copertura trasparente, che filtra i raggi solari con un sistema di
elementi frangisole ma, al tempo stesso, attira il cielo di Bari allinterno del cuore
del museo.
La piazza coperta funge, di volta in volta, da spazio di:
sosta e riflessione;
illustrazione generale del Museo ai gruppi e alle scolaresche;
conferenze e concerti in orario serale;
sala multimediale.
Anche qui vengono ospitati alcuni oggetti che, per dimensioni e rilevanza, meritano una collocazione di particolare prestigio.
L archivio aperto dellarcheologia barese
Il problema dei magazzini occupa da sempre una posizione centrale nel campo
museale, in particolare per i musei archeologici, dove la messe dei reperti è particolarmente abbondante.
Nei musei che attingono al territorio, come quelli direttamente connessi alle Soprintendenze Archeologiche, lo spazio per i magazzini dei materiali è sempre insufficiente e motivo di impedimento alla libera disponibilità dei materiali da parte degli studiosi. Spesso inoltre, tali circostanze sono alla base di quelle riscoperte di materiali provenienti da scavi lontani nel tempo e da molti anni giacenti, che vengono definiti come lo scavo nel museo.
Poter disporre di magazzini di materiali adeguatamente attrezzati e funzionali, che possano consentire non solo la migliore conservazione in ambienti confinati, ma anche lo studio e la ricerca da parte degli studiosi, appare quasi sempre come un desiderio destinato a rimanere inesaudito.
Ma occorre aggiungere unulteriore istanza, questa volta da parte dei visitatori,
che generalmente ignorano che, oltre alla funzione espositiva, il museo assolve
alla funzione conservativa, e che spesso la parte visibile e emersa è minima
rispetto alle dotazioni del museo. Quando, in un recente passato, tali circostanze sono venute a conoscenza di un pubblico vasto e di unopinione pubblica disattenta, si è parlato di giacimenti culturalie si è giunti ad approssimazioni culturali di tale gravità da auspicare la vendita dei materiali conservati nei depositi. Il nostro museo dispone di una straordinaria quantità di materiali, appartenenti a diverse classi, in ottimo stato di conservazione, che costituiscono un patrimonio frutto di ricerche e acquisizioni sviluppatesi nellarco di più di un secolo.
Di questo patrimonio, come detto in precedenza, si potranno certamente esporre e valorizzare molte sezioni e nuclei di materiali, ma la limitata disponibilità di spazi espositivi condannerebbe inevitabilmente molti materiali allisolamento nei magazzini.
Per ovviare a questa carenza il corpo stretto e lungo, che si sviluppa su tre livelli a ridosso del muro di confine con larea di S. Pietro, viene reinterpretato radicalmente al fine di rispondere a una molteplicità di esigenze difficili da soddisfare in chiave tradizionale allinterno degli ambienti disponibili.
Eliminando i solai che suddividono verticalmente lo spazio, il progetto propone
di collocare allinterno di questo spazio un grande archivio verticale a vista di tutti i materiali in dotazione al museo che non sono stati selezionali per lesposizione permanente.
In questo modo una parte del percorso museale si sviluppa in aderenza a tale
archivio verticale, lungo le due cordonate-scale di salita ai piani superiori,
rendendo così fruibile al pubblico lintero patrimonio di reperti in possesso del
museo e lo renda fruibile dal pubblico.
Larchivio aperto si sviluppa a tutta altezza e contiene sul un sistema di
passerelle e scale interne che permettono laccesso ad ogni livello degli scaffali
che ospitano i materiali. Ad ogni orizzontamento, inoltre, vengono predisposti
piccoli spazi attrezzati per lo studio dei materiali.
Spazi di ricerca destinati agli studiosi, accessibili direttamente dalla piazza
coperta, sono inoltre ricavati al di sotto della prima cordonata.
Esposizioni a rotazione e temporanee
La riconfigurazione edilizia di due lati perimetrali della corte interna, come accennato, dà vita a importanti ambiti aperti sulla piazza, anche attraverso un utilizzazione alternativa e ottimizzata dellattuale terrazza a ridosso del bastione aragonese al primo piano.
Tali risultano preziosi per allestire tanto esposizioni a rotazione di materiali ospitati nellarchivio aperto, quanto esposizioni temporanee di oggetti di diversa origine.
Il circuito delle esposizioni temporanee culmina in sommità, prima di iniziare il percorso di discesa, nella suggestiva galleria affacciata sullarea archeologica di San Pietro.
Tale proiezione esterna del museo, oltre a rispondere a unesplicita richiesta di
apertura contenuta nel bando, costituisce una sorta di annuncio dellintenzione di procedere allespansione futura del museo in quella direzione.
Percorso libero di archeologia urbana
Stante la particolarità del complesso di S. Scolastica, si è più volte ricordato ci si trovi continuamente in presenza di un intreccio fra lesposizione del manufatto ospitante e quella delle collezioni ospitate. Si è altresì più volte ricordato come il
percorso museale rappresenti anche un itinerario di conoscenza dellantico
convento. Si è infine già accennato a una possibilità di approccio al luogo quale
importante sito di archeologia urbana. A questultimo aspetto, stante la sua straordinaria rilevanza, si è inteso dedicare un percorso specifico a libero accesso, tipologicamente paragonabile a quello che attraversa il Foro di Roma. Esso trova le proprie testate nella grande sala voltata che ospita i resti della chiesa dei SS. Pietro e Paolo, da una parte, e il nuovo atrio di ingresso al museo sul lato opposto, dallaltra.
Si tratta di un cammino davvero suggestivo, che si immerge allinterno degli scavi archeologici che si trovano allinterno della aree scoperte di S. Scolastica
liberate da tutte le attuali strutture sovrapposte per impennarsi poi in direzione
delle coperture degli ambienti a ridosso del muro di cinta orientale, da una parte, e, attraverso il suggestivo percorso al di sopra del muro stesso, del bastione
aragonese, dallaltra.
Comunicazioni verticali
Il nuovo corpo delle comunicazioni verticali ribadisce la collocazione stabilita dal
progetto degli anni 70. Quello esistente viene sostituito da un nuovo blocco al cui centro sono ospitati due nuovi ascensori. In questo modo vengono garantite salita e discesa ai soggetti diversamente abili, mentre per tutti gli altri visitatori luso di questa scala, in acciaio, è previsto in discesa, al termine della visita allintero complesso museale.
Attività complementari
I due livelli superiori del volume giacente sullasse est-ovest, già dedicati a attività amministrative, vengono confermati nel ruolo di spazi per attività complementari.
Didattica
Una sala destinata alle attività didattiche, ospitata al primo piano, può ospitare confortevolmente una classe di qualsivoglia ordine e grado – che, al termine dellesposizione permanente, possa incontrare un momento di riflessione e di scambio sullesperienza appena terminata.
Laboratorio di restauro
A diretto contatto con lambiente destinato alla didattica, il laboratorio di
restauro può svolgere regolarmente attività di conservazione e fungere occasionalmente da supporto allattività didattica stessa portando a conoscenza dei giovani i segreti del mestiere.
Amministrazione
Direzione e amministrazione si trovano allultimo livello del corpo est-ovest e svolgono tutte le attività mirate alla programmazione e alla gestione del museo.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
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