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Bari (BA), Italia

Il Museo Archeologico Provinciale Di Bari

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Masterplan

Si è valutato opportuno mantenere l’ingresso principale al Museo nella

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Ingresso al Museo

posizione attuale, lungo il fronte che ospita la facciata della chiesa di S.Scolastica. Tale opzione sembra meglio rispondere alle esigenze del bando, dove richiede per il nuovo polo espositivo provinciale un forte ruolo di “segnale” urbano e, contemporaneamente, un’intima appartenenza al centro storico cittadino, con l’obiettivo di contribuire al processo di riqualificazione e rivitalizzazione in corso. Da un esame approfondito, pur riconoscendone la corretta metodologia di intervento che ha tentato di salvaguardare il monumento attraverso la creazione di una struttura in accaio a ponte, si è rivelata non adeguabile agli standards normativi attuali per strutture aperte al pubblico. Pertanto se ne prevede la rimozione e la sostituzione con un nuovo corpo, ad un solo piano fuori -terra, di minore impatto, che si dispone su una giacitura diagonale parallela all’andamento dell’antico bastione, riportato interamente in luce fino al muro di confine del convento.

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La piazza coperta

I servizi di accoglienza per il pubblico sono collocati in questa nuova struttura e

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Area espositiva

comprendono:

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L'archivio aperto dell'archeologia barese

• biglietteria e guardaroba;

• caffetteria e bookshop, che godono dell’ affaccio diretto sui resti antichi, offrendo un’immediata presa di contatto con lo spessore storico del monumento.

Una scala a vista scende dall’atrio al piano sottostante, coincidente con il livello

dello scavo, e consente sia l’uscita all’esterno per una visita ravvicinata aii resti

antichi, sia l’accesso ai servizi per il pubblico e a un nucleo di servizi tecnici del

museo.

Si tratta di una zona ad ingresso libero, posta prima della biglietteria, che

costituisce altresì una delle testate del percorso archeologico libero di cui si dirà

fra poco.

La copertura del nuovo atrio d’accesso, in considerazione della situazione

climatica di Bari, presenta soltanto una fascia vetrata – comunque protetta da

elementi frangisole – lungo la linea di contatto con il vecchio Parlatorio del

convento, e si imposta comunque ad una quota inferiore a quella dei finestroni di questo, posti in alto al di sotto delle volte.

I caratteri di questo lungo vano voltato sono stati rigorosamente rispettati,

confermandone e sottolineandone il ruolo svolto in antico. Si è solo previsto, in

corrispondenza della prima campata verso la piazza (dove si trova l’accesso

attuale), l’inserimento della biglietteria del museo che, con la realizzazione del

nuovo atrio, verrà a funzionare anche come ingresso di servizio e per il personale.

L’itinerario di visita, come già accennato, prende le mosse dal nuovo atrio

d’ingresso e ospita all’interno del vecchio Parlatorio la sezione introduttiva, che illustra:

• la storia del complesso di S. Scolastica;

• la storia dei mutevoli rapporti del convento con la città di Bari nel corso dei

secoli;

• le collezioni e la loro sequenza espositiva all’interno del museo;

• alcuni oggetti capaci di rappresentare emblematicamente il contenuto delle

diverse sezioni nelle quali è articolato il museo.

Per vocazione e ricchezza degli spazi, nonché per chiarezza espositiva, si è

ipotizzato di collocare l’insieme degli oggetti selezionati per essere esposti

stabilmente al livello terreno, lungo una sequenza di ambienti che ospitano

rispettivamente:

• la tomba di Noicattaro e la collezione dei bronzi nella galleria che, muovendo dal nuovo corpo comunicazioni verticali, punta verso le mura in direzione trasversale rispetto alla giacitura del vecchio Parlatorio;

• ancora la collezione dei bronzi e le collezioni numismatiche nei due ambienti sovrapposti a ridosso delle mura;

• sito di Venosa nella sala voltata che affaccia sulla corte coperta lungo un suo

lato breve: coroplastica di piccolo e grande formato, ceramica, grandi vasi policromi e corredo della tomba di Varrese;

• materiale ceramico e reperti diversi dai principali centri archeologici della provincia di Bari (dall’ex-sezione topografica) nell’ambiente posto lungo l’asse nord-sud in continuazione del vecchio Parlatorio, oltre il vano scala ascensore; qui l’attenzione si concentra in particolare su alcuni vasi figurati (ad esempio il pittore di Amykos);

• sito di Taranto nella sala voltata interposta fra la corte coperta e il bastione aragonese: coroplastica, scultura e epigrafi, foto della coppa Rotschild trafugata nel 1911;

• presentazione degli spazi e delle strutture emerse nelle operazioni di scavo e

storia del monumento e del suo palinsesto nel grande ambiente voltato, all’interno del bastione aragonese, che ospita i resti della chiesa dei SS. Giovanni e Paolo; da questa sala prende le mosse il percorso libero di archeologia urbana.

La piazza coperta

Questo nuovo cuore dell’intero sistema, partorito dalla copertura del cortile occidentale a verso il muro di confine con l’area di S Pietro, è un grande spazio polifunzionale Stante la limitata superficie disponibile all’interno del complesso di S. Scolastica, questo invaso sembra inverare la filosofia generale del progetto, che mira a un elevato grado di flessibilità degli ambienti. Per dar vita a questo grande spazio vengono riconfigurati i livelli superiori dei corpi perimetrali, recenti, che definiscono la corte attuale rispettivamente su un lato breve (al di sopra dell’ambiente dedicato al sito di Canosa) e su uno lungo (al di sopra dell’ambiente dedicato ai materiali provenienti dalla provincia di Bari).

Tale riconfigurazione offre ampi spazi espositivi ai due piani superiori, raccordandoli al percorso di salita nell’archivio aperto mediante due passerelle che attraversano la piazza coperta a due quote differenti. Ne risulta una sorta di

itinerario a spirale ascendente avvolta attorno al grande vuoto, che culmina nella galleria affacciata sull’area archeologica di San Pietro.

Su questi nuovi volumi, e rispettivamente sulle coperture del corpo addossato al

muro di confine con l’area di San Pietro e del bastione aragonese, si imposta la

nuova grande copertura trasparente, che filtra i raggi solari con un sistema di

elementi frangisole ma, al tempo stesso, attira il cielo di Bari all’interno del cuore

del museo.

La piazza coperta funge, di volta in volta, da spazio di:

• sosta e riflessione;

• illustrazione generale del Museo ai gruppi e alle scolaresche;

• conferenze e concerti in orario serale;

• sala multimediale.

Anche qui vengono ospitati alcuni oggetti che, per dimensioni e rilevanza, meritano una collocazione di particolare prestigio.

L’ archivio aperto dell’archeologia barese

Il problema dei magazzini occupa da sempre una posizione centrale nel campo

museale, in particolare per i musei archeologici, dove la messe dei reperti è particolarmente abbondante.

Nei musei che attingono al territorio, come quelli direttamente connessi alle Soprintendenze Archeologiche, lo spazio per i magazzini dei materiali è sempre insufficiente e motivo di impedimento alla libera disponibilità dei materiali da parte degli studiosi. Spesso inoltre, tali circostanze sono alla base di quelle “riscoperte” di materiali provenienti da scavi lontani nel tempo e da molti anni giacenti, che vengono definiti come lo “scavo nel museo”.

Poter disporre di magazzini di materiali adeguatamente attrezzati e funzionali, che possano consentire non solo la migliore conservazione in ambienti confinati, ma anche lo studio e la ricerca da parte degli studiosi, appare quasi sempre come un desiderio destinato a rimanere inesaudito.

Ma occorre aggiungere un’ulteriore istanza, questa volta da parte dei visitatori,

che generalmente ignorano che, oltre alla funzione espositiva, il museo assolve

alla funzione conservativa, e che spesso la parte visibile e “emersa” è minima

rispetto alle dotazioni del museo. Quando, in un recente passato, tali circostanze sono venute a conoscenza di un pubblico vasto e di un’opinione pubblica disattenta, si è parlato di “giacimenti culturali”e si è giunti ad approssimazioni culturali di tale gravità da auspicare la vendita dei materiali conservati nei depositi. Il nostro museo dispone di una straordinaria quantità di materiali, appartenenti a diverse classi, in ottimo stato di conservazione, che costituiscono un patrimonio frutto di ricerche e acquisizioni sviluppatesi nell’arco di più di un secolo.

Di questo patrimonio, come detto in precedenza, si potranno certamente esporre e valorizzare molte sezioni e nuclei di materiali, ma la limitata disponibilità di spazi espositivi condannerebbe inevitabilmente molti materiali all’isolamento nei magazzini.

Per ovviare a questa carenza il corpo stretto e lungo, che si sviluppa su tre livelli a ridosso del muro di confine con l’area di S. Pietro, viene reinterpretato radicalmente al fine di rispondere a una molteplicità di esigenze difficili da soddisfare in chiave tradizionale all’interno degli ambienti disponibili.

Eliminando i solai che suddividono verticalmente lo spazio, il progetto propone

di collocare all’interno di questo spazio un grande archivio verticale a vista di tutti i materiali in dotazione al museo che non sono stati selezionali per l’esposizione permanente.

In questo modo una parte del percorso museale si sviluppa in aderenza a tale

archivio verticale, lungo le due cordonate-scale di salita ai piani superiori,

rendendo così fruibile al pubblico l’intero patrimonio di reperti in possesso del

museo e lo renda fruibile dal pubblico.

L’archivio aperto si sviluppa a tutta altezza e contiene sul un sistema di

passerelle e scale interne che permettono l’accesso ad ogni livello degli scaffali

che ospitano i materiali. Ad ogni orizzontamento, inoltre, vengono predisposti

piccoli spazi attrezzati per lo studio dei materiali.

Spazi di ricerca destinati agli studiosi, accessibili direttamente dalla piazza

coperta, sono inoltre ricavati al di sotto della prima cordonata.

Esposizioni a rotazione e temporanee

La riconfigurazione edilizia di due lati perimetrali della corte interna, come accennato, dà vita a importanti ambiti aperti sulla piazza, anche attraverso un utilizzazione alternativa e ottimizzata dell’attuale terrazza a ridosso del bastione aragonese al primo piano.

Tali risultano preziosi per allestire tanto esposizioni a rotazione di materiali ospitati nell’archivio aperto, quanto esposizioni temporanee di oggetti di diversa origine.

Il circuito delle esposizioni temporanee culmina in sommità, prima di iniziare il percorso di discesa, nella suggestiva galleria affacciata sull’area archeologica di San Pietro.

Tale proiezione esterna del museo, oltre a rispondere a un’esplicita richiesta di

apertura contenuta nel bando, costituisce una sorta di annuncio dell’intenzione di procedere all’espansione futura del museo in quella direzione.

Percorso libero di archeologia urbana

Stante la particolarità del complesso di S. Scolastica, si è più volte ricordato ci si trovi continuamente in presenza di un intreccio fra l’esposizione del manufatto ospitante e quella delle collezioni ospitate. Si è altresì più volte ricordato come il

percorso museale rappresenti anche un itinerario di conoscenza dell’antico

convento. Si è infine già accennato a una possibilità di approccio al luogo quale

importante sito di archeologia urbana. A quest’ultimo aspetto, stante la sua straordinaria rilevanza, si è inteso dedicare un percorso specifico a libero accesso, tipologicamente paragonabile a quello che attraversa il Foro di Roma. Esso trova le proprie testate nella grande sala voltata che ospita i resti della chiesa dei SS. Pietro e Paolo, da una parte, e il nuovo atrio di ingresso al museo sul lato opposto, dall’altra.

Si tratta di un cammino davvero suggestivo, che si immerge all’interno degli scavi archeologici che si trovano all’interno della aree scoperte di S. Scolastica

liberate da tutte le attuali strutture sovrapposte – per impennarsi poi in direzione

delle coperture degli ambienti a ridosso del muro di cinta orientale, da una parte, e, attraverso il suggestivo percorso al di sopra del muro stesso, del bastione

aragonese, dall’altra.

Comunicazioni verticali

Il nuovo corpo delle comunicazioni verticali ribadisce la collocazione stabilita dal

progetto degli anni ’70. Quello esistente viene sostituito da un nuovo blocco al cui centro sono ospitati due nuovi ascensori. In questo modo vengono garantite salita e discesa ai soggetti diversamente abili, mentre per tutti gli altri visitatori l’uso di questa scala, in acciaio, è previsto in discesa, al termine della visita all’intero complesso museale.

Attività complementari

I due livelli superiori del volume giacente sull’asse est-ovest, già dedicati a attività amministrative, vengono confermati nel ruolo di spazi per attività complementari.

Didattica

Una sala destinata alle attività didattiche, ospitata al primo piano, può ospitare confortevolmente una classe – di qualsivoglia ordine e grado – che, al termine dell’esposizione permanente, possa incontrare un momento di riflessione e di scambio sull’esperienza appena terminata.

Laboratorio di restauro

A diretto contatto con l’ambiente destinato alla didattica, il laboratorio di

restauro può svolgere regolarmente attività di conservazione e fungere occasionalmente da supporto all’attività didattica stessa portando a conoscenza dei giovani i “segreti del mestiere”.

Amministrazione

Direzione e amministrazione si trovano all’ultimo livello del corpo est-ovest e svolgono tutte le attività mirate alla programmazione e alla gestione del museo.

Ered

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav