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Cusano Milanino (MI), Italia

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4piazze1spaziourbano

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uno sguardo dall'alto

Il progetto 4piazze1spazio si propone di riqualificare lo spazio dell’asse di viale Giacomo Matteotti e relativo sistema di spazi pubblici, piazza del comune, piazza martitri di Tienanmen, piazza S. Allende e spazi retrostanti insieme ad un tratto di via massimo d’Azeglio e via Lecco nel comune di Cusano Milanino con un disegno unitario che riunisca in una sola nuova centralità urbana spazi frammentati.

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piazza dell' istitituzione

L’area oggetto di riqualificazione si caratterizza con un sistema di quattro piazze che hanno perso pero’ tale funzione divenendo prevalentemente spazi per la sosta automobilistica, l’intervento intende ridare un ruolo di spazio per l’aggregazione, per la socializzazione e rappresentativo a tali aree, spostando ed interrando la sosta automobilistica.

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Il nuovo spazio omogeneo e rappresentativo ai divide in quattro ambiti tematici, quattro stanze ognuna con una propria caratterizzazione: una piazza verde, una piazza civile rappresentativa ovvero la piazza del comune, una piazza per la socializzazione, una piazza religiosa.

Il sistema della viabilità, parcheggi e pedonalità

Il sistema della viabilità è stato ripensato in funzione delle nuove aree pedonalizzate.

la zona interessata dal concorso non è stata completamente pedonalizzata, ma sono state individuate soluzioni tipo zona a traffico limitato (ZTL)

Sono stati confermati i preesistenti sensi di marcia mentre i parcheggi sono stati dislocati nel parcheggio interrato.

E’ stato riprogettato il nodo critico relativo all’incrocio Tagliabue Matteotti prevedendo un accesso diretto al parcheggio interrato a due piani di nuova costruzione.

E’ stata valutata la possibilità tecnico-economica di realizzare un parcheggio di due piani interrati in piazza Allende, il parcheggio interrato conterrà parcheggi pertinenziali

per i residenti delle zone limitrofe e parcheggi pubblici.

La velocità degli autoveicoli è stata limitata attraverso interventi che inducono al rallentamento restringimento delle carreggiate, gli interventi sulle carreggiate e sui marciapiedi hanno agevolato la mobilità pedonale e ciclabile,attraverso soluzioni progettuali adeguate e innovative:e’ stata mantenuta la mobilità dolce ed è stato garantito un collegamento con le nuove aree pedonali, sono state previste zone di sosta attrezzate per biciclette e moto all’ingresso delle nuove aree pedonali.

Il sistema delle quattro piazze

La piazza verde è caratterizzata da un forte disegno del suolo mediante la creazione di dossi verdi a forma circolare, con una scansione ritmica ed omogenea che caratterizzano fortemente lo spazio, gli elementi sono interrotti da una diagonale che consiste in una lunga seduta che si interseca e si interrompe in presenza dei bolli verdi insieme al mantenimento degli alberi preesistenti vengono introdotti nuovi esemplari di Tigli esemplari “sottratti” all’adiacente spazio verde di pertinenza del complesso abitativo per la creazione di parcheggi interrati per i condomini.

La diagonale delle sedute nella piazza verde converge con una seconda diagonale proveniente da piazza Allende al punto rappresentativo centrale del progetto:l’edificio del comune.

La piazza rappresentativa dove si trova il comune è interamente pedonalizzata avendo spostato i parcheggi nel nuovo parcheggio interrato previsto dal progetto, modificando la viabilità e consentendo un accesso ai soli residenti, la pavimentazione si presenta con un gioco di pattern e colori mentre facciata del comune viene sottolineata da un illuminazione scenografica costituita da tubolari in alluminio luminosi all’estremità.

La piazza della socializzazione diviene elemento di congiunzione nel sistema di piazza collegandosi anche all’edificio scolastico adiacente e creando un cuore nelle relazione spaziali tra i diversi elementi in gioco nel progetto: piazza Martiri di Tienanmen e la parte finale di via XXIV Maggio, prospicienti il viale Matteotti divengono uno spazio

pubblico unitario, che si collega con piazza Allende e lo spazio pubblico retrostante, con la passeggiata del Matteotti, ed infine include l’uscita dell’asilo Zucchi,

mettendolo in sicurezza.

Lo spazio è caratterizzato da numerose sedute di diverse dimensioni e colori alcune disposte sotto gli alberi esistenti precedentemente altre invece in diagonale con un asse diretto all’edificio del comune.

La pavimentazione segue un gioco cromatico rappresentativo dello spazio circostante ed utilizza materiali diverso genere, pietre dai diversi cromatismi e una pavimentazione morbida per un’area gioco bimbi in corrispondenza dell’edificio scolastico.

L’elemento acqua già presente nella piazza ritorna in superficie attraverso quattro getti da terra che delimitano ed arricchiscono l’area gioco.

La piazza della chiesa si collega a questo sistema piu’ compatto con l’asse di viale Matteotti che diventa l’asta principale dell’intervento. L’asse Matteotti ritrova al suo interni elementi caratterizzanti dell’intervento come la nuova illuminazione, l’arredo urbano ed inserti a pavimentazione.

La piazza della chiesa è elemento di testa nel sistema poiché si collega con uno degli assi viabilistici principali di ingresso a Cusano Milanino servito anche dai mezzi pubblici.

Viene quindi potenziata visivamente la parte retrostante alla chiesa con una pavimentazione cromatica ed elementi di arredo urbano che anticipano l’intervento proposto e lo svelano a chi arriva da fuori. Anche il fronte della chiesa viene valorizzato con una pavimentazione cromatica che riprende i colori dell’ambiente circostante e arricchita di sedute e nuova illuminazione.

La soluzione tiene in considerazione sia la vocazione commerciale del viale e delle aree adiacenti che l’esigenza di abbattere ogni forma di barriera architettonica .

Il sistema del verde ed arredo urbano

Le soluzioni progettuali e gli arredi urbani previsti devono essere sono stati differenziati rispetto a quelli impiegati nelle aree adiacenti prevedendo un’omogeneità e facendo percepire un collegamento nell’arredo e nell’illuminazione dell’intervento.

Il verde esistente è stato interamente mantenuto e valorizzato inoltre sono stati piantati nuovi esemplari nella piazza verde (Tigli).

L’arredo urbano è composto da sedute in laterizio di varie dimensioni da un area gioco bimbi con pavimentazione morbida per la piazza della socializzazione.

Davanti all’edificio del comune è presente una installazione luminosa.

La riqualificazione tiene conto della necessità di preservare e ed aumentare gli spazi a verde e le alberature(la nuova piazza verde), riqualificare l’impianto di illuminazione pubblica, coerentemente con la specificità dei viali alberati e degli spazi pubblici riqualificati (intervento su viale Matteotti)e creare spazi pubblici che favoriscano la sosta, il passeggio, l’incontro e le relazioni (la nuova piazza della socializzazione) inoltre prevede spazi attrezzati compatibili con l’organizzazione di eventi e/o iniziative commerciali, la piazza del comune pedonalizzata e pavimentata costituisce il luogo ideale per queste iniziative.

I materiali utilizzati per la pavimentazione di piazza Allende e piazza XXIV Maggio sono pietre di diverso colore e materiale, laterizio di varie colorazioni e inoltre pietre giallo Siena, rosa corallo, rosso Verona, rosa del Garda, giallo oro, mala tutti realizzati in grandi formati quadrati il laterizio in tavelle sovrapposte nei toni di arancio è utilizzato per le sedute di tutte le piazze. La pavimentazione della piazza del comune è invece in pietra grigia tipo occhialino con inserti cordolo di bianco Verona. L’illuminazione della piazza è in elementi tubolari di alluminio, l’illuminazione proposta per l’intervento è sono la Lituus e la Spritz di Martini illuminazione, inoltre la Brikko incassata nelle sedute diagonali in tavelloni di laterizio.

Le scelte cromatiche

Premessa

“I colori si presentano in un flusso continuo, costantemente in rapporto con vicini che variano e in condizioni variabili”1.

Questa variabilità, che è propria dell’ambiente naturale, offre un continuo stimolo al nostro cervello che proprio nelle differenze, nel cambiamento, si “attiva”.

“… per economia funzionale, le cellule che si trovano all’interno di un’area priva di elementi di contrasto rimangono silenti. Lavorano solamente quelle sulle quali cade un confine di contrasto. Sinteticamente si può dire che le cellule visive corticali leggono forma e colore attivandosi per mappare solo i confini tra chiaro e scuro o tra una lunghezza d’onda della luce e un’altra”2.

Le grandi superfici monocromatiche sono così proprie dell’ambiente artificiale; in natura, infatti, il colore si presenta sempre con una grande variabilità di sfumature e in condizioni di luce variabile.

A partire da queste considerazioni l’ipotesi progettuale si orienta su una soluzione policromatica che riprende i colori del contesto urbano da riqualificare. Il colore, in questo caso, ha la funzione di unificare luoghi tra loro diversi per loro conformazione e, allo stesso tempo, di caratterizzarli meglio. Ma non è meno rilevante la capacità del colore di far percepire lo spazio in modo differente, aiutando l’uomo a riconoscerlo e individuarlo in ogni sua parte, quindi permettendo un miglior sfruttamento del luogo pubblico, come spazio sociale, naturale, civico e religioso.

Colore intrinseco e colore percepito

Accade spesso che la scelta del colore avvenga con l’ausilio di campioni colore e che, una volta in opera, i colori differiscano più o meno intensamente nel loro aspetto dai campioni. La ragione, inevitabile, qualora non sia da attribuire a un errore, risiede nel fatto che la nostra percezione del colore è influenzata da numerosi fattori quali, tra gli altri, il tipo di illuminazione, la distanza dell’osservazione, la presenza nel campo visivo di altri colori, la natura e la dimensione delle superfici.

Il colore del campione è un utile riferimento in fase progettuale e decisionale ma è pur sempre un colore “astratto” che diventa “reale” solo quando è calato in una specifica situazione, caratterizzata da specifiche condizioni che concorrono alla sua percezione.

Il colore che percepiamo non è un attributo costante che appartiene all’oggetto ma un’esperienza che varia a seconda della specifica situazione di osservazione, e dell’osservatore stesso.

Fattori soggettivi legati all’esperienza, alle intenzioni, alle aspettative dell’osservatore, nonché alle capacità discriminative, influenzano la percezione del colore rendendone variabile la determinazione anche all’interno di una medesima condizione di osservazione prestabilita.

Si potrebbe dunque, addirittura, affermare che non vi è alcun colore “reale” che l’oggetto possiede veramente ma solo dei possibili colori che può assumere! Eppure per poter descrivere e “gestire” il colore, così come per poterne valutare l’apparire nelle diverse condizioni di osservazione, c’è bisogno di un dato oggettivo che rappresenti un riferimento fisso all’interno di tutte le possibili variazioni, pertanto si utilizza il concetto di colore intrinseco per definire il colore dell’oggetto, misurabile con opportuni strumenti, in condizioni di osservazione standardizzate, che in questo contesto è rappresentato dal colore del campione.

Naturalmente l’osservazione sotto queste specifiche condizioni standardizzate non si verifica praticamente mai e ciò che interessa al progettista è l’aspetto, o gli aspetti, che il colore può assumere una volta applicato, quando viene percepito.

I colori della presente proposta cromatica sono stati selezionati dal sistema cromatico NCS, Natural Color System. I campioni di colore scelti (si tratta di pigmenti sovrapposti ad un supporto cartaceo) sono stati valutati sia sotto luce naturale, sia sotto luce fluorescente con l’intento di simulare la percezione delle tinte nelle ore diurne e notturne.

Bisogna inoltre sottolineare come, effettuate eventuali verifiche attraverso campioni di materiale nel colore selezionato, l’adozione di un sistema cromatico quale NCS consentirà di modificare i colori secondo i tre parametri di tinta, chiarezza, saturazione, in modo consapevole senza dover apportare sostanziali modifiche al progetto.

Le scelte cromatiche per le 4 piazze e l’asse di viale Matteotti

Dalle immagini riportate nella tavola 1 di concept si nota come la scelta cromatica relativa all’arredo urbano e alla pavimentazione si sia basata sull’individuazione di quei toni che più caratterizzano le quattro piazze e il viale Matteotti; questa fase di analisi è stata sviluppata attraverso sopralluoghi e rilievi fotografici del contesto e degli elementi che lo compongono.

Per il progetto è stato considerato un colore segnaletico che ha la funzione di collegare tra loro le piazze e l’asse di viale Matteotti e permette la percezione dell’area come unica ed uniforme.

Per questo motivo si è scelto un tono di arancio (NCS S 1070Y50R) che, pur essendo molto evidente, rimane ben integrato nel contesto grazie alla presenza del mattone per alcuni elementi di arredo e alcuni edifici (vedi il Comune della piazza Martiri di Tiennanmen). Questo arancio caratterizza, quindi, tutto l’arredo urbano dell’area presa in considerazione: dalle sedute delle piazze, ai sistemi luce (lampioni e arredi luminosi), dagli spartitraffico, alle basi dei giochi d’acqua presenti in piazza Allende.

Lo stesso arancio, utilizzato però con una percentuale di croma inferiore e di luminosità maggiore rispetto al precedente (NCS S 0550Y50R), si ritrova anche nelle pavimentazioni di piazza XXV Aprile, piazza Allende e della piccola porzione di Piazza Martiri di Tiennanmen, dove sono posizionate l’edicola e le cabine telefoniche. In questi casi, però, è abbinato ad altri colori che meglio caratterizzano ogni singolo spazio. Per cui risulta che la pavimentazione di:

piazza XXV Aprile utilizza i toni del giallo (NCS S 0530Y10R), e del bianco-giallo (NCS S 0505Y10R), ripresi dalla chiesa e dal monumento che danno significato allo spazio;

piazza Allende utilizza ancora i toni del giallo e del bianco-giallo (NCS S 0530Y10R e S 0505Y10R) per riprendere i colori dei palazzi e la scuola che delimitano l’area.

Caratteristica di questa piazza è l’arredo, che non si compone solo di panchine e sistemi luce, ma anche di giochi d’acqua e pedane gioco che si differenziano dal resto della pavimentazione non solo per scelta di materiale e altezza da terra, ma anche per il loro colore, per i primi la base, come descritto precedentemente, è arancio (NCS S 1070Y50R), le seconde sfruttano un tono di giallo più cromatico (NCS S 0550Y10R).

piazza Martiri di Tiennanmen vede l’uso di un grigio cromatico con una buona percentuale di rosso (NCS S 6005Y80R) sia per la porzione che contiene l’edicola e le cabine telefoniche, quindi affiancato all’arancio della pavimentazione a riquadri, sia per la porzione a triangoli che si pone tra il Comune e l’edificio residenziale. Questo grigio è stato ripreso dai rivestimenti delle facciate che caratterizzano la piazza.

La scelta di utilizzare solo 6 colori, andando a ripeterne alcuni, è dettata sia dalla volontà di non esprimere, nel caso di questo contesto progettuale, la policromia come confusione di colori nello spazio, che potrebbero annullarne la lettura invece di riqualificarla, sia anche da motivi economici.

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