© Labics . Published on May 15, 2013.
Il progetto del masterplan, che conferma la proposta di prima fase, trova le proprie radici metodologiche e concettuali in due diversi e complementari modelli di città: la Cluster city e il Plan Voisin .
© Labics . Published on May 15, 2013.
Il progetto del masterplan è sostanzialmente il progetto di un vuoto inteso quale luogo destinato alla condivisione di una identità collettiva e allo svolgimento della vita pubblica della città, enormemente dilatatosi, esso sembra polverizzatosi in un insieme episodico di frammenti tra loro collegati da spazi privi di un chiaro statuto (Bernardo Secchi, La città del ventesimo secolo, Editori Laterza, 2005, pag. 58). Il masterplan riconosce dunque e conferma la natura del lotto come spazio intercluso nella città e al tempo stesso palcoscenico su cui la città si specchia e si riconosce; ne riconosce il valore di vuoto, di sospensione, di margine.
© Labics . Published on May 15, 2013.
Il sistema degli spazi aperti, che investe anche l’edificio dell’AMA, è stato concepito come un tessuto connettivo, si stratifica e si diversifica a riconnettere quote e luoghi diversi della città: poroso, interstiziale, articolato e domestico quello lungo via Spedialieri; continuo e rarefatto quello lungo via Acri. Il progetto parte infatti dalla volontà di realizzare un tessuto capace di tenere insieme pieni e vuoti, spazi aperti e volumi, percorsi pubblici e ambiti privati, ovvero di costruire la città non per oggetti ma per sistemi. La rotazione e la deformazione del sistema sostanzia e da forma al movimento delle persone nello spazio della città e al tempo stesso ottimizza lesposizione degli edifici. Il masterplan prevede dunque due sistemi di costruito, ognuno dei quali dialoga con un diverso sistema di spazi aperti e persegue una propria identità e morfologia: da una parte il sistema basamentale, che riproduce la complessità e la varietà del tessuto della città storica, ospita le attività e le funzioni pubbliche e private; dall’altra un sistema puntuale di edifici sospesi, razionali che ottimizzano le risorse ambientali, energetiche e di suolo che dialoga con il sistema degli edifici della città moderna; il suolo sottratto viene restituito sulle coperture del basamento, costituendo una città che si costruisce e si fruisce per strati successivi.
© Labics . Published on May 15, 2013.
© Labics . Published on May 15, 2013.
© Labics . Published on May 15, 2013.
© Labics . Published on May 15, 2013.
© Labics . Published on May 15, 2013.
© Labics . Published on May 15, 2013.
© Labics . Published on May 15, 2013.
© Labics . Published on May 14, 2013.