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Roma (RM), Italia

Amamontagnola - R1ama

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Premessa

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La città contemporanea è un’insieme di spazi esistenti, un sistema fatto di differenti centralità che diventano una rete riconoscibile attraverso il paesaggio che in questi luoghi, rappresenta il fenomeno di più lunga durata. Il fiume Tevere genera la morbida topografia della riva sinistra dove fluisce dinamica la Cristoforo Colombo, tra una rigogliosa natura e la fisicità delle case, dei quartieri, delle strade che si incrociano.

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Edifici e vite abitano questi luoghi, definendo un contesto il cui valore risiede nella possibilità di generare nuove relazioni, dinamiche di crescita sociale, luoghi di interazione permanenti.

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Opportunità da abitare, fatte di natura esistente, di segni antropizzati, di strati d’uso, di servizi, tempo libero, impegno sociale, quotidianità, che, come “layers interagenti”, contaminano l’esistenza delle cose e delle persone, allargando la rete ad un’area più vasta che genera le regole per una strategia generale di intervento, un “network”, naturale ed immateriale, abitato da flussi di vita semplice, modello di una società dinamica, eterogenea, contemporanea.

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Costruire la centralità locale di amamontagnola, corrisponde a definire un insieme interagente di interventi, capace di svelare i “nuovi paesaggi”, un’idea che corrisponde ad una rete di spazi che parte dall’unità dei luoghi e accetta la varietà, il contrasto, la discontinuità come insieme di elementi necessari al progetto urbano.

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Il paesaggio è un complesso spaziale in cui gli elementi sono organizzati attraverso una strategia che tenta di risolvere il conflitto tra usi diversi, funzioni, forme e programmi.

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Effetti, tracce, dispositivi, sistemi dinamici, flussi e direzioni che narrano l’effetto della trasformazione sulla morfologia del sito attraverso il tempo: l’erosione, la rete idrografica, le variazioni di temperatura, gli assetti evolutivi della vegetazione.

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La ricerca di sistemi topografici complessivi, spazi pubblici aperti, costruiti su una idea che supera la concezione edificio-strada interagendo con i sistemi ecologici esistenti e ri-generando gli effetti alla larga scala, promuovendo diversità e ricchezza, che mediano la conoscenza dell’esistente.

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Concept

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Il concept di progetto è il risultato delle analisi condotte nella fase di conoscenza, in particolare, l’intersezione tra i risultati dell’analisi topografica e quelli dell’analisi urbana che ha evidenziato la disposizione ed organizzazione degli spazi ad uso pubblico (parchi, piazze, servizi).

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La sintesi di questi due elementi centrali del quartiere ha dimostrato una sostanziale coincidenza di linee trasversali alla giacitura dell’asse di via Acri, fortemente ridotte nei flussi e nella percorribilità dalla disposizione morfologica del costruito.

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A tutte le scale di indagine (Territorio, città, isolato) è percepibile la difficoltà del collegamento est-ovest, per queste ragioni, il concept di progetto estrapola e propone la possibilità di nuove connessioni in grado di supportare e riequilibrare le percorrenze nord-sud (parallele a via C. Colombo) che innescano una eccessiva “velocità” di attraversamento dell’area senza invogliare ed accentuare il senso della vivibilità e dello “stare” nel cuore del quartiere Montagnola.

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Il superamento di questo limite morfologico è possibile attraverso la ri-connessione trasversale dei parchi, degli spazi e dei servizi pubblici secondo un principio topografico piuttosto che di impianto urbanistico-stradale; infatti è solo attraverso questo schema d’organizzazione, differente dal principio ortogonale, che è possibile restituire al dispositivo urbano della Montagnola l’idea ed il senso della centralità.

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La risposta al tema della “centralità locale” è, dunque, definita da una strategia che si fonda sul principio della connessione tra le differenti parti e funzioni urbane, della integrazione tra spazi pubblici e spazi privati, della relazione tra elementi della permanenza storica e la nuova costruzione dell’area AMA.

Secondo questa prospettiva, l’area di AMA assume il ruolo di interfaccia, come luogo che accoglie, scambia e interagisce con il circostante in termini multi-dimensionali ed alle differenti scale del progetto, segnando il cambiamento di un’area più vasta.

Ampliamento sede di AMA S.p.A.

La nuova sede di AMA SpA si inserisce nel tessuto urbano del quartiere Montagnola come riferimento sia paesaggistico che sociale, ri-generando il ruolo di memoria storica che tuttora appartiene alla palazzina esistente.

Il progetto della nuova sede prevede in primo luogo la conservazione della palazzina storica quale elemento di riferimento non solo per l’estensione degli uffici ama, ma dell’intero futuro sviluppo del masterplan. A partire da questa scelta, l’ampliamento viene articolato in una serie di semplici e chiare addizioni: alla quota delle mensole esistenti, ed in aderenza ai lati corti dell’edificio esistente viene agganciato il nuovo corpo, una forma trapezia irregolare che aderendo alla strategia generale di intervento disegna il perimetro della nuova sede, favorendo il rapporto con le principali strade al contorno, via Acri e via Spedalieri, dove saranno distribuiti rispettivamente l’accesso principale e la sosta per le auto di servizio e l’accesso carrabile al garage interrato organizzato su due livelli.

La nuova struttura sviluppa due piani di uffici e servizi con una quota ulteriore di uffici al piano terzo lungo il sedime di via Spedalieri.

Al centro l’edifico viene illuminato ed areato da una corte interna che definisce la sagoma del richiesto auditorium, contenuto nel blocco interrato e protetto da un “Hortus conclusus” L’edificio esistente, che vive di questo nuovo suolo, che avvolge il suo piano basamentale, viene coronato con un nuovo volume, un prisma luminoso, delle stesse caratteristiche del volume basso, che illumina la rinnovata presenza di ama.

Per l’edificio esistente si prevede un restauro conservativo degli esterni ed una riorganizzazione della distribuzione interna che, senza stravolgere l’impianto originario, si fonda al piano rialzato con la nuova estensione in un sistema di passaggi in quota illuminati dalla copertura trasparente, che definiscono un luogo centrale coperto dove convergono tutti i percorsi e le attività di ama e dove vengono distribuiti i servizi comuni quali bar, biblioteca e foyer – auditorium direttamente collegati anche alla quota del nuovo spazio pubblico esterno.

Il disegno della sezione mostra esplicitamente l’atteggiamento tenuto nei confronti dell’organizzazione funzionale, resa chiara ed immediata. Leggendo l’andamento dell’edifico da piazza Caduti della Montagnola a via Spedalieri si riconosce come la palazzina storica sia rimasta intatta nel suo ruolo rappresentativo, ospitando gli uffici della presidenza e del consiglio amministrativo, mentre la parte terminale è destinata integralmente agli uffici operativi, questi due ambienti sono collegati da un ampio foyer a doppia altezza illuminato da una copertura trasparente che sottolinea il carattere semipubblico dell’area e, ai diversi livelli dell’edificio, si trasforma seguendo la topografia del contesto: in continuità con Piazza Caduti si trova la biblioteca aziendale e gli spazi comuni ad uso di AMA; scendendo di un piano, in quota con la piattaforma che ospita il masterplan, si trovano funzioni semipubbliche come punti ristoro e l’accesso all’auditorium, il quale è posto al piano interrato in corrispondenza della corte interna e preceduto da un ampio foyer.

A livello planimetrico l’organigramma societario è diventato lo spunto per organizzare la pianta nella sua elevazione, per garantire un alto tasso di efficienza della circolazione interna. A tal proposito, riconoscendo il

ruolo identitario della palazzina storica, le funzioni rappresentative sono state collocate ai piani alti dell’edifico esistente: al I piano gli uffici dell’Amministratore Delegato, al II piano il CdA ed all’ultimo piano la Presidenza della società; quest’ultimo è stato concepito come un attico che, oltre a garantire gli alti standard che spettano ad uffici di tal livello, sia l’emblema dell’edificio stesso.

Le direzioni amministrativa e operativa si diramano invece nell’ampliamento, la prima in quota con piazza Caduti, la seconda in continuità con la piattaforma, raggruppandosi per macroaree, a loro volta suddivise in dipartimenti sempre contigui, al fine di ottimizzare i flussi.

L’impianto distributivo dell’ampliamento mantiene caratteristiche simili a tutti i piani. Gli uffici hanno tutti affacci privilegiati, intervallati da blocchi servizi che inglobano scale di sicurezza, ascensori, servizi igienici e archivi. La circolazione interna si snoda aprendosi a diverse prospettive in un percorso circolare che ha come meta e partenza la zona comune, filtro tra palazzina storica e ampliamento.

L’edificio sarà servito da un parcheggio dedicato, distribuito nei due nuovi piani interrati ed accessibili da via Spedalieri.

Ere

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