© APIUCARCHITETTI . Pubblicata il 07 Febbraio 2004.
Il primo obiettivo, quello di ritrovare uno spazio sacro, suggerisce di trovare un contatto, fisico e visivo, fra la nuova piazza e ledificio della Chiesa parrocchiale. Viene quindi fondata la nuova piazza in adiacenza alla Chiesa, collocandola trasversalmente rispetto al suo asse, per ottenere, in una composizione nuovamente equilibrata, un sistema chiesa piazza unico.
© APIUCARCHITETTI . Pubblicata il 07 Febbraio 2004.
Per ottenere un luogo maggiormente distaccato dal traffico e dal rumore della ferrovia, riservato e sacrale, viene utilizzato il dislivello esistente fra la base della Chiesa ed il limite della via adiacente, portando alla stessa quota lo spazio della piazza e realizzando quindi un dislivello. Questo dislivello, zoccolo rivestito in pietra, serve per separare i percorsi carrabili e pedonali, per allontanare dalla piazza il rumore e la sua altezza consente di osservare comunque sempre la vita della piazza. Lelemento di collegamento, il luogo di raccordo fra il piano della piazza ed il percorso inclinato, è la chiesa stessa.
© APIUCARCHITETTI . Pubblicata il 07 Febbraio 2004.
Lungo il lato sud della nuova piazza, dalla parte opposta della Chiesa, il progetto propone un nuovo limite, mediante una pensilina in acciaio e legno, trasposizione dellesedra e del pergolato classico. Questa, leggera sulla parete di fondo in modo che non escluda lo sguardo, funzionerà come zona di sosta protetta, ospiterà piccole manifestazioni di piazza, banchi informazioni, etc. Il brise soleil di legno schermerà infatti i raggi solari della stagione calda ed offrirà riparo dalle piogge.
© APIUCARCHITETTI . Pubblicata il 07 Febbraio 2004.
La durezza della pietra dello zoccolo del lato sud, va via via stemperandosi in un gioco di pavimentazione: la pietra lascia il posto, poco alla volta, alla pavimentazione in calcestre, dal tipico colore bianco. In questa sono posti a dimora albicocchi e ciliegi (Prunus armeniaca, Prunus avium), un frutteto.
© APIUCARCHITETTI . Pubblicata il 07 Febbraio 2004.
Gli anziani ancora raccontano di quando il treno faceva sosta nella piccola stazione di Arosio, ed i lavoratori pendolari, in grande fretta, scendevano dal treno per cogliere qualche frutto proprio in questo luogo, frutto che li avrebbe accompagnati per il parco pranzo al sacco consumato nellamenità della fabbrica alla Bovisa.
© APIUCARCHITETTI . Pubblicata il 07 Febbraio 2004.
Ed il frutteto è il giardino primigenio, fertilissimo orto, luogo di delizia per gli occhi e per lodorato. Ed ancora Una radura nella foresta formava il bosco sacro, simbolo del rapporto primigenio uomo/natura (da Atlante storico dellidea del giardino europeo, di V. Vercelloni).
Ma soprattutto il frutteto porterà lelemento naturale in un paesaggio che rischia di essere schiacciato dalla durezza della modernità della ferrovia, dellasfalto; memento storico, simbolico e sacro, ma anche di svago, di gioia, di bellezza naturale da godersi intera, con gli occhi e lolfatto. Albicocchi e ciliegi fioriranno in primavera, ornando la piazza dei colori rosa e bianco, si caricheranno poi di frutti, portando allegria e novità per i bambini, si vestiranno di rosso in autunno, segnando il passo delle stagioni.
Il frutteto recinge la zona centrale della Piazza, pavimentata in porfido, materiale duro e prezioso. Il colore di questa pietra, di tono rossiccio, differisce dal grigio del serizzo utilizzato attorno. La pavimentazione disegna un rettangolo, spazio libero, in modo semplice ma evidente. Qui ancora un elemento carica di significato il luogo: lacqua, la fonte della vita, che produce piacevole rumore sgorgando nella fontana. In un insieme giocoso di elementi naturali ed artificiali, la natura prorompe nella sua bellezza e luomo pone le regole, geometriche, del suo controllo.
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