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Cabiate (CO), Italia

Progetto Di Riuso Villa Padulli

Recupero e riuso del complesso di Villa Padulli e riqualificazione ambientale del parco annesso

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Recupero e riuso del complesso di villa Padulli e di riqualificazione ambientale del parco annesso.

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Il tema del progetto è l’accessibilità. La villa costituisce un grande patrimonio per Cabiate, sotto differenti aspetti. Come edificio storico ne rappresenta la memoria, testimonia l’evoluzione dell’insediamento e la sua vocazione. Da un punto di vista ambientale il parco costituisce una risorsa paesistica di notevole pregio, grazie anche alla vicinanza del Parco della Brughiera. Dal punto di vista architettonico la villa configura uno spazio godibilissimo per consistenza degli edifici e per collocazione naturale. Questo permette di ipotizzare l’inserimento di diverse tematiche funzionali, interconnesse ma anche indipendenti.

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I luoghi del progetto

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Il progetto prevede a tale scopo di “riutilizzare” la posizione della ghiacciaia per inserire un collegamento verticale, un ascensore, che conduca dalla quota della strada alla quota del cortile della villa (Belvedere). Un percorso in piano, scavato nella collina che la villa sovrasta conduce dalla strada e dal parcheggio posizionato in sua corrispondenza, fino a questo punto di risalita verticale. Percorso orizzontale e risalita sono segnalati all’esterno in modi differenti. Il corpo di ingresso si incunea nella roccia e diventa esso stesso percorso, la sua immagine è riconoscibile dalla strada, la sua direzionalità un segno forte e profondo. La risalita alla superficie invece si apre in una scatola di vetro, che contrasta con l’architettura della villa e manifesta la sua leggerezza. Un camino porta luce diretta dal piano del cortile sino al percorso orizzontale.

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Il collegamento verticale offre anche la possibilità di accedere direttamente allo spazio ipogeo collocato nello spazio antistante la villa, sotto la quota del cortile, che costituisce il cuore del complesso: la sala polifunzionale per proiezioni, concerti, congressi, dotata di 120 posti a sedere. Attorno a questo nucleo, utilizzabile anche separatamente dal resto del complesso, gli altri edifici si prestano all’insediamento di nuove funzioni: nell’ala originaria del 1830/40 trovano collocazione l’esposizione permanente di settore (circa mq.200) e gli spazi per mostre d’arte a rotazione (circa mq.440). Nell’ala originaria del 1860 trovano posto gli uffici pubblici e/o privati, quali sedi di enti, rappresentanze, etc. ciascuna delle due ali è in grado di funzionare indipendentemente grazie all’inserimento di nuovi collegamenti verticali e servizi rispondenti alla normativa. La struttura infatti che necessita maggior superficie ovvero la sala conferenze viene pertanto collocata nella nuova porzione, lasciando gli spazi della villa alle altre destinazioni. Si rileva inoltre che soprattutto i piani primo e secondo dell’edificio storico sono dotati di un buon grado di flessibilità, che consente modifiche della strategia di gestione del complesso. Ad esempio l’attività congressuale, che si sta sempre più diversificando, potrebbe avere necessità di spazi più ridotti e separati, qui posizionabili (piccole sale meeting, workshop, etc.).

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Il cortile assume così un ruolo centrale nel progetto, è questo il luogo degli accessi, degli affacci ma anche della sosta. Una scultura importante segna le direzioni, si mostra come elemento riconoscibile e di orientamento del complesso. Un filare di piante di limone in vaso restituisce al cortile la memoria del giardino all’italiana, luogo pubblico ma riparato.

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Nell’edificio “A” a nord della villa vengono collocati i servizi all’ospitalità legati all’attività congressuale ma utilizzabili anche in modo indipendente.

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Al piano terreno troviamo il ristorante, con 140 posti a sedere a cui si aggiungono, nelle stagioni calde, 50 posti nella zona della veranda all’esterno. Al primo piano sono collocate 11 stanze con servizio interno.

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L’edificio delle serre posto a sud della villa, anch’esso recuperato, conclude il complesso: al suo interno possono essere ospitate per l’inverno le piante di limoni che coronano il cortile della villa e possono essere coltivate, almeno i parte, le bulbose e le erbacee del parco.

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Il complesso viene poi a collocarsi all’interno di un parco in cui alcuni interventi puntuali mirano ad arricchirlo e ad incuriosire il visitatore: i percorsi ridisegnati conducono infatti a “scoprire” alcuni episodi, come accadeva nei giardini del Pittoresco inglese nel ‘700 e ‘800. Troviamo dunque il teatro naturale nel bosco di querce (Quercus peduncolata), utilizzabile per piccole rappresentazioni all’aperto; il giardino dei suoni, dove canne di bambù, grazie all’effetto del vento della valletta dei Ronchi, producono differenti suoni come uno strumento naturale; il frutteto di piante selvatiche ( Prunus avium, Malus sylvestris, Pyrus Pyraster, Sorbus aria) dove è possibile ammirare le fioriture e le variazioni stagionali delle piante, ed infine le siepi di bosso topiato (Buxus sempervirens), che offrono un paesaggio, lungo tutto il parco di architetture di verde scolpito.

Ere

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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