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Sesto San Giovanni (MI), Italia - Concorso - Maggio 2005
Francesco Spadaro
Un'altra Opinione
Concorso Tre Piazze Sesto San Giovanni
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Pubblicato il 13 Luglio 2005

PROGETTO PER LE TRE PIAZZE

Relazione di progetto

Premessa.

Il nostro progetto si pone come occasione per un giudizio, non solo sulla Città di Sesto e le parti prese in esame, ma sul tema stesso del Concorso, nel tentativo di indagarne i limiti e le potenzialità, per precisare, prima ancora che soluzioni formali, l’eventuale legittimità delle scelte in un confronto aperto con i bisogni più profondi della città.

Troppo spesso, nel disperato tentativo di ridare senso alle periferie della città italiana, si è affidato al ridisegno e alla riqualificazione degli spazi aperti, ai loro arredi e alle opere di finitura il compito di compensare qualità e caratteri urbani carenti, magari aggravati da complicanze sociali estranee alle possibilità risolutive del progetto di architettura.

Troppo spesso, la politica ha affidato alla qualità degli spazi aperti, forse per le minori complicazioni dovute al loro carattere pubblico, la capacità di conferire qualità al costruito, ai volumi e alle funzioni che sono gli elementi strutturanti il tessuto urbano. Questo tentativo di restituire qualità a posteriori è stato spesso deludente, un palliativo, come testimonierebbe oggettivamente anche una rapida rivisitazione dei risultati delle decine di concorsi che si sono (comunque e finalmente) svolti in Italia, in questi ultimi anni, attorno al tema della riqualificazione dello spazio pubblico.

Abbiamo quindi preferito, prima di proporre risposte ai temi delle tre piazze, verificarne la loro effettiva potenzialità nei confronti dell’impianto urbano di questa parte di Sesto San Giovanni e delle attese stesse dell’Amministrazione. Queste verifiche ci hanno portato, per dirlo senza esitazioni, a negare il tema stesso della sistemazione di Piazza Oldrini come percorso legittimo e praticabile nell’interesse dei Sestesi. Tutto ciò per una questione di carattere.

Il carattere urbano.

Descrivere il carattere urbano di un luogo è certamente difficile, ancora di più è affermare in modo oggettivo e neutrale se una via, un quartiere, una parte della nostra città, può vantare di possedere tale carattere. Ciò che si può certamente esprimere sono le sensazioni che ci aspettiamo da un luogo così: il piacere di stare, di passeggiare, di consumarlo, la percezione di una rispettosa condivisione civile dello spazio stesso, la sua capacità di essere affermativo, di evocare idee o sensazioni chiare: lavoro o divertimento, riposo o frenesia, protezione o apertura. Sensazioni sì personali ma condivisibili e sicuramente assenti in quegli spazi privi di qualità che sbrigativamente chiamiamo periferie.

Se da piazza IV Novembre percorriamo via Fratelli Casiraghi abbiamo certamente l’ impressione di essere in presenza di un luogo importante, vivo, che bene promuove la voglia di stare e il desiderio di dedicargli ulteriori attenzioni. Esso costituisce il vero percorso urbano del centro cittadino, rilevante per la sua sezione stradale, con ampi marciapiedi ed alberature, significativo in quanto grande arteria di scorrimento e di collegamento tra la tra l’esterno ed il cuore cittadino.

Questa sensazione scompare invece immediatamente quando arrivati all’angolo di via Rovani ci spostiamo verso piazza Oldrini. Pochi passi, pochi metri, e tutta le tensione urbana riconducibile all’asse precedente svanisce. Un vuoto desolante, disegnato da edifici che, con il senno di poi, nessuno forse vorrebbe fossero mai stati costruiti. Un vuoto negativo, privo di attrattiva ma anche privo di potenzialità. La presenza del parcheggio interrato ne preclude ogni trasformazione a parco o giardino di qualità. Le attività commerciali sono ridotte al supermercato, alla filiale bancaria e all’albergo che si porge come retro attraverso un semiabbandonato locale per attività di ristoro. Lo stesso edificio del Centro Civico, denuncia tutta la sua inadeguatezza nel divenire un elemento di affaccio per l’improbabile riqualificazione della piazza.

Perché accanirsi allora, tentare una terapia, quando è il momento e l’occasione per dare nuova vita ad una sconfitta urbana che già trapela nelle misurate parole del Sindaco in occasione dell’introduzione al Concorso di Idee?

Che fare quindi? Il destino di Piazza Oldrini deve ancora essere un vuoto? Il nostro gruppo di progettazione ha ritenuto il contrario. Ha ritenuto di regalare alla città di Sesto, invece di una piazza debole, una funzione forte quale la funzione residenziale è capace di essere. Una risposta certa ai processi di impoverimento abitativo che Sesto ha vissuto e che, se non immediatamente affrontati, rischiano di compromettere le qualità autentiche dei luoghi centrali urbani che non possono essere solo servizi e commercio.

Una risposta forte e affermativa, che considera la densità urbana un valore e spesso l’unico vero antidoto contro il consumo e l’abuso del territorio. Una soluzione che costituisce una opportunità di finanziamento e insieme, una opportunità di risposta all’housing sociale che da slogan, si può trasformare in un fatto concreto, in occasione di arricchimento sociale e di restituzione di un luogo, ora perduto, a spazio di godimento certo per i cittadini.

Il progetto di Piazza Oldrini.

136 alloggi, (80 da ±100 mq. e 36 da ±60 mq.) 13.400 mq di residenza, 3.000 mq di commerciale circa 50.000 mc sono i numeri del blocco residenziale proposto. Che prende forma come elemento compatto, chiuso al suo interno, capace così di definire il fronte urbano perduto lungo via Rovani. Si è deciso di orientare il nuovo complesso lungo un ideale asse che partendo dal rondò colleghi quest’ultimo con i giardini Corridoni-Padovani, recuperandoli a sistema. Il nuovo percorso così realizato costituirà un nuovo asse urbano alberato, lungo il quale si troverranno gli accessi dei nuovi edifici.

La logica del blocco scavato all’interno ha guidato la definizione del progetto sia nella definizione della pianta che in alzato. A livello della strada, lungo via Rovani il blocco si fa permeabile mediante lo svuotamento, di una porzione del piano terreno: questa soluzione permette di collegare visivamente la piazzetta interna con la strada e favorisce un riferimento visibile alla scala umana. La stessa idea di scavo si riconduce ai prospetti dove le logge, ricavate nella profondità della manica, dotano ogni alloggio di ampi loggiati.

L’edificio è composto da un piano terra destinato ad uffici ed attività commerciali sotto i quattro piani residenziali. La struttura permette, per quanto riguarda gli appartamenti, di organizzare lo spazio secondo tre fasce longitudinali: una esterna occupata dalle camere da letto, una intermedia per i bagni e le aree di servizio, ed una terza che corrisponde ai soggiorni, alle cucine e alle scale, rivolta verso lo spazio interno. Da tale spazio, cioè, dalla piazza sempi pubblica si accede al piano interrato dove trovano posto i parcheggi e le cantine di pertinenza del complesso che hanno sostituito il vecchio parcheggio pubblico.

La risulta tra il blocco residenziale e il supermercato determina comunque uno spazio pubblico trapezoidale aiutato dalle attività commerciali previste al piede dell’edificio residenziale. In questo nuovo spazio, adeguato per forma e dimensione, può trovare nuova collocazione l’opera del Veronesi, oggi posta a quota del parcheggio esistente.

Ulteriore elemento di collegamento alla città e di completamento del progetto dell’isolato Oldrini è la realizzazione del nuovo Centro Civico, da progettare e realizzare in continuità con il nuovo edificio. l’ingresso dell’edificio pubblico, infatti, è situato in corrispondenza della cesura del blocco residenziale. All’interno dell’edificio nei suoi tre piani troverranno posto una caffetteria, un biblioteca, una sala conferenze oltre agli uffici destinati ai consultori ed ai servizi di quartiere.

Il progetto del sistema IV Novembre – Repubblica.

Il progetto prende forma da tre grandi portali/pensiline lunghi 18 metri profondi 6 e alti 7.5 metri. Due sono in piazza IV Novembre, il terzo in piazza Repubblica. Il loro disegno li orienta e li deforma per ricomporre i molteplici allineamenti e visuali di cui è ricco il sistema delle due piazze come, ad esempio, il punto di intersezione tra via Roma e viale Gramsci. Traguardandoli, dal Rondò o da piazza Repubblica, i portali rimettono in tensione visiva le due piazze separate dal percorso ferroviario a sua volta inquadrato e legittimato dai portali stessi.

Al piano marciapiede, la loro giacitura è governata da un nastro (piastra) verde, sistemato esclusivamente a prato, che collega virtualmente le piazze.

Il materiale principale con cui vengono realizzati i portali è il cemento armato a vista gettato con casseri metallici. Nello spessore di ca 60 cm. saranno alloggiati i sistemi di illuminazione che nelle ore notturne potranno conferire suggestive immagini agli ingressi alla Metropolitana.

La Fontana di piazza IV Novembre viene spostata in dirittura del Portale mentre il Monumento ai Caduti costituisce il contrappeso necessario dalla parte opposta del nastro verde. Viene attuata una ridefinizione dei percorsi automobilitici, a tutt’oggi non risolti ed ancora confusi, conferendogli una forma più adeguata attraverso il disegno di un vero e proprio rondò viabilistico e un nuovo sistema di spartitraffico. Alcuni parcheggi per biciclette e motocicli completano la sistemazione in piazza Repubblica. Una nuova pavimentazione della piastra lungo via Roma intende valorizzare il viale alberato esistente ed il sistema di chioschi.

Dai portali si scende al piano sotteraneo, che completamente rivisto nella geometria, ospita gli accessi e le biglietterie della Metropolitana. Il piano è organizzato attraverso un rettilineo commerciale in grado di restituire alla città un facile e gradevole collegamento tra le due piazze.

La nostra proposta su questo sistema muove attorno all’idea di valorizzarne il carattere di luogo di collegamento, luogo di transito, di viaggio, di connessione viabilistica e sociale.

Capogruppo
Francesco Spadaro
Collaboratore
Gruppo di progettazione
Danilo Annoscia, Domenica Spadaro, Katia Oliva
Dati tecnici
Cliente
Comune di Sesto San Giovanni
Immagini (12)
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