camera acustica
© Cm+S associati . Pubblicata il 06 Giugno 2005.
Lamberto Rossi
p.zza Pia, Duomo, p.zza Libertà, Teatro, Giardino
© Cm+S associati . Pubblicata il 06 Giugno 2005.
LA PIAZZA COME CERNIERA DELLA SPINA DORSALE DELLA CITTÀ
© Cm+S associati . Pubblicata il 06 Giugno 2005.
La capacità di realizzare piazze significanti ha rappresentato sempre – almeno sino al moderno – la cartina al tornasole della vitalità di un’epoca. La piazza latina, infatti, è l’elemento che maggiormente esprime la capacità di autorappresentazione di una società e la simmetrica attitudine della cultura architettonica a interpretarne i codici e le aspirazioni. E’ indubbio che questa duplice condizione ha funzionato – a Cesena come dovunque – fintanto che la piazza era parte di un organismo urbano concluso, generalmente murato.
© Cm+S associati . Pubblicata il 06 Giugno 2005.
La crisi della piazza è, dunque, speculare alla crisi della città che da recinto definito diviene struttura complessa, espressione di una società articolata e contraddittoria in cui i confini – fisici, politici o mentali – tendono a lacerarsi.
© Cm+S associati . Pubblicata il 06 Giugno 2005.
E’ una città che richiede spazi di incontro di nuova concezione.
© Cm+S associati . Pubblicata il 06 Giugno 2005.
Occorre dunque ripartire dalla città contemporanea con la convinzione – per dirla con Giancarlo De Carlo – che “è la Città che abbiamo fatto noi, quella che ci tramanderà in futuro e ci rappresenterà per come, nel presente, siamo; quella che – ci piaccia o no – impegna la nostra responsabilità umana e civile”.
© Cm+S associati . Pubblicata il 06 Giugno 2005.
La nuova città, e in questo Cesena è paradigmatica, deve eleggere a spina dorsale del proprio organismo, concepito unitariamente, una sequenza rinnovata di spazi di qualità capace di diffondere l’”effetto città” dal cuore sino alle propaggini estreme.
© Cm+S associati . Pubblicata il 06 Giugno 2005.
Piazza della Libertà, proprio per la sua nascita puramente viabilistica, non è mai riuscita a diventare parte organica dell’impianto urbano e, anzi, ha rappresentato un ostacolo alla saldatura tra la sequenza degli spazi pubblici storici, i nuovi luoghi della città neoclassica, il teatro e il giardino pubblico e le espansioni contemporanee.
Riprogettarla significa farne una cerniera urbana di questa concatenazione di spazi, spina dorsale di una Cesena moderna, organica, dinamica e consapevole del proprio passato.
LA PIAZZA COME OGGETTO LUDICO “MULTIDIMENSIONALE”
Lo spazio pubblico è, per natura, dinamico ed eteronomo ovvero è sempre parte di una sequenza dinamica di spazi urbani legata ai mutevoli usi e significati che la società vi stratifica nel tempo.
Le piazze più vitali sono in un perenne stato di squilibrio e questo squilibrio non è legato solo a un continuo variare nel tempo e nell’uso ma è il prodotto di una ricchezza spaziale perennemente in bilico tra magnificenza di forme a scala urbana e domesticità di materiali e dettagli a scala umana. E’ un duplice livello di dinamicità, quello urbano in cui la piazza nasce e vive come condensatore di tensioni urbane di diverso valore spaziale e simbolico; quello intrinseco che relaziona gli elementi volumetrici e spaziali della piazza con le generatrici percettive dello spazio circostante.
La proposta cerca questa multidimensionalità trasformando Piazza della Libertà in un oggetto ludico dai molteplici usi: auditorium da 600 posti con foyer e palco per orchestra da 120 elementi, arena, mercato, tribuna per manifestazioni sul corso, pista da ballo o per sfilate, spazio espositivo…
Un rettangolo centrale di 24×52 m in legno, sopraelevato di 80 cm sul piano inclinato della piazza pavimentata in pietra Alberese subbiata, composto da moduli mobili quadrati di 4×4 (quelli centrali articolabili in fasce da 1×4) gradonato su tre lati, è la “macchina” di scena.
La sopraelevazione di 80 cm consente di garantire la ventilazione del parcheggio sottostante attraverso le alzate dei gradini; inglobare gli elementi di movimentazione del piano che hanno un’escursione di 160 cm; nascondere il sistema di illuminazione “a raso” della piazza. La parte occidentale del palco mobile contiene ripiegata una struttura pressostatica in tessuto spalmato in pvc che, gonfiata (in circa 20 minuti) genera una conchiglia acustica per l’orchestra.
Due strutture a pali per luci e amplificatori e la retroilluminazione dei portici completano il progetto.
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