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Napoli (NA), Italia

Concorso Internazionale Di Progettazione. Tre Punti Di Ristoro Per Tre Musei Napoletani.

Museo di Capodimonte.

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Considerazioni preliminari.

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La posizione geografica della collina di Capodimonte nel panorama napoletano, le dimensioni del suo parco e la valenza storico-monumentale del complesso sono elementi sufficienti per comprendere la valenza culturale ed economica del progetto in concorso.

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Il valore intrinseco di questo patrimonio rappresenta di per sé un fattore rilevante del progetto, considerando anche l’oggettiva difficoltà di incrementarne il livello già ragguardevole.

Il tema architettonico, al di là delle esigenze strettamente connesse alla vita del museo, ed agli aspetti economico-commerciali, comunque rilevanti, è nella valorizzazione d’uso; una valorizzazione, funzionale, ma anche percettiva: una fruizione differente, sebbene di una porzione limitata dell’edificio e del parco, e, presumibilmente, solo temporanea, è una delle qualità che si intende perseguire.

La mutabilità e la temporaneità, se rapportata alla storia, che ha reso la costruzione un “monumento” , attribuisce all’intervento il carattere dell’effimero e ne diviene componente imprescindibile, conferendogli l’accezione di allestimento. Generalizzando ed allargando il campo, si può dire che conservazione e valorizzazione vanno intese come recupero del patrimonio culturale, sociale ed economico che il costruito rappresenta. Patrimonio che la nuova direzione e gestione sta ulteriormente valorizzando con la ridefinizione di un suo ruolo culturale a livello internazionale con un diverso rapporto con le realtà territoriali, urbane e di grande scala.

Se si considera la rapidità con cui cambiano le condizioni contestuali di riferimento, anche dal punto di vista economico-imprenditoriale, il fattore temporale risulta fondamentale; infatti, contrariamente a quanto avveniva, ad esempio, all’epoca della costruzione della Reggia, le trasformazioni sociali, l’impiego del tempo libero, le modalità dello svago variano con grande rapidità.

Ne consegue che le attività di questo tipo devono avere la capacità di adattarsi, di seguire, talvolta di anticipare, le “mode”, rispondendo ad una domanda differenziata, la cui articolazione strutturale è anch’essa una variabile suscettibile di modificazioni.

Obiettivi.

Il progetto persegue le seguenti finalità:

• soddisfare l’esigenza del ristoro degli utenti della struttura (museo e parco);

• determinare le condizioni per lo sviluppo di attività economiche di tipo imprenditoriale;

• incrementare il valore della struttura con l’insediamento di nuove attività (cultura e svago).

Tradotto in termini architettonici, l’obiettivo del progetto è la realizzazione di un sistema di spazi “continui” variamente utilizzabili, nei modi e nel tempo.

Ne consegue che i requisiti funzionali che il progetto persegue, sono la flessibilità nel tempo, giornaliera e stagionale, ed al mutare delle esigenze, anche di ordine economico-gestionale.

Progetto.

Il progetto prende origine da una attenta lettura della preesistenza, nonché dall’analisi puntuale delle istanze funzionali, per mettere a sistema le esigenze di tipo conservativo, nel più ampio significato del termine, ed i relativi vincoli inderogabili, con gli aspetti modulari-formali derivanti dalle attività che si intendono insediare.

Vuole essere un progetto “aperto”, in continua “evoluzione”, capace di interagire con gli organi di gestione della struttura. Esso si compone di tre parti distinte che formano un unicum spaziale e funzionale: l’interno, il porticato, l’esterno.

Sotto il profilo funzionale, in sintesi, le parti diventano due: servizi di caffetteria e tavola fredda, servizi di ristorazione. Le due funzioni sono autonome ed integrabili.

Opzione sostenibile.

È stato assunto un atteggiamento progettuale meramente strumentale alla valutazione della fattibilità tecnica ed economica ed alla descrizione dello “spirito” dell’intervento. L’assenza di una componente fondamentale, quale il confronto diretto con la committenza e con il soggetto gestore, nonché di una conoscenza più approfondita dei vincoli, condizione, questa, insita nella progettazione di livello preliminare, non consente infatti, di operare delle scelte definitive.

Il progetto, pertanto, si struttura su alcune invarianti ben rintracciabili nelle sue descrizioni grafiche e narrative; rappresenta, cioè, un processo, suscettibile di modificazioni anche sostanziali, sulle parti che lo stesso individua come variabili.

Ciò è ancor più vero se uno dei criteri guida che lo informano è improntato sulla flessibilità, intesa come “disponibilità” della struttura ad accogliere, con il minor impegno possibile, nuove attività o diverse modalità di fruizione, possibilità non remota, come argomentato nell’introduzione.

Il progetto quindi descrive, allo stato attuale delle conoscenze, una opzione sostenibile.

Il rispetto e la conservazione del complesso monumentale sono condizioni imprescindibili per la valorizzazione che tali obiettivi sottendono. Per questo, tutte le scelte progettuali, compositive e tecniche, operano una distinzione netta, inequivocabile, tra contenitore e contenuto: il contesto storico-momumentale, infatti, ha imposto al progetto che ogni nuovo “segno”, ogni manufatto da realizzare, sia distinguibile dalla preesistenza.

Caratteri specifici del progetto.

Il progetto si articola in tre parti: l’interno, il porticato, l’esterno; sebbene distinte nello spazio e funzionalmente autonome, queste risultano fortemente interconnesse, sia nelle modalità di fruizione che nelle caratteristiche formali.

All’interno dell’edificio è stata collocata la caffetteria-tavola fredda al primo livello e la cucina con i relativi servizi al secondo livello.

Il progetto della caffetteria-tavola fredda si articola intorno al banco che con la sua forma diviene un segno specifico, particolare, simbolico e funzionale, ma è la sommatoria di diversi elementi che vogliono presentarsi in un’unica sembianza.

Nell’area porticata tra la corte centrale e la facciata occidentale del fabbricato, luogo privilegiato dell’intervento, per qualità spaziali e ubicazione, baricentrica sia rispetto all’edificio che all’intero ambito di intervento, il progetto prevede lo svolgimento di molteplici attività di ristorazione e intrattenimento, diversificate a seconda dell’orario, delle stagioni dell’anno e delle configurazioni dell’allestimento.

Le dimensioni e le caratteristiche consentono una estrema flessibilità d’uso; questa capacità li rende disponibili ad accogliere attività di intrattenimento varie, anche integrate a quelle della ristorazione, inerenti, ad esempio, allo spettacolo ed alla cultura, lasciando così alla gestione privata ed alla direzione del museo un ampio margine di scelta.

Le strutture dell’allestimento della zona portico-giardino, possono essere sinteticamente suddivise secondo tre grandi sistemi:

• pedane;

• schermature;

• impianti.

Il sistema delle pedane e delle schermature, oltre alla definizione dello spazio in senso percettivo, hanno come obiettivo la realizzazione di uno “spazio confinato”, nel quale sia possibile il controllo delle condizioni microclimatiche invernali ed estive:

- le schermature, parte delle quali integrate alle pedane, realizzano un sistema passivo, costituendo una barriera all’aria, all’acqua ed ai raggi diretti del sole;

- le pedane alloggiano e distribuiscono il sistema impiantistico per la “climatizzazione”.

Completa l’insieme dei sistemi la vasca triangolare che forma lo specchio d’acqua; profondo pochi centimetri, il “velo d’acqua”, situato alla quota del calpestio, copre interamente, in lunghezza, la superficie antistante i tre fornici di accesso al portico. Con la sua lunga seduta in pietra lavica, che ne delimita un lato, è un luogo gradevole dove sostare e godere dello splendido panorama che si apre verso il parco e quindi verso la città di Napoli.

Oltre alle ragioni compositive e distributive descritte, la presenza dell’acqua contribuisce a conferire al luogo una particolare atmosfera: i mutevoli riflessi di giorno, una opportuna illuminazione di notte, l’eventuale collocazione di sculture all’interno dello specchio, possono rappresentare una aggettivazione dello spazio non usuale.

Materiali.

Nell’ottica della trasparenza, il vetro è il protagonista dei materiali prescelti: il pavimento della navata centrale della sala ristorante ed alcuni degli schermi verticali

Le “pedane laterali”, imbullonata sulla struttura metallica autoportante, sono finite con una pavimentazione a doghe di legno di mogano, come il pontile

Gli elementi orizzontali semi-trasparenti sono: in alto una lamiera forata, che è sospesa lungo la pedana centrale in vetro, ad un’altezza di 3,70 m. dalla stessa, ed una serie di “vele” in tessuto plastificato, collocate ad un’altezza di 4.20 m, ognuna delle quali ha la caratteristica di scorrere lungo una coppia di binari.

L’elemento orizzontale di copertura longitudinale costituisce anche elemento illuminante ed è sede di canalizzazioni elettriche e di predisposizioni per l’impiego di eventuali altri corpi illuminanti.

Il pavimento della caffetteria è in resina, in due diverse gradazioni, una delle quali fa trasparire la pavimentazione sottostante, analogamente al pavimento della sala ristorante.

Impianti.

Oltre alle normali ed usuali finalità legate alla climatizzazione degli ambienti, uno degli aspetti più importanti della progettazione degli impianti è la possibilità di climatizzazione degli spazi esterni, sia pure coperti e protetti, in sintonia con la proposta progettuale architettonica. La proposta si avvale dei risultati più avanzati della ricerca scientifica nel settore.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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