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Cassano allo ionio (CS), Italia

Museo Archeologico Nazionale Della Sibaritide

Progetto e realizzazione dell'allestimento

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Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

Il Museo Archeologico della Sibaritide, ultimato nel settembre del 1992, è situato in prossimità degli scavi archeologici di Sibari.

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Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

Progettato da Riccardo Wallach, e realizzato sotto la sua direzione, costituisce il primo significativo passo verso la piena valorizzazione dell’area, giacimento culturale di enorme levatura, la cui reale dimensione è ancora al di là dall’essere completamente individuata.

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Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

Esso è destinato ad accogliere ed esporre i documenti archeologici della Sibaritide, dalla protostoria alla civiltà romana, oggi noti o dei quali si prevede l’acquisizione nel futuro.

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Organizzazione degli spazi espositivi

L’allestimento espositivo del Museo, progettato e diretto da Riccardo Wallach, con la collaborazione di Daniela De Biase e Arturo Grenci e, per la parte scientifica di Silvana Luppino, è il risultato – anch’esso – di lunghi anni di lavoro, concretizzatosi, ad oggi secondo tre fasi distinte, in relazione ai finanziamenti che nel tempo venivano predisposti.

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Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

II programma museografico si propone di individuare un percorso sistematico – ritmato da oggetti, dati analitici, commenti critici, ed utili notizie – che consenta una visita intesa come esperienza culturale graduata e differenziata in rapporto alle disponibilità ed attitudini del possibile fruitore.

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Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

I criteri guida seguiti per l’ordinamento del materiale espositivo sono, in generale, quello cronologico e, al suo interno, quello della definizione tipologica delle classi produttive. Si vuole così evidenziare, nell’esposizione dei reperti, l’articolazione della vita economica e commerciale delle città antiche, rimandando e stimolando il visitatore alla visita dell’area archeologica.

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Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

Gli spazi espositivi, luoghi del percorso espositivo così ipotizzato, sono: la rampa di accesso al piano primo, nella quale vengono analizzate le problematiche della ricerca storica e archeologica nel tempo e definiti i limiti territoriali, i tempi, i luoghi, i fatti, in relazione al contesto geografico, storico, economico e sociale di riferimento; le sale espositive, distinte cronologicamente e topograficamente per esemplificare il processo storico unitario che si svolge nel comprensorio.

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Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

Sono state attualmente realizzate cinque sale espositive per complessivi 1200 mq utili, che consentono di esporre i reperti e le documentazioni ad oggi disponibili.

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Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

Le opere di allestimento per l’esposizione sono classificabili secondo la funzione in tre grandi categorie tipologiche – Vetrine, Supporti, Pannelli – a loro volta articolate in diversi sotto-tipi.

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Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

Le Vetrine sono state realizzate secondo tre tipi così denominati: “quadrata centale”, “triangolare a parete”, “sospesa a parete”.

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Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

I Supporti Espositivi costituiscono un insieme integrato di strutture progettate e realizzate dopo un’attenta valutazione della consistenza, delle dimensioni e delle caratteristiche di ciascun reperto archeologico da esporre.

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Abaco parziale delle strutture espositive

I Pannelli Espositivi completano le opere afferenti all’esposizione dei reperti archeologici, costituendo la sede per la collocazione del materiale didattico di supporto alla visita e, in alcuni casi, la partizione fisica, o solo “psicologica”, dello spazio museale, con il fine di determinare articolazioni in sotto-ambiti espositivi e indicare i percorsi di visita.

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Vetrina quadrata

L’allestimento complessivo ha richiesto lo studio e la realizzazione di opere integrative: strettamente connesse all’allestimento museografico, quelle finalizzate al controllo della luce ambientale, e di servizio per il pubblico (atrio-sosta, convegni, biblioteca, biglietteria e guardaroba).

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Rendering

Grande importanza è stata data, inoltre, ai depositi delle riserve (700 mq.), in quanto serbatoio di reperti e luogo privilegiato per gli studiosi del settore, per i quali è stato realizzato un sistema, di raccolta ed esposizione del materiale, particolarmente funzionale per le sue caratteristiche di grande flessibilità.

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Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

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Schizzo di studio del supporto per anfore

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Deposito delle riserve. Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci

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