Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci
© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
Il Museo Archeologico della Sibaritide, ultimato nel settembre del 1992, è situato in prossimità degli scavi archeologici di Sibari.
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© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
Progettato da Riccardo Wallach, e realizzato sotto la sua direzione, costituisce il primo significativo passo verso la piena valorizzazione dell’area, giacimento culturale di enorme levatura, la cui reale dimensione è ancora al di là dall’essere completamente individuata.
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© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
Esso è destinato ad accogliere ed esporre i documenti archeologici della Sibaritide, dalla protostoria alla civiltà romana, oggi noti o dei quali si prevede l’acquisizione nel futuro.
Organizzazione degli spazi espositivi
© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
L’allestimento espositivo del Museo, progettato e diretto da Riccardo Wallach, con la collaborazione di Daniela De Biase e Arturo Grenci e, per la parte scientifica di Silvana Luppino, è il risultato – anch’esso – di lunghi anni di lavoro, concretizzatosi, ad oggi secondo tre fasi distinte, in relazione ai finanziamenti che nel tempo venivano predisposti.
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© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
II programma museografico si propone di individuare un percorso sistematico – ritmato da oggetti, dati analitici, commenti critici, ed utili notizie – che consenta una visita intesa come esperienza culturale graduata e differenziata in rapporto alle disponibilità ed attitudini del possibile fruitore.
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© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
I criteri guida seguiti per l’ordinamento del materiale espositivo sono, in generale, quello cronologico e, al suo interno, quello della definizione tipologica delle classi produttive. Si vuole così evidenziare, nell’esposizione dei reperti, l’articolazione della vita economica e commerciale delle città antiche, rimandando e stimolando il visitatore alla visita dell’area archeologica.
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© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
Gli spazi espositivi, luoghi del percorso espositivo così ipotizzato, sono: la rampa di accesso al piano primo, nella quale vengono analizzate le problematiche della ricerca storica e archeologica nel tempo e definiti i limiti territoriali, i tempi, i luoghi, i fatti, in relazione al contesto geografico, storico, economico e sociale di riferimento; le sale espositive, distinte cronologicamente e topograficamente per esemplificare il processo storico unitario che si svolge nel comprensorio.
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© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
Sono state attualmente realizzate cinque sale espositive per complessivi 1200 mq utili, che consentono di esporre i reperti e le documentazioni ad oggi disponibili.
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© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
Le opere di allestimento per l’esposizione sono classificabili secondo la funzione in tre grandi categorie tipologiche – Vetrine, Supporti, Pannelli – a loro volta articolate in diversi sotto-tipi.
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© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
Le Vetrine sono state realizzate secondo tre tipi così denominati: quadrata centale, triangolare a parete, sospesa a parete.
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© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
I Supporti Espositivi costituiscono un insieme integrato di strutture progettate e realizzate dopo un’attenta valutazione della consistenza, delle dimensioni e delle caratteristiche di ciascun reperto archeologico da esporre.
Abaco parziale delle strutture espositive
© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
I Pannelli Espositivi completano le opere afferenti all’esposizione dei reperti archeologici, costituendo la sede per la collocazione del materiale didattico di supporto alla visita e, in alcuni casi, la partizione fisica, o solo psicologica, dello spazio museale, con il fine di determinare articolazioni in sotto-ambiti espositivi e indicare i percorsi di visita.
Vetrina quadrata
© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
L’allestimento complessivo ha richiesto lo studio e la realizzazione di opere integrative: strettamente connesse all’allestimento museografico, quelle finalizzate al controllo della luce ambientale, e di servizio per il pubblico (atrio-sosta, convegni, biblioteca, biglietteria e guardaroba).
Rendering
© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
Grande importanza è stata data, inoltre, ai depositi delle riserve (700 mq.), in quanto serbatoio di reperti e luogo privilegiato per gli studiosi del settore, per i quali è stato realizzato un sistema, di raccolta ed esposizione del materiale, particolarmente funzionale per le sue caratteristiche di grande flessibilità.
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© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
Schizzo di studio del supporto per anfore
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Deposito delle riserve. Photo: Adolfo Tosti © All rights reserved. Courtesy by Arturo Grenci
© Arturo Grenci . Pubblicata il 16 Luglio 2007.
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