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Roma (RM), Italia

“serra Ex-piacentini” Al Palazzo Dell’esposizione

Concorso nazionale, I premio

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1. Generalità

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Il progetto della ricostruzione della “Ex-serra Piacentini” del Palazzo delle Esposizioni in Roma si contraddistingue per l’innovatività delle scelte progettuali, proponendo un manufatto di alto valore qualitativo dei materiali adottati, per le caratteristiche funzionali, per l’efficienza complessiva dell’organismo edilizio.

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Dal punto di vista architettonico, i linguaggi adottati sono improntati ad una complessiva semplificazione, nell’obiettivo di ridurre ogni diretto confronto con le forme ed i linguaggi storicisti del Palazzo, evitando cioè qualsiasi scontata esibizione delle tecnologie adottate. Allo stesso tempo si è scartata ogni soluzione che prevedesse riproposizioni di tipo modellistico dei linguaggi originari, nella convinzione che il linguaggio è saldamente ancorato alle tecniche, ai materiali, alla cultura costruttiva. In questo senso si può affermare che il progetto che qui si presenta è finalizzato più ancora che ad esibire linguaggi, al rispetto della compiutezza delle volumetrie e delle partiture decorative del Palazzo, attraverso le tecniche della sottrazione e del minimalismo complessivo.

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Obiettivo principale di questa “valorizzazione” è l’accoglimento a pieno titolo della struttura della serra – finalmente riprogettata – all’interno del programma istituzionale del Palazzo e la sua definitiva integrazione funzionale, tecnologica e formale nell’organismo architettonico di Pio Piacentini. L’ “Ex-serra Piacentini” diviene l’occasione principale di riconnessione urbana verso via Piacenza e lo strumento per innescare, di qui, un processo di riqualificazione di quella parte della città rimasta troppo a lungo il “retro” del Palazzo.

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Al raggiungimento di questi obbiettivi contribuisce l’organicità interna della soluzione architettonica, la proposta di assetto volumetrico, nelle sue caratteristiche di trasparenza e di adeguatezza funzionale e tecnologica. All’esterno, la soluzione di successione dei materiali tra il basamento murario, i volumi tecnici rivestiti in travertino, la serra vetrata e l’aerea soluzione di copertura determinano dal basso verso l’alto un effetto di misurata e progressiva smaterializzazione del volume della nuova “Ex-serra Piacentini”.

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A ciò, in forza della completa linearità e semplicità volumetrica della soluzione proposta, nonché della sottigliezza delle soluzioni strutturali adottate per la sospensione dei vetri, si aggiunge l’effetto sorprendente di inversione luminosa e simbolica tra il funzionamento diurno e notturno. Un grande volume vetrato di giorno, mentre nella condizione serale, il prisma smaterializzato e luminescente della serra diventa una “lanterna urbana” sorprendente, che amplifica le funzioni espositive e le possibilità comunicative del Palazzo, integrandole nell’inedito fronte urbano di via Piacenza.

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2. Il nuovo progetto della “Ex-serra Piacentini”

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Il nuovo progetto della “Ex-serra Piacentini” dal punto di vista volumetrico è costituito dall’intersezione di più volumetrie elementari matericamente differenziate l’una dall’altra. Possiamo riconoscerne cinque:

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2.1. La volumetria principale costituita dal grande parallelepipedo vetrato

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La volumetria principale è un grande parallelepipedo realizzato, nelle partizioni verticali, con lastre di vetro strutturale stratificato temperato bassoemissivo e da un retrostante sistema di tende mobili ad eleva tenuta e capacità riflettente.
Le facciate vetrate sono bipartite lungo una linea orizzontale intermedia che è definita dalla quota superiore dei due volumi tecnici prospicienti Via Piacenza e Via Milano. Le lastre sono prive di qualsiasi tipo di intelaiatura e sono sorrette per mezzo di un sistema di sostegni metallici ancorati ad una controventatura orizzontale realizzata con lastre di vetro stratificato e temperato.
La faccia superiore di questo parallelepipedo vetrato è anch’essa realizzata con lastre di vetro a formare un piano sub orizzontale completamente trasparente.
Sul lato nord-est il parallelepipedo vetrato, che rappresenta la volumetria principale della nuova “Ex-serra Piacentini”, è tenuto discosto dal muro cieco della cabina ACEA e dal filo affaccio VVFF al fine di realizzare un sistema di schermatura vegetazionale che riveste una importanza strategica rispetto alle caratteristiche di affaccio esterno/interno rispetto al contesto.
Particolare importanza riveste il lato sud-ovest del parallelepipedo vetrato. Si tratta del lato su via Milano dove la sequenza volumetrica del Palazzo si interrompe repentinamente per lasciare libero il vuoto della “Ex-serra Piacentini” oggi in ricostruzione. Si è creduto opportuno rimarcare, per leggera discontinuità, il raccordo tra la struttura piacentiniana e la nuova struttura vetrata. Tale discontinuità è ottenuta attraverso una fessura, un arretramento del filo della vetrata su via Milano quando questa sta per intercettare la massa muraria del Palazzo. Una separazione tra la nuova “Ex-serra Piacentini” ed il Palazzo che risulterà particolarmente efficace nella vista dal basso, cioè da via Milano.
L’adozione in facciata di lastre vetrate di grande dimensione, la leggerezza dei sistemi strutturali di appendimento delle medesime e la trasparenza dei parapetti assicurano dall’interno della nuova “Ex-serra Piacentini” una vista di straordinaria panoramicità.

2.2. Il volume della volta

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Il grande parallelepipedo vetrato, che per le tecnologie costruttive adottate (vetro strutturale), per la notevole dimensione delle lastre utilizzate, appare come un volume di estrema leggerezza e trasparenza, è sormontato dal volume superiore della volta.
Si tratta di un volume aereo esterno al parallelepipedo vetrato, costituito da arconi metallici che si ancorano alla muratura del palazzo, aperto e ventilato su tutti i lati, delimitato superiormente da tubolari Ø 25 posti a 20 mm di distanza tra loro che fungono da frangisole e seguono rigorosamente il profilo di una volta a botte ribassata secondo la linea di coronamento della serra piacentiniana.

2.3. Le volumetrie di servizio sul lato di via Piacenza

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Il parallelepipedo vetrato della “Ex-serra Piacentini” è inferiormente intersecato, lungo il lato nord-ovest (affaccio su via Piacenza), e lungo il lato sud-ovest (affaccio su via Milano), da due volumetrie separate che si presentano con una superficie continua e piana. I volumi sono rivestiti con pannelli di travertino tagliato in falda. Le lastre sono montate su una sottostruttura metallica fissata alla muratura esistente, nella porzione di volume che va in aggetto su via Milano la stessa struttura metallica che supporta le lastre di travertino si ancora ad un telaio in ferro controventato e fissato alla trave di bordo di quota 19,90. L’aggetto serve da segnale luminoso e da supporto per gli stendardi di comunicazione degli eventi e delle mostre ospitate nel Palazzo delle Esposizioni.
Tra le due volumetrie rivestite in travertino si apre la terrazza pubblica che, dalla quota 16,16 della Serra, si affaccia direttamente su via Piacenza.
Entrambi i volumi rivestititi in travertino hanno la loro porzione interna adiacente alla terrazza strutturata come una piccola corte a cielo aperto, illuminata da luce artificiale nelle ore serali.

2.4. Il “dado” ligneo delle cucine

Lungo il lato nord-est, il parallelepipedo vetrato è intersecato dalla volumetria delle cucine, dei servizi e dei locali per che ospitano le Unità Trattamento secondario. Si tratta di un volume parallelepipedo rivestito in legno mineralizzato del tipo Prodema.
In copertura di questo “dado” ligneo (quota+19,90) si viene a creare un sistema di due terrazze. La prima risulta interna al parallelepipedo vetrato ed è accessibile dalla quota 16,16 per mezzo di una scala predisposta per ospitare anche il sistema “servoscala”. La seconda terrazza risulta esterna al parallelepipedo vetrato, è accessibile dalla terrazza interna, ed è ricollegata, tramite nuovo solaio, alla copertura del volume in travertino prospiciente via Piacenza. Si viene così a creare un estesa terrazza esterna alla quota 19,90 delimitata lungo il lato nord-est da una fioriera che costituisce un utile schermo vegetazionale alla vista della parete cieca cabina ACEA ed all’affaccio interno sul cortile VVFF. La terrazza così individuata ricollega il solaio di copertura del “dado” ligneo delle cucine, con il solaio di copertura del volume del corpo scala e servizi nord, per mezzo di un solaio che copre il sottostante terrazzo ove sono collocate, in nuova posizione, le Unità Trattamento secondario dell’Aria.

2,5, Il volume delle sale espositive e di ingresso su via Milano

Il volume in oggetto, posto al disotto della “Ex-serra Piacentini” e delle volumetrie di servizio su via Piacenza, contiene tre funzioni principali.
La prima funzione, quella di ingresso da via Milano, è strettamente connessa con l’“Ex-serra Piacentini”, e tale connessione è ribadita dalla continuità spaziale data dalla doppia altezza, materializzata in scaglie lignee che, facendo parapetto, precipitano dalla quota superiore verso l’ingresso. Dal varco di via Milano, in cui si prevede la ricostruzione degli infissi progettati da Costantino Dardi, si accede alle sale espositive di quota 7,14. A destra dell’ingresso, al disotto della scaglia lignea, si trova la biglietteria e, in fondo, una delle uscite REI 120 della sala conferenze-teatro. Alla sinistra dell’ingresso, sempre al disotto di una scaglia lignea, si trova il guardaroba e l’atrio degli ascensori che collegano la quota 7,14 dell’ingresso con la quota 16,16 dell’”Ex-serra Piacentini”.
La seconda funzione, la principale, è quella di ospitare le sei sale espositive che concludono in asse il percorso museale di quota 7,14.
Il progetto della nuova serra si confronta in maniera diretta con gli aspetti riguardanti la fattibilità ambientale del nuovo manufatto. Gli aspetti ambientali, ed in particolare quelli riguardanti le prestazioni climatiche, appaiono infatti cruciali rispetto al senso stesso di un così particolare edificio. L’esperienza della serra piacentiniana e la sua demolizione, appunto legata ad una complessiva insostenibilità climatico-ambientale, deve essere assunta come una delle variabili principali di quel sistema complesso che è la nuova “Ex-serra Piacentini” del Palazzo delle Esposizioni di Roma.
Il progetto intende misurarsi direttamente con questa sfida, nella convinzione che - nel progettare una serra - il problema climatico-ambientale non possa essere semplicemente affrontato attraverso il ricorso alla tecnologia ed alle caratteristiche prestazionali dei materiali. Aspetti, questi ultimi, che riguardano prevalentemente la moderna impiantistica termofluidica e le moderne caratteristiche del vetro che certamente ci separano dall’epoca piacentiniana. Crediamo tuttavia che la tecnologia ed i materiali da costruzione che oggi abbiamo a disposizione, risolvano solo in parte il problema progettuale. Si ritiene opportuno affrontare e risolvere il problema climatico-ambientale non solo attraverso la tecnologia, ma anche attraverso la morfologia, il gioco formale dell’edificio che deve essere capace di prefigurare e sintetizzare le soluzioni tecniche a partire dalla intelligenza della soluzione tecnico-architettonica.

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