sezione generale del progetto
© Emanuele Fidone . Published on May 21, 2008.
Città di Pietra
museo, sezione longitudinale
© Emanuele Fidone . Published on May 21, 2008.
Davanti a un complesso archeologico così vasto e grandioso, dove natura e artificio convivono in modo inscindibile, il principio su cui si basa lidea progettuale è quello del minimo intervento. Due principi-base segnano le scelte architettoniche: enfatizzare le qualità spaziali delle Latomie (realizzate per sottrazione di materia) integrandole nel paesaggio urbano; riconnettere lo spazio antistante lingresso e il nuovo museo della città con la spianata del Monumento ai Caduti, riconquistando la relazione diretta con il mare.
museo, pianta ipogeo
© Emanuele Fidone . Published on May 21, 2008.
Lintervento, modulato attraverso tre elementi distinti ma funzionalmente integrati, segue la naturale pendenza del terreno impostandosi sulla quota del preesistente piano di campagna, liberato dalle demolizioni: la corte dingresso, il Museo della Città, il Belvedere.
plastico del Museo, pianta dell'ipogeo e prospetto Ovest
© Emanuele Fidone . Published on May 21, 2008.
Una grande corte ipetrale, pensata come luogo di passaggio e di sosta, segna lingresso al complesso e raccorda il corpo del Museo con la vecchia scalinata di accesso alle latomie.
museo, facciata laterale con il sistema di modulazione della luce naturale
© Emanuele Fidone . Published on May 21, 2008.
Il secondo elemento, il Museo della Città, è immaginato come una sorta di grande stoà ellenistica, il cui orientamento ruotato rispetto al belvedere segue il limite della strada preesistente.
plastico del Museo, prospetto Est
© Emanuele Fidone . Published on May 21, 2008.
Nella parte superiore il basamento a gradoni suddivide le varie sezioni del Museo. Una grande rampa gradonata permette laccesso alla parte superiore del belvedere collegato con la copertura terrazzata del Museo. Nella parte bassa, la sequenza ritmica di un lungo portico immette in una dimensione spaziale direttamente a contatto con la maestosità delle latomie.
plastico del Museo, prospetto Ovest
© Emanuele Fidone . Published on May 21, 2008.
Il museo continua in un lungo spazio espositivo ipogeico, realizzato scavando la roccia viva. Questa parte sotterranea del museo è pensata per evocare le memorie più significative e le immagini emblematiche sulla storia della città. I suoni e le immagini proiettate sulle pareti si intrecciano, nella penombra, con il rumore creato dallacqua che scorre nel bacino che chiude a Nord il percorso. In sequenza altri due ambienti sotterranei segnano il legame diretto con le latomie: la sala rettangolare che intercetta la rampa elicoidale, il lungo e stretto passaggio che si apre alla visione diretta delle latomie.
ingresso secondario, vista prospettica su Via Politi
© Emanuele Fidone . Published on May 21, 2008.
Nella parte più alta, il corpo del Belvedere si allinea sul margine dello strapiombo delle latomie su cui si affaccia attraverso uno stretto e lungo loggiato. Lo zoccolo di questa struttura contiene la spaziosa rampa elicoidale che consente di raggiungere direttamente la parte bassa delle latomie.
concept
© Emanuele Fidone . Published on May 21, 2008.
La sistemazione dellarea antistante le latomie prevede lo spostamento del tracciato stradale a valle, lampliamento del piazzale del Convento dei Cappuccini e dellarea di ingresso, il collegamento con il pianoro del Monumento ai Caduti, posto ad un livello più basso. Questultimo viene realizzato attraverso la creazione di una semplice serie di terrazzamenti degradanti, con alberi di specie endogene, che assumono la forma di una grande cavea aperta sul mare.
Lex linea ferroviaria viene reintegrata nella nuova sistemazione come tracciato metropolitano leggero collegato con il centro città. Una piccola stazione permette la risalita nel piazzale del Monumento ai Caduti che attraverso un sottopasso conduce al livello superiore.
La materia e la modulazione della luce costituiscono i motivi dominanti che sottendono le scelte costruttive e spaziali. La pietra calcarea bianca, utilizzata per le strutture portanti verticali, definisce gli alti pilastri; i blocchi di pietra arenaria sono assemblati a secco a formare gli involucri e la corte ipetrale di ingresso; le lastre di pietra calcarea grezza montate in opera poligonale sono usate per la pavimentazione esterna. Le lastre di corten vengono utilizzate per il sistema di modulazione della luce naturale allinterno del Museo, per la struttura del loggione del Belvedere e per lingresso secondario.