© SAMA . Published on June 05, 2008.
Il progetto propone la realizzazione di un edificio costituito da un solo piano fuori terra, dove è localizzata tutta l’abitazione e parte dell’annesso rustico, e da un piano interrato, ricavato all’interno del sedime di quello superiore, destinato alla parte rimanente dell’annesso rustico. A questo piano si accede da una scala interna mentre per le provviste e le merci è previsto un passaggio scoperto posizionato sul lato est. Il programma funzionale dell’annesso rustico viene pertanto sdoppiato, a seconda delle funzioni specifiche, in due piani ottenendo in questo modo anche la riduzione dei movimenti di terra: l’autorimessa e il deposito attrezzi vengono infatti realizzati al piano terra. L’abitazione, distribuita ora su un solo piano, si articola attorno a un patio su tre lati dal fabbricato e aperta verso ovest con un portico attraverso il quale avviene, mediante una scala, il collegamento con il fondo. È proprio questo patio l’elemento generatore del progetto: uno spazio aperto e scoperto attorno al quale si distribuiscono i diversi ambienti dell’abitazione. Essa, articolata a “C”, si dispone con le sue diverse funzioni attorno a questo spazio centrale: un percorso tangenziale, posto all’interno, mette in collegamento l’ambito della cucina e del pranzo con la zona notte attraversando lo spazio di soggiorno. Le diverse zone della casa risultano pertanto separate e indipendenti ma visivamente collegate e compartecipi della vita dell’edificio attraverso lo spazio di connessione rappresentato dal patio. Uno spazio “pubblico” che contempo-raneamente divide e unisce, allontana e avvicina. Il patio assume inoltre un’altra funzione. Esso è infatti l’elemento di filtro tra l’edificio e il contesto nel quale è inserito, tra l’artificiale e il naturale. In questo modo il passaggio tra le due realtà non è più istantaneo ma mediato, filtrato da questo spazio che appartiene ancora all’abitazione ma dialoga già con la natura che la circonda. Uno spazio limitato, rispetto al fondo teoricamente privo di limiti se non quelli dati dall’orizzonte, che assume un carattere più domestico e intimo, che consente di porsi in relazione con l’ambiente naturale rapportandolo alla dimensione umana. A ovest, verso valle, un portico aperto su due lati amplifica questa funzione di mediazione tra finito e in-finito, diventando, attraverso la scala che lo mette in collegamento con il fondo, la soglia di accesso all’abitazione dalla natura e viceversa. L’edificio appare chiaramente orientato verso questa direzione: più chiuso su tre lati, a protezione, anche dai venti dominanti, dell’interno, e più aperto verso il patio e poi verso il fondo agricolo, prima con una sequenza regolare di grandi aperture e poi con il portico. Questa funzione di filtro si estende infine al trattamento che questo elemento architettonico esercita sulla luce naturale: soprattutto nelle ore finali della giornata essa non entra mai direttamente ma in modo laterale, riflessa o filtrata, modificandone in questo modo la percezione. Una mediazione simile a quella costituita dal patio si configura verso est: un portico coperto, aperto su di un lato e destinato ad autorimessa e ricovero attrezzi, funge da elemento di transizione tra l’interno e l’esterno dell’abitazione garantendo all’accesso la protezione necessaria. Esso sfruttando la naturale pendenza del terreno permette inoltre l’accessibilità dei mezzi agricoli e delle automobili senza la necessità di realizzare movimenti di terra consistenti. Esternamente l’edificio si presenta come un volume di forma regolare che trova l’inserimento nel contesto naturale senza contrasto, grazie anche ai ridotti movimenti di terra necessari alla sua realizzazione. L’eliminazione di un piano, con il contenimento dell’altezza complessiva, permette all’edificio di rimanere quasi completamente contenuto dalla cortina alberata localizzata a est e ovest. Il numero ridotto e misurato di aperture verso l’esterno rende inoltre il perimetro del fabbricato più simile a un recinto costituito da muri la cui funzione è anche quella di rendere più umano il paesaggio misurandolo, rapportando cioè il contesto naturale con la sua dimensione illimitata a quella limitata dell’uomo.
© SAMA . Published on June 05, 2008.
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