© David Gori . Pubblicata il 06 Giugno 2008.
Camogli è una città di origini preistoriche e su questo poggia infatti il suo fascino ed il suo interesse storico. Tale testimonianza attestata da 3 capanne del XIII e XII secolo A.C. individuate sul Castellano individuano ed esplicitano questa prestigiosa origine (oltre al ritrovamento nella stessa zona di reperti romani del II secolo A.C. Citazioni nobili le abbiamo anche in un testo medioevale nel quale Camogli compare come “Vila Camuli” ed è dal Medioevo in poi che compare più frequentemente nelle cronache genovesi. Nel XVI secolo, sotto la minaccia delle scorrerie del corsaro turco Dragut, Camogli si unisce più strettamente a Genova. La città viene fortificata e il porto completato nel 1624. Dopo la battaglia di Abukir (1798), nella quale la flotta ligure utilizzata da Napoleone è andata distrutta, gli armatori camogliesi investono capitali nella costruzione di velieri mercantili, arrivando a disporre di una flotta pari al doppio quella dell’allora porto di Amburgo. Nasce la necessità di proteggere l’armamento camogliese e, a tale scopo, nel 1852 Niccolò Schiaffino fonda la Mutua Assicurazione Marittima Camogliese, prima del genere al mondo, che garantisce il risarcimento dei danni nel caso dell’affondamento di un veliero.La fine del XIX secolo segna l’avvento della navigazione a vapore e le attività tradizionali della marineria camogliese vengono, nel tempo, sostituite da quelle a destinazione turistica.
RIFERIMENTI PROGETTUALI
Queste semplici e sintetiche connotazioni storico-culturali ci hanno permesso di cogliere spunti interessanti per offrire un’idea di rivalutazione e di recupero dell’area interessata. Le connotazioni che abbiamo colto come più significative sono state pertanto:
-il richiamo alla tri-partizione Come abbiamo visto l’origine preistorica di Camogli è da individuare nelle tre capanne del XIII/XII sec. A.C. pertanto questo richiamo è stato il primo segno da richiamare nella nostra idea progettuale; come indicato anche nello stemma della città questa indicazione numerica è richiamata attraverso le vele ossia attraverso il numero delle vele che comunque individua il secondo tema esplicito:
-le vele, “la città dei mille velieri” Il richiamo più esplicito e significativo per la città rimane comunque quello dei velieri, ed alla vela più in particolare, pertanto anche dal punto di vista figurativo il nostro richiamo formale è direttamente riferito a questo: (estratto www.agenziabozzo.it) Tutte le parti figurative della piazza richiamano la navigazione le sedute che riprendono l’andamento della chiglia della nave (in maniera simbolica), i lampioni di illuminazione della piazza che riprendono l’albero maestro e la vela stessa che si incaglia nel muro d’acqua che ci porta ed introduce all’altro tema progettuale: -l’ acqua, il rapporto con l’acqua: “la goccia” La goccia che cade nell’intersezione prospettica dei percorsi principali connota tutta la pavimentazione della piazza e richiama il terzo elemento fondamentale di Camogli. L’acqua non rimane solo un riferimento ipotetico, ma viene esplicitato anche nella schermatura del muro antistante alla piazzetta: la cascata artificiale creata sopra all’attuale muraglia che insiste sulla piazza ha la funzione contemporaneamente di esplicitare la vocazione marina della città ma nello stesso tempo richiama il passante verso lo schermo antistante alla cascata nel quale si alternano le immagini della tradizione popolare. Di tradizionale però c’è in primo luogo anche la lavorazione della pavimentazione stessa che come disegno ripropone la goccia che cade nel mare ma dal punto di vista prettamente tecnico viene realizzata in “risseu” tecnica e materie storiche per la cultura ligure si sposano cosi con la modernità e l’efficacia del progetto proposto:-le immagini della tradizione Nel pannello retrostante al filtro d’acqua a cascata, verranno proiettate immagini significative della popolazione Camogliese; verranno cosi rievocati fatti significativi della storia recente o passata della città ed allo stesso tempo verranno esposte le immagini più significative delle arti e mestieri del posto: i pescatori i marinai e tutte le immagini più belle delle feste caratteristiche della città ( la sagra del pesce, la festa della Stella Maris ecc…). La pesca: questo è un duro lavoro che i pescatori di Camogli portano avanti da sempre come la pesca della Tonnara. Cos’è una tonnara ? E’ un insieme di reti disposte in mare con uno schema fisso, uguale da secoli e per tutte le tonnare che, come dice il nome, viene usato per la cattura dei tonni. Questo sistema di pesca era già praticato dai Fenici poi dai Greci e dagli Arabi che lo utilizzarono nell’antichità e lo diffusero largamente. Ormai nel Mediterraneo ne sono rimaste pochissime : due in Sicilia, quelle di Favignana e di Bonagia, due in Sardegna, quella di Carloforte (o Isola Piana), nell’Isola di San Pietro, e quella di Portoscuso, sulla costa sud occidentale dell’Isola e una a Camogli, che ormai è la sola rimasta in Liguria e nel Nord Tirreno. <Le prime notizie della tonnara di Camogli risalgono al 1603, anno in cui un solenne Decreto del Magistrato dei Censori stabiliva che “delli tonni che si fossero presi alla tonnara di Camogli se ne dovesse dare agli abitanti di Camogli e di Recco per loro uso dieci di un rubo, venticinque di due, sei sino a cento rubi”. Il rubo è una misura antica che corrisponde a circa 8 Kg e che, tra i pescatori di Camogli, viene usata ancora ai giorni nostri. Più tardi, nel 1612, si legge ”....anno 1612. Si introdusse l’appalto della tonnara di Camogli, con che dovesse l’appaltatore provvedere di pesci il Comune e non potesse salariare in marinai ed inservienti che persone della parrocchia…”. Questo certamente per favorire la popolazione meno abbiente. Bisogna considerare che in quell’epoca Camogli era un piccolo borgo di poche case, collegato con un ponte ad un isolotto roccioso sormontato da un castello dove forse trovavano rifugio gli abitanti durante le scorrerie dei pirati, e che i suoi uomini era dediti sopratutto alla pesca ed in particolare alla pesca del tonno. Questo impianto era così remunerativo che negli anni Venti del 1600 i suoi proventi servirono per costruire strade, per finanziare l’allungamento del molo e anche per completare la costruzione del Santuario della Madonna del Boschetto, dove oggi si conserva una delle più belle collezioni di ex-voto marinari. Questo impegno di consegnare tonni al municipio si ripete nel tempo fino al 1817, anno al quale risale l’ultima notizia su questo uso> (tratto da www.sullacrestadellonda.it) Il significato del pannello che, nella nostra idea progettuale verrà collocato come schermatura del vecchio muro, si caricherà quindi di significati legati alla tradizione popolare riproponendo il dualismo di città di pescatori e di città dei naviganti, le piccole barche e i grandi velieri, i pescatori e i grandi armatori. Le tre vele che andranno ad incastrarsi ad esso ricorderanno i grandi velieri ed il tutto sarà collegato dall’elemento comune dell’acqua che scivolerà lungo il pannello stesso.
LA REALIZZAZIONE
Pur precisando che la proposta illustrata rimane ad un livello di progettazione preliminare occorre specificare che le analisi svolte si sono basate su una concreta ipotesi di realizzazione prevedendo l’impiego delle seguenti tecniche e materiali: - Schermatura del muro – da realizzarsi con pannello in policarbonato satinato e/o trasparente sul quale saranno raffigurate immagini significative della tradizione popolare di Camogli. Il pannello, oltre alla funzione di quinta scenica alla Piazza, sarà il supporto dove scivolerà l’acqua pompata dall’intercapedine retrostante. Con un sistema di sollevamento la stessa acqua verrà riportata nella vasca sommitale per poi scivolare lungo il pannello tramite uno sfioratolo fino ad essere raccolta nella vasca incassata a terra. L’effetto dovrà essere quello di un muro d’acqua che scivolando dolcemente lungo il pannello lascerà intravedere le immagini retrostanti ispirate alla tradizione popolare. L’effetto notturno della quinta scenica sarà amplificato da una retroilluminazione del pannello stesso tramite fari posizionati nell’intercapedine retrostante. - Nuovo accesso alla scala e alla terrazza soprastante- si prevede la demolizione delle prime due rampe di scale ed il ridisegno delle stesse in modo più armonioso con quanto previsto nel progetto. In particolare la struttura sarà formata da setti curvilinei rivestiti in pietra, uno di proseguimento con la nuova quinta che scherma il vecchio muro, e due ortogonali che si intersecano con il primo creando l’accesso alle nuove rampe. - Le Vele Frangisole e frangivento- la nuova quinta scenica della piazza sarà scandita da tre elementi di sosta costituiti da vele frangisole e frangivento queste , oltre al richiamo simbolico del veliero, avranno una vera e propria funzione di riparo dai raggi solari e dal vento per le sedute. La struttura delle vele potrebbe essere realizzata in alluminio con lamelle orientabili ed ancorate ad un telaio portante costituito dall’ Albero maestro. Lo stesso albero assumerà la funzione di lampione con luce pluridirezionale sulla piazza. Alla base del lampione sarà collocata la seduta in pietra da realizzarsi con lo stesso materiale dei ricorsi della nuova pavimentazione. - La nuova Pavimentazione – Si prevede di sostituire la pavimentazione esistente con una nuova da realizzarsi con tecnica mista. In dettaglio si prevede che l’andamento concentrico degli anelli ispirato alla goccia che cade, venga reso visibile differenziando tratti di pavimentazione lastricata in pietra e tratti di pavimentazione in acciottolato (Risseu). Con l’occasione del rifacimento della pavimentazione si prevede la realizzazione di tutti i sottoservizi e la revisione di quelli esistenti da mantenere. Nella pavimentazione dovranno essere integrate le vasche di raccolta acqua alla base del muro ed anche gli elementi di raccolta delle acque meteoriche. - Le energie rinnovabili – Il progetto potrebbe completarsi con semplici accorgimenti relativi all’utilizzo dell’energia solare e al recupero delle acque meteoriche. In dettaglio si potrebbe prevedere l’inserimento di ricettori fotovoltaici all’interno di alcune lamelle frangisole delle vele dimensionati in modo da produrre energia sufficiente per l’alimentazione dei lampioni. L’alimentazione delle vasche potrebbe inoltre essere integrata attraverso un semplice sistema di recupero delle acque meteoriche le quali, opportunamente filtrate e indirizzate in un accumulatore, potrebbero essere poi ripompate alla sommità del muro.
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