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Bardonecchia (TO), Italia

RE-Nature

natura e artificio
Leonardo Benedetti, ARCHISPAZIO STUDIO - mario di laudo, Vittorio Pannocchia, Gabriele Pinca

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inserimento

A- GLI OBIETTIVI PRINCIPALI DI MITIGAZIONE E GLI AMBITI DI INTERVENTO

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sezioni

Quando si analizzano i risultati dell’operare umano è semplice constatare che la naturalità dei luoghi è stata quasi sempre violata. In base alle capacità di giudizio, proprie a ciascuno, sono molte le ragioni apportate per legittimare questo risultato. Derivano tutte da un solo fatto: sembra che ormai sia diventato impossibile dare una definizione ( inequivocabile) di ciò che si può chiamare “ naturale”. Così, al fine di non far percepire agli osservatori, perché nascosto alla vista, l’aspetto specifico dei diversi manufatti costitutivi del viadotto, del piazzale e dell’insieme di svincoli, i rumori e le luci conseguenti all’utilizzazione continua del tratto finale dell’ A32 Torino-Bardonecchia viene proposta la realizzazione di opere. Queste sono di dimensioni opportune, in relazione alle caratteristiche naturali, comuni all’intera area ma anche di quelle specifiche in ciascuna parte interessata. Tale proposta che coinvolge l’intero tratto è mirata al raggiungimento di quell’unità armonica ottenuta dalla composizione di un grande numero di elementi tra loro simili ( cioè caratterizzati da forti analogie per quanto riguarda la forma, le dimensioni, ed i materiali ) oppure del tutto uguali. La ragione principale della costruzione ora descritta è quella di nascondere per mezzo della forma specifica di ogni elemento e dell’insieme ottenuto, con diversa efficacia in rapporto al punto di osservazione scelto ( ad esempio il cono visivo dal paese di Bardonecchia con particolare riferimento alla via Medail, principale via commerciale del paese; la visione dell’ autostrada e del piazzale dall’alto; la visuale dal basso soprattutto dalla zona tra la ferrovia e l’autostrada ; la visione di insieme che si ha dal villaggio olimpico verso Bardonecchia, etc.), tutto quanto si trova al di là, oltre questa schermatura. Vengono celate in tal modo, le diverse “cose” cioè quelle stabili come sono i manufatti bidimensionali o con carattere volumetrico e quelle mobili ( mezzi meccanici di differenti dimensioni in sosta o in transito). Il quadro complessivo, su cui si basa l’idea progettuale, può anche essere articolato in: a- due parti di interesse specifico, ciascuna con una propria autonomia ovvero le costruzioni di mascheramento del viadotto Bardonecchia e quelle del piazzale antistante il traforo del Frejus; b- una terza di completamento che riguarda le opere di mitigazione degli aspetti ambientali e visivi dell’ insieme di svincoli.

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dettagli

B- LE MOTIVAZIONI ED I CRITERI DELLE SCELTE PROGETTUALI

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concept

Come è stato indicato con precisione al punto precedente, l’intera costruzione ipotizzata, per quanto riguarda gli obiettivi di mitigazione ambientale che con essa ci siamo preposti di raggiungere, va ad interessare le diverse zone nella loro globalità. Detto in breve è questa la ragione per la quale la proposta presentata esercita una forte azione, dal contenuto mentale, su ciascuno dei futuri osservatori-spettatori, di qualità diversa da quella che essa ha sui loro sensi ( udito, vista) con l’eliminazione dei rumori e l’occultamento delle opere esistenti insieme a quello delle luci durante la notte. Dopo avere esaminata la realtà dei luoghi, tra le diverse forme esteriori, proprie alla natura che vengono concretizzate da materie quali sono ad esempio, la terra, le rocce ma anche di genere vegetale ( erba, arbusti, etc. ) per ottenere quei risultati di attenuazione, soprattutto visiva, auspicati, siamo ricorsi all’evocazione della configurazione naturale. E’ stato possibile raggiungere questo esito per mezzo di elementi che hanno una forma allusiva di quella reale, specifica dell’ albero diffuso in maniera anche spontanea nella zona alpina. Le specie, rintracciabili da sempre in gran parte di questi territori e non solo, dall’ altitudine di 800 metri fino a quella di 2000 metri, appartengono al genere abies e sono l’ abete bianco e l’abete rosso. Ora, poiché si tratta di suggestionare l’osservatore con la rammemorazione di immagini, a tutti note, è evidente un fatto: le forme effettive degli elementi progettati sono state originate dallo schema dell’ abies così come è presente nella memoria di ciascuno. La funzione propria a ciascun elemento, in conclusione, è quella di richiamare il portamento della specie o, in questa occasione, proporne l’ingombro caratteristico di dimensioni opportune in relazione alle costruzioni e agli edifici esistenti. Non è stata perciò indicata una riproduzione pedissequa, cioè in scala reale dell’albero “ abete”, bensì una dimensione contenuta al fine di suggestionare, tutti coloro che guardano, con la percezione dell’immagine di “nuove piantumazioni”( artificiali) nelle diverse stagioni. Nel periodo invernale il colore verde proprio alla texture del materiale di rivestimento utilizzato viene lievemente attenuato dalla neve.

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planimetria

C- CARATTERISTICHE SPECIFICHE DELLA PROPOSTA CON RIFERIMENTO AI MATERIALI ED ALLE SOLUZIONI TECNOLOGICHE.

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vista da via Medail

Ciascun albero risulta costituito da più parti: elementi orizzontali conformati a reticolare piana con lato curvo verso l’esterno realizzati dall’accoppiamento di due gusci in vetroresina (luce max 5,70 ml) che vincolano al loro interno cubetti in materiale plastico di 10 cm di lato con fori e filettatura predisposti per l’accoglimento delle aste verticali od inclinate costituite da tubi tondi metallici di diametro 80 mm, spessore 5 mm e lunghezza di circa 1,50 ml. La schermatura di rivestimento è realizzata in materiale plastico stampato in continuo sottoforma di anelli (diametro 5 cm circa) tipo KML22, Kaynemaile, di colore verde , orlata sul bordo con sottile cavo in acciaio inox e tenuta in tensione da elementi a molla ( in commercio) ancorati ad asole predisposte nella struttura in vetroresina. La parte strutturale che sostiene più “alberi” (da 6 a 9 elementi) è costituita da una colonna ( con diametro di 40 cm allargato alla base fino a 60 cm ) e da aste ramificate ( profili con diametro di 30 cm) realizzate in legno lamellare di larice. Essa ha tre variazioni principali: per il viadotto, il piazzale e l’insieme di svincoli. Le sue fondazioni sono a plinto in C.A. con annegati tirafondi per raccordo alla piastra, la connessione tra plinto e colonna è in acciaio inox così come Tutte le connessioni tra le diverse parti in legno. Quelle tra la struttura principale suddetta ed i quattro bracci di collegamento ai singoli alberi costituiscono un vincolo di incastro tra le parti (4 bulloni per ogni asta). Le aste di collegamento tra la parte strutturale e i singoli alberi sono in tubi tondi metallici di diametro 101,6 mm e spessore 4 mm. Il collegamento di ogni asta in acciaio con la struttura dell’ “ albero” consente di far assumere all’ elemento terminale qualsiasi posizione sia necessaria. Nel tratto centrale del viadotto, dove l’altezza della schermatura diventa consistente, l’elemento strutturale viene raddoppiato per costituire un telaio collegato a quelli limitrofi su tre quote diverse ottenendo così, solo in questo tratto, una struttura continua. In corrispondenza delle tre quote di collegamento vengono ricavati i camminamenti per la manutenzione, mentre la schermatura del suono e della luce sul bordo della carreggiata è formata da lamelle di legno trattate ed assemblate con porzione inclinata nella parte alta (lato autostrada) sia per ottimizzare la barriera acustica che per proteggere la parte sottostante dal deposito della neve. Sul piazzale sono state create delle banchine per posizionare le colonne in legno lamellare, sfruttando le canalizzazioni già esistenti tra casello e dogana. Queste ultime risultano inclinate sulla verticale a causa della rotazione degli elementi “albero” che in questa zona diventano una schermatura per la visione dall’alto. Nell’area compresa tra il piazzale antistante il traforo del Frejus ed il viadotto Bardonecchia, invece, le colonne sono collocate in maniera tale da consentire l’allineamento dell’estremità superiore degli alberi ed ottenere così, in prossimità della carreggiata, una barriera continua per i rumori e la luce. La struttura a sostegno di tale schermatura è una trave reticolare con sezione rettangolare di altezza di circa 3 ml , che funge da camminamento per la manutenzione. La soluzione di tipo puntuale scelta (struttura continua solo per la parte centrale del viadotto) offre la possibilità di adattarsi alla diversa altezza del piano di campagna e consente i necessari adeguamenti all’ andamento altimetrico reale. I materiali previsti per la realizzazione delle varie opere riducono le necessità di manutenzione ed inoltre sono inattaccabili dai sali usati in autostrada per lo scioglimento del ghiaccio. Particolare attenzione è stata posta nello studio delle varie componenti per evitare gli effetti dei venti dominanti e l’accumulo di neve.

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veduta del piazzale e dello svincolo dall' alto

E- FATTIBILITA’ TECNICA E REALIZZATIVA DELL’ IDEA

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spaccato prospettico dall' autostrada

Sia la struttura portante che gli elementi “ albero” sono stati progettati per essere composti e prodotti in serie; particolare attenzione è stata posta alle dimensioni ed ai pesi degli elementi (quelli di maggior dimensione sono realizzati con materiali più leggeri) per permettere una notevole facilità di trasporto e di movimentazione dei componenti. Le opere proposte prevedono il montaggio delle singole parti ( ad esempio gli “alberi”) in una struttura appositamente predisposta in loco. E’ inoltre prevista l’esecuzione delle singole tranche enunciate alla lettera A, in tempi differiti ed inoltre la possibilità si smontaggio e riuso della struttura, nel suo complesso, con un recupero elevato dei materiali utilizzati. L’intero intervento è stato studiato per non arrecare disagi alla circolazione viaria in tutte le sue parti, sia in fase di montaggio che di manutenzione. Metà del piazzale nella direzione del Frejus e delle corsie verso Torino, poiché non sono direttamente interessati dal progetto non subiranno interruzioni. Per quanto riguarda viadotto e svincolo non si arrecano disagi alla circolazione in quanto gli appoggi a terra sono collocati al difuori della carreggiata.

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l' "albero"

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strutture

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schermature

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elemento strutturale

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