photo by Andrea Martiradonna. Pubblicata il 05 Aprile 2012.
Dalla fusione di 2 corpi di fabbrica risalenti agli anni ‘20 e ‘60, collegati uno all’altro e riorganizzati internamente, nasce la nuova sede del marchio D&G firmata dallo studio milanese piuarch nel pieno centro di Milano, completata a giugno 2006 .
Nuovo edificio in vetro.
© Piuarch . Pubblicata il 19 Settembre 2007.
Linearità nelle forme, giochi di luce e purezza architettonica contraddistinguono un intervento di grande intensità espressiva, che esprime la forte affinità tra gli stilisti Dolce&Gabbana e il team di architetti e consolida un rapporto di collaborazione già collaudato attraverso la realizzazione di numerosi showroom internazionali e dello spazio polivalente per eventi Dolce&Gabbana Metropol.
Vista generale del complesso.
© Piuarch . Pubblicata il 19 Settembre 2007.
La sinergia tra classico e contemporaneo costituisce uno degli elementi portanti del progetto che mette a confronto la palazzina del primo novecento, caratterizzata dalla sua facciata storica, e quello degli anni ‘60, oggi nuovo edificio in vetro.
Corte interna.
© Piuarch . Pubblicata il 19 Settembre 2007.
Elemento caratteristico dell’intervento è infatti la facciata vetrata di quest’ultimo, che corre senza soluzione di continuità su 3 lati del complesso, garantendo un’illuminazione interna totale a qualsiasi ora del giorno ed un effetto di grande impatto visivo.
Terrazze panoramiche.
© Piuarch . Pubblicata il 19 Settembre 2007.
Un prisma interamente trasparente, animato da una serie di lamelle frangisole verticali in vetro opalino disposte con un ritmo particolarmente serrato, che, colpite dalla luce ogni istante da una diversa angolatura, rendono la sede D&G quasi immateriale, caleidoscopica e seduttiva.
Entrata della sede da Via Broggi
© Piuarch . Pubblicata il 19 Settembre 2007.
Un filtro che diffonde la luce all’interno dell’edificio con grande morbidezza regalandogli colori e ‘sensazioni’ diverse nell’arco della giornata, e che si anima anche di sera, quando per la luce artificiale interna, assume l’aspetto di un’enorme lanterna di luce diffusa.
Atrio dingresso.
© Piuarch . Pubblicata il 19 Settembre 2007.
Funge da trait d’union tra i due edifici, stemperandone le diversità con il proprio rigore, il nuovo corpo di collegamento a tutta altezza, caratterizzato da rampe di scale in lamiera grezza.
Sala ristorante allultimo piano.
© Piuarch . Pubblicata il 19 Settembre 2007.
Con una superficie complessiva di 5.000 mq, il complesso si affaccia su tre strade, e si articola su 5 piani più 2 interrati.
Vista interna del corpo di collegamento.
© Piuarch . Pubblicata il 19 Settembre 2007.
Il piano terra si apre internamente verso un giardino di ciottoli bianchi, movimentato da ‘isole’ verdi dalle forme sinuose che si contrappongono alla linearità delle facciate.
Se l’edificio anni ‘20 ospita al pian terreno spazi di rappresentanza e sale riunioni, e superiormente piani locali destinati ad uso ufficio, il complesso a vetri invece si presenta al pubblico con una reception in cui arredi sono progettati dal designer israeliano Ron Arad.
Gli showrooms, che si sviluppano ad open space sui tre piani successivi, sono delimitati da una parte da un grande blocco centrale, dove si concentrano i servizi, e dall’altra dalla luminosa facciata vetrata.
All’ultimo piano, l’articolazione dei volumi permette l’affaccio del ristorante su una serie di terrazzi.
Gli arredi sono caratterizzati dall’utilizzo dell’acciaio lucido per gli elementi portanti e della lamiera grezza per i piani d’appoggio. L’utilizzo della tecnologia è rivisitato in chiave provocatoria collocando modernissimi schermi al plasma negli spazi più privati.
L’utilizzo combinato di materiali naturali come la pietra bianco namibia, insieme a materiali trasparenti e riflettenti, come il vetro e la lamiera d’acciaio lucida, regalano all’edificio una luminosità ed uno stile in perfetta sinergia con il marchio D&G.
Il progetto dimostra la forte contaminazione tra il mondo della moda e quello dell’architettura. Il risultato è un ‘abito’ confezionato ad hoc per ‘vestire’ in maniera seduttiva un marchio che ha fatto della sensualità il proprio trade-mark.
The new headquarters for the D&G brand, right in the middle of Milan and designed by the Milan architecture studio piuarch, combines, links and internally reorganizes two factory blocks going back to the 1920s and 1960s. It was revealed to the world in June 2006.
This intensely expressive architectural statement, with its linear shapes, skilful play of light and architectonic purity, is a fitting affirmation of the strong affinity between Dolce&Gabbana’s stylists and the architectural team; it further consolidates a working relationship that has been tried and tested in the design of many international showrooms and multifunctional spaces for Dolce&Gabbana Metropol events.
Synergy between the classic and the contemporary is one of the core features of this design, which sets the early 20th century block with its historic frontage off against the 1960s structure, now new-built in glass.
This glazed facade is in fact one of the work’s most characteristic features, running unbroken around three sides of the whole building so as to provide total illumination inside at any time of day and stunning visual impact.
A wholly transparent prism, enlivened by a set of vertical shade-giving sheets of opaline glass arranged in a particularly tight pattern, which receives the sunlight at different angles from minute to minute, makes the D&G headquarters kaleidoscopic, seductive, almost incorporeal.
A filter diffuses the light inside the building with an expansive softness, giving it a varied range of colours where the feel of no two moments is the same; in the evening it remains alive, shining by the artificial light inside and looking like a huge lantern of diffused light.
The link between the two buildings, moderating their different natures with its own rigour, is provided by the new full-height connection with its staircase ramps in unpolished metal plate.
The whole complex, a total floor area of 5,000m2, fronts onto three streets and rises five storeys above ground level with two below.
The ground floor opens internally onto a garden of white pebbles, animated by green ‘islands’ their curvaceous shapes contrasting with the straight lines of the facade.
The 1920s building houses exhibition areas and meeting rooms on the ground floor with office space above, while the glass-clad block is the public face, housing the reception area whose fittings were designed by the Israeli maestro Ron Arad.
The showrooms, on an open plan using the next three floors, are bounded on one side by a broad central block where most of the services are concentrated, and on the other by the light-giving glazed facade.
On the top floor the way the volumes have been put together provides splendid views for the restaurant on a series of terraces.
The fittings feature polished steel for the supports and unpolished sheet metal for the horizontals. There is a provocative approach to hi-tech, with the most up-to-date plasma screens in the most intimate spaces.
The combined use of natural materials such as white Namibian stone together with transparent and reflective materials like glass and polished steel sheet gives the building a luminosity and style that works perfectly with the D&G brand.
The design shows off the powerful cross-fertilization between fashion and architecture; and the result is the most seductive tailor-made suit with which to clothe a brand whose very trade mark is sensuality.
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