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Bologna (BO), Italia

Recupero Dell'area 'ex Macello' - Bologna

DAMS, Cineteca e Biblioteca Comunale

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Questo progetto fa parte di un intervento articolato e complesso che riguarda l’area della ex-Manifattura Tabacchi di Bologna già sviluppata in un Piano Particolareggiato che proponeva di ristabilire una lettura della città, in un suo punto travagliato, attraverso i rapporti tra gli elementi storici architettonici e morfologici che in quell’area si erano succeduti.

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L’uso del termine “travagliato” è inteso precisamente da Travaglio nella sua accezione etimologica francese: nel senso di “traveau/lavoro in corso”. Intendo dire che tutta quest’area è una sorta di “lavoro in corso” o, se si vuole, travaglio gestativo della vita della città che si modifica e prende forma.

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Come sappiamo la vita delle forme della città ha tempi decisamente incomparabili con quella umana. Le mutazioni della città murata, nel suo perimetro, nel suo centro, corrispondono, con l’addizione dei corpi esterni e delle periferie, ad un allargamento del centro urbano storico o civile che sia.

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E questo centro ha come carattere una certa stabilità data dalla presenza dei monumenti e degli edifici pubblici e per la collettività. In questo senso il Travaglio a cui si è accennato qui sopra coincide con una volontà di dare carattere a delle aree ed a degli edifici perduti negli usi più che nella memoria, o annientati da scelte e disastri (interramenti, distruzioni belliche, ecc.).

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La volontà di dare carattere è di per se una mutazione, un cambiamento di stato della forma precedente, che va manifesta e resa esplicita con un gesto: quello del progetto.

E se gli usi possono essere qualificati per appropriatezza delle scelte sociali, per quel che riguarda il carattere, è con l’architettura (con il suo grado di decoro) che si stabiliscono senso ed adeguatezza agli elementi urbani, edifici o tessuti che essi siano.

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Questa precisazione vuol essere una sorta di programma d’intervento nel momento in cui si affronta il progetto del primo lotto sull’area dell’ex-Macello ma è anche un atteggiamento generalizzabile nei confronti della strutturazione ed ancor più nella ristrutturazione, di un organismo urbano/architettonico perché inevitabilmente nella proposta progettuale si dovrà fare i conti con il suo valore per attribuirne uno nuovo.

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Il progetto propone la trasformazione dell’ex-Macello Comunale in un polo pubblico per la didattica e la ricerca; attribuendo al complesso l’integrazione di usi universitari particolari per la prima (DAMS) e della collettività per la seconda (biblioteca e cineteca); l’insieme comprende ed è in stretto rapporto con la già restaurata struttura espositiva della “Salara” ed il bastione di Porta Lame.

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Partendo dalla conservazione del nucleo storico degli edifici del macello, si è voluto privilegiare il rapporto introverso delle varie fabbriche che si formalizza nel cortile interno. Questo spazio è stato per tanto tempo un elemento di risulta, un vuoto creato dal susseguirsi dell’edificazione dei capannoni dell’ex-Macello e dai muri perimetrali; perciò privo di un suo carattere specifico.

Il progetto si preoccupa di dare un carattere stabile a questo cortile, disegnandolo in maniera regolare ed introducendo delle nuove costruzioni che servono da collegamento o da ingresso alle nuove funzioni, rispettando gli edifici esistenti nella loro forma e nella loro regola costruttiva e costitutiva. Il cortile perciò diventa una piazza, non priva di una certa metafisicità, dove gli elementi architettonici nuovi sono: un cilindro, un cubo, un parallelepipedo ed una galleria. Essi creano un nuovo ordine nel confronto non mimetico con gli edifici storici. Nel recupero dell’ex Macello di Bologna, ai fini di creare i nuovi laboratori del DAMS e la Cineteca comunale, il tema della teatralità è stato riportato non solo nei nuovi rapporti d’uso ma anche in termini compositivi con la volontà di dare nuovo significato ad un luogo dapprima solo industriale. Oltre agli interventi di recupero sono stati perciò introdotti nuovi edifici mediante i quali sono stati ricercati rapporti scenografici creando nel cortile quasi una scena urbana. Il cortile perciò diventa una sorta di piazza, non priva di una certa metafisicità, dove gli elementi architettonici nuovi sono: un cilindro, un cubo, un parallelepipedo ed una galleria. Essi creano un nuovo ordine nel confronto non mimetico con gli edifici storici. Anche all’interno dei vari fabbricati malgrado la specializzazione delle parti è stato tenuto vivo il tema della teatralità: come nel foyer cilindrico pensato quasi fosse un teatrino scientifico e la sala di lettura della biblioteca dove l’introduzione delle balconate ha accentuato la prospettiva e definito due luoghi in uno stesso spazio (dove si guarda e dove si svolge l’azione). L’anima dell’ambiente teatrale però è rappresentata dalla sala del teatro-laboratorio pensata come una macchina o una nave, con attrezzature mobili che consentono di dare più conformazioni alla sala secondo vi sia la presenza di pubblico o si svolgano le prove teatrali coinvolgendo tutti gli elementi architettonici, per quanto semplici, in movimentazioni possibili sul ponte/palcoscenico. I materiali lignei e d’acciaio riportano a questo dinamismo così come il rosso acceso delle pareti evoca l’ardore e la passione dell’azione teatrale.

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