Progetti
Copertine
Top Favorites
Nuovi
Concorsi
Albums
Dettagli
Newsletters
Shanghai, China

«Better City, Better Life» Padiglione italiano per l'Expo 2010 a Shanghai

Body & Soul - Italian Pavillion

Vista_001_diurna_large

Vista Aerea Diurna

PROGETTO PER IL PADIGLIONE ITALIANO PRESSO L’ESPOSIZIONE UNIVERSALE DI SHANGHAI 2010

Vista_002_diurna_large

Vista Dell'Ingresso Diurna

INTENTI PROGETTUALI, SCELTE ESTETICHE E PRINCIPI FORMALI

Vista_003_notturna_large

Vista Aerea Da Shanghai Notturna

Rappresentare i valori, la cultura, l’identità italiana in un padiglione temporaneo significa saper coniugare i tempi di una storia antica con quelli fugaci e immediati della comunicazione, dell’immagine, dell’innovazione tecnologica, dei media, del mercato. Forse proprio l’immagine del mercato, nel senso stretto del luogo dello scambio e del commercio, è quella che maggiormente si lega alla principale richiesta del bando di concorso, quella della creazione di “una vetrina delle eccellenze italiane relative alla qualità della vita nelle aree urbane”. L’idea, la forma, la struttura del mercato contemporaneamente richiamano il momento fondativo della città, nucleo tematico centrale di questo Expo dal titolo “Better City, Better Life”, legano Cina e Italia con il sottile filo rosso della comune tradizione dei grandi mercati temporanei all’aperto e rappresentano in termini metaforici ciò che l’Expo è: un grande contenitore destinato al confronto, allo scambio, alla rappresentazione di infinite realtà, al commercio dell’immagine di ciò che di meglio i paesi ospitati possono offrire. Per queste ragioni, il primo motore ideativo e compositivo di questo progetto sono proprio le immagini dei mercati tradizionali italiani, quelle che attraversano l’Italia da Piazza delle Erbe a Verona a Porta Portese a Roma, dalla Fiera di Senigallia di Milano a alla Vucceria di Palermo: un susseguirsi di varietà e accumuli, di colori e frammenti, di percorsi interrotti e spazi residuali, che formano un’unità attraente e rappresentativa, un misto di creatività avvolgente e ricetta comunicativa. Se questi sono i primi ingredienti dei volumi e dei colori del padiglione, la ricerca di un canone formale che possa essere rappresentativo dell’Italia non può essere ritrovato nella banalità di un luogo comune, tra gli stereotipi dell’eleganza e dello stile “made in Italy”. Al contrario il principio estetico del progetto affonda le proprie radici proprio in ciò che del mercato è naturale prosecuzione e che meglio di qualunque altra cosa stratifica il valore della tradizione con l’attualità della qualità del nostro paese: le nostre città. Roma, Venezia, Torino, Genova, Bologna, Napoli, Milano, Firenze, Catania, Pienza, Siena, Assisi, Parma, Siracusa: sono le loro vie bianche e colorate, sono le forme dei loro palazzi fatti di tempo e di storie, sono i riflessi sui vetri della loro complessità, sono il mondo antico e il mondo nuovo che nelle loro piazze si incontrano a fare il giro del mondo, a entrare nelle case di ogni straniero, a parlare di bellezza raccontando contemporaneamente la nostra storia e il nostro presente. Sono le città italiane ad attirare i cittadini del mondo nel nostro paese e a riempire l’immaginario di chi non abita la penisola tra le Alpi e la Sicilia di un valore estetico che supera quello di abiti e motori, che trascende stili e mode, che ignora frasi fatte e già sentite. Allora questo padiglione vuole essere una stampa di Venezia nelle mani di Marco Polo, vuole avere lo stupore di piazza dei Mercanti a Milano, i colori di “SpaccaNapoli” o dei Quartieri Spagnoli, i panni al vento tra le pietre antiche di Roma, i riflessi umidi di un caruggio genovese, il calore di un portico bolognese, il candore teso e abbacinante di Ostuni, l’orgoglio barocco di Torino e la sensualità irriverente di Cagliari. Così l’edificio è formato da quattro volumi che si rincorrono e sovrappongono nel lotto e che si definiscono come frammenti ricavati intagliando e svuotando un unico volume. Ciascun volume è caratterizzato da una forma a diamante: gli spigoli accentuati regalano varietà prospettica dai diversi punti di vista e vibrante complessità all’insieme. Le coperture inclinate portano ad avere una percezione fortemente dinamica dei prospetti sui grandi viali dell’Expo che conducono al padiglione. Ad accrescere l’immagine dei corpi come elementi ricavati da un unico blocco, soprattutto nella vista dal fiume e dalla città antica, contribuisce la complanarità delle coperture appartenenti ad un unico piano inclinato che cresce dallo spigolo Nord Ovest (prospiciente l‘imbarcadero) verso lo spigolo SudEst dove si trova la piazza del sistema viario principale dell’Expo, da cui si accede al lotto italiano. Il risultato è quindi un fronte dinamico, basso e tagliente che lascia libera la prospettiva dell’intera complessità volumetrica dell’edificio, verso il fiume e soprattutto verso la città antica e, al contrario, un fronte monumentale, visibile e maestoso dal lato principale di accesso. Nel punto più basso, alla linea di colmo, l’edificio raggiunge 7,5 metri di altezza mentre nel punto più alto resta al di sotto dei 20 metri di altezza come richiesto dall’ente banditore; tutti i quattro corpi sono articolati su due livelli, con ampie porzioni di superficie a doppia altezza. Ciascuna parte presenta altezza variabile dell’intradosso di solaio tra primo e secondo piano, sia per accrescere la varietà percettiva nel percorso tra i diversi spazi espositivi, sia per accogliere con maggiore adeguatezza le necessità delle diverse funzioni, sia per distribuire uniformemente lo spazio nei differenti volumi interni. Tra i quattro volumi si aprono quattro assi di 5 metri di larghezza che aprono scorci visuali dal centro del padiglione verso i punti di maggior rilievo nell’intorno del lotto italiano: l’attracco sul fiume a NordOvest, il ponte a Nord Est, l’’area di accesso all‘expo, la piazza di accesso al padiglione. L’intersezione dei viali origina al centro del padiglione uno spazio all’aperto, raccolto e dinamico: una piazza protetta dove l’esposizione può proseguire sotto il cielo di Shanghai tra i giochi ombre creati dai volumi spigolosi e scavati in aggetti e rientranze. Dall’esterno le prospettive di questo spazio sono mutevolmente attraenti e sostituiscono alla sensazione di frattura il valore dell’inaspettato, del curioso, della porta da solcare per trovare una realtà differente. Questa strutturazione spaziale giocata su dei pieni che ruotano intorno a un vuoto centrale, che proteggono e nascondono, permette un’articolazione complessa del percorso espositivo e una grande varietà delle possibilità di allestimento; contemporaneamente il tema della corte protetta tende un nuovo legame tra cultura urbana italiana (le piazze nascoste, i campielli, gli scorci, i caruggi, i cortili) e il mondo cinese, con i suoi giardini segreti, i suoi recinti sacri, le sue città proibite. Il trattamento dell’involucro, esterno, di copertura ed interno partecipa alla composizione volumetrica e ne esalta le caratteristiche: le facciate, le coperture, le pavimentazioni sono rivestite della medesima superficie composta da pannelli regolari che nell’avvolgere completamente la struttura ne amplificano il valore unitario. Il dualismo tra corpi esterni e universo aperto interno, tra il pieno e vuoto e però giocato sulla differenza cromatica. Le facciate esterne sono composte da pannelli bianchi lucidi, traslucidi e trasparenti che alleggeriscono la presenza volumetrica con una lievità diafana, frammentaria, dinamica: un richiamo alla tradizione tessile italiana, ma anche ai ventagli cinesi. Questa pelle tesa e vibrante crea spazi eterei e diafani all’interno, produce echi di riflessi e magie di luce, trasforma in una grande lanterna cinese il padiglione illuminato quando scende la sera. Al contrario, nella piazza centrale e nei tagli che la definiscono, i pannelli da 75 cm per 150 cm, riempiono lo spazio libero dei colori dell’Italia e, attraverso la particolare tecnologia con cui sono stati realizzati che conferisce loro un aspetto tessile e materico, rimandano ai valori italiani legati alla creatività manifatturiera. Il contrasto tra il candore esterno e la vivacità dei colori che animano il cuore del padiglione è anche il frutto della convinzione che questo edificio dev’essere in sottile equilibrio tra la spettacolarizzazione di se stesso e la capacità di andare in dissolvenza rispetto al primo piano del suo contenuto, le eccellenze italiane. Le geometrie dell’edificio e il rivestimento modulare rappresentano già una scelta orientata alla possibile riproduzione in scala ridotta, senza che si perdano il valore e l’efficacia della soluzione architettonica proposta.

Tav_01_small_large

Tavola 01_Planimetria Di Insieme

REQUISITI AMBIENTALI E SOSTENIBILITA

Tav_02_small_large

Tavola 02_Planimetria

Ognuna delle scelte estetiche, formali e compositive fino qui illustrate, ha una corrispondenza diretta con una precisa risposta al sistema esigenziale prestazionale dell’edificio in riferimento al contesto ambientale e alla sostenibilità. In primo luogo la geometria delle coperture, tagliate in modo complanare da NordOvest a SudEst offre la soluzione ideale per un facile e controllato sistema di smaltimento delle acque meteoriche, soprattutto in considerazione delle possibili violente e improvvise precipitazioni della stagione estiva. Inoltre la particolare angolazione della copertura consente di minimizzare l’esposizione diretta ai raggi solari della stessa nei mesi estivi in modo da impedire gli effetti di surriscaldamento e conseguentemente di ridurre al minimo l’utilizzo di impianti di condizionamento e di risorse energetiche per il mantenimento del clima interno degli edifici. Come ulteriore elemento, in termini di benessere ambientale, derivato da questa precisa scelta morfologica a cuneo è la creazione di una geometria molto performante in caso di forti venti nella direzione più esposta del padiglione ( con basso effetto barriera e quindi minimizzazione delle forze agenti sulla facciata rivolta verso il fiume), e di naturale controventatura strutturale del fronte più ampio (ma naturalmente più riparato perché coperto dai padiglioni antistanti). In secondo luogo la scelta cromatica: l’utilizzo del bianco all’esterno è funzionale all’abbassamento del surriscaldamento delle facciate, mentre il colore è utilizzato solo dove la naturale ombreggiatura reciproca dei corpi lo consente, vale a dire negli spazi a corte interni. Infine la pannellatura modulare e le scelte tecnologiche che l’accompagnano. Sulle facciate e sulle coperture viene utilizzato un sistema che prevede la variazione tra quattro tipologie di elementi: pannelli completamente trasparenti, pannelli translucidi opalini, pannelli opachi, pannelli riflettenti. Ne deriva la possibilità di calibrare le facciate in relazione all’esposizione solare prevedendo una maggiore opacità e riflessione laddove esse sono maggiormente esposte.

Tav_03_small_large

Tavola 03_Pianta Del Piano Terra

TECNOLOGIA E STRUTTURE

Tav_04_small_large

Tavola 04_Pianta Del Primo Piano

Il sistema di facciata presenta una soluzione tecnologica innovativa: un sistema modulare di pannelli che garantiscono alte prestazione in termini di comfort termico, di resistenza, di sostenibilità, di manutenzione. I pannelli sono facilmente producibili anche in Cina. Essi sono di cinque tipi e vengono montati fuori opera su telai di alluminio che vengono fissati direttamente alla struttura secondaria (sempre in allumino) fissata mediante bullonatura alla struttura principale. I pannelli trasparenti sono costituiti da una doppia lastra in policarbonato compatto,con interposta camera d’aria (per garantire alti valori di isolamento termico), inseriti in un telaio di alluminio. I pannelli opalini sono costituiti da due lastre di policarbonato alveolare con interposta camera d’aria: sulla faccia esterna viene tesa sul telaio in alluminio una vela di nylon che fornisce un ulteriore schermatura per diminuire il surriscaldamento e preserva l’invecchiamento della materia plastica. I pannelli opachi mutuano la tecnologia costruttiva dalla tecnologia navale: a lastre di legno truciolare ignifugo (prodotto di recupero quindi)viene accoppiato uno strato isolante in polistirene mentre la faccia esterna, dopo essere stata verniciata, viene rivestita con un film di resina epossidica bicomponente che rende lucida e resistente la superfice esterna dei pannelli. Nei pannelli colorati e in alcuni pannelli bianchi sulla lastra lignea viene resinato un tessuto che dona al pannello, oltre alle particolari colorazioni, una caratteristica finitura materia superficiale. Il sistema di pennellatura modulare è concepito, in accordo con la tradizione manutentiva cinese, per garantire facilità di manutenzione consentendo riparazioni e sostituzioni puntuali. La struttura portante dell’edificio è realizzata con portali a cerniera realizzati con travi alveolari HE a sezione variabile e travi reticolari: questa soluzione offre esilità degli elementi, facilità di montaggio e smontaggio mediante l’assemblaggio a secco.

Tav_05_small_large

Tavola 05_Pianta Della Copertura

DISTRIBUZIONE DELLE FUNZIONI

Tav_06_small_large

Tavola 06_Prospetti E Sezioni

Il padiglione si compone principalmente di spazi destinati all’esposizione. Si tratta di spazi molto flessibili che si prestano a diversi tipi di allestimento. Gli spazi espositivi sono di diverse metrature, a doppia altezza o ad un solo piano, per permettere di esporre qualsiasi tipo di opera che possa rappresentare al meglio l’eccellenza italiana. Gli spazi espositivi sui trovano principalmente al piano terra, fatta eccezione per una parte al livello superiore che si affaccia sullo spazio sottostante e permette visioni differenti dello stesso spazio. A supporto dell’attività espositiva sono posti lungo il percorso all’interno del padiglione luoghi per l’informazione, un bar e un bookshop. Il piano superiore dei diversi corpi è dedicato alle funzioni necessarie per lo svolgimento ottimale delle attività che animeranno il padiglione. Nel primo corpo sono collocati uffici e sale riunioni direttamente collegati con spazi per convegni che si affacciano sullo spazio a doppia altezza che costituisce l’accesso principale al padiglione. Nel secondo corpo trovano sede due sale convegni di diversa capacità, per permettere lo svolgimento di attività culturali legati all’esposizione, introdotte da uno spazio di attesa che si affaccia direttamente sulla piazza interna al padiglione e permette una visione ottimale dell’intero complesso. Il terzo corpo è ad un solo piano, ma è corredato di uno spazio al primo piano aperto sullo spazio sottostante. Per quanto riguarda il quarto corpo, al suo interno trova collocazione un grande ristorante con bar, luogo in cui esprimere una volta di più l’eccellenza italiana. Oltre allo spazio espositivo, il padiglione ospita al suo interno, a supporto delle funzioni principali, magazzini posti in punti strategici del padiglione, servizi per il pubblico e per i dipendenti.

Tav_07_small_large

Tavola 07_Caratteristiche E Funzioni

Tav_08_render_small_large

Tavola 08_Render

11

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma

Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav